Delle Fragili Cose

Cinematica delle Masse31 October , 2006 5:37 pm

Siccome oggi sono stato un po’ pesante vi segnalo questo video. Ci facciamo una risata e ci godiamo la giornata di festa di domani. Per me ponte lungo. Il mio contributo alla scienza riprendera’ lunedi’ prossimo. Ma non temete fedeli lettrici e fedeli lettori. Ho in mente un paio di post di altissimo livello e se trovo la concentrazione li sgancio come un bombardiere.


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Cinematica delle Masse 10:22 am

Oggi e’ giorno di bilanci, mi sono svegliato con la fissa da ragioniere. Io sono di sinistra da sempre. Lo sono da quando si portavano gli eskimo e si faceva a botte, come dei pirla, con i ragazzi del Fronte della Gioventu’. Allora non avevamo capito che volevamo tutti la stessa cosa ma ci avevano diviso in due squadre per fotterci meglio. Ora l’ho capito, ma e’ tardi.
Dico questo perche’ il fatto di avere una storia politica cosi’ lunga e cosi’ determinata, stiamo parlando di quasi trent’anni, mi autorizza pienamente a dire quel che penso del governo attualmente in carica.
Essere di sinistra vuol dire cose molto semplici secondo me: fare in modo che tutti abbiano almeno un’opportunita’, evitare che pochi privilegiati traggano profitto da posizioni dominanti, essere solidali con i deboli, puntare a dei valori che non siano necessariamente il possesso e la ricchezza, distribuire oneri ed onori con equita’, sulla base del lavoro svolto e senza nessun privilegio derivante da cognome o posizione sociale.
Queste cose elementari, insieme con altre che mi sfuggono perche’ sono troppo cretino, dovrebbero trovare rappresentanza in questo paese nei vari brodi, pappino, nutelli, damena, di dietro, pastella, insieme al presidente della camera dei deputati berchinotti. Io non dico nulla. La sottrazione, perche’ di sottrazione si tratta, fatela voi.
Il risultato e’ chiaramente un numero negativo, scritto bello rosso sul registro. E’ semplice capire il perche’.
Subito dopo la vittoria nelle elezioni di aprile, invece di mettere mano immediatamente alla scandalosa legge elettorale che priva i cittadini di questo paese del loro diritto di scelta, si e’ preferito scatenare la guerra contro i tassisti. Se proprio non si sapeva cosa cazzo fare si sarebbe potuto portare un cero alla Madonnina di Pompei, giusto per ringraziarla dell’immenso colpo di mazzo che aveva consentito ad un esercito allo sbando di ribaltare una terrificante Caporetto e di trasformala in una vittoria.
Dopo i provvedimenti contro i tassisti, i notai e gli avvocati, che hanno sconvolto totalmente la nostra vita, si e’ messo mano all’indulto. E’ di ieri la notizia che pastella, il nostro grandissimo ministro della giustizia, e’ favorevole allo spiegamento dell’esercito a Napoli. pastella, e gli tocca la minuscola anche dopo il punto, forse applica la meccanica quantistica. Non stabilisce un legame diretto tra causa ed effetto. Il problema e’ che la meccanica quantistica si applica quando il fenomeno si svolge in scala ridottissima. Qui non stiamo parlando del pisello di pastella, ma della sua grandissima faccia tosta e quindi si applicano i principi della meccanica classica. Se tu fai l’indulto e liberi 6000 detenuti con condanna definitiva solo in Campania (causa) hai un incremento della criminalita’ (effetto).
Passiamo poi alla grandissima legge finanziaria. La crociata contro l’evasione fiscale si riduce alla chiusura per tre giorni della salumeria sotto casa se non stacca lo scontrino per tre volte in cinque anni. Cacchio, sembra una regola del Monopoli. Dove sono le riforme strutturali? Mi aspettavo che si iniziasse a parlare di deducibilita’ o detraibilita’ di spese fatturate da professionisti o artigiani e di analogo trattamento per le spese sostenute per i trasporti pubblici. Mi aspettavo che si mettesse mano ad un processo di meccanizzazione serio della catena prescrizione medica-erogazione delle prestazioni sanitarie e dei medicinali, in modo da poter controllare in tempo reale sprechi e malversazioni. Avrei voluto che invece di bloccare la crescita delle imprese a cinquanta dipendenti, ponendo su quel numero il confine per il trattamento differenziato del TFR, si operasse con decisione sulla legge che ha cancellato di fatto il lavoro a tempo indeterminato in questo paese, legalizzando a tutti gli effetti caporalato e cottimo.

Guardate questa faccia. Negli ultimi cinque o sei anni ha fatto quello che ha voluto in questo paese.  Ha cacciato chi gli stava antipatico, ha depenalizzato i reati di cui era stato giudicato colpevole, ha condonato tributi che doveva allo stato, ha autorizzato il rientro di capitali illegalmente esportati all’estero, ha sfruttato senza ritegno la televisione pubblica passando dai programmi in prima serata a quelli di cucina, ha coinvolto l’itaglia in un’impresa vergognosa come quella irachena solo per leccaculismo, ha dato ai suoi sodali, mariuoli ed evasori, nuove occasioni per esplicitare le loro attivita’ criminali. L’avete guardato bene? Vi siete impressi in mente i suoi denti bianchissimi, la sua pelle liscia e abbronzata, i suoi capelli folti e scuri? Bene, questo e’ l’uomo nelle cui mani brodi, pappino, nutelli, damena, di dietro, pastella, insieme al presidente della camera dei deputati berchinotti, riconsegneranno questo paese dopo il loro vergognoso fallimento.
Tutto sommato non sara’ un grosso problema per loro. Grazie al fatto che non hanno modificato la legge elettorale potranno farsi consolare portando in parlamento ed al senato le loro mogli, le amanti, i fratelli, le sorelle e i loro cavalli, come Caligola.
Io sono senza parole e senza idee, le ho finite. Dite voi.

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Cinematica delle Masse 6:46 am

Oggi questo sito compie un mese di vita. A dire la verita’ il complimese e’ stato sei giorni fa, il 25 ottobre. Quel giorno ero troppo incazzato per ricordarmelo, avevo appena letto un post di un grande blogger nazionale e sono stato costretto a scrivere una vera e propria dichiarazione di guerra, che mi ha portato ad avere pinguini imbottiti di tritolo che si lasciano esplodere nella tromba delle scale del mio palazzo. Pero’ facciamo finta di niente e tiriamo i primi bilanci.
Ieri ho avuto il piacere e l’onore della visita e del linkaggio da parte di una gentile ed affascinante signora che ha un bellissimo sito letterario. Non so cosa l’abbia attratta qui e cosa l’abbia convinta a ad aggiungermi tra i suoi preferiti. Forse, come tutte le persone colte ed intelligenti, subisce il fascino della diversita’. Qualsiasi sia il motivo, la ringrazio. Acque Mosse si aggiunge cosi’ a La Strana Ditta, il mitico blog dei dipendenti dell’ Azienda Perugina Mobilita’ che potranno vantarsi per sempre di aver scoperto per primi il mio talento e che quando ricevero’ l’oscar per il piu’ grande blog di tutto il sistema solare, saranno ringraziati immediatamente dopo i miei genitori e mia nipote, la grande prosatrice tacitiana a cui debbo il mio stile agile ed elegante.
Ieri questo sito ha ricevuto oltre cento visite distinte. Tenendo conto che qui si parla di cosmologia quantistica, di armi da fuoco, di software open source, di relativita’ e di termodinamica, mi sembra un risultato che fa pensare. Va anche considerato il fatto che qui non si fanno i paghi due e prendi tre sui linkaggi, che non si promettono foto in mutande e non si narrano esperienze sessuali (anche per assenza di materia prima, non delle mutande …delle esperienze).
Insomma, la cosa mi ha tolto il sonno come si puo’ notare dall’ora di pubblicazione.
Con questo termino questa nota disgustosamente autocelebrativa, sperando che questo grande successo abbia su di me un effetto migliore degli antidepressivi che prendo e ai quali, alla lunga, mi sto assuefando.

