ma lascia stare i Santi. Finche’ la barca va lasciala andare e Ognuno per se’ e Dio per tutti, sono le tre leggi che  in Itaglia hanno soppiantato quelle della termodinamica. A me e’ capitato di infrangere la prima quando ho scritto questo post, e la cosa mi e’ stata fatta notare sia nei commenti che in casella di posta. Delle volte garbatamente e delle volte no. Il difetto di comunicazione ci deve essere stato perche’ nessuno mi ha dato ragione e questo, trattandosi di opinioni, e’ statisticamente improbabile. Provero’ ad esprimere le mie idee di nuovo, sfruttando il fatto che ieri ho aiutato la mia nipotina a scrivere i pensierini e tentero’ di imitarne la tacitiana eleganza stilistica nella composizione. Se vi annoia la discussione tecnica, saltatela. In corrispondenza della fotina della bella guaglioncella inizia una discussione politica e quella mi interessa assolutamente che la leggiate.

  1. Il software Open Source non e’ peggiore di quello commerciale. Considerato il degrado della qualita’ progettuale, Open Source e software commerciale sono esattamente allo stesso livello di qualita’: scarsa.
  2. Il software Open Source non e’ completamente gratuito se utilizzato per le applicazioni mission critical o in business continuity. Quando io lo uso per bloggare o per editare un’immagine a casa non sto parlando di nessuna delle due categorie di cui sopra. Se invece lo uso per gestire il traffico aereo o l’anagrafe del comune devo essere certo che ci sia qualcuno pronto ad un eventuale debug e successivo patching. Questo e’ un costo, molto superiore a quello dell’acquisto.
  3. In questo post di Beppe Grillo il semplice concetto espresso al punto precedente non c’e’. Anzi, e cito testualmente, "Le applicazioni software della Pubblica amministrazione non costeranno più niente. Non costano già più niente. Basta passare al software Open Source, software libero che non costa un euro". Questa e’ disinformazione. Anzi il tono ricorda quello di una televendita.
  4. Non c’e nessuna differenza tra un pezzo di software e una pompa idraulica. Sono entrambi macchine costruite per svolgere una funzione.
  5. Per le pompe idrauliche esistono degli standard in modo tale che io possa scegliere quella che mi piace di piu’ e collegarla al mio sistema senza dovermi preoccupare di adattarla. Nel software questi standard non esistono.
  6. Gli standard consentono ai vari produttori di farsi concorrenza su prezzi e prestazioni perche’ l’utente puo’ scegliere un componente qualsiasi, senza preoccuparsi di doverlo adattare.
  7. Se fossero esistiti questi standard, Microsoft sarebbe una software company come le altre.
  8. Ho letto in un post di Andrea che ci sono delle valide ragioni per "odiare" Internet Explorer 7. Ma IE7 e’ un oggetto, come si fa ad odiare un oggetto? Secondo me un oggetto puo’ piacere o non piacere, essere funzionale o meno ma se uno dice di odiarlo induce nella sua valutazione una componente di fanatismo che ne svaluta il valore tecnico.

Bene e per la parte tecnica questo e’ piu’ o meno tutto. Veniamo a quello che mi sta a cuore, la politica. Io, Andrea, Daniele e anche gli scostumati che mi hanno mandato sgarbate letterine di insulti, abbiamo perso un bel po’ di tempo dibattendo su un problema essenzialmente tecnico che avra’ rotto le palle al 99% delle persone che hanno avuto la sventura di leggere questo post. Il bello e’ che quando una specie di papa come Grillo lancia la crociata dell’open source e quella delle piste ciclabili fa in modo che tante persone di buona volonta’, che hanno veramente voglia che questo paese cambi, si mettano a correre come bambini dietro una bandierina colorata.
L’open source nella pubblica amministrazione e’ importante, lo sono anche le piste ciclabili, ma in questo momento c’e’ un vero e proprio tumore maligno che sta uccidendo rapidamente questo paese. Vi rendete conto che se domattina cadesse il governo si dovrebbe andare a votare di nuovo con la legge elettorale attuale
La stessa legge che non da possibilita’ di scegliere la persona a cui delegare la nostra rappresentanza. La stessa legge che ci obbliga a comprare un pacco senza poterlo aprire, basandoci solo sul disegnino che c’e’ sulla scatola. La stessa legge che ha portato al senato ed in parlamento fratelli, mogli, amanti e schiavetti dei vari leader politici. La stessa legge che consentirebbe a pastella, brodi, pappino, damena, ubellusconi e nutelli di fare senatori le loro cavalcature. La stessa legge che ha fatto di parlamento e senato una camera delle corporazioni con una faccia tosta che ha un solo precedente nella nostra storia, S.E. il cavalier Benito Mussolini.
E vi rendete conto che mentre loro stanno li a bisticciarsi su quale cesso deve usare Lussuria o come cazzo si chiama, oppure a fare fondamentali leggi sui taxi, sua santita’ Beppe Grillo I, invece di dire questa cosa ogni tre minuti sul suo blog frequentatissimo, fa il cazzo del reset sulle piste ciclabili e l’open source nella pubblica amministrazione?
Ho fatto un controllo a tappeto. Nel blog di Grillo si parla della legge elettorale in due post, uno del primo ottobre e un altro del 31 luglio 2006 e ci sono due accenni, in post il cui argomento principale non e’ la legge elettorale, 1l 13 aprile ed il 15 giugno 2005. Due post e due accenni in 10 mesi per una cosa che se fosse successa in un paese sudamericano ci avrebbe fatto parlare tranquillamente di repubblica delle banane o di oligarchia?
Ma vi siete mai chiesti se questa gente vuole veramente che il paese cambi? Cosa ne sarebbe della satira pungete dei beppegrilli e dei fabifazi e del giornalismo d’assalto dei michelisantori in un paese dove c’e’ pace sociale e le cose funzionano senza intoppi? Non vedete anche voi che di giorno aggrediscono politici e industriali e poi la sera si ritrovano insieme agli stessi party e fanno le spese negli stessi negozi? Che direste del medico che quando vi visita e si accorge che avete un foruncolo sul viso e una cancrena ad un piede, si dedica a spalmarvi la cremina sul foruncolo e ignora la cancrena?
Io penserei che nella migliore delle ipotesi e’ un incompetente. Nella peggiore che e’ d’accordo con il rappresentante della cremina e che lui e il rappresentante ve lo vogliono ficcare nel culo. Fate vobis.