Delle Fragili Cose

Cinematica delle Masse23 October , 2006 8:17 pm

Carissimo ubellusconi, prima di tutto ti voglio dire che sei un bell’uomo. Anche se hai settattant’anni, hai ancora i capelli, scuri per giunta, la faccia liscia e senza rughe, tutti i denti bianchi e brillanti e un bellissimo colorito. Alla faccia di quei cornutoni e di quelle zoccole del mondo dello spettacolo con i loro trapianti, le pere di botox, le anoressie e le lampade. Io non ti posso dire niente. Ho i capelli da francescano, i denti cosi’ cosi’ e un colorito itterico da overdose di antidepressivi. Non mi permetto nemmeno di insegnarti a campare, perche’ se ne fossi all’altezza non starei qui a contare i mesoni mentre tu conti i milioni. Pero’, siccome certe volte mi hai fatto ridere di gusto, e mi hai fatto sentire molto intelligente, ti voglio dare un consiglio. Poi tu fai quello che vuoi.
Quando vai per le piazze a dire che in questo paese c’e’ una dittatura, secondo me,  fai due grandissime  strunzate.
Prima di tutto ti copri di ridicolo. Non perche’ l’Itaglia sia un paese democratico, ma perche’ per fare una dittatura ci vuole stomaco e organizzazione. Chiedilo agli argentini, ai cileni che di queste cose sono esperti. Credi veramente che in questo paese ci sia qualcuno che riesca a caricare un centinaio di persone su un aereo, dopo averli drogati, per scaricarli in mare? Il tutto alla luce del giorno? Come se fosse una missione antincendio? Senza un fax? Un ordine scritto? Una domandina o qualche bollettino alla posta? Ma lascia stare, anche per rispetto di quei poveracci che sotto le dittature vere ci hanno lasciato le penne. Qui ci hanno tentato nel ‘22, con quel regime da burletta. Mentre in Germania facevano i campi di concentramento, qui si dava l’olio di ricino, che come si sa ora, e’ ricco di omega 3 e fa benissimo.
Poi, non so se sei daccordo, ma, secondo la mia esperienza, se dici sempre la stessa cosa, una volta, due, tre, e la dici a tante persone, alla fine uno stronzo che ci crede veramente lo trovi. Vedi quello che hanno combinato la wanda marchi e quella zoccola arrepecchiata della figlia. E se lo stronzo si mette in testa di essere veramente sotto una dittatura puo’ diventare un problema, perche’ in Itaglia, se vuoi avviare un’impresa industriale, con il cazzo che ti finanziano. Se cerchi qualcuno che ti mette in mano 20 chili di tritolo o un paio di AK47, lo trovi di sicuro. Fra servizi segreti diritti e servizi segreti deviati, logge p2 e p38, amerdicani, russi e arabi, c’e’ solo l’imbarazzo della scelta.
Vedi, in agricoltura come in fisica, si raccoglie cio’ che si semina, sempre e senza eccezioni. Se uno mette i fiammiferi, o come si dice dalle mie parti, i micciarielli, in mano a un bambino, poi non si puo’ lamentare se scoppia un incendio. E il fuoco, caro ubellusconi, non fa distinzione, fattelo dire da uno specialista della faccenda.
Saluti alla signora.

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Cinematica delle Masse 9:05 am

Il presidente russo Putin: "L’Italia culla della mafia". In poche ore la rivelazione ha fatto il giro del mondo. Sulla scoperta hanno lavorato i servizi segreti russi, eredi della tradizione leggendaria del KGB, e si segnalano anche numerose missioni delle famose teste di cuoio di Mosca: gli Spetnaz. Ma l’indagine non si ferma qui, sono state anticipate altre clamorose scoperte:

  • Agli italiani piace la pasta con la pummarola ncoppa.
  • Agli Italiani piace cantare e suonare il mandolino.
  • Gli Italiani sono Latin Lover.
  • Gli Italiani sono tutti bassi, scuri di pelle e con i capelli e gli occhi neri.

