Delle Fragili Cose

Cinematica delle Masse2 November , 2006 11:31 pm

I giorni che passano hanno il suono sinistro del ticchettio di un timer per il governo attualmente in carica. Otto mesi di indecisionismo, di sterile dibattito, di misure populiste, allo stesso tempo impopolari, hanno serrato in una bara di ghiaccio gli entusiasmi e le speranze di coloro che avevano provato un moto di sollievo al termine dell’occupazione berlusconiana del potere.
Nessuno, nemmeno il piu’ ingenuo, poteva aspettarsi che l’assetto economico e i valori sociali, fossero ricomponibili con poche, agili mosse. La strada da percorrere sarebbe stata lunga e dolorosa. La cosa era nota a tutti. Con la disponibilita’ di una nuova guida, si trattava solo di iniziare il cammino. Alla fine, si sarrebbe giunti alla meta. Magari nudi, ma giunti.
Dopo i primi scricchiolii dell’indulto, c’e’ stato il crollo della legge finanziaria. In quella occasione e’ stato chiaro che il governo non aveva la forza o non aveva la voglia di unire ad  inevitabili misure di sacrificio, quelle di modificazione strutturale del sistema, le uniche capaci di garantire che dopo l’ennesimo sforzo, la macchina avrebbe preso a girare diversamente.
Ho lunga e variegata esperienza di comando. In certe situazioni non si possono evitare le lacrime ed il sangue. Quando cio’ accade, ho imparato a comunicare ai miei uomini cosa cambiera’ veramente alla fine della missione. Questa cosa aiuta a superare gli ostacoli dando un valore reale alla fatica necessaria ad affrontarli. Il governo lamenta un problema di comunicazione, lasciando vagamente intendere che noi non abbiamo capito, che forse non siamo all’altezza di comprendere. Io sono d’accordo. Il difetto di comunicazione c’e’ stato. Nel senso che oltre all’ennesimo borseggio operato nei confronti di chi ha redditi fissi ed accertabili, con infinitesimali ricadute per i meno abbienti, non c’e’ giunta voce di nessuna azione strutturale contro i delinquenti, perche’ di delinquenti si tratta, che, con dichiarazioni dei redditi al limite del ridicolo, costruiscono fortune e sfruttano le strutture dello stato, alle spalle del resto del paese.  La chiusura per tre giorni del panettiere sotto casa quando, in cinque anni, non fa lo scontrino per tre volte, non e’ una misura strutturale, e’ una presa in giro.
Il danaro e’ importante e bisogna dirlo senza falsi pudori. Rappresenta la riconoscenza tangibile del paese per il lavoro svolto quotidianamente ed e’ lo strumento attraverso il quale consentiamo ai nostri figli di studiare e crescere piu’ facilmente. La corretta distribuzione del denaro in funzione del lavoro e dei compiti svolti associata al giusto prelievo fiscale, sono tra i fondamenti di una societa’ civile. L’alternativa e’ la legge del piu’ forte e del piu’ furbo. Oggi in Italia vige quest’ultima. Risolvere questo problema non e’ solo necessario, e’ assolutamente indispensabile.
Mi sarebbe piaciuto ascoltare parole di questo tipo. Mi sarebbe bastato per avere la sensazione che dopo l’ennesimo buco nella cintura le cose sarebbero andate diversamente. Questo avrebbe voluto dire che il professionista che rifiuta di fare ricevute e dichiara redditi di poverta’, non avrebbe passato la prossima estate alle Eolie sulla sua barca, ma si sarebbe avviato ad avere un incontro fatale con il suo destino di mariuolo.
Invece queste parole non sono state dette. La meta, vicina o lontana che fosse, e’ rimasta confusa fre le nebbie di centinaia di interessi particolari e corporativistici. Lotte senza quartiere su futili argomenti e polemiche da guitti d’avanspettacolo, sono state il vero segnale che e’ giunto alla gente. L’interesse del Paese, con la p maiuscola per una volta, e’ diventato un argomento oscuro e mistico come la transustanzione. Riprendere questa situazione per l’attuale governo e’ difficile se non impossibile. Chi ha un minimo di esperienza ha gia’ riconosciuto i segni premonitori di una crisi prossima ventura. Questo paese si accinge a ritornare alle cure sapienti di chi lo ha gestito negli ultimi cinque anni. Se la volta precedente e’ stata dura, la prossima non offre speranze di redenzione. La notte che sta per iniziare sara’ lunga e fredda.
Pero’ c’e’ ancora qualcosa da fare. Il frangente e’ simile quella di una squadra di calcio che a venti minuti dalla fine perde quattro a zero. In questa situazione si cerca di mettere a segno almeno il gol della bandiera. Il gol in questione si chiama legge elettorale. La legge elettorale attuale e’ un’infamia. Da queste pagine lo si e’ ripetuto cosi’ spesso da far assurgere la questione a livello di maniacale patologia.
Si puo’ e si deve cancellare questo abominio dai libri della legge di questo paese. Farlo vuol dire restituire alla gente un paese piu’ democratico. Se si e’ fallito in altro, questo sarebbe un fiore da mostrare quando nella mente delle persone l’indulto, l’ignobile sarabanda su tassisti e medicinali al supermercato e legge finanziaria, avranno consistenza piu’ eterea.
Non farlo farebbe intendere che degli aspetti piu’ perniciosi di tale legge si vuole trarre indegno profitto, negando la rappresentanza popolare, in favore di mogli, fratelli, amanti e servi di partito. E se le cose stanno cosi’, per me non c’e’ piu’ legge che tenga. Vale solo quella del piu’ forte. I deboli sono avvisati.


