Diciamoci la verita’. Sua Eccellenza Dio, (non ubellusconi che quello tra qualche anno sara’ polvere, anche se si e’ fatto costruire il mausoleo di Tutankhamon o come cazzo si chiama, sempre polvere diventera’) con questo paese non si e’ tirato la mano. Boschi, laghi, sole, mare, animali, inverni miti ed estati coi controcazzi, una specie di paradiso terrestre. Cosi’ mentre svedesi, norvegesi e altri biondoni del nord si chiatravano dal freddo e mangiavano le renne crude, mentre i negroni all’equatore dovevano vincere la lotteria per bersi un sorso d’acqua, qui si faceva la vita dei cavalieri. Si andava a caccia senza troppi pericoli, che elefanti e rinoceronti non potevano arrivare nemmeno con i gommoni, si coltivava e si allevava in grazia di Dio. E questa occasione non ando’ persa. I nostri italiani di allora si misero in cammino e arrivarono ovunque. Diedero mazzate, le presero, cancellarono popoli ma portarono anche legge e pace in un mondo che non doveva essere tutto rose e fiori. Fra un mazziatone e l’altro, costruirono citta’ bellissime, strade  e dipinsero affreschi che ti parlano ancora adesso.  Poi venne la tenebra. E fu ancora qui, nei monasteri sulle montagne, che si custodi’ un po’ di conoscenza. Conoscenza che torno’ utile nel rinascimento dove, sempre qui, si crearono le basi della societa come la conosciamo adesso e si diede anche un certo contributo alla cultura con mezzecalzette come Leonardo, Raffaello, Michelangelo e mo basta se no divento wikipedia. 
Poi con un bel salto arriviamo all’utimo dopoguerra, dove papa’, mamma, nonno e nonna si sono trovati una terra devastata, citta’ distrutte e pane e cipolla, quando si trovava.
Di santa pazienza, tra un poveri ma belli e un i soliti ignoti, si sono costruiti una nazione che, nel bene o nel male, si e’ messa al pari di tante altre che non avevano avuto tanta sfortuna nei tempi recenti.  Di fronte a questi italiani, quelli antichi e quelli solo anziani che ancora sono tra noi io mi tolgo il cappello e abbasso gli occhi.
Agli altri dico: NO. NO ai grandifratelli, NO ai c’e’ posta per te, NO a vieri si chiava quella e platinette e’ ricchione, NO al gioco dei pacchi, NO ai bisticci tra mascella e timpietro, NO al partitodemocratico, NO a l’italia di mezzo e all’italia di lato, NO alle iene, NO ai santori, NO a fabifazi e NO a tutti quelli che raccontando lo sfascio si fanno le ville in Sardegna.
Insomma mi sono rotto il cazzo di essere buono e di trovare una giustificazione per tutti. Quello non paga le tasse perche’ se no’ chiude l’impresa, un altro si droga perche’ e’ insoddisfatto, quel parlamentare ha rubato solo per il partito, quello esce perche’ c’e’ l’indulto, il collega non fa un cazzo perche’ e’ raccomandato. Basta.
Dire NO a questa gente vuol dire isolarla, non ammetterla alla comunita’, non salutarla con il bacetto, non stringergli la mano, non prenderci il caffe’ insieme. Vuol dire disprezzarli ed ignorarli perche’ c’e’ un limite a tutto e questo limite e’ stato passato.

Sono solo in overdose di antidepressivi. Fare questo non serve a nulla. Non ci vogliono molti anni ancora e con la divegernza di crescita fra le nascite negli immigratie e quelle degli indigeni, di noi e dei nostri maurizicostanzi non rimarra’ piu’ nulla. Finalmente gruppi di bambini dal grazioso visetto scuro o con dei dolcissimi occhi a mandorla, cammineranno silenziosi e stupiti tra le strade di una citta’ antichissima, guardando negli affreschi severi i visi di un popolo che e’ ormai e’ cenere.

E niente patanella, che sto incazzatissimo.

Aggiornamento: Sto piu’ incazzato di prima ma non e’ colpa vostra, quindi …