Grazie.

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Cinematica delle Masse30 October , 2006 1:42 pm

AGGIORNAMENTO: Le mie risposte ai commenti dei lettori di LiberoBlog sono in questo articolo.

Questa mattina, subito dopo aver usato la mia fida 357 per liberarmi di tre pinguini killer inviati dagli ayatollah dell software open source per uccidermi, mi sono messo a lurkare i giornali esposti nella vetrina dell’edicola. Operazione alla quale mi dedico ogni mattina anche perche’ fa incazzare il giornalaio che e’ antipaticissimo.
Sulla prima pagina della "Gazzetta dello Sport", giusto di fianco al titolone che annunciava l’articolo sulla caduta di Valentino Rossi e la conseguente perdita del titolo mondiale, c’era un occhiello di discrete dimensioni nel quale era possibile leggere (cito a memoria) "Valentino, benvenuto fra gli esseri umani, un articolo di Lapo Elkann".
Devo confessare che non ho letto l’importante articolo perche’ il lurking dei giornali ne esclude per principio l’acquisto. Ma io sono uno scienziato, il mio mestiere e’ formulare teorie basandomi sui dati disponibili e, nella fattispecie, suppongo che l’articolo di Lapo Elkann evidenziasse il fatto che la perdita del mondiale a seguito di un grave errore di guida, rende Valentino Rossi un essere umano fallibile come tutti.
Ora, come tutti sappiamo, Lapo Elkann e’ un’autorita’ internazionale nel campo della fallibilita’ umana e quindi e’ perfettamente titolato a scrivere un articolo del genere. Dallo scriverlo a farlo pubblicare, pero’, c’e’ un abisso.
Chi accede a queste pagine non e’ alla morbosa ricerca di gossip, per quello ci sono miliardi di siti disponibili. Chi viene qua vuole approfondimento, analisi sistemica ed e’ appunto quello che sto per dargli.
Per i pochi che non hanno premuto "back" nel browser a hanno continuato a leggere, devo dire che in questi giorni sto subendo delle cure dentistiche. Questo mi obbliga ad accedere ad un tipo di letteratura che normalmente sono costretto ad ignorare a causa del mio elevatissimo livello intellettuale, i giornali di gossip. Questo mi ha dato modo di verificare che nei confronti di Lapo Elkann e’ in atto una gigantesca opera di redenzione. Oltre ad essere onnipresente sulle copertine, e’ possibile reperire suoi interventi su ogni argomento di discussione. L’opinione di Lapo sulle cravatte, quella sulla dieta, l’interpretazione del momento politico attuale, l’incitamento alla Juventus, fino ad arrivare ad un vero e proprio capolavoro: un articolo di sei o sette pagine, intitolato "Una giornata con Lapo".
La giornalista che ha redatto l’articolo, ha seguito il nostro Lapo nel corso di una sua giornata qualunque. L’articolo era corredato da foto che erano state chiaramente fatte con il consenso dell’interessato, visto che erano tutte pose con il viso maschio corrucciato, con le braccia sui fianchi nella mussoliniana posizione ad anfora e istantanee di tre quarti, in modo che il profilo piuttosto importante risultasse addolcito.
Le foto erano state successivamente passate all’immancabile photoshop in modo, una volta tanto, di peggiorarle, sgranandole e scurendole, tutto perche’ il lettore ne ricavasse l’impressione che erano state rubate con lunghi e pazienti appostamenti del fotografo.
Ho avuto modo di apprendere che nel corso della sua giornata tipo, Lapo ha l’abitudine di accompagnarsi con una graziosa fanciulla di cui non ricordo il nome, ma posso dire che trattavasi di elemento ad alto coefficiente di pompabilita’. La giornata dei due si conduce tra shopping, telefonate al cellulare, pranzo al ristorante e passeggiate per il centro di un’ignota citta’.
Probabilmente Lapo dettera’ al telefono gli articoli per i giornali e le opinioni su ogni argomento dello scibile umano e svolgera’ il suo ruolo di manager del piu’ grande gruppo industriale italiano di notte, dopo aver pompato la tizia, visto che di giorno, di tali attivita’, non v’e’ traccia.
Io sono un assoluto assertore del principio che chiunque ha il diritto di fare cio’ che vuole se questo non comporta violenza e costrizione nei riguardi di altri. Le abitudini sessuali e l’utilizzo di droghe, se non impattano nelle relazioni con gli altri, rientrano nella sfera del personale e non mi riguardano. Io stesso, nel mio privato, sono protagonista di raccapriccianti atti di sesso estremo che coinvolgono il flacone del mastro lindo, la zuccheriera e un cuscino del divano, ma siamo tutti e quattro adulti e consenzienti e quindi la cosa non riguarda nessun altro. 
Questo per dire che la storia recente di Lapo Elkann riguarda solo lui. Quello che mi infastidisce veramente e’ questo artificioso tentativo di ricostruzione dell’immagine come se da qualche parte fosse scritto che Lapo Elkann e’ una componente essenziale ed inderogabile della nostra vita e che quindi, dobbiamo cibarcene, ci piaccia o no.
George Orwell, il creativo della Endemol che nel 1948 ha avuto l’idea del Grande Fratello, in un suo lavoro ormai dimenticato e mai sufficientemente lodato, asseriva un concetto apparentemente estremo ma mai, come oggi, attuale.
Al sistema non basta che il cittadino lo accetti. Il cittadino deve amare il sistema in cui vive perche’ solo il vero amore garantisce fedelta’.

Mi piace concludere ricordandolo Orwell. Lui, la sua vita ed il saccheggio ignobile che ha subito la sua opera a favore dei format televisivi. In suo onore ho appena acceso una sigaretta della Vittoria, facendo attenzione che il tabacco secco non scivoli fuori. Ora mi accingo ad assaggiare un po’ di gin della Vittoria. In quest’aria dolce di inizio autunno, nel mio cuore allegro e sollevato, sento nascere un sentimento fortissimo. Le parole mi giungono alle labbra senza che io me ne accorga e mi sorprendo a dire, sempre piu’ forte, sempre piu’ forte: Io amo Lapo Elkann, io amo Lapo Elkann, IO AMO LAPO ELKANN …

AGGIORNAMENTO: No, no, non ti sei sbagliato. E’ proprio un bel pezzo, tanto che questo mio post e’ stato pubblicato sulla home page di libero blog. Firmato: Modestino.

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Cinematica delle Masse29 October , 2006 12:04 pm

 

ma lascia stare i Santi. Finche’ la barca va lasciala andare e Ognuno per se’ e Dio per tutti, sono le tre leggi che  in Itaglia hanno soppiantato quelle della termodinamica. A me e’ capitato di infrangere la prima quando ho scritto questo post, e la cosa mi e’ stata fatta notare sia nei commenti che in casella di posta. Delle volte garbatamente e delle volte no. Il difetto di comunicazione ci deve essere stato perche’ nessuno mi ha dato ragione e questo, trattandosi di opinioni, e’ statisticamente improbabile. Provero’ ad esprimere le mie idee di nuovo, sfruttando il fatto che ieri ho aiutato la mia nipotina a scrivere i pensierini e tentero’ di imitarne la tacitiana eleganza stilistica nella composizione. Se vi annoia la discussione tecnica, saltatela. In corrispondenza della fotina della bella guaglioncella inizia una discussione politica e quella mi interessa assolutamente che la leggiate.

