Delle Fragili Cose

DelleFragiliCose29 November , 2006 6:44 pm

Mi arrivano sempre piu’ mail nelle quali mi si chiede di parlare di me e della mia vita. Io in genere nicchio e rispondo che non sono per il culto della personalita’. Pero’ la cosa si sta facendo insistente. Vi accontento. Come ogni quarta di copertina che si rispetti, la nota e’ scritta in terza persona:

Dellefragilicose nasce quarantasei anni fa in una splendida citta’ di mare. Le sue doti prodigiose sono immediatamente evidenti perche’ alla nascita pesa gia’ oltre sei kili. Nel corso dell’infanzia affina e sviluppa il suo talento principale: essere un ciccione quattrocchi. Si distingue anche negli studi riuscendo a scrivere, a leggere e a far di conto gia’ a dodici anni. La sua predisposizione allo studio ed alle scienze diventa evidente quando si iscrive alla scuola per corrispondenza Radio Elettra, riuscendo a costruire una radio valvolare in appena trentasei mesi. Appena giunto alla maggiore eta’, l’episodio che ne segnera’ definitivamente la vita. Nel corso di uno scontro in ascensore uccide a colpi di pancia due ribelli palestinesi che si trovavano li per caso. Da quel momento sara’ tormentato da rimorso eterno che cerchera’ di sopire con diete al limite dell’anoressia con le quali perdera’ anche tre chili in un anno.
Il fatto di aver fatto un sogno particolarmente realistico lo fa sentire autorizzato a raccontare di aver lavorato per lungo tempo negli Stati Uniti.  La gente e’ portata a credergli anche perche’ quando lui finge di parlare in inglese, nessuno capisce un cazzo, il che vuol dire che lo parla bene. Nel frattempo riesce finalmente ad imbucarsi nelle pieghe organizzative di una grande multinazionale, dove da anni viene regolarmente pagato senza fare assolutamente una minchia. Trascorre le sue giornate seduto al pc, come se lo sapesse usare, o camminando velocemente tra i corridoi con un fascio di fogli in mano. Questo atteggiamento lo fa diventare per tre volte di seguito "impiegato modello dell’anno". Nel corso degli anni le sue condizioni mentali sono progressivamente degenerate. Attualmente e’ alla disperata ricerca della sua prima esperienza sessuale con partner viventi e gira armato di una Smith e Wesson 357 Magnum, canna da sei pollici, con la quale giura che, un giorno, "mettera’ a posto le cose".

Ecco fatto. E per non lasciare le cose a meta’ voglio anche mostrarvi un’immagine chiara e definita delle mie fattezze. Una giovane e bella artista, alla quale sono legato da fortissimo sentimento, mi ha fatto un ritratto. Se lo volete vedere e’ qui (460 KB). Non sono cosi’ affascinante, ma lei mi adora e mi ha disegnato con gli occhi dell’amore.
Ciao a tutti e grazie della vostra attenzione.

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Meccanica delle Cose 12:00 pm

