Il parlamento licenzia l’articolo tre della legge finanziaria. In pratica passa la riforma dell’Irpef e il superbollo per le auto di grossa cilindrata. Resiste l’esenzione ICI alla Chiesa. Reintrodotta la tassa di soggiorno per chi passera’ le vacanze in alberghi e case in affitto, in una citta’ diversa da quella di residenza. Agevolazioni per le famiglie meno abbienti che potranno ottenere contributi sulle bollette energetiche.
Di fronte a disposizioni come queste il lavoro del commentatore e’ ridotto all’osso. Certe cose parlano da sole. La Chiesa rimane esente dall’ICI e probabilmente i cittadini se la vedranno aumentata. Non c’e’ traccia di interventi strutturali e la panacea rimane l’aumento di tasse esistenti o la creazione di nuove. A fruire di agevolazioni sui consumi saranno coloro che dichiarano redditi bassi o inesistenti e quindi, secondo le recenti statistiche, gioiellieri e concessionari auto. 
Il vero gioiello e’ la tassa di soggiorno. Singolare balzello degli anni ‘60. Si accompagnava allora al Dazio, che era la tassa che occorreva pagare quando si portavano in citta’ merci comprate in campagna. Fa meraviglia che non si sia pensato a reintrodurre anche questa vetusta consuetudine, con tanto di posti di blocco alle strade di ingresso nelle citta’.  Sarebbe stato un romantico ritorno agli anni della fanciullezza per tanti di noi. Peccato.
Si allega consolazione per i lettori maschietti. Per le signore: mi spiace. La mia apertura mentale non e’ arrivata al punto di mettermi a cercare bei ragazzi sul web. Sono disposto ad accettare segnalazioni.