Delle Fragili Cose

DelleFragiliCose5 November , 2006 3:01 pm

Le Donne:
Ricordo di aver vissuto una settimana in un capanno nei boschi con una principessa dagli occhi belli e dai capelli color crepuscolo. Allora vivevo uno dei miei amori unici ed eterni. Una sera, mentre si disquisiva romanticamente dell’ultimo teorema di Fermat, di fronte alle fiamme rosse del camino, la stanza fu attraversata velocemente da un topo. Si trattava di uno di quei topini di bosco, piccoli e pulitissimi. Questo non fu preso in considerazione dalla principessa che in un nanosecondo si trovo dritta sulle lunghe e flessuose gambe. Dimentica della sua vasta cultura e della nobile educazione, gridava: "Uccidilo, uccidilo, uccidilo". La cosa non mi fece piacere. Si fosse trattato di un uomo, di un malintenzionato, non ci avrei pensato due volte, ma far fuori il topo mi sembrava un atto da occupante nazista visto che ero io ad aver invaso il suo territorio. Comunque il topo non poteva vantare gambe, occhi e capelli paragonabili a quelli della principessa. Non sussistevano dubbi. Mentre cercavo un’arma idonea per portare a termine la missione assegnata, la principessa ritrovava lentamente la calma. Mi osservava con malcelato disgusto mentre afferravo scope, coltelli e perfino un martello, onde individuare lo strumento piu’ adeguato. Fu allora che cambio’ idea. "E se dopo che l’hai ucciso ne entrasse un altro? Dobbiamo prenderlo vivo". Probabilmente nella sua mente progettava di catturare il topo e di farlo cantare con un energico interrogatorio. A questo punto si sarebbe scoperto quale era la strada per accedere alla capanna. Oppure sarebbe venuto fuori che tra le mura amiche si celava qualche traditore che, nottetempo, faceva in modo che estranei penetrassero nel perimetro. La cosa mi lascio’ basito ma non osai opporre resistenza, temendo che questo mi facesse uscire dalle sue grazie.
Non riuscii a trovare il topo ne quantomeno ad interrogarlo. La principessa non volle dormire nella capanna e fummo costretti ad un’ingloriosa fuga notturna. Recentemente ho saputo che ha sposato un veterinario

La Domenica:
Stamattina sono andato a passeggio. Spasso economico e salutare per chi come me ha deciso di darsi al romitaggio intellettuale, visto che per quello fisico occorrerebbe arrangiarsi con i servizi igienici e io non sono il tipo. I negozi erano aperti e le strade erano piene di gente. Questa cosa mi fa incazzare alquanto e per poco non ho tirato fuori il mio M249. Ma c’erano troppi bambini in giro ed io sono soldato di vecchio stampo. Mai con donne e con bambini. Quando ero giovanotto pensavo che avere i negozi aperti di domenica fosse una gran comodita’. Ora ho cambiato idea. La pubblicita’ e il commercio si sono gia’ presi sei dei sette giorni disponibili. Perche’ rompere le balle anche la domenica? A me piacerebbe passeggiare per strade silenziose e deserte. Sentire il rumore dei miei passi nelle per le vie di una citta’ che e’ sempre troppo lontana. Invece mi tocca subire l’accusa di quel nuovo televisore che mi ricorda che il mio fa le facce verdi e le teste a uovo, oppure lo sguardo zoccolistico e schifato di una commessa diciassettenne mentre guarda la mia mise domenicale che e’ peggiore di quella feriale, e ho detto tutto.  Ricordo le domeniche della mia infanzia. Tutto chiuso, sbarrato. I bambini per strada a giocare a pallone e le persone, con il vestito buono, che si fermavano a chiacchierare in mezzo alla strada incuranti delle scarse macchine. Gli unici posti aperti erano le pasticcerie, affollate di persone ignare di colesterolo e trigliceridi e senza l’incubo disperante della bulimia. Con mio padre si faceva a piedi la strada verso casa, io con il cartoccio dei dolci in mano e lui con la sigaretta al lato della bocca. E la luce. La luce. Era di un colore che non ho visto piu’.
Forse mi mancano quelle domeniche e i negozi aperti non c’entrano niente.

