Piu’ di venticinque anni di studio. Venti di lavoro. Prima come soldato, poi operaio, scrivania, computer e libri. Due culi di bottiglia per occhiali, la schiena piegata, il mutuo sulla casa, le rate della macchina. Gli ultimi cinque o sei passati a fare finta di niente, a cercare di non vedere che si stavano facendo il paese che io e gli altri stronzi come me cerchiamo di rifare ogni giorno. A imporsi di pensare ad altro quando in autostrada, col traffico bloccato, sfrecciano quelle cazzo di macchine con la sirena, il lampeggiante e i vetri scuri. E a sperare, a sperare, ogni santissimo giorno che il Signore ci fa la grazia di mandarci, che la smettessero di fare le facce di cazzo quando uno chiede una ricevuta di merda, che fosse possibile lavorare senza essere inculati da quelli che ti scrivono cento e ti mollano ottanta e poi ti devi stare e se non ti stai non ti rinnovano quel cazzo di contratto a progetto.
Tanto, tanto tempo passato a pensare che il male fosse lui. Quel nano di merda con le sue televisioni e i suoi maurizicostanzi, a pregare che la natura facesse il suo corso e che lo portasse tra le braccia di Dio, che se aspettavo gli italiani sti cazzi che lo mandavano in pensione.
Poi, poi, la grande rivelazione. Mi hanno fottuto. E non e’ stato solo il nano. Mi hanno fottuto quelli che di un colore o di un altro, nascono con l’istinto di farsi i cazzi loro. Quelli che se c’e’ da rubare, rubano. Quelli che non pagano le tasse e poi piangono miseria. Quelli che prima di andare in parlamento ti chiamano per sapere come stai. Quelli che in televisione fanno i marpioni tenendo in braccio il bambino down. Quelli che fanno i verdiecologisti e poi da ministro dell’ambiente li perdi di vista. L’ho capito stamattina, quando ho letto che uno e’ morto perche’ ha fatto sette ore di ambulanza con un infarto addosso. Quando ho letto questa cosa ho pensato: "Ma che cazzo avrei fatto se fosse successo a mio padre?"
Gia’ cosa avreste fatto voi? Cosa avreste fatto pensando che a quelli che ci inculano, una cosa del genere non potrebbe mai accadere. Ve lo immaginate il nano in ambulanza? Quello che per farsi mettere a posto un’unghia incarnita va a Ginevra?
Io le loro macchine di merda, le loro puttane, le ville al mare e le barche non gliele invidio. Si fottano pure le loro anime dannate con i giocattoli del demonio. Ma la vita, cazzo, la differenza che fa essere uno di loro e uno di noi di fronte alla morte, no, quella non posso accettarla.
Io la risposta a quello che avrei fatto me la sono data. E spero per loro che non accada mai che la debbano conoscere, perche’ le lacrime al telegiornale delle otto di sera e l’ospitata da vespa non c’entrano niente. E stavolta, per farvi capire che faccio sul serio, ci metto la mia cazzo di faccia. E’ la faccia di un coglione, di un grandissimo coglione. Attenzione pero’, perche’ il coglione si e’ svegliato e non ha piu’ voglia di farsi fottere.
La cosa non e’ finita qui. Dammi due minuti ancora e leggi questo articolo. Grazie
Il mio nuovo Sito





…perchè ti arrabbi tanto?
quel che passa al tg è roba vecchia. Succede ogni volta. Ho un amico che lavora come portantino e quando parla (ridendo) della gente che porta al pronto soccorso… bè… forse è meglio se non te lo faccio conoscere…
Comment by albe — 22 November , 2006 @ 3:58 pm
albe: ma come. ieri mi hai cazziato per il post moscio e oggi mi cazzei per quello incazzato? Non ti sarai mica fissato di trascinarmi al centro? Io sono un cazzo di estremista, come lo devo scrivere, maiuscolo? SONO UN ESTREMISTA.
Cia’ Albe’, pero’ il carrarmato ti e’ piaciuto
Comment by dellefragilicose — 22 November , 2006 @ 5:59 pm
E’ la teoria dell’interruttore, sempre detto io.
Ognuno di noi ce l’ha, e spesso nemmeno sa dov’è; tantomeno a cosa serva.
Poi un bel giorno il primo cristo che passa, non si sa bene come e perchè, riesce a trovarlo e a commutarlo da spento ad acceso.
E succede tutto quello che non ti aspettavi potesse scaturere da uno come te.
