Delle Fragili Cose

L'angolo del Bignami3 December , 2006 7:42 pm

E mi piace cominciare cosi’ perche’, forse, questa e’ una delle poche cazzate dette dalla buonanima. La buonanima era un grand’uomo, non solo un grandissimo scienziato. Si seppe prendere anche le sue cacchio di responsabilita’ quando prese carta e penna e scrisse al presidente degli Stati Uniti nel ‘39, per convincerlo a iniziare gli studi sulla bomba atomica. Niente male per un pacifista assoluto come lui. Pero’ era anche un uomo innocente ed alle volte ingenuo. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale si aspettava che ci fosse un immediato disarmo nucleare, ma russi e americani la pensavano diversamente. Trascorse il resto della sua esistenza tormentato dal rimorso per il processo che sentiva di aver avviato. La storia ha dimostrato che i nazisti avevano gia’ iniziato le ricerche sulla bomba atomica, ma la cosa non servi’ a consolarlo. Speriamo che abbia trovato pace nel luogo dove il Signore lo ha collocato, magari con Newton, Galileo, Socrate e Platone a fagli compagnia e a prenderlo per il culo per la pettinatura. Amen.

Ma torniamo alla cazzata. Ai primordi della fisica quantistica, si incominciava a teorizzare che non tutti gli effetti avessero una causa scatenante e che la stessa causa poteva generare effetti diversi, cosi’ a cazzo di cane. In pratica si iniziava a mettere nero su bianco il principio che una serie di fenomeni erano completamente dominati dal caso. In fase di formulazione del principio di Heisenberg,  Albert Einstein, convinto che ogni fenomeno fosse deterministico purche’ fosse possibile conoscere tutte le condizioni iniziali ed ogni forza coinvolta, se ne usci’ con la famosa frase: "Dio non gioca a dadi con l’universo". A questa asserzione, Niels Bohr rispose: "Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare". La dose fu ulteriormente rincarata da Richard Feynman che aggiunse. "Dio non solo gioca a dadi con l’universo, ma li getta anche dove non li possiamo vedere".
Alla fine sembra proprio che Einstein avesse torto. Gran parte delle teorie fisiche attuali, non ultime le ipotesi cosmologiche piu’ recenti, si basano sull’accettazione del criterio che molti fenomeni fisici, per esempio un rubinetto che gocciola, sono indeterministici e possono essere espressi solo in termini di probabilita’.