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Meccanica delle Cose 8:31 am

Ieri sera, intorno alle 22.00, in Germania si e’ verificato un guasto sulle linee dell’alta tensione che ha rischiato di lasciare al buio l’intera europa occidentale. La notizia viene riportata dall’Ansa.
Probabilmente quello che e’ accaduto in Italia il 29 settembre 2003 non ha insegnato nulla. La rete elettrica europea e’ un vero e proprio tributo alla teoria dell’olismo, quella che vuole che il battito d’ali di una farfalla in Asia puo’ essere la causa di un tornado in America.
A quanto pare, le varie interconnessioni che consentono lo scambio di energia da un paese che ne produce in eccesso ad un altro che ne ha bisogno, invece di rendere piu’ robusta la rete attraverso un meccanismo di ridondanza, l’anno resa estremamente soggetta all’effetto domino. In pratica il verificarsi di un piccolo problema in Germania puo’ scatenare un effetto a catena che porta gli abitanti di Lecce a rimenere senza corrente.
Su questa cosa si possono fare un po’ di riflessioni. La prima e’ che il commercio dell’energia e’ un grosso affare promosso dalla comunita’ europea. Il nostro supergoverno continentale si e’ preoccupato solo dell’aspetto lucrativo, ignorando quello della sicurezza e della affidabilita’ del servizio. Viene poi da pensare che se l’unione europea delle culture e dei cittadini e’ ancora una chimera, quella delle industrie e degli affaristi e’ gia pienamente realizzata. Infine, alla luce di queste considerazioni, sembrano un po’ ridicole quelle misure di sicurezza prese per difendere le centrali dai terroristi, quando ci sono migliaia di chilometri di linee elettriche la cui interruzione puo’ portare al buio un intero continente.

Ora non ci resta che sperare che a Parigi, qualche nonnina freddolosa non accenda contemporaneamente la stufetta ed il forno elettrico. Se scatta il contatore a casa sua, Roma, Milano e i loro aereoporti rischiano di rimanere al buio.

p.s. sul sito http://www.grtn.it/ita/index.asp e’ possibile monitorare il consumo di elettricita’ del paese in tempo reale.  Forse e’ il caso di dagli un’occhiata prima di prendere l’ascensore.

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DelleFragiliCose 7:52 am

Mi ero fatto un vestito di lustrini e pailettes con delle belle scarpe di ginnastica rosse, cosi’ quando andavo a fare il salto in alto a buonadomenica ero elegante ma sportivo. Un amico scrittore mi aveva prestato un bel libro inedito da presentare, come tutti, al mauriziocostanzoscio’. Mia madre voleva che la salutassi quando sarei andato a fare l’espertone a l’isoladeifamosi. Mi ero preparato un sacco di cose spiritose per l’ospitata da fabiofazio e un sacco di cose pallose per santoro, che quello in queste monnezze ci sguazza. Oggi ho chiamato l’agenzia e ho distetto la macchina con autista che avevo affittato per arrivare al red carpet di cinecitta’. Colgione. Che inutile colgione.

Dopo l’articolo pubblicato su Liberoblog mi ero montato la testa. 1800 visite in due giorni, e che caxxo. Questo voleva dire popolarita’ e quindi affanculo libri di fisica, affanculo computer con linux e senza linux. Certo non ho le tette e l’umorismo di selvaggialucarelli, non sono intelligente e colto come macchianera, ma ero sicuro che un un posticino nel mondo dei vips l’avrebbero trovato anche a me. Avrei sistemato anche gli amici. Diabolik mi avrebbe seguito nelle trasmissioni politiche e di attualita’. Evacarriego sarebbe stata insostituibile nei programmi intellettuali e di cultura. Avevo un po’ il problema di questo settantasette, che non lo conosco ancora a fondo, ma il suo sito promette bene e un lavoretto per lui non sarebbe stato un problema.
Invece dopo i fasti della prima pagina, una volta scivolato in seconda e poi in terza, qui si e’ spenta la luce. Dei fasti del successo mi e’ rimasto solo l’appellativo di colgione. Qui arrivano i soliti quattro gatti, amanti della fisica quantistica, dell’espressione turpe e della topa. Insomma, il viale del tramonto.
E allora se le cose stanno cosi’ basta con i post politicamente corretti, basta con il linguaggio ricercato, basta con i modi da damerino del ‘700. Si ritorna alle origini e torneranno i simpatici amichetti che i vecchi clienti conoscono bene:

Belli e diabolicamente perfetti nelle loro armoniose forme funzionali, il lanciafiamme ed il bastone saranno i protagonisti di molti dei miei prossimi post. Chi inorridisce di fronte alla violenza e sviene alla vista del sangue si cerchi un altro blog. Ce ne sono a miliardoni. C’e’ solo da scegliere fra quello che parla di scorregge nel bagno delle donne, quello che commenta i maurizicostanzi o quello con un nome di cazzo che sembra un barone tedesco della prima guerra mondiale.
Insomma qui a fare l’educato non si guadagna una beneamata fava. Tanto vale togliersi qualche soddisfazione. Cia’.

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