L’articolo precedente mi ha fatto pensare ai documentari sugli animali. E’ una vita che li vedo e ormai sono un esperto. Ad esempio, ci sono quelli con la sceneggiatura. In pratica, in questi documentari, gli animali hanno un nome buffo e tenero. C’e l’elefantino Baba, il leoncino Barumba, la piccola scimmietta Cindy e cosi’ via. I documentaristi ne filmano la vita fin dall’inizio, in una specie di Grande Fratello animalistico ambientato nella torrida savana. Vediamo cosi’ la nascita del piccolo, i suoi primi passi e le sue prime esperienze. Ci divertiamo ai primi tentativi di caccia o tremiamo quando sfugge alla cattura, a seconda che sia  preda o cacciatore. Poi, in funzione del paese di produzione, il documentario ha un esito diverso. Se e’ francese, in genere l’animale diventa adulto, si da a libertine trombate davanti all’obiettivo, genera cucciolate mutliple e il documentario sfuma con l’immagine del nostro eroe che sonnecchia soddisfatto. Se il documentario e’ inglese, non ci sono santi, e’ prevista la morte del protagonista, per mano umana o di altro animale. In quelli americani, spesso l’animale si addomestica e diventa il protagonista di un serial e il testimonial di una campagna pubblicitaria.
Poi ci sono quelli sulle tartarughine d’acqua appena nate che devono raggiungere il mare se no gli uccelli le mangiano, quelli sui pinguini mangiati dalle orche, quelli sui leoni marini che hanno un harem di trenta femmine (e chiamali fessi) e, infine, il classico dei classici: Il documentario sulle iene. Non so quanti documentari ho visto sulle iene. In ognuno di questi documentari, e non scherzo, la storia e’ sempre la stessa: non e’ vero che le iene mangiano i cadaveri. Sono loro che vanno a caccia, poi arrivano quelle zoccole delle leonesse e si prendono le prede. Le povere iene sono costrette ad aspettare che i leoni abbiano fatto i cazzi loro e solo alla fine possono mangiare i resti. Sarebbe in questa fase di pulizia che si sono guadagnata l’immeritata fama di becchine.
Di documentari sulle iene, ne ho visti almeno cinquanta, e sono tutti cosi’. Mi sono fatto l’idea che le iene abbiano un ufficio stampa molto efficiente. Sicuramente migliore di quello che ha progettato questo.

A proposito di Grande Fratello animalistico. provate a cliccare la capoccia di questo bel gattastro.

 

Arriverete su un sito dove si svolge una specie di Grande Fratello. I protagonisti, pero’, sono i gatti. In premio niente ospitate a buona domenica o fidanzamenti con veline, ma una semplice adozione.
I duri e puri mi perdoneranno questo excursus nel mondo degli animali di compagnia, ma l’ho fatto per fare il fenomeno con una principessa che ama i gatti e che in questo momento sta pensando a tutt’altro. Bacio piccola.