Oggi negli Stati Uniti si tengono le elezioni di meta’ mandato. Dal punto di vista pratico queste elezioni servono per il rinnovo della camera dei Rappresentanti. Attualmente la camera e’ a maggioranza repubblicana, il partito del presidente in carica George W. Bush. Al senso formale della consultazione si affianca, tradizionalmente, un valore di giudizio della politica presidenziale. Le elezioni si tengono all’indomani della condanna a morte di Saddam Hussein che, in maniera del tutto opinabile, suggella la politica aggressiva nei confronti degli "stati canaglia" da parte dell’amministrazione americana. Il grande assente di questa consultazione e’ il capo di al Qaeda, lo sceicco Bin Laden. Il fatto di non averlo catturato o eliminato, ha indebolito l’effetto dell’azione militare americana. Se anche fosse morto e le sue ossa giacessero in qualche deserto afghano, fino a quando non se ne avra’ la prova, la sua presenza continuera’ ad esaltare il movimento terrorista internazionale e ad agitare gli incubi dei servizi segreti occidentali. 
In un mondo perfetto, a queste elezioni e a quelle del presidente degli Stati Uniti, dovrebbe partecipare tutto il mondo. La politica estera degli Stati Uniti e’ la politica del pianeta. Le scelte fatte a Washington si ripercuotono negli aspetti piu’ banali della nostra vita quotidiana. Nei viaggi, negli acquisti e nelle scelte di vita che facciamo, c’e’ sempre un elemento di giudizio che non ci appartiene e che dipende da qualcuno che vive e decide a migliaia di chilometri da noi.
E’ per questo motivo che e’ necessario esprimere un’opinione sulle scelte americane degli ultimi anni, perche’ volente o nolente, sono state le nostre scelte.
Viene da chiedersi quale sarebbe stato il destino del mondo se a gestire la crisi dell’undici settembre fosse stato un altro uomo. Bush, qualsiasi siano i suoi motivi, ha deciso di combattere il fuoco con il fuoco e il ferro con il ferro. La sua crociata contro il mondo islamico integralista e’ diventata, senza possibilita’ di scelta, la crociata dell’intero occidente. Un atteggiamento di scontro e contrapposizione netta che ha messo in crisi alleanze ed amicizie storiche.
Il risultato e’ sotto gli occhi di tutti. I nuclei di rivolta in Afghanistan e in Iraq sono ancora attivi. Si sono aggiunti due nuovi focolai di destabilizzazione in Iran e in Corea del Nord. La guerra e’ arrivata prima nei nostri aeroporti e poi nei centri urbani delle nostre citta’. In paesi a lunghissima tradizione di liberta’ e tolleranza, come Francia e Gran Bretagna, si e’ deciso di contrapporre all’integralismo religioso, forme di proibizione e di obbligo che divengono, a loro volta, forme di integralismo di stato.
La nostra vita e’ cambiata e la nostra liberta’ di espressione, di movimento e di pensiero e’ stata fortemente ridotta. Le leggi che regolano il nostro mondo, somigliano sempre di piu’ a quelle che deprechiamo nei regimi integralisti mediorientali.
Verrebbe da chiedersi, una volta per tutte, indipendentemente dai morti lasciati sul terreno, chi sta vincendo veramente questa guerra e quale sia il mondo che stiamo lasciando ai nostri bambini.
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Mi chiedo
Ma è un caso che bin laden non sia stato preso?
La cattura di Saddam Hussein garantiva la chiusura della pratica IRAQ, necessaria per poter dimostrare l’efficacia e la necessità dell’intervento nel golfo. Bin Laden libero invece garantisce ancora la possibilità di sfruttate quel clima di generale terrore e di incombente minaccia terroristica che permette ai governi di alzare i livelli di guardia e di controllo nei confronti dei cittadini e di cercare i consensi in quella classe sociale manipolabile dai mass media, non per ultimo di ricavare interessi economici.
Comment by dario — 7 November , 2006 @ 11:33 am
Dario: E’ una lettura possibile. Pero’ ha un aspetto complottistico che non mi convince. Secondo me il problema e’ piu’ grave. Nonostante esercito, satelliti, servizi segreti, intercettazioni e computer, il mondo occidentale e’ completamente indifeso nei confronti del terrorismo. Merci e capitali hanno bisogno di una certa liberta’ per circolare. E sulle stesse strade passa il terrorismo.
Comment by dellefragilicose — 7 November , 2006 @ 12:44 pm
non mi sembra che fino ad ora il terrorismo abbia colpito merci e capitali, ma solo persone. si, in effetti è una visione complottistica. ma non ho motivo per non pensarlo. la nefandezza umana non è prerogativa dei terroristi. chi gode della fiducia incondizionata si sente autorizzato ad agire per il bene e non necessariamente nel bene.
Comment by dario — 7 November , 2006 @ 2:45 pm
Dario: per quello che ne sappiamo, la tua potrebbe essere anche la versione giusta. Il problema e’ che nemmeno il tempo riuscira’ a farci capire la verita’
Comment by dellefragilicose — 7 November , 2006 @ 2:58 pm
Secondo te è possibile che un aereo si schianti sul Pentagono mezzora dopo che altri due si sono schiantati contro le torri gemelle senza che ci sia complotto? E’ dell’America che stiamo parlando, della nazione pronta a difendersi dalle testate nucleari sovietiche.. Credo che pure l’Italia avrebbe saputo mandare un caccia..
Comment by un_po_di_logica_per_favore — 7 November , 2006 @ 11:54 pm
un’aereo si è schiantato sul pentagono? quando?
Comment by dario — 8 November , 2006 @ 10:24 am
dario e un_po_di_logica_per_favore: ragazzi, non voglio ripetere la storia dei pinguini di linux. Sono convinto che cia e compagnia bella ne abbiano fatte di cotte e di crude. Rapimenti, uccisioni, stragi, droga. Ma questa mi sembra troppo grossa. E poi perche’ non completare l’opera “piazzando” qualche arma di distruzione di massa sotto il deserto dell’Iraq. Insomma, ora la i padroni sono loro, mica avrebbero fatto questa grandissima figura di merda. Non so, cosa ne pensate?
Comment by dellefragilicose — 8 November , 2006 @ 1:00 pm
non credo che un’arma di distruzione di massa sia una provetta contenente qualche batterio nascosto sotto la sabbia. sono impianti chimici, depositi di gas etc etc etc. costruirne di finti in territorio iracheno non credo fosse una cosa possibile. in un certo qual modo li hanno creati quando hanno presentato i vari dossier e documenti a dimostrazione dell’esistenza degl iimpianti, rivelatisi poi incorretti. ma ormai l’obiettivo era stato raggiunto.
non dico che gli stati uniti abbiano creato volontariamente l’11 settembre, dico che magari, non hanno fatto tutto il necessario per evitarlo. comunque, lasciamo alla storia il compito di fare luce su questo. un giorno ne sono sicuro, qualcuno saprà la verità.
Comment by dario — 9 November , 2006 @ 11:33 pm
Dario: nei termini nei quali l’hai posto, la cosa e’ accettabile. Spero anche io che la storia faccia luce su questa vicenda.
Comment by dellefragilicose — 10 November , 2006 @ 3:38 pm