  1. Il software Open Source non e’ peggiore di quello commerciale. Considerato il degrado della qualita’ progettuale, Open Source e software commerciale sono esattamente allo stesso livello di qualita’: scarsa.
  2. Il software Open Source non e’ completamente gratuito se utilizzato per le applicazioni mission critical o in business continuity. Quando io lo uso per bloggare o per editare un’immagine a casa non sto parlando di nessuna delle due categorie di cui sopra. Se invece lo uso per gestire il traffico aereo o l’anagrafe del comune devo essere certo che ci sia qualcuno pronto ad un eventuale debug e successivo patching. Questo e’ un costo, molto superiore a quello dell’acquisto.
  3. In questo post di Beppe Grillo il semplice concetto espresso al punto precedente non c’e’. Anzi, e cito testualmente, "Le applicazioni software della Pubblica amministrazione non costeranno più niente. Non costano già più niente. Basta passare al software Open Source, software libero che non costa un euro". Questa e’ disinformazione. Anzi il tono ricorda quello di una televendita.
  4. Non c’e nessuna differenza tra un pezzo di software e una pompa idraulica. Sono entrambi macchine costruite per svolgere una funzione.
  5. Per le pompe idrauliche esistono degli standard in modo tale che io possa scegliere quella che mi piace di piu’ e collegarla al mio sistema senza dovermi preoccupare di adattarla. Nel software questi standard non esistono.
  6. Gli standard consentono ai vari produttori di farsi concorrenza su prezzi e prestazioni perche’ l’utente puo’ scegliere un componente qualsiasi, senza preoccuparsi di doverlo adattare.
  7. Se fossero esistiti questi standard, Microsoft sarebbe una software company come le altre.
  8. Ho letto in un post di Andrea che ci sono delle valide ragioni per "odiare" Internet Explorer 7. Ma IE7 e’ un oggetto, come si fa ad odiare un oggetto? Secondo me un oggetto puo’ piacere o non piacere, essere funzionale o meno ma se uno dice di odiarlo induce nella sua valutazione una componente di fanatismo che ne svaluta il valore tecnico.

Bene e per la parte tecnica questo e’ piu’ o meno tutto. Veniamo a quello che mi sta a cuore, la politica. Io, Andrea, Daniele e anche gli scostumati che mi hanno mandato sgarbate letterine di insulti, abbiamo perso un bel po’ di tempo dibattendo su un problema essenzialmente tecnico che avra’ rotto le palle al 99% delle persone che hanno avuto la sventura di leggere questo post. Il bello e’ che quando una specie di papa come Grillo lancia la crociata dell’open source e quella delle piste ciclabili fa in modo che tante persone di buona volonta’, che hanno veramente voglia che questo paese cambi, si mettano a correre come bambini dietro una bandierina colorata.
L’open source nella pubblica amministrazione e’ importante, lo sono anche le piste ciclabili, ma in questo momento c’e’ un vero e proprio tumore maligno che sta uccidendo rapidamente questo paese. Vi rendete conto che se domattina cadesse il governo si dovrebbe andare a votare di nuovo con la legge elettorale attuale
La stessa legge che non da possibilita’ di scegliere la persona a cui delegare la nostra rappresentanza. La stessa legge che ci obbliga a comprare un pacco senza poterlo aprire, basandoci solo sul disegnino che c’e’ sulla scatola. La stessa legge che ha portato al senato ed in parlamento fratelli, mogli, amanti e schiavetti dei vari leader politici. La stessa legge che consentirebbe a pastella, brodi, pappino, damena, ubellusconi e nutelli di fare senatori le loro cavalcature. La stessa legge che ha fatto di parlamento e senato una camera delle corporazioni con una faccia tosta che ha un solo precedente nella nostra storia, S.E. il cavalier Benito Mussolini.
E vi rendete conto che mentre loro stanno li a bisticciarsi su quale cesso deve usare Lussuria o come cazzo si chiama, oppure a fare fondamentali leggi sui taxi, sua santita’ Beppe Grillo I, invece di dire questa cosa ogni tre minuti sul suo blog frequentatissimo, fa il cazzo del reset sulle piste ciclabili e l’open source nella pubblica amministrazione?
Ho fatto un controllo a tappeto. Nel blog di Grillo si parla della legge elettorale in due post, uno del primo ottobre e un altro del 31 luglio 2006 e ci sono due accenni, in post il cui argomento principale non e’ la legge elettorale, 1l 13 aprile ed il 15 giugno 2005. Due post e due accenni in 10 mesi per una cosa che se fosse successa in un paese sudamericano ci avrebbe fatto parlare tranquillamente di repubblica delle banane o di oligarchia?
Ma vi siete mai chiesti se questa gente vuole veramente che il paese cambi? Cosa ne sarebbe della satira pungete dei beppegrilli e dei fabifazi e del giornalismo d’assalto dei michelisantori in un paese dove c’e’ pace sociale e le cose funzionano senza intoppi? Non vedete anche voi che di giorno aggrediscono politici e industriali e poi la sera si ritrovano insieme agli stessi party e fanno le spese negli stessi negozi? Che direste del medico che quando vi visita e si accorge che avete un foruncolo sul viso e una cancrena ad un piede, si dedica a spalmarvi la cremina sul foruncolo e ignora la cancrena?
Io penserei che nella migliore delle ipotesi e’ un incompetente. Nella peggiore che e’ d’accordo con il rappresentante della cremina e che lui e il rappresentante ve lo vogliono ficcare nel culo. Fate vobis.

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Cinematica delle Masse28 October , 2006 8:19 pm

Quando una persona si ammala e la differenza tra la vita e la morte la fa quanto e’ in grado di spendere, non si puo’ piu’ parlare di civilta’. Un paese che sia in questa situazione ha una componente non trascurabile di barbarie, anche si chiama Stati Uniti d’America.
Gli italiani vivono in un paese dove e’ garantita l’assistenza pubblica. Quando sentono la storia di qualche disoccupato o nullatenente che in una citta’ modernissima e affascinante come New York, non avendo l’assicurazione o i soldi per curarsi, e’ morto o si e’ fatto calcificare una frattura senza ricomporla, rabbrividiscono
Bisognerebbe riflettere di piu’ sull’importanza di questa forma di tutela assoluta. Probabilmente la la gente pensa che sia un diritto naturale e dimentica che e’ il frutto di un’organizzazione solidale e civile. 
Quindi sara’ questa distrazione il motivo per il quale chi dichiara molto meno di quanto guadagna si fa in quattro per farsi esentare dal ticket fottendo non solo lo stato, ma anche chi gli siede accanto aspettando la visita medica. Forse sara’ per questo che i farmacisti si oppongono alla vendita dei medicinali nelle dosi prescritte e pretendono di venderli in confezioni da 50 compresse, tanto poi fuori dalla farmacia ti mettono il bidone dove lasciare i medicinali scaduti. Sempre per colpa di questa distrazione, nonostante la distribuzione di una modernissima tessera sanitaria, si continuano a prescrivere visite e medicinali su foglietti di carta, scritti a mano e senza che sia lasciata nessuna traccia informatica, impedendo di fatto i controlli in tempo reale.
Il problema e’ che quando qualcuno ha l’esenzione ticket pur non avendone diritto, agli occhi di molti italiani e’ un furbone. Se i farmacisti non vogliono vendere le compresse sfuse secondo prescrizione, fanno i loro interessi. Se non c’e’ controllo in tempo reale sulle ricette mediche, meglio. Vuol dire che nessuno rompera’ il cazzo per quell’analgesico che, in realta’, si sarebbe dovuto pagare.
Io ho l’impressione che meta’ del paese pretenda di essere mantenuta dall’altra meta’ ma che tutti gli italiani si sentano parte della meta’ che deve essere mantenuta.
Non so a quanti sia capitato di entrare in un pronto soccorso. Fra mura sporche e panche di linoleum, gente che fuma e parla al cellulare, ci sono gli italiani. Feriti o ammalati, appoggiati a una barella o al muro, privati di ogni rispetto per se e per il proprio malessere, sono costretti a scontare nel momento peggiore la loro certezza che fottere il prossimo sia tattica per vincere la partita.

