E continuiamo questa piccola e unilaterale battaglia con il grillone nazionale e con il suo popolo di fedeli che ogni giorno si riunisce nel suo blog per ricevere la benedizione "urbi et orbi". Incominciamo con un po’ di banalita’. C’e’ il software commerciale e il software open source. Quello commerciale e’ prodotto da aziende che hanno sedi e dipendenti. Quello open source da volontari a casa loro, che spesso lavorano solo per la gloria o per passione. E’ ovvio che nessuno puo’ obbligarli a farlo. In genere sia il software commerciale che quello open source funzionano tutti e due bene o meglio, tutti e due non tanto male. Quello commerciale si paga, quello open source no. Cosa scegliere?
La risposta dovrebbe essere semplice: quello gratis! E come risposta va bene, perche’ anche se ci piace fare i buffoni con le donne, anche se con gli amici diciamo: "per me solo il meglio", anche se ci piace darci le arie da principe rinascimentale, nel nostro intimo sappiamo di essere dei tirchi di merda che lesinano sulla mancia al cameriere, che riciclano i regali e che fanno gli squilletti al cellulare con la speranza di essere richiamati.
E questa e’ la scelta giusta. Perche’ fino a quando stiamo a casa nostra, e usiamo il software per scrivere un documento o per fare un foglio elettronico, se il programma che utilizziamo si pianta e perdiamo il lavoro fatto non muore nessuno, anche perche’ noi sappiamo quanto vale veramente il nostro lavoro anche se poi lo rivendiamo caro e amaro. Un mannaggia qua, mannaggia la e si ricomincia senza che sia accaduto nulla di veramente grave.
Ma se anche l’industria e la pubblica amministrazione fanno la scelta dell’open source che accade?
Ci sono sicuramente dei grandissimi risparmi perche’ tutto i soldi che le case di software perdono quando tu scopiazzi i programmi crackando i cd, vengono recuperati vendendo regolarmente il software alla pubblica amministrazione ed alle grandi aziende a prezzi maggiorati.
Il difetto sta nel fatto che aziende e stato trattano dati strategici. Immaginiamo di memorizzare l’anagrafe nazionale usando come piattaforma un software open source. Il costo del progetto si abbassa di molto ma se il programma si blocca e i dati diventano inaccessibili chi chiami? Vai in Finlandia con i carabinieri e tiri fuori dal letto Linus Torvalds per fargli trovare e correggere l’errore. E se quello, poco poco, ti manda a fanculo?
Ecco, alla mia eta’ ho dovuto ammettere finalmente che Babbo Natale e la Befana non esistono. E’ triste ma e’ cosi’. Il software open source e’ bello ma se vuoi utilizzarlo devi formare del personale per manutenerlo e questo personale costa. Non puoi fare affidamento sui secchioni in giro per la rete. Quelli se trovano una pupa al posto di Federica la mano amica ti lasciano con il culo per terra.
Se invece si e’ utilizzato, comprandolo, un software industriale si ha tutto il diritto di pretendere un intervento immediato e risolutivo. L’azienda fornitrice ha le strutture e il personale idonei.
Quindi basta con la demagogia beppegrillesca. Il problema e’ fare in modo che l’industria individui una piattaforma comune di partenza e degli standard di comunicazione in modo che si possano produrre prodotti software intercambiabili ed in concorrenza tra loro. Programmi per computer e lavatrici sono la stessa cosa, sono macchine. Tutte le lavatrici hanno un oblo’ per i panni, lo scarico e il carico dell’acqua, una spina per la corrente ed il filtro. Cio’ le rende intercambiabili. Poi una ha la voce che ti dice che ha finito, una ha le lucette, l’altra ha 500 programmi, insomma si fanno concorrenza sugli accessori ma negli aspetti fondamentali sono equivalenti.
Questo, a livello industriale, si chiama normalizzazione dei componenti ed e’ quello che ti consente di chiedere al negozio semplicemente una lampadina, senza la necessita’ di portarti appresso il lampadario.
Ma come al solito e’ piu’ facile incitare alla rivolta il popolo offrendo soluzioni immediate anche se stupide, perche’ programmare vuol dire pensare, pensare costa fatica e nessuno vuole fare piu’ un cazzo. Infatti ho scritto questo post in venti minuti e vale quello che vale. Quello precedente, anche se piu’ breve, mi e’ costato un’ora ma come al solito non lo leggera’ nessuno.
Aggiornamento: Se dopo aver letto il post volete unirvi alla fatwa lanciata contro l’autore da parte degli ayatollah dell Open Source, leggete prima questo post e poi commentate li’. Qui i commenti sono bloccati.