L’inconsapevole e severa luce dei miei occhi mi segnala e io prontamente propongo. In questo articolo, si parla con dovizia di particolari ed interessanti riferimenti, della censura operata da alcuni governi sui contenuti diffusi in Internet.  Un passo in particolare mi ha colpito e fatto riflettere, lo riporto integralmente:
"[In Iran n.d.rNel 2004, dieci cyber-giornalisti e blogger sono stati convocati da corpi dell’intelligence. Successivamente, si riferisce che più di venti siano stati torturati o arrestati. Alcuni sono stati costretti a scrivere lettere di scuse pubblicate poi da quotidiani, o a mostrarsi sulle televisione nazionali confessando di aver tentato di rovesciare il regime o crimini analoghi."
Insomma questi non scherzano. A Teheran se uno ha un blog dove chiama il ministro della giustizia pastella, invece di mastella o se scrive che l’attuale legge elettorale e’ una fregatura totale ed assoluta, corre il rischio di svegliarsi con i carabinieri iraniani che gli portano il caffe’ e di passare due o tre mesi in cella con Abdulsalami detto il "l’asino superdotato di Abuja". E se questo non bastasse, c’e’ anche il rischio di doversi presentare al "Buona Domenica" iraniano che li probabilmente si intitolera’ "Buon Venerdi’" e di doversi scusare in pubblico mentre sgarbi - quello italiano perche’ anche i cinesi hanno cercato di copiarlo ma non ci sono riusciti e sono rimasti come i pirla - ti grida invettive e ti sputazza tutti i vestiti con la sua saliva VIP.
Ora questo breve articolo dovrebbe cambiare tono, aprirsi come si dice in gergo, e partire con una sonora quanto convenzionale condanna della censura tout court.
Pero’, chi viene a fare spesa a questa bottega, non vuole merce da supermercato. Chi cerca banalita’ e ovvieta’ puo’ andare dalla Lucarelli, che oltretutto e’ bona, o farsi un giro sul blog di bassolino, che non ho potuto storpiargli il nome se no non capivate, ma che tra me e me chiamo bassottino.
Qui io mi diverto a unire nel metodo, ma a dividere nelle opinioni, perche io sono mezzo pazzo e uno degli effetti degli psicofarmaci e’ fare vedere tutti gli spigoli delle cose contemporaneamente.
Prima di tutto bisogna chiedersi come facciano questi cattivoni a bloccare l’accesso ai siti censurati. Vi dico subito che non c’e’ un ayatollah dietro a una console che controlla tutti i link prima di farvi accedere. C’e’ un software dedicato. Bene, e volete sapere chi produce questo software? Al 99% e’ qualche societa’ del libero e democratico mondo occidentale. Quello che molti di voi non sanno e’ che per molti software, come per una serie di apparecchiature tecnologiche, vige ancora il divieto di vendita ed installazione a paesi canaglia come Iran e Corea del Nord. Perche’ questi software non rientrano in questa lista? Mi viene da pensare che queste liste di proscrizione, piu’ che per proteggere la democrazia, siano state create per proteggere il copyright delle aziende occidentali. E che dire del signor Google e del suo traduttore? Non so se sapete che per accedere a questi mercati protetti, il signor Google si e’ dovuto impegnare a fornire solo i risultati autorizzati quando vengono digitate le chiavi di ricerca. Quindi, state pure certi che, cercando ninfomani sul Google iraniano, il mio sito non saltera’ fuori.
E poi veniamo alla seconda questione. Ma siete proprio convinti che una qualche forma di censura su Internet non sia necessaria?
Al momento non e’ possibile lasciare i bambini da soli al pc. Non parlo solo del sesso, che preso nella maniera giusta e’ una cosa naturale e bellissima, parlo della violenza. A me e’ capitato di imbattermi in immagini e contenuti scritti di indicibile violenza. Violenza su persone, su animali e su cadaveri. Al momento Internet e’ terra di frontiera dove non c’e’ legge e ognuno deve difendersi da se.
Il fatto che la televisione effettui un controllo sui contenuti che trasmette e’ fatto accettato da tutti. L’idea che un simile controllo si applichi su Internet fa paura a molti, me compreso. La vera differenza e’ che a fare la televisione sono in pochissimi, a fare Internet siamo tanti e ogni giorno diventiamo di piu’.
Qualcuno potrebbe proporre un controllo su alcuni contenuti, come gia’ si fa con i sistemi di protezione per i bambini. Ma, in questo caso, la censura l’abbiamo gia’ accettata, e’ solo questione di dove poniamo la soglia. E chi dice che la nostra soglia sia migliore di quella delle autorita’ iraniane? Nessuno puo’ dirlo, e’ una cosa che per forza di cose si deve risolvere facendo a mazzate. E’ questo il vero problema.  

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Meccanica delle Cose 8:56 am

Quando cinque anni fa e’ iniziata la partita, gli americani ci hanno tenuto a sottolineare che il pallone, quello bello, di cuoio, lo avevano portato loro. Chi voleva partecipare doveva giocare nel ruolo che gli veniva assegnato, se no sta minga qui a rompere i maroni, e via a casa a guardare la televisione. Dall’altra parte, una squadra pietosa. Un po’ di pastori e qualche invasato dalla barba lunga e la tunica stracciata piena di polvere.
George Bush si e’ messo davanti per fare i gol. Gli altri dietro, divisi tra porta e difesa.
In questi giorni, il padrone del pallone di cuoio, quello bello, ci fa sapere che vuole una mano in  attacco e mentre lo dice cerca di nascondere le ginocchia rovinate dai calci dei difensori avversari. Forse francesi, italiani, tedeschi e compagnia bella, si sono un po’ abituati a stare in difesa, a fare i fenomeni sgommando sulle loro jeep nuove di zecca per le strade di Kabul. Probabilmente l’idea di andare in giro per altopiani polverosi a snidare uno per uno i pastori nascosti nelle buche, con il rischio di sporcarsi la divisa, non gli va’. E quindi, per rimanere in tema di bambini che giocano, fanno come il nostro ministro degli esteri damena, e dicono non lo stanno dicendo a noi, ce l’hanno con qualcun altro.
Certo che il padrone del pallone di cuoio, quello bello, deve proprio vedersela brutta. Incita i compagni di squadra ad "accettare compiti difficili come fa l’Estonia". Ecco, che figura di merda, persino l’Estonia ha piu’ coglioni di noi.
Non so voi, ma a me questa America che incomincia ad avere paura di prenderle, fa piu’ paura di quella che e’ scesa in campo cinque anni fa con l’intenzione di ridisegnare la superficie di questo pianeta. I bulli abituati ad avere ragione, messi nell’angolo, diventano pericolosi e possono mettre mano al coltello. E tutti noi sappiamo quanto sia pericoloso il coltello degli americani.

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