Conviene consolarsi con i grandi successi della medicina moderna nel campo della mastoplastica additiva.

 

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Fisica del Vuoto27 October , 2006 11:12 pm

George Orwell, il creativo della Endemol che ha avuto l'idea del grande fratelloAnche se noi pensiamo di essere dei pirla, le nostre vite devono essere una vera fonte di spettacolo. Fra programmi televisivi, servizi deviati e gruppi industriali, tutti si fanno in quattro per entrare nelle nostre case, spiare le nostre abitudini ed ascoltare le nostre telefonate. In pratica e’ come se meta’ del paese fosse occupato a guardare morbosamente cosa fa l’altra meta’. Ed il bello e’  che non e’ sempre la stessa meta’ a spiare e l’altra ad essere spiata, ma le parti si invertono in un torbido scambio di ruoli.
Ma chi ha l’autorita’ di intercettare il presidente della repubblica, quello del consiglio, senza che venga coinvolto un giudice, che sia aperta un’inchiesta? E se pure ci fosse un mandato, come fa a restare segreta una cosa cosi’ grossa in un paese di pulcinella come questo?
Delle volte ho la triste impressione che persa la capacita’ del fare, a questo paese non sia rimasta altro che quella dello sbirciare.  Probabilmente ascoltando le telefonate del savoia rimambito, quelle del moggi intrallazzatore e sapendo che le finanze di brodi e compagni sono sotto controllo, si riceve leggero conforto delle proprie meschinita’. 
In Italia del cechistapeggiodimeismo si e’ fatta bandiera nazionale. Che Dio ci benedica. 

 

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Fisica del Vuoto 8:38 am

E continuiamo questa piccola e unilaterale battaglia con il grillone nazionale e con il suo popolo di fedeli che ogni giorno si riunisce nel suo blog per ricevere la benedizione "urbi et orbi". Incominciamo con un po’ di banalita’. C’e’ il software commerciale e il software open source. Quello commerciale e’ prodotto da aziende che hanno sedi e dipendenti. Quello open source da volontari a casa loro, che spesso lavorano solo per la gloria o per passione. E’ ovvio che nessuno puo’ obbligarli a farlo. In genere sia il software commerciale che quello open source funzionano tutti e due bene o meglio, tutti e due non tanto male.  Quello commerciale si paga, quello open source no. Cosa scegliere?
La risposta dovrebbe essere semplice: quello gratis! E come risposta va bene, perche’ anche se ci piace fare i buffoni con le donne, anche se con gli amici diciamo: "per me solo il meglio", anche se ci piace darci le arie da principe rinascimentale, nel nostro intimo sappiamo di essere dei tirchi di merda che lesinano sulla mancia al cameriere, che riciclano i regali e che fanno gli squilletti al cellulare con la speranza di essere richiamati.
E questa e’ la scelta giusta. Perche’ fino a quando stiamo a casa nostra, e usiamo il software per scrivere un documento o per fare un foglio elettronico, se il programma che utilizziamo si pianta e perdiamo il lavoro fatto non muore nessuno, anche perche’ noi sappiamo quanto vale veramente il nostro lavoro anche se poi lo rivendiamo caro e amaro. Un mannaggia qua, mannaggia la e si ricomincia senza che sia accaduto nulla di veramente grave.
Ma se anche l’industria e la pubblica amministrazione fanno la scelta dell’open source che accade?
Ci sono sicuramente dei grandissimi risparmi perche’ tutto i soldi che le case di software perdono quando tu scopiazzi i programmi crackando i cd, vengono recuperati vendendo regolarmente il software alla pubblica amministrazione ed alle grandi aziende a prezzi maggiorati.
Il difetto sta nel fatto che aziende e stato trattano dati strategici. Immaginiamo di memorizzare l’anagrafe nazionale usando come piattaforma un software open source. Il costo del progetto si abbassa di molto ma se il programma si blocca e i dati diventano inaccessibili chi chiami? Vai in Finlandia con i carabinieri e tiri fuori dal letto Linus Torvalds per fargli trovare e correggere l’errore. E se quello, poco poco, ti manda a fanculo?
Ecco, alla mia eta’ ho dovuto ammettere finalmente che Babbo Natale e la Befana non esistono. E’ triste ma e’ cosi’. Il software open source e’ bello ma se vuoi utilizzarlo devi formare del personale per manutenerlo e questo personale costa. Non puoi fare affidamento sui secchioni in giro per la rete. Quelli se trovano una pupa al posto di Federica la mano amica ti lasciano con il culo per terra.
Se invece si e’ utilizzato, comprandolo,  un software industriale si ha tutto il diritto di pretendere un intervento immediato e risolutivo. L’azienda fornitrice ha le strutture e il personale idonei.
Quindi basta con la demagogia beppegrillesca. Il problema e’ fare in modo che l’industria individui una piattaforma comune di partenza e degli standard di comunicazione in modo che si possano produrre prodotti software intercambiabili ed in concorrenza tra loro. Programmi per computer e lavatrici sono la stessa cosa, sono macchine. Tutte le lavatrici hanno un oblo’ per i panni, lo scarico e il carico dell’acqua, una spina per la corrente ed il filtro. Cio’ le rende intercambiabili. Poi una ha la voce che ti dice che ha finito, una ha le lucette, l’altra ha 500 programmi, insomma si fanno concorrenza sugli accessori ma negli aspetti fondamentali sono equivalenti.
Questo, a livello industriale, si chiama normalizzazione dei componenti ed e’ quello che ti consente di chiedere al negozio semplicemente una lampadina, senza la necessita’ di portarti appresso il lampadario.
Ma come al solito e’ piu’ facile incitare alla rivolta il popolo offrendo soluzioni immediate anche se stupide, perche’ programmare vuol dire pensare, pensare costa fatica e nessuno vuole fare piu’ un cazzo. Infatti ho scritto questo post in venti minuti e vale quello che vale. Quello precedente, anche se piu’ breve, mi e’ costato un’ora ma come al solito non lo leggera’ nessuno.

Aggiornamento: Se dopo aver letto il post volete unirvi alla fatwa lanciata contro l’autore da parte degli ayatollah dell Open Source, leggete prima questo post e poi commentate li’. Qui i commenti sono bloccati.

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Relativita' estremamente ristretta 8:37 am

E’ chiaro. Anche oggi non mi va di stare sull’attualita’. Si torna al vecchio amore. Il che per me e’ un piacere. Per chi e’ capitato qui attratto dal titolo da filmone con Di Caprio e si e’ confortato alla vista della patanella c’e’ una triste sorpresa. Sei nel bel mezzo di una lezioncina di fisica relativistica e mo’ so cazzi tuoi, perche’ se fai subito back e torni da dove sei venuto devi ammettere con te stesso che non sai un cazzo, non lo hai mai saputo e anche quando te ne viene data l’occasione scappi. Invece di fare back vai qui, ti sentirai a casa tua.
Se invece decidi di restare scoprirai che il mondo non e’ esattamente come lo vedi e questo potrebbe portarti a lasciare la morosa, darti al bere o, addirittura, ad amare ubellusconi, brodi, pappino, lamena e nutelli.
Se stai leggendo ancora hai deciso di restare, se non altro per capire dove questo stronzo vuole andare a finire. Ok, l’hai voluto tu. Per prima cosa sappi che questo e’ un post introduttivo al concetto di Creazione senza Creazione. La cosa si sviluppa su piu’ post. Le puntate precedenti sono: 01, 02, 03 e 04.
In fisica con S si indica lo spazio e con T il tempo. E quindi? cosa ci sarebbe da sapere?