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Cinematica delle Masse 10:48 am

Eccomi qui a mantenere la promessa fatta nel prologo. Prima di tutto qualche numero. La pubblicazione del mio articolo su LiberoBlog, ha portato qui, nella giornata di ieri, oltre novecento persone. Quasi il triplo rispetto a quello che accade normalmente in situazioni del genere. Probabilmente l’argomento attira. I commenti qui sono stati pochi, su LiberoBlog se ne contano piu’ di novanta. Un bel numero. Questo conferma l’interesse per la cosa. Chi ne ha voglia e tempo puo’ andare su LiberoBlog e leggerli tutti. Io, per rendere un servizio ai miei lettori, ho raccolto e commentato qui i piu’ significativi. Se sospettate che la scelta sia di parte, avete assolutamente ragione. La giustizia non esiste e io me ne sono accorto quando ho scoperto che i secchioni, ciccioni e quattrocchi, non piacciono alle pupe. Sono incazzato nero e sono smanioso di vendicarmi mettendo alla berlina i vari Tacito, Joyce e Cicerone che hanno esplicitato la loro eloquenza commentando il mio lavoro. Se volete giustizia andate all’ONU. Qui troverete solo fredda ed implacabile vendetta

Quando ho scritto della vicenda di lapo Elkann, non ho intenzionalmente mai citato droghe e abitudini sessuali, se non relativamente a me stesso. Come ho detto esplicitamente, se non si fa del male a nessuno, ognuno e’ libero di fare quello che vuole. Quello che mi interessava analizzare era il comportamento della stampa. A me da’ l’impressione di essere impegnata in una vera e propria campagna di riabilitazione. Siccome sono maligno ed invidioso, la cosa mi appare organizzata a tavolino e finanziata da soggetti terzi facilmente identificabili.
La lettura dei commenti e’ stata un’assoluta rivelazione. Elkann ha numerosissimi ammiratori. Io sono un invidioso. Io sono un "colgione". Scritto proprio cosi’: colgione. Per fortuna che mia madre non ha Internet.
In un solo commento, uno su quasi cento, ho ritrovato il senso vero del mio articolo. Il resto si divideva tra chi difendeva Elkann, chi lo attaccava e chi prendeva per il culo me, il mio lavoro, il mio italiano e i miei studi.
Incominciamo con Adamo che ha scritto "Per me può impiccarsi lui, valentino e la fiat". Essenziale, incisivo ed esplicito. Stanotte non ci ho dormito per l’invidia. Un anonimo mi mette di fronte alla dura realta’ "Tu sei un povero, miserabile colgione. La tua è invidia, ignoranza, cattiveria, consapevolezza di essere "poco". La tua vita sarà un cesso. Che caxxo te la prendi a fare con chi ovviamente puo’ anche essere caduto una volta. COLGIONE! Che caxxo di colpa ha Lapo per appartenere a una saga vincente e che ti fa rodere dall’invidia? Sai quante volte quello te lo puo’ in filare nel cullo. Ma è quanto tu desideri, colgione? " Ecco comparire il magico "colgione" che insieme a "caxxo", sara’ il vero protagonista di molti commenti. E’ evidente che c’e’ qualche filtro antiparolacce in LiberoBlog, ma anonimo ci tiene cosi’ tanto ad informarmi che io non sono nessuno, che si e’ inventato questo intelligente trucco. Complimenti. Un certo Domandante, participio presente al quale andrebbe ritirato il passaporto italiano, esalta i valori della famiglia, tanto trascurati nella societa’ moderna "Ma scusa ignorantello, perchè mai la famiglia Agnelli non avrebbe DOVUTO far del suo meglio per recuperare un familiare in difficoltà? Ti spiace, testa di caxxo, vedere una famiglia che si unisce, che fa blocco unico di fronte a tanti colgioni come te, per recuperare un proprio congiunto? Che hai da dire ignorantte? A te che caxxo te ne frega? Quando mai, colgione miserabile, avrai modo di avvicinarti a una Famiglia sana come quella degli Agnelli? Colgione, a quale tribù appartieni? Vergognati!". Un sedicente Professionista, invece, si allarma per la supposta violenza