
AGGIORNAMENTO: Le mie risposte ai commenti dei lettori di LiberoBlog sono in questo articolo.
AGGIORNAMENTO 2: Ho dovuto imparare ad usare le armi per difendermi dai pinguini kamikaze del software open source e per tenere a bada i numerosi ammiratori di Lapo Elkann, incazzatissimi per questo mio articolo.
Ma nel caso che non ti trovassi in questa invidiabile condizione io sono dell’idea che prima di scegliere bisogna conoscere e quindi e’ giusto che tu sappia che:
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Se hai deciso di condurre un’arma perche’ hai il cazzo piccolo o perche’ il tuo collega con dieci anni meno di te ha fatto piu’ carriera, nel tuo immediato futuro ci sono nella migliore delle ipotesi parecchi anni di carcere. Nella peggiore una cassa foderata di zinco, tre metri sotto terra. E’ matematico e non c’e mai stata nessuna eccezione.
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Le armi sono strumenti. Non hanno nessun potere intrinseco, non hanno nessuna proprieta’ metafisica. Sono pezzi di acciaio e legno sagomati ed assemblati per svolgere una funzione. Non pensare che un’arma ti possa dare piu’ appoggio morale di quanto possa fare un cacciavite.
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Sapere usare le armi vuol dire saperne fare a meno. Il maggior successo per un vero professionista consiste nel poter dichiarare di non aver mai estratto la pistola.
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Solo nei film le sparatorie durano ore e vengono esplosi centinaia di colpi. Nella vita reale durano pochi secondi. Pensa alla differenza che c’e’ tra i moschettieri del cinema e gli atleti che tirano di spada o di fioretto. Chi riceve meno danni e’ sempre colui che ha maggiore freddezza, maggiore professionalita’ e strumenti piu’ adeguati.
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Nella vita reale i conflitti a fuoco avvengono, nella maggior parte dei casi, al chiuso e a distanza ravvicinata. La probabilita’ di uscirne senza nessun danno e’ zero. Nella migliore delle ipotesi si avranno dei danni passeggeri ai timpani. Se hai visto al cinema qualcuno sparare in macchina o in una casa e poi chiacchierare tranquillamente a voce bassa con qualcuno, hai visto Babbo Natale.
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Le ferite che mostrano nei film sono cazzate pure. La realta’ e’ molto piu’ impressionante e ricorda che al cinema non trasmettono gli odori. Se non sei preparato a questo sappi che corri il rischio di svenire anche solo guardando quello che accade.

Esistono sostanzialmente due tipi di pistole. I revolver e le semiautomatiche. UZI e simili le lasciamo al Mossad e agli sceneggiatori di Hollywood.
Le semiautomatiche sono dotate di caricatori nel calcio e portano fino a quindici cartucce. Queste pistole, una volta condotta manualmente la prima cartuccia in camera di scoppio con un’operazione meccanica di scarrellamento, usano parte dei gas propulsivi della cartuccia esplosa per espellere il bossolo e caricare una nuova cartuccia in camera di scoppio, almeno in teoria. In corrispondenza dell’ultimo colpo il carrello rimane aperto per avvisare l’utilizzatore che il caricatore si e’ esaurito ed e’ necessario sostituirlo.
I revolver sono abbastanza simili alle pistole che si usano nei film western. Hanno un tamburo nel quale si dispongono le cartucce ed un cane che va armato a mano. Il bossolo rimane nel tamburo e va espulso manualmente in fase di ricarica.
I revolver sono potenti ed affidabili, grazie alla meccanica piu’ semplice. Le semiautomatiche hanno maggiore autonomia di fuoco ma minore potenza ed affidabilita’. Una cattiva manutenzione o una cartuccia sottocaricata possono bloccare il processo di espulsione bossolo/ricarica. In questo caso si ha quello che si definisce inceppamento. Se non si e’ addestrati a reagire con prontezza un evento di questo tipo conduce quasi sicuramente alla morte.
Le cartucce si differenziano per calibro, forma e composizione del proiettile. Il calibro vuol dire cose diverse quali il diametro della canna o del proiettile o la denominazione usuale della cartuccia. La composizione del proiettile puo’ essere a base di metalli ad alto peso specifico quali il piombo e, eventualmente, puo’ essere ricoperto di acciaio. In questo caso il proiettile si definisce camiciato o per gli anglofili, full metal jacket o jacketed. La forma del proiettile puo’ essere a punta o schiacciata in punta e puo’ prevedere un incavo circolare al centro o un’intaccatura a croce.
I proiettili in piombo sono teneri e quindi non hanno nessuna probabilita’ di attraversare ostacoli di una certa consistenza. Nel caso attingano un corpo, pero’, tendono a frammentarsi e a rimanere in situ, senza uscire. Questo tipo di ferite e’ spesso letale.
I proiettili camiciati hanno un altissimo potere di penetrazione. La superficie liscia e la consistenza della copertura, associate alla punta sottile, ne incrementano la precisione e la potenza. Un proiettile di questo tipo non si arresta quasi mai nel primo obiettivo e puo’ rimanere "caldo" ancora per parecchi metri. Occorre tenerne conto.
