L’appuntamento di Saddam Hussein con il fato era stato fissato con largo anticipo. Appena uscito dalla buca nella quale si era nascosto era chiaro che la destinazione del suo viaggio, lungo o corto che fosse, sarebbe stato il piazzale Loreto di Baghdad o comunque si chiami.
Non esprimero’ opinioni sulle sue colpe. Stragi, guerre cruente e disinvolto utilizzo di gas tossici, sono fatti storici, tatuati sui corpi morti o mutilati di uomini, donne e bambini. Io non so con certezza se sia stato lui l’artefice primo di tali scelte. Nello stesso modo non so con certezza se fu Hitler ad orchestrare lo sterminio di milioni di vite. Pero’ delle volte non si puo’ pretendere di essere certi aldila’ di ogni ragionevole dubbio. Occorre credere per approssimazione, altrimenti si rischia di diventare degli agnostici della storia, rifiutando di esprimere ogni opinione.
In ogni caso di una cosa sono certo, non sono le sue colpe, reali o presunte, a mettergli il cappio alla gola. Per quelle la morte sarebbe una punizione leggera, una sorta di multa con la perdita di un paio di punti sulla patente. Le cose che segneranno il destino di Saddam Hussein saranno da una parte la necessita’ dell’attuale governo iracheno di decapitare il gruppo di fedelissimi all’ex Rais, dall’ altra il desiderio degli Stati Uniti di far scendere la tenebra su di un conflitto scatenato sull’onda della rabbia per la tragedia del 2001 o, peggio, per occulti motivi di opportunita’ politica.
Non sono qui a piangere la vita di Saddam Hussein. La mia pieta’ non giunge a questo punto. Sono qui a constatare tristemente che, nonostante il grande progresso della tecnologia, gli uomini rimangono sempre gli stessi e sempre lo stesso rimane il loro modo di chiudere con il passato.
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S.Hussein condannato alla pena di morte per 180 morti? Dal governo Americano?
Comment by Diabolik — 6 November , 2006 @ 11:23 am
Diabolik: L’hai detto fratello. La sua morte deve chiudere un ciclo. Anche per compensare la mancata cattura di bin laden
Comment by dellefragilicose — 6 November , 2006 @ 1:55 pm
E quindi i vincitori non consegneranno alla storia i loro busti di gentiluomini: il tempo passa invano e io mi sono sbagliata, francamente non mi aspettavo questa condanna, di cui tutto si può dire, ma non che sia dettata da un’irrazionale voglia di giustizia.
Comment by evacarriego — 6 November , 2006 @ 4:27 pm
evacarriego: e’ una vicenda nata male e finita peggio. Fa tristezza. Secondo me non rende nemmeno vera giustizia alla povera gente morta per mano e per conto di questa persona.
Comment by dellefragilicose — 6 November , 2006 @ 7:48 pm
Non sono solo i morti ammazzati da un dittatore. Ci sono pure i morti di fame, i morti per malattia, i cresciuti nell’ignoranza e nell’odio che fanno parte del gioco. Un gioco in cui contano solo i piccioli, le vite contano solo in quanto funzionali al potere. Figurati quanto è importante il rispetto di quella di Saddam..
Comment by dellefragilivite — 8 November , 2006 @ 12:35 am
dellefragilivite: troppo giusto. pero’ a me lo stesso non va giu’ che ce la vogliano vendere come giustizia.
Comment by dellefragilicose — 8 November , 2006 @ 1:03 pm