Premettendo che dalle mie parti, in queste occasioni, si dice che il bue ha chiamato cornuto il ciuccio, quello che viene da pensare e’ che Putin, stanco di fare il presidente, stia cercando di entrare nello staff delle Iene.

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L'angolo del Bignami 8:58 am

C’e’ stato un tempo nel quale il vostro affezionato cronista era disposto a tutto pur di rimorchiare. Ora per fortuna, l’eta’, il calo ormonale e le benziodiazepine lo hanno condotto a un ovattato stato di tranquillita’, dal quale esce solo quando va in overdose di antidepressivi inibitori della serotonina.
A quel tempo ci si industriava e ci si ingegnava, con altri sfortunati quattrocchi secchioni, con un’applicazione ed un’energia che se applicate al mondo degli affari o alla politica, mi avrebbero portato ad essere la vera alternativa a ubellusconi. Altro che brodi, nutelli, pappino e lamena.
Uno dei molteplici tentativi fu quello di fare il dee jay in una radio privata. Detta cosi’ sembra invitante. In realta’ la radio era di un prete, le trasmissioni iniziavano e finivano con l’Ave Maria, la musica diabolica era proibita e fra un Rosario e una benedizione, passavano casti programmi musicali nei quali Baglioni e i Pooh regnavano incontrastati.
Pur con queste premesse, la fame di patanella era cosi’ forte, che anche per accedere allo staff di questa radio diocesana bisognava fare carte false. Fu necessario fare affidamento alla mia fama di genio precoce e mentire spudoratamente sulle mie credenze religiose per ottenere uno spazio di due ore, alle undici di sera, per condurre un programma che allora veniva definito: musica a richiesta. Secondo l’autore, qualcuno si sarebbe dovuto peritare, a quell’ora infausta, di uscire dalle calde coltri, arrivare al telefono, era pieno inverno e i cellulari si vedevano solo in Star Trek, chiamare me alla radio, richiedere la canzone preferita e tornare di corsa a letto per ascoltarla, data l’assenza anche a livello puramente spermatico di emule, mp3 e di negroni con CD masterizzati. Date le premesse la cosa sembrava destinata a finire in vacca. Invece no. Incredibile ma vero, c’era un gran numero di cazzoni che, messe in atto le operazioni teste’ descritte, faceva la richiesta di turno e si godeva la canzone, talvolta canticchiandola pateticamente al telefono.
Il programma fu un successo ma non raccolsi nulla. La verita’ e’ che ho una bella voce, virile e profonda e quindi in radio ed al telefono facevo faville. Il problema era poi quando si passava all’incontro vero e proprio, sul quale sorvolo in nome del residuo rispetto per me stesso. Se avessero inventato gia’ allora il sesso telefonico, sarei stato il Rocco Siffredi della Sip degli anni ottanta.
Tutta questa premessa, per dirvi che sono tornato al musica a richiesta, nel senso che una cortese lettrice mi ha dolcemente suggerito di scrivere sulla recente proposta del consiglio dei ministri di consentire l’utilizzo della canapa indiana per fini terapeutici.
Per fortuna che ho fatto il premessone. Perche quello che penso si riduce a poche parole. Perche’ cazzo non si dovrebbe utilizzare una sostanza chimica che fa bene se non comporta effetti collaterali? Ci sono le sostanze nobili come la fluoxetina cloridrato, i barbiturici, le benziodiazepine e persino la morfina e quelle figlie di zoccola come la canapa? A me me pare na strunzata. E non tiriamo in mezzo il fatto che se prescritta e poi comprata in farmacia la canapa puo’ essere spacciata, perche’ di pillolette e gocce di sostanze nobili come quelle citate prima, ne circolano gia’ parecchie per le strade.
E questa opinione ha tanto piu’ valore per il fatto che io non la userei mai per fini diversi da quelli terapeutici. Prima di tutto non amo socializzare, poi se proprio fossi costretto, mi avvilirebbe dovermi appoggiare a alcool o altro per lubrificare il processo. Infine, mi hanno fatto fare una canna dieci anni fa e ancora sto male a pensarci. Pussa via. 

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