Ecco, finalmente abbiamo scoperto che la probabilita’ non e’ solo uno strumento al servizio del gioco del lotto. La probabilita’ fornisce un’indicazione su una serie di fenomeni naturali. Dal moto delle particelle al lancio di una moneta. Molti esiti sperimentali sono anticipabili in termini di probabilita’. Questo perche’ abbiamo dovuto accettare il principio che il nostro universo ha una componente caotica (dominata dal kaos) molto importante. Insomma, non ci sono speranze di riuscire a prevedere ogni cosa che accade. Questa e’ un’asserzione matematica ormai.
Pensare che l’universo sia preda della probabilita’ e inquietante, Non e’ certo che domani il sole sorga di nuovo, il fenomeno ha solo una certa probabilita’, abbastanza alta ma diversa dalla certezza. Non e’ sicuro che tutti dobbiamo morire, anche se questo guardando ubellusconi un po’ l’avevamo iniziato a capire. Non e’ impossibile che in un prossimo futuro, tutti in Italia paghino le tasse. Certo, rispetto a quest’ultima cosa, e’ piu’ probabile che stasera Nicole mi chiami per invitarmi a cena, ma comunque la probabilita’ che in Italia, in futuro, tutti si paghi le tasse, esiste.
Un aspetto molto suggestivo della probabilita’ e’ la legge dei grandi numeri. In parole molto semplici, la legge dei grandi numeri dice che se abbiamo il 50% di probabilita’ che esca testa lanciando una moneta, se lanciamo la moneta un numero molto grande di volte, uscira’ testa piu’ o meno la meta’ delle volte.
Chiaramente questa cosa vale per eventi indipendenti. Per evento indipendente intendo un evento che se si verifica non influenza il successivo. Se lancio la moneta due volte, i due lanci sono indipendenti. L’uno non infuenza l’altro. Se sfilo una carta da un mazzo, esce un asso e lo metto da parte, la probabilita’ che esca un altro asso quando sfilo la prossima carta dal mazzo e’ influenzata dal fatto che un asso e’ gia’ uscito. Questi eventi non sono indipendenti.
Proviamo a rigirarci in bocca quello che abbiamo appena detto sulla legge dei grandi numeri: se lanciamo la moneta un numero molto grande di volte, uscira’ testa piu’ o meno la meta’ delle volte. Questo vuol dire che pur avendo a che fare con eventi indipendenti, in qualche modo alla fine mi ritrovo che essi si verificano rispettando la probabilita’ del singolo evento (50% nel caso della moneta)?  Assolutamente si, questo vuol dire che il nostro universo e’ estremamente disordinato. In pratica se testa prevalesse su croce, ci sarebbe un evento predominante e quindi piu’ ordine nel fenomeno. Invece Dio quando fa le cose, le fa coi controcazzi. Una volta che ha deciso di mettere in mezzo il caso lo ha fatto casuale davvero. Vi assicuro che fare una cosa completamente casuale e’ veramente opera divina. Sono anni, ormai, che gli informatici cercano di implementare un programma che generi una sequenza di numeri veramente casuale, ma la cosa e’ impossibile, perche’ pur essendo il caso un elemento dell’universo, l’uomo non riesce a riprodurlo. Evidentemente al Signore deve essere piaciuto ed ha deciso di mantenere l’esclusiva. E veniamo alla nonnina di Diabolik, che ci capiamo io e lui.
Se la legge dei grandi numeri e’ vera, questo vuol dire che se lancio una moneta ed esce sempre testa, siccome deve uscire solo la meta’ delle volte, ad un certo punto inizieranno a uscire sempre croce?
In teoria si. Infatti se il numero di lanci e’ sufficientemente grande, alla fine avremo piu’ o meno meta’ croce e meta’ testa. AZZ, ma questo allora vuol dire che se il 34 non esce da 189 estrazioni, siccome lui non e’ figlio della gallina nera ed ha la stessa probabilita’ di uscire, prima o poi uscira’? Sicuramente si.
Ora, quello che gli imbonitori televisivi che vendono i numeri non vi dicono, e’ che questo e’ vero per un numero sufficientemente grande di lanci o estrazioni. Anzi, matematicamente, e’ vero per un numero di tentativi che tende all’infinito. Insomma, nulla esclude che esca testa un milione di volte di seguito, un miliardo o dieci miliardi di volte. Sono eventi indipendenti. Se pero’ uno ha la santa pazienza di lanciare la moneta all’infinito, alla fine i conti gli torneranno. Lo stesso vale per il lotto. Chi gioca al raddoppio sui numeri ritardatari e’ un pirla, senza nessuna scusante. E’ vero che il numero alla fine uscira’, ma questo evento puo accadere lontano nel futuro quanto si vuole, perche’ questo e’ un concetto che e’ vero solo per un numero infinito di estrazioni.

Comunque, che quelli che danno i numeri in televisione spacciandosi per matematici siano dei buffoni mariuoli, lo avevo capito gia’ quando guardavo ancora lo Zecchino D’Oro. Se fossero stati tanto bravi ad indovinare i numeri se li sarebbero giocati loro e tanti saluti a tutti. Se cercano di ramazzar quattrini facendo i fessi in televisione ci sara’ anche un motivo no?

Volevo fare dei disegni coi cazzetti, ma ora sono stanco e lo scanner e’ troppo moscio. Se ne parla la prossima volta.

