Questo e’ il tipico titolo ruffiano, come quando negli anni ‘80, c’erano film tipo: "La dottoressa del distretto militare" e uno andava con la speranza di chissa’ quali nefandezze, orge e sessi contronatura e invece si beccava al massimo una mezza zizza della Fenech con la quale arrangiarsi fino alla prossima uscita del nuovo "Le Ore" o "Caballero". Ma non ci sono alternative. Se voglio far arrivare qui miliardi di internauti, diventare un punto di riferimento per la scienza, la politica e la filosofia, crearmi uno stuolo di adoranti ammiratrici, vendere il sito al signor Google, che comunque e’ meglio del suo traduttore di cazzo, devo fare il furbone e darmi da fare con un’eccellente politica di marketing. Qualche blogger femmina si mette un nick accattivante, pubblica qualche sua foto vedo/non vedo e subito milioni di stronzi corrono a leggere e a commentare con la speranza di cacciarci una pompatina o, almeno, qualche fotina piu’ spinta. Qui non si parla di gossip, di programmi televisivi si sparla e di pallone non si capisce un cazzo. Qui si parla di fisica, metafisica, lanciafiamme, politica e cazzi di questo tipo, quindi mi devo arrangiare. Ci ho provato a mettere i titoli onesti. Mi spacco il mazzo a scrivere post di altissimo livello, ma non li caca nessuno. Questo e’ il motivo del florilegio di patanella che ultimamente e’ comparso su queste pagine e dei titoli ruffiani. Attraggo la clientela con un’immagine ammiccante e poi la colpisco a tradimento con un bel post sui ciclotroni. Sono un furbone no?
Fino ad ora ve la siete spassata. La pacchia e’ finita. Fate un bel respiro e cominciamo.
Le puntate precedenti sono: 01, 02, 03 e 04.
Chi e’ arrivato alla fine di questo post doveva essere troppo stanco per chiedersi dove fosse il trucco. Se diamo veramente credito all’ipotesi del Big Bang e del punto di discontinuita’, dobbiamo ingoiare un prosciutto per intero, con tutto l’osso. Dobbiamo ammettere che nell’istante che ha preceduto il Big Bang, non valessero le leggi della fisica, altrimenti per attivarlo sarebbe stato necessario un intervento esterno. AZZ, ma per chi si definisce scienziato, ammettere un intervento ex machina, e’ equivalente a dichiarare un fallimento.
Un’elegante spiegazione al concetto di nascita dell’universo in assenza di un primo motore ci viene dalla teoria di cosmologia quantistica di Hartle-Hawking,. Ci Crediate o no, nel banale foglietto di carta che vi mostro, c’e’ il modello di nascita dell’universo che postula l’assenza di un qualsiasi istante iniziale e quindi elimina la ragione sufficiente dell’esistenza di Dio.
Attenzione, il sito del dipartimento di matematica applicata e fisica teorica dell’universita’ di Cambridge, dal quale ho linkato l’immagine, ogni tanto va off-line. Forse e’ colpa dell’assalto dei milioni di lettori entusiasti di questo post.
Ok, i piu’ puntigliosi di voi avranno notato che si tratta solo del foglietto numero sette, ma non credo che presentare i sei precedenti avrebbe cambiato di molto la situazione. I piu’ maliziosi, invece, avranno notato che questo modello di creazione dell’universo somiglia non vagamente ad un capezzolo femminile. Di qui l’accattivante titolo del post che sicuramente mi procurera’ successi internazionali.
Resta il fatto che potete dire di aver visto il primo pezzo di carta sul quale e’ scritto con serie basi teoriche, che Dio puo’ non essere stato necessario per la creazione dell’universo. Attenzione ho detto puo’ non essere stato necessario, che e’ diverso dal non e’ stato necessario.
Il trucco consiste nel considerare spazio e tempo illimitati ma non infiniti e nel tirare in mezzo la meccanica quantistica nei primissimi istanti del Big Bang. Come sanno i miei fedeli lettori, quando un fisico vuole giustificare un paradosso, tira in mezzo le particelle, tanto chi minchia le vede. Se poi non si vuole far capire un cazzo c’e’ sempre la meccanica quantistica dove gli effetti non hanno cause riconoscibili e la stessa causa genera effetti diversi.
In questo modello quantistico di nascita dell’universo, nei primissimi istanti del Big Bang spazio e tempo sono la stessa cosa. Il tempo si separa dallo spazio secondo una progressione che in una proiezione bidimensionale e’ la superficie di una semisfera (il capezzolo). Come tutti sicuramente sanno, i punti che compongono una semisfera sono indistinguibili l’uno dall’altro e quindi non e’ possibile individuare un vero e proprio inizio del tempo e dello spazio come entita’ distinte. In assenza di partenza non c’e’ bisogno nemmeno del motorino d’avviamento e quindi Dio e’ stato esentato da questa incombenza. Chiaro no?
Ora mi domando e dico. Non era piu’ divertente Lapo? Non ci siamo distratti di piu’ con la lista di The_R_Word? Non si prova maggiore soddisfazione prendendo per culo brodi?
Qualche duro e puro si e’ lamentato che facendo piu’ quasi cinquemila accessi in due giorni, questo sito e’ diventato commerciale. Ecco, vediamo quanti ne facciamo con questo post. Che dite, lo mando a Liberoblog?
Il mio nuovo Sito
Eccolo. Il vero beniamino di questo blog. Piu’ volte invocato nei commenti, destinatario di decine e decine di lettere di ammirazione e di plauso. Dopo la sua
L’M249 richiede una mise adatta. Pur essendo un oggetto non ingombrante va condotto con estrema discrezione. Io in genere lo porto sotto il mio elegante e comodo impermeabile di pelle nera. In questa occasione speciale voglio svelare finalmente la mia figura, anche per dare soddisfazione ai desideri di migliaia e migliaia di adoranti ammiratrici. Eccomi finalmente, nella foto a sinistra, mentre insieme all’M249, porto anche la
Lo so cosa vuol dire cinefilo. La foto del cane ce l’ho messa per darvi la speranza di beccarmi in castagna e disilludervi ferocemente subito dopo. Stavolta nisba. Il commentino al veleno conservatelo pure. Sicuramente un giorno scrivero’ una cazzata grossa come la casa e vi tornera’ utile. Mo’ vi e’ andata male. Come dicevo, questo e’ un post per cinefili, per quelli che amano il cinema e si ritengono espertoni. Il post e’ questo:




