Ho smesso di fumare alle 21.35 del 19 gennaio 2006. Avevo ricevuto una telefonata che mi aveva riempito di sordida rabbia. Essere feriti durante la lotta e’ normale, non c’e’ niente di male. Subire un colpo per totale disinteresse e completa ignoranza delle altrui sensazioni, invece, e’ indiscutibilmente ferale. La mia vendetta si e’ esplicitata allora, nel desiderio strenuo ed incondizionato di partecipare al funerale del telefonante, avverbio della cui nazionalita’ dubito, ma considerando a chi e’ rivolto, piu’ che sufficiente.
Trenta anni di fumo appassionato ed ininterrotto. Decine di tipi di sigarette, sigari, sigarini, con filtro, senza filtro e perfino, nei momenti di magra assoluta, al mentolo. Una pagina chiusa cosi’, da un momento all’altro.
Incredibile cosa sia in grado di fare l’odio, perche’ di odio si tratta. Alla faccia dei buoni sentimenti, alla faccia della volonta’ fattiva, in culo al senso del dovere e al lavoro che nobilita l’uomo. Solo il desiderio di eliminare un fattore di rischio per avere la soddisfazione di vedere il coevo, che da allora ha perso anche il nome, sotto tre metri di terra.
Da quel giorno nemmeno una sigaretta, nemmeno per spezzare la tensione quando mi viene di dare mano alla 357. Ne ho voglia, accidenti se ne ho voglia. La chimica ha finito il suo effetto ed il mio sangue ha dimenticato completamente la nicotina. E’ il mio cervello che non si arrende, e’ a lui che manca il rito dell’accensione e della boccata lunga e profonda. Ma e’ lo stesso pezzo di ciccia che ce l’ha a morte con emmezero, che alla fine un nome di cazzo gliel’ho dovuto trovare, perche’ l’odio vuole un obiettivo preciso, sul quale concentrarsi e non mollare.
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Anch’io mi sono fatto odiare per amore.
Comment by Un_povero_cristo — 8 November , 2006 @ 12:03 am
Diciamo che e’ì capitato un po’ a tutti. fa parte del gioco. Non so se sia una consolazione ma e’ cosi’.
Comment by dellefragilicose — 8 November , 2006 @ 1:01 pm