 

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MenteCritica
DelleFragiliCose 11:45 am

In perfetto stile maoista. Mi rileggo e mi rendo conto di dire sempre le stesse cose. Mentre lo scrivo la cosa non e’ evidente ma, andandomi a rileggere, salta agli occhi. Vi spiego il perche’. La monomania non c’entra nulla, forse e’ la senescenza. E’ per lo stesso motivo per il quale il vostro anziano zio vi rompe continuamente le balle con i suoi racconti di gioventu’ e i vecchietti nell’autobus stanno sempre a rampognare i ragazzi con il lettore MP3.
Le uniche differenze sono che a me e’ iniziata prima e che io sono l’avanguardia dei vecchietti rompiballe "tecnologici". Eh si. A me non e’ bastato mettervi all’angolo in ascensore oppure attaccarvi una pippa in treno. Io mi sono attrezzato, ho messo su il sito.
O forse mi brucia talmente il sedere per come vanno le cose che non posso fare a meno di lamentarmi continuamente. In ogni caso la spiegazione e’ qui. Ai posteri l’ardua sentenza.

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Brothers in Arms 8:22 am

Si inizia a ragionare, cacchio. Nei commenti di questo post, e di questo, si incominciano a vedere le prime opinioni distanti dalle mie, ma espresse con civilta’, ragionamento e fatti. Era ora.
Certo, c’e’ sempre il fanatico del MAIUSCOLO e quello al quale hanno rimpinzato la testa di concetti liberali e ora li ripete a pappagallo, senza nemmeno interrogarsi su cosa vogliano dire veramente. Per questi fanatici del liberismo assoluto, per quelli che pensano solo il migliore ce la fa (pensando ovviamente che i migliori sono loro, salvo pretendere aiuto ed assistenza se poi alla fine non ce la fanno) ho in cantiere un SUPERPOST, nel quale vi faro’ riflettere operativamente sugli aspetti estremi del liberismo.

La cosa essenziale sulla quale concentrarsi e’ il fatto che, secondo me, in questo momento il parlamento di questo paese, nella sua totalita’, non sta svolgendo il suo ruolo. La maggioranza e’ alle prese con problemi di sopravvivenza e non e’ in grado o non vuole, agire sui veri problemi. Come ho gia’ detto qui e qui, se dobbiamo assistere a cinque anni di sopravvivenza attaccati alla macchina cuore-polmoni nella speranza che ubellusconi sia rapito dagli angeli e sieda finalmente alla destra del Padre, meglio mettere mano alla legge elettorale immediatamente e affrontare la giusta punizione dell’elettorato.
I problemi di questo Paese, del mio Paese, di quello di tutti, sono tantissimi. Voglio semplificare e ve ne presento tre. Su questi, sia a destra che a sinistra, dobbiamo essere d’accordo. Sono quelli cardine. Lo dimostra il fatto che se ne parla poco e niente:

(i titoli dei punti sono link)

La Legge Elettorale: Qui ne avro’ parlato almeno un milione di volte, provate a fare una search sul blog e anche voi, come il mio neurologo, incomincerete a pensare che sono monomaniaco. E’ assurda, semplicemente assurda. Priva il parlamento del concetto di rappresentanza popolare. Io sostengo persone, se voglio sostenere una bandiera o un simbolo, vado allo stadio e non alla seggio elettorale. La legge e’ del governo precedente. Gli amici della destra dovrebbero provare a giustificarla, ma quelli furbi non ci proveranno perche’ sanno che e’ il provvedimento piu’ vicino allo stalinismo che sia mai stato preso in Italia. Ma anche la sinistra non e’ esente da colpe. Una legge come questa andava osteggiata con manifestazioni, scioperi e barricate in parlamento. Invece oggi ci ritroviamo la sinistra radicale (che e’ la governo) che non e’ intenzionata a modificare la legge per mero calcolo opportunistico, ritenendo che essa sia conveniente in termini di vantaggi elettorali. Una legge elettorale non deve essere conveniente, deve essere democratica, cazzo.