Comment by serpiko — 22 November , 2006 @ 6:53 pm
T’indigni per questo, hai tutta la mia stima
mi indigno quanto te e l’abitudine non smussa i miei angoli acutissimi, però ma non mi sorprendo: da tecnico del settore, come dire?, potrei - e sottolineo potrei - aver visto alcune cose che voi umani non potete neanche immaginare
sei come ti figuravo, occhiali compresi
che sia anche quello un gadget generazionale? nascondiamo l’occhio fiammeggiante d’ira mai sopita dietro vetri scuri
Comment by evacarriego — 22 November , 2006 @ 8:48 pm
Andiamo su Marte, mandiamo i nostri soldati in missione di pace (pace? Boh!) e poi cosa succede?
Non siamo capaci di far fronte ad una emergenza di primaria importanza?
E’ impensabile che un povero cristo debba crepare dentro un’ambulanza, sballottato qua e la per sette ore perchè non si trova uno straccio di posto!!
Cose simili, meno gravi forse ma per il solo fatto che ancora non ho visto morire, ne vedo quotidianamente: leggo disperazione a volte negli occhi delle persone quando sono costretta a comunicare loro che per un esame devono aspettare anche sei mesi!
Mi sento dire: “Io sto male ora, tra sei mesi che ne sarà di me?”; si stringe il cuore, mi sento impotente…
Ma possiamo stare tranquilli, i finanziamenti per i nostri soldati non mancheranno mai: il nostro onore è salvo!
Ma per piacere…..
Io purtroppo so cosa vuol dire vedere il proprio padre in ambulanza e so anche cosa vuol dire non vederlo uscire vivo dall’ospedale, ma questa è un’altra storia…
P.S.: non avevo mai provato ad immaginarti ma…. Potevi anche farti vedere prima!!
Smack
Comment by spes74 — 22 November , 2006 @ 9:53 pm
Non lo vedo nella foto ma intuisco la presenza alle tue spalle del temibile M249. Forse è solo appoggiato al muro o semplicemente giace nella sua custodia pronto ad essere chiamato in causa.
Mi raccomando, custodiscilo con cura e fanne buon uso, siamo sicuri che non ci deluderai.
Comment by Rasputin — 22 November , 2006 @ 10:07 pm
il carrarmato mi è piaciuto mucho!
Comment by albe — 23 November , 2006 @ 1:09 am
7 ore per cento merdosi chilometri. SETTE porc****o**a! Non voglio neanche provarci a mettermi nei panni dei figli, non sono capace di tanta rabbia, troppo presto ancora. Comunque dfc, in italia da un bel po’ di tempo nascono SOLO persone che vivono per farsi i cazzi loro. Il partito degli inculanti è sempre più nutrito, ed ecco la fine che fanno quelli rimasti con gli inculati. Non è un cazzo giusto lasciarli soli (e questo per dire che hai fatto benissimo a riportare la notizia) perchè per noi, svegli ma non forti, passare di là dove il superdildo non perdona è un attimo. Un attimo, non te ne accorgi neanche e sei bell’e fottuto. Che paese di merda, scusate, ma ci hanno confezionato proprio un belpaese di merda (per chi la sensazione che sia una sottilissima battuta: lo è). Salute a tutti, au revoir
Comment by Davide — 23 November , 2006 @ 1:59 am
serpiko: hai un modo tutto tuo di dire le cose. L’ho gia’ detto e lo ripeto. Se non lo fai gia’, dovresti scrivere
evacarriego: il cuore non invecchia. Non raccontare, sono gia’ troppo incazzato. Non metto mai gli occhiali scuri, ho gli occhi molto belli e mi servono per ipnotizzare le pupe. pero’ ho un inatteso pudore a rendere pubblica la mia immagine. Forse sono timido.
Spes74: Mi spiace piccola. Un abbraccio. Per il resto sara’ cosi’, sara’ peggio ma io non ci sto. Io NON CI STO.
Rasputin: Quello che ho in testa brucia piu’ dell’M249.
albe: e che me lo dici a fare
Davide: ripeto, io NON CI STO. E ancor meno ci dovresti stare tu che, ad andar bene, avrai venti anni meno di me.
Comment by dellefragilicose — 23 November , 2006 @ 11:11 am
Basta chiudere gli occhi, lo fanno i deboli, non ci sto nemmeno io, e se questo vuol dire estremismo sarò estremista, se vuol dire vendetta sarò vendicativo, se vuol dire “guerra” sarò un soldato.
Comment by Diabolik — 23 November , 2006 @ 9:28 pm
Diabolik: basta essere un po’ piu’ svegli ed intelligenti. Proviamoci.
Comment by dellefragilicose — 23 November , 2006 @ 10:22 pm