Incominciamo dicendo che o spazio ha tre dimensioni, banalmente altezza, larghezza e lunghezza. E a meno che tu non ti chiami Abdulsalami e d’estate non fai a meno dell’abbronzante, a lunghezza stai quasi sicuramente scarsino. Il tempo ha una dimensione. Nello spazio ci si puo’ muovere in diverse direzioni, nel tempo solo in avanti. Il perche’ non si possa andare indietro nel tempo, benche’ la notizia non sia ancora pervenuta a ubellusconi e a tutti i botoxiani, e’ dovuto, fra l’altro, alla seconda legge della termodinamica. In parole povere se prendete un tazza di latte caldo, se non continuate a scaldarla siete certi che di li a qualche minuto il latte raggiungera’ la temperatura ambiente. Se invece prendete una tazza di latte a temperatura ambiente, non avete nessun modo di sapere se prima fosse stata calda. In pratica non esiste una memoria nell’universo e il calore passa solo dai corpi caldi a quelli freddi. Quindi per andare indietro nel tempo, a meno di non trovarsi di fronte alla fenomenologia quantistica, qualcuno deve prima convincere una tazza di latte fredda a cedere calore ad una tazza di latte caldo. E quando si tratta di cedere e’ sempre dura. Specialmente se a cedere deve essere una signora.
La relativita’ vede lo spazio ed il tempo uniti in una struttura quadridimensionale. Nel senso che non si puo’ pensare all’uno senza coinvolgere l’altro. E a, pensarci bene si puo’ anche smetterla di menarla cosi’ per le lunghe. Uno spazio senza il tempo non ha senso perche’ il fatto stesso di percepirlo induce una successione temporale. Il tempo senza lo spazio sarebbe una cosa che non produce alcun effetto su nulla e una cosa che non produce effetti non esiste, anche se questo blog ed il suo autore mettono duramente alla prova questa affermazione.
Oggi piu’ che pensare a due cose collegate si tende a vedere spazio e tempo come lo stesso fenomeno visto da punti di vista diversi. Un po’ come materia e energia. A tutti sara’ venuto in mente l’effetto temporale della curvatura dello spazio quando ci si avvicina alla velocita’ della luce, vero?
Questa sorta di unione sostanziale di due concetti cosi’ apparentemente distanti e’ alla base di una delle teorie di Cosmologia Quantistica piu’ affascinanti. Nella teoria di Hartle-Hawking il tempo sorge  progressivamente durante la formazione dello spazio. Questa teoria elimina l’istante iniziale e quindi la Creazione dell’universo e rende superflua l’azione di un primo motore. Quindi Dio non sarebbe stato necessario per la nascita dell’universo. Sti cazzi! La prima volta che ho letto di questa teoria era notte, stavo di guardia al solito bidone di benzina e avevo il fucile in spalla. Mi misi a piangere come un cazzone perche’ quando le cose sono belle ed armoniose mi sale sempre la lacrimuccia.
Ma questa arrapante teoria sara’ argomento di un prossimo post. Attenzione perche’ usero’ un titolo ancora piu’ ruffiano di questo e qualche altro disgraziato si potrebbe trovare qui per caso. Uomo avvisato mezzo salvato.

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Meccanica delle Cose26 October , 2006 9:37 am

 

 

AGGIORNAMENTO: Le mie risposte ai commenti dei lettori di LiberoBlog sono in questo articolo.

AGGIORNAMENTO 2: Ho dovuto imparare ad usare le armi per difendermi dai pinguini kamikaze del software open source e per tenere a bada i numerosi ammiratori di Lapo Elkann, incazzatissimi per questo mio articolo.

Ma nel caso che non ti trovassi in questa invidiabile condizione io sono dell’idea che prima di scegliere bisogna conoscere e quindi e’ giusto che tu sappia che:

  1. Se hai deciso di condurre un’arma perche’ hai il cazzo piccolo o perche’ il tuo collega con dieci anni meno di te ha fatto piu’ carriera, nel tuo immediato futuro ci sono nella migliore delle ipotesi parecchi anni di carcere. Nella peggiore una cassa foderata di zinco, tre metri sotto terra. E’ matematico e non c’e mai stata nessuna eccezione.
  2. Le armi sono strumenti. Non hanno nessun potere intrinseco, non hanno nessuna proprieta’ metafisica. Sono pezzi di acciaio e legno sagomati ed assemblati per svolgere una funzione. Non pensare che un’arma ti possa dare piu’ appoggio morale di quanto possa fare un cacciavite.
  3. Sapere usare le armi vuol dire saperne fare a meno. Il maggior successo per un vero professionista consiste nel poter dichiarare di non aver mai estratto la pistola.
  4. Solo nei film le sparatorie durano ore e vengono esplosi centinaia di colpi. Nella vita reale durano pochi secondi. Pensa alla differenza che c’e’ tra i moschettieri del cinema e gli atleti che tirano di spada o di fioretto. Chi riceve meno danni e’ sempre colui che ha maggiore freddezza, maggiore professionalita’ e strumenti piu’ adeguati.
  5. Nella vita reale i conflitti a fuoco avvengono, nella maggior parte dei casi, al chiuso e a distanza ravvicinata. La probabilita’ di uscirne senza nessun danno e’ zero. Nella migliore delle ipotesi si avranno dei danni passeggeri ai timpani.  Se hai visto al cinema qualcuno sparare in macchina o in una casa e poi chiacchierare tranquillamente a voce bassa con qualcuno, hai visto Babbo Natale.
  6. Le ferite che mostrano nei film sono cazzate pure. La realta’ e’ molto piu’ impressionante e ricorda che al cinema non trasmettono gli odori. Se non sei preparato a questo sappi che corri il rischio di svenire anche solo guardando quello che accade.

 

Esistono sostanzialmente due tipi di pistole. I revolver e le semiautomatiche. UZI e simili le lasciamo al Mossad e agli sceneggiatori di Hollywood.
Le semiautomatiche sono dotate di caricatori nel calcio e portano fino a quindici cartucce. Queste pistole, una volta condotta manualmente la prima cartuccia in camera di scoppio con un’operazione meccanica di scarrellamento, usano parte dei gas propulsivi della cartuccia esplosa per espellere il bossolo e caricare una nuova cartuccia in camera di scoppio, almeno in teoria. In corrispondenza dell’ultimo colpo il carrello rimane aperto per avvisare l’utilizzatore che il caricatore si e’ esaurito ed e’ necessario sostituirlo.
I revolver sono abbastanza simili alle pistole che si usano nei film western. Hanno un tamburo nel quale si dispongono le cartucce ed un cane che va armato a mano. Il bossolo rimane nel tamburo e va espulso manualmente in fase di ricarica.
I revolver sono potenti ed affidabili, grazie alla meccanica piu’ semplice. Le semiautomatiche hanno maggiore autonomia di fuoco ma minore potenza ed affidabilita’. Una cattiva manutenzione o una cartuccia sottocaricata possono bloccare il processo di espulsione bossolo/ricarica. In questo caso si ha quello che si definisce inceppamento. Se non si e’ addestrati a reagire con prontezza un evento di questo tipo conduce quasi sicuramente alla morte.
Le cartucce si differenziano per calibro, forma e composizione del proiettile. Il calibro vuol dire cose diverse quali il diametro della canna o del proiettile o la denominazione usuale della cartuccia. La composizione del proiettile puo’ essere a base di metalli ad alto peso specifico quali il piombo e, eventualmente, puo’ essere ricoperto di acciaio. In questo caso il proiettile si definisce camiciato o per gli anglofili, full metal jacket o jacketed. La forma del proiettile puo’ essere a punta o schiacciata in punta e puo’ prevedere un incavo circolare al centro o un’intaccatura a croce. 
I proiettili in piombo sono teneri e quindi non hanno nessuna probabilita’ di attraversare ostacoli di una certa consistenza. Nel caso attingano un corpo, pero’, tendono a frammentarsi e a rimanere in situ, senza uscire. Questo tipo di ferite e’ spesso letale.
I proiettili camiciati hanno un altissimo potere di penetrazione. La superficie liscia e la consistenza della copertura, associate alla punta sottile, ne incrementano la precisione e la potenza. Un proiettile di questo tipo non si arresta quasi mai nel primo obiettivo e puo’ rimanere "caldo" ancora per parecchi metri. Occorre tenerne conto.
I proiettili sulle cui punte sia stato scavato un piccolo buco o aperti dei solchi a croce sono severamente proibiti. Quelli con l’incavo accumulano aria nel buchino durante la corsa. L’aria si comprime e quando il proiettile arriva sull’obiettivo e si arresta, l’aria si espande improvvisamente provocando una vera e propria esplosione. Quelli con la croce si deformano lungo la corsa e quando attingono un corpo aprono ferite quasi sempre mortali. Questo genere di cartuccia e’ assolutamente illegale e il solo fabbricarle e condurle con se e’ un reato serissimo. Occorre tener conto, comunque, che ci sono persone che non si preoccupano di questo e che quindi bisogna sapere come affrontarli altrimenti si e’ destinati a morte certa.
Le mie preferenze sono per i revolver a canna lunga con proiettili ad alto potere perforante. Sono giunto a questa conclusione dopo diverse esperienze e questa e’ l’accoppiata che gestisco meglio. Fino ad oggi non ho mai estratto un’arma per sottolineare la mia volonta’, pur avendone la possibilita’. E una delle poche cose di cui posso vantarmi.
Avvicinarsi ad un’arma deve essere una scelta consapevole e meditata. Se lo fai senza preparazione hai gia’ comprato il biglietto per il treno della notte verso il grande nulla. E’ solo questione di tempo

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Fisica del Vuoto25 October , 2006 9:06 am

Non ho nessuna forma di lealta’. Mi accingo a prendere per il sedere il post scritto da uno che non ha bisogno di altra pubblicita’ e che quindi non nominero’ e non linkero’. Nel frattempo lo traccobacco (o come accidenti si dice), cosi’ questo fulminante incipit comparira’ tra i suoi commenti. Sono certo che la cosa gli procurera’ gravi danni economici e un notevole calo di popolarita’, ma io sono implacabile e non me ne fotte nulla.
Il personaggio in questione e’ di Genova, ha il blog piu’ letto d’Itaglia, ha la barba, fa il comico (e’ il piu’ in gamba in effetti), qualche anno fa fece una battuta sui socialisti e l’ora legale che Woody Allen ancora non ci dorme la notte. Se non avete ancora capito pensate all’insetto parlante amico di Pinocchio. Se nemmeno dopo quest’indizio ci siete arrivati, cliccate qui e non tornate piu’. Queste pagine non fanno per voi.

Il personaggio in questione ha lanciato, un paio di giorni fa, con parole di fuoco, un’iniziativa per combattere il crescente decadimento repubblicano. Io l’ho interpretato come un invito ad una disobbedienza civile e pacifica che mettesse fine al buonismo, al compagnuccismo e al vogliamocituttibene che hanno portato questo paese al coma glicemico. A questo punto ho messo da parte il lanciafiamme che i clienti di vecchia data conoscono e amano e ho intrapreso anche io questa crociata Gandhiana. La cosa mi e’ riuscita maluccio, lo devo ammettere. Io do il meglio di me quando si tratta di tirare fuori il bastone, l’amichetto di vecchia data.

 

La resistenza passiva, il porgi l’altra guancia, li accetto e li metto in pratica perche’ la violenza, razionalmente, e’ inaccettabile anche se il cuore dice altro. Comunque, scendo in campo anche io con i miei post. La stampa e la televisione non ne danno notizia, i giornalisti si sono messi strategicamente in sciopero. Ieri sera controllo di nuovo il blog del mio ispiratore e nel nuovo post vedo le prime misure di cui si richiede l’immediata applicazione. Le elenco:

  • 1.Ticket di ingresso per le auto
  • 2.Pista ciclabile che attraversi ogni percorso cittadino
  • 3.Eliminazione progressiva dei parcheggi in città
  • 4.Creazione di zone verdi dove ora ci sono parcheggi
  • 5.Car sharing pubblicizzato e incentivato dai Comuni
  • 6.Autobus e taxi elettrici
  • 7.Diminuzione dell’Ici del 30% al residente che non possiede una macchina
  • 8.Tempo di attesa al semaforo per le macchine doppio rispetto ai pedoni
  • 9.Carico e scarico dalle 5 alle 7 del mattino
  • 10.Mezzi pubblici gratuiti
  • 11.Tassa per l’occupazione di suolo pubblico per le macchine parcheggiate
  • 12.Uffici pubblici di nuova costruzione tassativamente senza parcheggi.

Ecco. Quindi non e’ che politici e amministratori pubblici si approfittano della loro posizione per farsi i fatti loro, non e’ che lasciano l’immondizia nelle strade per favorire la camorra, non e’ che non incentivano il trasporto pubblico per compiacere i petrolieri,  non e’ che hanno fatto la legge elettorale che hanno fatto per portare in parlamento chi dicono loro, non e’ che hanno votato un indulto pernicioso solo per tirare fuori i loro amichetti, non e’ che invece di pensare al futuro e alle riforme strutturali pensano alle risse in tv e ai tamponi cipria delle iene. No. E’ che, semplicemente, non hanno pensato alle riforme giuste, si sono distratti un attimo. Tra una velina da spupazzare e una dichiarazione sagace  da rilasciare, le cose possono sfuggire di mente, ecco.
Io non sono all’altezza dell’amichetto di Pinocchio di cui sopra. E lo testimonia il fatto che tra il mio reddito ed il suo ci saranno un paio di zeri di differenza alla fine, il nostro e’ un sistema posizionale pesato. Pero’ avevo inteso che fino a quando non si ripristina la democrazia in questo paese, buttando la legge elettorale attuale tra le fiamme, non si potesse parlare d’altro.  Mi da’ l’impressione che parlare di piste ciclabili adesso, sia un po’ come dire a una persona che ha il cancro che mangiare carne rossa fa male, che la frutta va mangiata lontano dai pasti o che non bisogna esagerare con i condimenti. Sono cose utili. Pero’ c’e’ il tempo della sana alimentazione ed il tempo della chemioterapia. 

