L’inconsapevole e severa luce dei miei occhi mi segnala e io prontamente propongo. In questo articolo, si parla con dovizia di particolari ed interessanti riferimenti, della censura operata da alcuni governi sui contenuti diffusi in Internet.  Un passo in particolare mi ha colpito e fatto riflettere, lo riporto integralmente:
"[In Iran n.d.rNel 2004, dieci cyber-giornalisti e blogger sono stati convocati da corpi dell’intelligence. Successivamente, si riferisce che più di venti siano stati torturati o arrestati. Alcuni sono stati costretti a scrivere lettere di scuse pubblicate poi da quotidiani, o a mostrarsi sulle televisione nazionali confessando di aver tentato di rovesciare il regime o crimini analoghi."
Insomma questi non scherzano. A Teheran se uno ha un blog dove chiama il ministro della giustizia pastella, invece di mastella o se scrive che l’attuale legge elettorale e’ una fregatura totale ed assoluta, corre il rischio di svegliarsi con i carabinieri iraniani che gli portano il caffe’ e di passare due o tre mesi in cella con Abdulsalami detto il "l’asino superdotato di Abuja". E se questo non bastasse, c’e’ anche il rischio di doversi presentare al "Buona Domenica" iraniano che li probabilmente si intitolera’ "Buon Venerdi’" e di doversi scusare in pubblico mentre sgarbi - quello italiano perche’ anche i cinesi hanno cercato di copiarlo ma non ci sono riusciti e sono rimasti come i pirla - ti grida invettive e ti sputazza tutti i vestiti con la sua saliva VIP.
Ora questo breve articolo dovrebbe cambiare tono, aprirsi come si dice in gergo, e partire con una sonora quanto convenzionale condanna della censura tout court.
Pero’, chi viene a fare spesa a questa bottega, non vuole merce da supermercato. Chi cerca banalita’ e ovvieta’ puo’ andare dalla Lucarelli, che oltretutto e’ bona, o farsi un giro sul blog di bassolino, che non ho potuto storpiargli il nome se no non capivate, ma che tra me e me chiamo bassottino.
Qui io mi diverto a unire nel metodo, ma a dividere nelle opinioni, perche io sono mezzo pazzo e uno degli effetti degli psicofarmaci e’ fare vedere tutti gli spigoli delle cose contemporaneamente.
Prima di tutto bisogna chiedersi come facciano questi cattivoni a bloccare l’accesso ai siti censurati. Vi dico subito che non c’e’ un ayatollah dietro a una console che controlla tutti i link prima di farvi accedere. C’e’ un software dedicato. Bene, e volete sapere chi produce questo software? Al 99% e’ qualche societa’ del libero e democratico mondo occidentale. Quello che molti di voi non sanno e’ che per molti software, come per una serie di apparecchiature tecnologiche, vige ancora il divieto di vendita ed installazione a paesi canaglia come Iran e Corea del Nord. Perche’ questi software non rientrano in questa lista? Mi viene da pensare che queste liste di proscrizione, piu’ che per proteggere la democrazia, siano state create per proteggere il copyright delle aziende occidentali. E che dire del signor Google e del suo traduttore? Non so se sapete che per accedere a questi mercati protetti, il signor Google si e’ dovuto impegnare a fornire solo i risultati autorizzati quando vengono digitate le chiavi di ricerca. Quindi, state pure certi che, cercando ninfomani sul Google iraniano, il mio sito non saltera’ fuori.
E poi veniamo alla seconda questione. Ma siete proprio convinti che una qualche forma di censura su Internet non sia necessaria?
Al momento non e’ possibile lasciare i bambini da soli al pc. Non parlo solo del sesso, che preso nella maniera giusta e’ una cosa naturale e bellissima, parlo della violenza. A me e’ capitato di imbattermi in immagini e contenuti scritti di indicibile violenza. Violenza su persone, su animali e su cadaveri. Al momento Internet e’ terra di frontiera dove non c’e’ legge e ognuno deve difendersi da se.
Il fatto che la televisione effettui un controllo sui contenuti che trasmette e’ fatto accettato da tutti. L’idea che un simile controllo si applichi su Internet fa paura a molti, me compreso. La vera differenza e’ che a fare la televisione sono in pochissimi, a fare Internet siamo tanti e ogni giorno diventiamo di piu’.
Qualcuno potrebbe proporre un controllo su alcuni contenuti, come gia’ si fa con i sistemi di protezione per i bambini. Ma, in questo caso, la censura l’abbiamo gia’ accettata, e’ solo questione di dove poniamo la soglia. E chi dice che la nostra soglia sia migliore di quella delle autorita’ iraniane? Nessuno puo’ dirlo, e’ una cosa che per forza di cose si deve risolvere facendo a mazzate. E’ questo il vero problema.