La Lotta all’Evasione Fiscale: Chi non paga le tasse e’ un ladro. Punto. Niente giustificazioni del cazzo, tipo "non pago perche’ poi lo stato spreca i soldi" o "non pago se no chiudo". Se il governo non usa bene il danaro pubblico, la prossima volta voti da un’altra parte. Se per tenere aperta la tua azienda non devi pagare le tasse vuol dire che fare l’imprenditore non e’ mestiere tuo. Chi non paga le tasse ci infila la mano in tasca e si mangia i nostri stenti. Il perche’ e’ semplice: sfrutta le nostre strade, i nostri trasporti, i nostri ospedali (con l’esenzione ticket) e chiede ed ottiene i buoni scuola. Per questi mariuoli lo stato e’ un nemico quando si tratta di pagare e la mammina adorata quando si tratta di succhiare la tetta. Sono disposto a pagare un aumento delle tasse del 15% a chiunque mi assicuri che nel giro di due o tre anni ridurra’ il fenomeno dell’evasione ai limiti fisiologici. Poi, naturalmente, mi aspetto che ci siano i ricalcoli delle aliquote con conseguenti ribassi. La destra ha avuto cinque anni pieni e non ho visto un cazzo, la sinistra ha solo aumentato le tasse. Non ho notizia di nessun provvedimento contro l’evasione degno di questo nome (scontrini e f24 on line sono solo palliativi).

Il Lavoro: La flessibilita’ in Italia e’ stata applicata solo a favore dell’imprenditoria. Il contratto a progetto e’ diventato l’unico vera modalita’ contrattuale. In questo momento ci sono milioni di persone che si vedono rinnovati i contratti di mese in mese, il tempo passa e diventano piu’ vecchi e meno appetibili per i lavori a tempo indeterminato. Nel frattempo versano i contributi solo per la pensione sociale. Stiamo tirando su la prossima generazione di vecchi barboni che affolleranno le nostre stazioni tra venti o trenta anni. Io dico che va bene la flessibilita’, ma con retribuzione molto piu’ alta del lavoro a tempo indeterminato. L’imprenditore e’ piu’ libero di regolare la quantita’ di forza lavoro e il lavoratore puo’ attivare previdenze complementari e risparmiare per i tempi brutti. Se l’imprenditore e’ piu’ libero e paga pure meno, non e’ vero che ci guadagna solo lui? E non venite a dirmi che questo e’ meglio di niente, vivere e lavorare decentemente e’ un vostro diritto, nessuno vi puo’ dire che vi concede qualcosa. Da che parte sta la destra su questa questione mi e’ chiaro, anche se non mi e’ chiaro da che parte stiano gli elettori di destra che questa situazione la vivono da lavoratori e non da impiegati. Non ho capito da che parte stiamo noi di sinistra, cazzo!

Ecco, vi ho parlato di tre cose, di tre cose reali. Lasciamo da parte il KGB, le bandiere dell’udc, i quaranta spinelli, i bisticci tra mastella e dipietro e concentriamoci per un attimo su queste tre cose. Qualcuno ne parla veramente? Qualcuno sta facendo qualcosa? Cosa c’e’ di piu’ prioritario che al momento mi sfugge?
Io noto che di queste cose a Roma non si ha voglia di parlare e la cosa mi puzza. O sono dei coglioni o sono troppo furbi. Secondo voi?

Per quanto mi riguarda faccio la seguente affermazione: Non vado piu’ a votare, nemmeno per l’elezione dell’amministratore del mio condominio, fino a quando non si cambia la legge elettorale ripristinando la possibilita’ di votare persone  e non simboli. Proporzionale o maggioritario non mi interessa, ma persone non simboli.

E vinca chi vuole, tanto se la legge elettorale e’ questa, nemmeno votando io conto qualcosa. Augh, ho detto.

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