Ho scritto questo post senza cazzi e mazzi perche’ voglio proporlo a qualche aggregatore in giro. I fan del  genere non disperino. Sono in arrivo roventi novita’

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Meccanica delle Cose24 October , 2006 11:18 am

Diciamoci la verita’. Sua Eccellenza Dio, (non ubellusconi che quello tra qualche anno sara’ polvere, anche se si e’ fatto costruire il mausoleo di Tutankhamon o come cazzo si chiama, sempre polvere diventera’) con questo paese non si e’ tirato la mano. Boschi, laghi, sole, mare, animali, inverni miti ed estati coi controcazzi, una specie di paradiso terrestre. Cosi’ mentre svedesi, norvegesi e altri biondoni del nord si chiatravano dal freddo e mangiavano le renne crude, mentre i negroni all’equatore dovevano vincere la lotteria per bersi un sorso d’acqua, qui si faceva la vita dei cavalieri. Si andava a caccia senza troppi pericoli, che elefanti e rinoceronti non potevano arrivare nemmeno con i gommoni, si coltivava e si allevava in grazia di Dio. E questa occasione non ando’ persa. I nostri italiani di allora si misero in cammino e arrivarono ovunque. Diedero mazzate, le presero, cancellarono popoli ma portarono anche legge e pace in un mondo che non doveva essere tutto rose e fiori. Fra un mazziatone e l’altro, costruirono citta’ bellissime, strade  e dipinsero affreschi che ti parlano ancora adesso.  Poi venne la tenebra. E fu ancora qui, nei monasteri sulle montagne, che si custodi’ un po’ di conoscenza. Conoscenza che torno’ utile nel rinascimento dove, sempre qui, si crearono le basi della societa come la conosciamo adesso e si diede anche un certo contributo alla cultura con mezzecalzette come Leonardo, Raffaello, Michelangelo e mo basta se no divento wikipedia. 
Poi con un bel salto arriviamo all’utimo dopoguerra, dove papa’, mamma, nonno e nonna si sono trovati una terra devastata, citta’ distrutte e pane e cipolla, quando si trovava.
Di santa pazienza, tra un poveri ma belli e un i soliti ignoti, si sono costruiti una nazione che, nel bene o nel male, si e’ messa al pari di tante altre che non avevano avuto tanta sfortuna nei tempi recenti.  Di fronte a questi italiani, quelli antichi e quelli solo anziani che ancora sono tra noi io mi tolgo il cappello e abbasso gli occhi.
Agli altri dico: NO. NO ai grandifratelli, NO ai c’e’ posta per te, NO a vieri si chiava quella e platinette e’ ricchione, NO al gioco dei pacchi, NO ai bisticci tra mascella e timpietro, NO al partitodemocratico, NO a l’italia di mezzo e all’italia di lato, NO alle iene, NO ai santori, NO a fabifazi e NO a tutti quelli che raccontando lo sfascio si fanno le ville in Sardegna.
Insomma mi sono rotto il cazzo di essere buono e di trovare una giustificazione per tutti. Quello non paga le tasse perche’ se no’ chiude l’impresa, un altro si droga perche’ e’ insoddisfatto, quel parlamentare ha rubato solo per il partito, quello esce perche’ c’e’ l’indulto, il collega non fa un cazzo perche’ e’ raccomandato. Basta.
Dire NO a questa gente vuol dire isolarla, non ammetterla alla comunita’, non salutarla con il bacetto, non stringergli la mano, non prenderci il caffe’ insieme. Vuol dire disprezzarli ed ignorarli perche’ c’e’ un limite a tutto e questo limite e’ stato passato.

Sono solo in overdose di antidepressivi. Fare questo non serve a nulla. Non ci vogliono molti anni ancora e con la divegernza di crescita fra le nascite negli immigratie e quelle degli indigeni, di noi e dei nostri maurizicostanzi non rimarra’ piu’ nulla. Finalmente gruppi di bambini dal grazioso visetto scuro o con dei dolcissimi occhi a mandorla, cammineranno silenziosi e stupiti tra le strade di una citta’ antichissima, guardando negli affreschi severi i visi di un popolo che e’ ormai e’ cenere.

E niente patanella, che sto incazzatissimo.

Aggiornamento: Sto piu’ incazzato di prima ma non e’ colpa vostra, quindi …

 

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Cinematica delle Masse23 October , 2006 8:17 pm

Carissimo ubellusconi, prima di tutto ti voglio dire che sei un bell’uomo. Anche se hai settattant’anni, hai ancora i capelli, scuri per giunta, la faccia liscia e senza rughe, tutti i denti bianchi e brillanti e un bellissimo colorito. Alla faccia di quei cornutoni e di quelle zoccole del mondo dello spettacolo con i loro trapianti, le pere di botox, le anoressie e le lampade. Io non ti posso dire niente. Ho i capelli da francescano, i denti cosi’ cosi’ e un colorito itterico da overdose di antidepressivi. Non mi permetto nemmeno di insegnarti a campare, perche’ se ne fossi all’altezza non starei qui a contare i mesoni mentre tu conti i milioni. Pero’, siccome certe volte mi hai fatto ridere di gusto, e mi hai fatto sentire molto intelligente, ti voglio dare un consiglio. Poi tu fai quello che vuoi.
Quando vai per le piazze a dire che in questo paese c’e’ una dittatura, secondo me,  fai due grandissime  strunzate.
Prima di tutto ti copri di ridicolo. Non perche’ l’Itaglia sia un paese democratico, ma perche’ per fare una dittatura ci vuole stomaco e organizzazione. Chiedilo agli argentini, ai cileni che di queste cose sono esperti. Credi veramente che in questo paese ci sia qualcuno che riesca a caricare un centinaio di persone su un aereo, dopo averli drogati, per scaricarli in mare? Il tutto alla luce del giorno? Come se fosse una missione antincendio? Senza un fax? Un ordine scritto? Una domandina o qualche bollettino alla posta? Ma lascia stare, anche per rispetto di quei poveracci che sotto le dittature vere ci hanno lasciato le penne. Qui ci hanno tentato nel ‘22, con quel regime da burletta. Mentre in Germania facevano i campi di concentramento, qui si dava l’olio di ricino, che come si sa ora, e’ ricco di omega 3 e fa benissimo.
Poi, non so se sei daccordo, ma, secondo la mia esperienza, se dici sempre la stessa cosa, una volta, due, tre, e la dici a tante persone, alla fine uno stronzo che ci crede veramente lo trovi. Vedi quello che hanno combinato la wanda marchi e quella zoccola arrepecchiata della figlia. E se lo stronzo si mette in testa di essere veramente sotto una dittatura puo’ diventare un problema, perche’ in Itaglia, se vuoi avviare un’impresa industriale, con il cazzo che ti finanziano. Se cerchi qualcuno che ti mette in mano 20 chili di tritolo o un paio di AK47, lo trovi di sicuro. Fra servizi segreti diritti e servizi segreti deviati, logge p2 e p38, amerdicani, russi e arabi, c’e’ solo l’imbarazzo della scelta.
Vedi, in agricoltura come in fisica, si raccoglie cio’ che si semina, sempre e senza eccezioni. Se uno mette i fiammiferi, o come si dice dalle mie parti, i micciarielli, in mano a un bambino, poi non si puo’ lamentare se scoppia un incendio. E il fuoco, caro ubellusconi, non fa distinzione, fattelo dire da uno specialista della faccenda.
Saluti alla signora.

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Cinematica delle Masse 9:05 am

Il presidente russo Putin: "L’Italia culla della mafia". In poche ore la rivelazione ha fatto il giro del mondo. Sulla scoperta hanno lavorato i servizi segreti russi, eredi della tradizione leggendaria del KGB, e si segnalano anche numerose missioni delle famose teste di cuoio di Mosca: gli Spetnaz. Ma l’indagine non si ferma qui, sono state anticipate altre clamorose scoperte:

  • Agli italiani piace la pasta con la pummarola ncoppa.
  • Agli Italiani piace cantare e suonare il mandolino.
  • Gli Italiani sono Latin Lover.
  • Gli Italiani sono tutti bassi, scuri di pelle e con i capelli e gli occhi neri.

Premettendo che dalle mie parti, in queste occasioni, si dice che il bue ha chiamato cornuto il ciuccio, quello che viene da pensare e’ che Putin, stanco di fare il presidente, stia cercando di entrare nello staff delle Iene.

