Ho controllato la Costituzione, articolo per articolo, non ho trovato nulla. Una veloce ricerca sulle 87.542.623 leggi e decreti promulgati dal ‘47 ad oggi non ha dato risultati. Codice civile e codice penale tacciono. Si potrebbe trattare di una prescrizione medica allora, di una ricetta. Niente. Neanche nell’archivio medico.
Insomma, dove e’ stabilito? In quali tavole della legge e’ scolpito? Quale medico ha prescritto che la televisione deve trasmettere programmi orripilanti? Mistero. A quanto pare si tratta di un’iniziativa dei programmisti televisivi, non c’e’ altra spiegazione. Di disposizioni ufficiali non c’e’ traccia e supporre che ci sia una regia occulta e’ da complottisti.
Qui non e’ questione di gusti, non e’ questione di snobismo intellettuale. E’ che, a prescindere dalle preferenze, mangiare la stessa pappa tutti i giorni, provoca il disgusto. La prima rissa in televisione sara’ stata una novita’. Il primo pianto avra’ commosso. Il primo rapporto sessuale avra’ scandalizzato. Il primo salto in alto avra’ divertito. La prima isoladeifamosi avra’ incuriosito. Ma dopo l’ennesima minestra, con gli stessi ingredienti, come si fa a mangiarla ancora?
Lo chiedo a voi, voi che di questa sbobba siete i consumatori. Voi che la consumate, la commentate e ne assaporate le lunghe ed interminabili evoluzioni. Lo chiedo a voi perche’ la risposta dei programmisti la conosco gia’: La sbobba fa ascolti. Ecco, la magica parola. Ascolti. In pratica il fatto che la sbobba cepostaperteista faccia ascolti, la mette al riparo da qualsiasi critica e da qualsiasi osservazione. E come se gli ascolti santificassero la sbobba fino a farla diventare qualcosa di ultraterreno, oltre qualsiasi considerazione umana. Questo e’ un ragionamento che conosco bene. Lo ha usato gia’ qualcun altro che, guarda caso, della sbobba e’ grandissimo produttore e propinatore. Si, diceva costui, e’ vero che ho trenta processi in corso e quaranta condanne definitive, e’ vero che non si sa come io abbia fatto i soldi, ma la gente mi ha votato, e quindi sono l’unto del Signore [sic]. I voti, in politica, sono l’equivalente degli ascolti.
Si, ma a me questo ragionamento non convince. Se sono interessato a diventare popolare in un asilo infantile e non ho a cuore la salute dei bambini, mi presento con un camion di cioccolata. Nel giro di un quarto d’ora divento il mariadefilippi o il presidente del consiglio dell’asilo. Poi, che ai bambini venga la cagarella, e’ un problema che non mi riguarda.
Qualche spacciatore di eroina, quando la finanza lo arresta, potrebbe usare lo stesso metodo di ragionamento per discolparsi. Potrebbe dire che le sue dosi hanno avuto grandissimo successo, che ne ha vendute milioni. Che il suo share, sul mercato della droga, e’ del 38%.
Il fenomeno non e’ limitato al reality, all’intrattenimento domenicale o al quiz con i pacchi. Ormai ha sconfinato nei programmi d’informazione come quelli dei fabifazi che si bisticciano con i fiorelli. Oppure negli annizeri dei santori con le loro gnocche senza testa. Per non parlare dei telegiornali. Cosa pensare di quel giornalista del TG1 che intervista la madre del povero soldato ucciso in missione e le chiede: “Cosa si prova?”, mentre la telecamera riprende il viso della signora in attesa delle inevitabili lacrime? Ma cosa cacchio si dovrebbe provare quando un figlio muore? Quale misteriosa sensazione nasconde questa donna? E se pure ce lo dicesse, quale contributo informativo ci darebbe?
In conclusione, io lo so perche’ loro lo fanno. Perche’ con la sbobba si guadagnano il pane, e che pane. Ma voi, voi perche’ la guardate? Che soddisfazione provate nel vedere un critico d’arte fallito e una nipote con un cognome famoso azzuffarsi come due scolaretti? Che gusto c’e’ a guardare i corpi macilenti e smagriti di quattro falliti lasciati a marcire su un’isola deserta? Quale godimento culturale si ricava da programmi dove lui corteggia lei, lei non lo vuole, lui balla con un’altra, pero’ poi lei lo vuole di nuovo e cosi’ via?
Voglio scoprirlo, ditemelo per favore. Io non lo capisco e la cosa mi infastidisce.
Per quanto mi riguarda, quello che scatenano in me questi programmi l’ho scritto qui. Mi spiace solo che si corra qualche rischio a metterlo in pratica, altrimenti lo farei tre volte alla settimana.