sessuale che io sarei aduso operare nei confronti del flacone del mastro lindo "Copio-incollo un passaggio schizoide dell’autore del Blog. Fate voi. """"Io stesso, nel mio privato, sono protagonista di raccapriccianti atti di sesso estremo che coinvolgono il flacone del mastro lindo, la zuccheriera e un cuscino del divano, ma siamo tutti e quattro adulti e consenzienti e quindi la cosa non riguarda nessun altro"""" Fate voi! ". Spero che il numero del telefono azzurro non sia stato intasato con telefonate di denuncia da parte di lettori preoccupati. C’e’ poi Ale, evidentemente un bocconiano con qualche master in Marketing Internazionale in corso a Londra o a Princeton "Lo scandalo coca è infatti solo un ricordo e quanto alla bravura di Lapo…rendetevi conto che ha fatto diventare figo il marchio fiat. Basti pensare a quanto sono trendy e costose le scarpe e le felpe…bravo Lapo e nn dar retta agli invidiosetti-nullita’". "Trendy", si usa ancora? La signora Valeria Manini (sic!) si richiama alle sacre scritture "Ognuno di noi porta la bisaccia dei peccati diietro la schiena e non vede i suoi ma quelli degli altri Chi può dunque giudicare? Forse i cosiddetti benpensanti? ". Fa poi capolino il primo critico letterario, un certo mAh che, messa da parte la Storia della letteratura Italiana di Francesco De Sanctis, trova il tempo per chiosare " Io trovo l’articolo tutto sommato simpatico,un po’ da interpretare,più che da leggere,ma è apprezzabile la buona volontà!". Grazie, che buono. Segue poi il giudizio di manuel B. che, tenutario di un sito satirico, si sente autorizzato a dire "Pesante, non l’ho letto tutto, qualcuno me lo riassume?". Accidenti a questa mia abitudine di superare sempre le tre righe. Ale, il bocconiano, ritorna alla carica con una larvata accusa "Primo: a te cosa importa se gli piacciono i travestiti. Secondo: ha fatto uno sbaglio di gioventu’ a proprio rischio e pericolo e mi chiedo tu cosa c’entri. Terzo: piantala di fare la morale, chissa’ quanti scheletri nell’armadio hai." Ecco, mi hanno beccato. Ho la polizia alle calcagna.
Potrei continuare, ma lo scudiscio mi ha stancato il braccio e devo lavorare, una volta tanto. Concludo citando l’unico che ha fatto un commento in linea con le mie intenzioni, un certo RO. Vista la comunanza di vedute dovremmo tentare un uscita romantica a due, potrebbe nascere qualcosa "Forse alcuni di voi non capiscono la gravità della situazione, il punto non è se c’è ne frega qualcosa o no di Lapo ma più che altro come viene figurato dai media!!! Questa è la cosa inquietante…non so se sapete quanto l’uso di cocaina stia aumentando fra i giovani…non so se sapete tutti quanti i danni che crea…beh sono convinto che molti ragazzi non sanno proprio nulla..quindi vedere che i media lanciano Lapo qui e lì come figura che c’è l’ha fatta che ne è uscito un grande un vero EROE mi dispiace ma fa solo del male a tutti compresi i nostri ragazzi che vedendo ciò credono che la tossicodipendenza sia un gioco un mondo che oggi entri e domani esci così!!!! Mi dispiace non è così e io ne so qualcosa!".

Io resto uno scienziato, nonostante la grave crisi di identita’ nella quale sono precipitato dopo questi commenti. Devo trarre insegnamenti anche da questo. La prima cosa che ho imparato e’ che non so scrivere. Non e’ possibile che su cento persone solo una abbia inteso veramente cosa volessi dire. La seconda e’ che puoi fare il peggio possibile. Se sei ricco e potente avrai sempre ammiratori ed amici. La terza e’ che c’e’ da invidiare le macchine. Nessun equivoco, nessuna incertezza. Esse si parlano scambiandosi infinite successioni di fatti precisi, inappellabili. L’eleganza di Tacito e l’eloquenza di Cicerone, viaggiano silenti e severe, nei cavi sepolti che collegano i nostri computer.

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