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L'angolo del Bignami 8:58 am

C’e’ stato un tempo nel quale il vostro affezionato cronista era disposto a tutto pur di rimorchiare. Ora per fortuna, l’eta’, il calo ormonale e le benziodiazepine lo hanno condotto a un ovattato stato di tranquillita’, dal quale esce solo quando va in overdose di antidepressivi inibitori della serotonina.
A quel tempo ci si industriava e ci si ingegnava, con altri sfortunati quattrocchi secchioni, con un’applicazione ed un’energia che se applicate al mondo degli affari o alla politica, mi avrebbero portato ad essere la vera alternativa a ubellusconi. Altro che brodi, nutelli, pappino e lamena.
Uno dei molteplici tentativi fu quello di fare il dee jay in una radio privata. Detta cosi’ sembra invitante. In realta’ la radio era di un prete, le trasmissioni iniziavano e finivano con l’Ave Maria, la musica diabolica era proibita e fra un Rosario e una benedizione, passavano casti programmi musicali nei quali Baglioni e i Pooh regnavano incontrastati.
Pur con queste premesse, la fame di patanella era cosi’ forte, che anche per accedere allo staff di questa radio diocesana bisognava fare carte false. Fu necessario fare affidamento alla mia fama di genio precoce e mentire spudoratamente sulle mie credenze religiose per ottenere uno spazio di due ore, alle undici di sera, per condurre un programma che allora veniva definito: musica a richiesta. Secondo l’autore, qualcuno si sarebbe dovuto peritare, a quell’ora infausta, di uscire dalle calde coltri, arrivare al telefono, era pieno inverno e i cellulari si vedevano solo in Star Trek, chiamare me alla radio, richiedere la canzone preferita e tornare di corsa a letto per ascoltarla, data l’assenza anche a livello puramente spermatico di emule, mp3 e di negroni con CD masterizzati. Date le premesse la cosa sembrava destinata a finire in vacca. Invece no. Incredibile ma vero, c’era un gran numero di cazzoni che, messe in atto le operazioni teste’ descritte, faceva la richiesta di turno e si godeva la canzone, talvolta canticchiandola pateticamente al telefono.
Il programma fu un successo ma non raccolsi nulla. La verita’ e’ che ho una bella voce, virile e profonda e quindi in radio ed al telefono facevo faville. Il problema era poi quando si passava all’incontro vero e proprio, sul quale sorvolo in nome del residuo rispetto per me stesso. Se avessero inventato gia’ allora il sesso telefonico, sarei stato il Rocco Siffredi della Sip degli anni ottanta.
Tutta questa premessa, per dirvi che sono tornato al musica a richiesta, nel senso che una cortese lettrice mi ha dolcemente suggerito di scrivere sulla recente proposta del consiglio dei ministri di consentire l’utilizzo della canapa indiana per fini terapeutici.
Per fortuna che ho fatto il premessone. Perche quello che penso si riduce a poche parole. Perche’ cazzo non si dovrebbe utilizzare una sostanza chimica che fa bene se non comporta effetti collaterali? Ci sono le sostanze nobili come la fluoxetina cloridrato, i barbiturici, le benziodiazepine e persino la morfina e quelle figlie di zoccola come la canapa? A me me pare na strunzata. E non tiriamo in mezzo il fatto che se prescritta e poi comprata in farmacia la canapa puo’ essere spacciata, perche’ di pillolette e gocce di sostanze nobili come quelle citate prima, ne circolano gia’ parecchie per le strade.
E questa opinione ha tanto piu’ valore per il fatto che io non la userei mai per fini diversi da quelli terapeutici. Prima di tutto non amo socializzare, poi se proprio fossi costretto, mi avvilirebbe dovermi appoggiare a alcool o altro per lubrificare il processo. Infine, mi hanno fatto fare una canna dieci anni fa e ancora sto male a pensarci. Pussa via. 

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Fisica del Vuoto22 October , 2006 9:13 am

Vorrei riprendere il discorso iniziato in questo post. L’altra sera, giusto per cambiare, non avevo un beneamato cazzo da fare. Avrei potuto attingere alla mia fornita libreria, giocare a scacchi da solo, studiare, risolvere un po’ di equazioni diofantine, iniziare un quadro o, al limite, uscire a sbirciare con sguardo lubrico la ciccia che, copiosa, si aggira per strada. Invece, come al solito, ho voluto fare la scelta alternativa, ho guardato la televisione. Su quel cazzo di satellite, che l’avevo fatto per i film, ma adesso ci pensa il ciucciariello e quasi quasi me lo levo, c’era uno di quei programmi dove, con una scusa, mandano la gente in gita in posti tipo Giovi Piegolelle, nel frattempo arriva una ruspa e gli abbatte la casa. A pelle non mi sembra una cosa fatta bene. Vabbe’ che nella maggior parte dei casi piu’ che delle abitazioni sembrano tane, vabbe’ che i mobili sembrano l’esposizione di un robivecchi, pero’ uno magari ha un pupazzo ricordo del primo amore, la poltrona della buonanima di papa’, la Madonnina comprata a Pompei. Niente, questi arrivano e scassano tutto. Se capitasse a me mi farei un’overdose di antidepressivi, come superpippo con le noccioline e li ridurrei come la carne macinata. In ogni caso, dopo lo sfascio, in genere la casa la ricostruiscono, con delle stanze assurde, con le cascate che scendono dai muri, le luci da bordello e i colori che ti fanno rimpiagere di non essere daltonico. Roba che l’architetto deve essere stato Platinette e tre negroni amici suoi. In questo programma mettono anche le stoviglie nuove e i soprammobili. Ed e’ qui’ che casca l’asino, e il ciucciariello di cui in figura non centra niente che lui non casca mai, altro che certi compagnucci suoi fighetti, che hanno fatto la fine delle botte a muro. Ecco, ho perso il filo, ah si’, i soprammobili e le stoviglie. Questa casa cha stavano rifacendo si trova dall’altra parte del mondo, a Los Angeles, proprio vicino alla case degli attoroni amerdicani, eppure i soprammobili e le stoviglie sono gli stessi che ci stanno a casa mia che, invece, si trova a Bucodelculopoli.
Stoviglie e soprammobili a casa mia, sono il lascito di una delle pricipesse che ha cercato di riportarmi alla normalita’ e che, dopo un po’ di tempo, si e’ resa conto che non era possibile e che non ne valeva la pena. Non sono state acquistate a Los Angeles, ma nel corso di una spedizione in un grande magazzino dalla forma di grosso scatolone blu, che si trova vicino Bucodelculopoli e che lei, nel suo inglese perfetto da nordeuropea, chiamava AIKIA.
Quindi la classe media di tutto il mondo, sia essa di Taiwan, di Los Angeles, di Mosca, di Citta’ del Capo o di Bucodelculopoli, ha gli stessi piatti grigi o blu, la stessa spazzola per lavastoviglie, gli stessi vasi trasparenti con la sabbia e le pietre colorate dentro, gli stessi quadri alle pareti con le spiagge, i fiori, i tramonti.
Karl Marx,la buonanima di  Lenin e Mao Zedong saranno soddisfatti. Finalmente il loro sogno di una societa’ dove gli uomini siano completamente parificati e’ stato realizzato. Tutti con gli stessi vasi di cazzo, tutti con le stesse magliette col coccodrillo, tutti con gli stessi occhiali da sole, tutti con le stesse scarpe della Vittoria (questa la capiscono solo i piu’ bravi di voi e vi sfido a spiegarla nei commenti) e tutti a prenderlo riccamente nel culo da chi fa produrre questa immondizia  nello Zambesi, pisciando in mano a chi la fa, e poi ce la porta fino in casa spacciandola per prodotto di elite.
Nella figura a sinistra Lenin che legge l’ultimo catalogo AIKIA, e nelle altre un po’ di patanella, che pure quella, grazie a photoshop e cazzi vari, ce la stanno globalizzando.

Lenin Con il catalogo AIKIA

 

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