I proiettili sulle cui punte sia stato scavato un piccolo buco o aperti dei solchi a croce sono severamente proibiti. Quelli con l’incavo accumulano aria nel buchino durante la corsa. L’aria si comprime e quando il proiettile arriva sull’obiettivo e si arresta, l’aria si espande improvvisamente provocando una vera e propria esplosione. Quelli con la croce si deformano lungo la corsa e quando attingono un corpo aprono ferite quasi sempre mortali. Questo genere di cartuccia e’ assolutamente illegale e il solo fabbricarle e condurle con se e’ un reato serissimo. Occorre tener conto, comunque, che ci sono persone che non si preoccupano di questo e che quindi bisogna sapere come affrontarli altrimenti si e’ destinati a morte certa.
Le mie preferenze sono per i revolver a canna lunga con proiettili ad alto potere perforante. Sono giunto a questa conclusione dopo diverse esperienze e questa e’ l’accoppiata che gestisco meglio. Fino ad oggi non ho mai estratto un’arma per sottolineare la mia volonta’, pur avendone la possibilita’. E una delle poche cose di cui posso vantarmi.
Avvicinarsi ad un’arma deve essere una scelta consapevole e meditata. Se lo fai senza preparazione hai gia’ comprato il biglietto per il treno della notte verso il grande nulla. E’ solo questione di tempo
Il mio nuovo Sito





a me le armi fan paura.
Comment by nadia — 26 October , 2006 @ 10:51 am
Nadia: anche a me … specialmente se sono in mano ad un altro
Comunque, paura o non paura, sapere qualcosa in piu’ consente di scegliere meglio la strada
Comment by dellefragilicose — 26 October , 2006 @ 7:56 pm
forte! le armi mi afascinano. ma sono d’accordo con te per quanto riguarda le modalità d’impiego. quasi quasi mi rivolgerò al comitato di reincarnazione con la richiesta di un fisico più forte e resistente per entrare nel esercito nella mia prossima vita.
anche se ultimamente il mio ideale è una specie di “batwoman virtuale”, una specie di giustiziere-hacker informatico introvabile. vorrei spiare/comprommettere/distruggere i “nemici” rendendo pubblici i loro segreti più sporchi… vorrei distruggere la rete informatica ed informazioni preziosi di qualche aziendina che inquina / sfrutta lavoro minorile ecc. Giusto per iniziare, per esempio, non sarebbe male distruggere l’archivio di tutte le puntate di “Uomini e donne” e minacciare di passare a qualcosa di più serio nel caso decidessero di riprendere le riprese? Some si sa, non ho inventato niente di nuovo: www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/retata-spie-3/spiato-napolitano/spiato-napolitano.html
anche se, sfortunatamente, non credo che ci sia un Robin Hood dientro tutto ciò…
Comment by peretix — 27 October , 2006 @ 10:08 am
peretix: dove si firma per farti indossare il costumino di batwoman, queste cose mi fanno impazzire.
Comunque mi sembra che tu ti candidi per un posto di 007 piu che per un posto da supereroe.
Per le armi c’e’ sempre tempo. Se mi scrivi ti organizzo un corso.
Comment by dellefragilicose — 27 October , 2006 @ 4:48 pm
Un uomo disarmato non ha mai sparato a nessuno. Riflettici.
Comment by Anonymous — 2 November , 2006 @ 10:35 am
Vero mio caro anonimo. Sarebbe ancora piu’ vero se ad essere disarmati lo fossimo tutti. Qui se vuoi avere legalmente un’arma sono cazzi amari. In alcune citta’ una 9x21 costa meno di venti euro. Cosi’ non va bene.
Comment by dellefragilicose — 2 November , 2006 @ 1:23 pm
La Redenzione di Lapo Ecco come si fa, zitti zitti, a riabilitare il rampollo di casa Fiat
Trackback by Pelle e cuore — 2 November , 2006 @ 5:35 pm
Un parere tecnico, al di là della balistica e della casistica: puo’ trattarsi di suicidio, un caso in cui, per presenziamento sulla scena del delitto e, successivamnte in sede di esame autoptico, è stato acclarato che, un collega dopo aver esploso (verso di sè) un colpo ad altezza torace (lesione nervi, vena e polmone), dopo circa 2 minuti averbbe esploso successivo colpo alla tempia. L’arma di servizio (beretta cal.9 camiciato) era sul basso ventre, coperta leggermente dalla mano destra (mano di tiro) con decesso avvenuto da seduto (in auto). Decesso avvenuto presumibilmente at ore 6 mattino, esame effettuato at ore 1700 sera successiva (circa 36 ore dopo). Parere Primo medico: suicidio; parere assistente medico: suicidio, ma con beneficio del dubbio……..Grazie
Nella sua breve descrizione degli eventi non sussistono elementi palesemente avversi all’ipotesi di suicidio.
Comment by Ben — 23 May , 2007 @ 10:03 pm