Dio non Gioca a Dadi con l’Universo
E mi piace cominciare cosi’ perche’, forse, questa e’ una delle poche cazzate dette dalla buonanima. La buonanima era un grand’uomo, non solo un grandissimo scienziato. Si seppe prendere anche le sue cacchio di responsabilita’ quando prese carta e penna e scrisse al presidente degli Stati Uniti nel ‘39, per convincerlo a iniziare gli studi sulla bomba atomica. Niente male per un pacifista assoluto come lui. Pero’ era anche un uomo innocente ed alle volte ingenuo. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale si aspettava che ci fosse un immediato disarmo nucleare, ma russi e americani la pensavano diversamente. Trascorse il resto della sua esistenza tormentato dal rimorso per il processo che sentiva di aver avviato. La storia ha dimostrato che i nazisti avevano gia’ iniziato le ricerche sulla bomba atomica, ma la cosa non servi’ a consolarlo. Speriamo che abbia trovato pace nel luogo dove il Signore lo ha collocato, magari con Newton, Galileo, Socrate e Platone a fagli compagnia e a prenderlo per il culo per la pettinatura. Amen.
Ma torniamo alla cazzata. Ai primordi della fisica quantistica, si incominciava a teorizzare che non tutti gli effetti avessero una causa scatenante e che la stessa causa poteva generare effetti diversi, cosi’ a cazzo di cane. In pratica si iniziava a mettere nero su bianco il principio che una serie di fenomeni erano completamente dominati dal caso. In fase di formulazione del principio di Heisenberg, Albert Einstein, convinto che ogni fenomeno fosse deterministico purche’ fosse possibile conoscere tutte le condizioni iniziali ed ogni forza coinvolta, se ne usci’ con la famosa frase: "Dio non gioca a dadi con l’universo". A questa asserzione, Niels Bohr rispose: "Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare". La dose fu ulteriormente rincarata da Richard Feynman che aggiunse. "Dio non solo gioca a dadi con l’universo, ma li getta anche dove non li possiamo vedere".
Alla fine sembra proprio che Einstein avesse torto. Gran parte delle teorie fisiche attuali, non ultime le ipotesi cosmologiche piu’ recenti, si basano sull’accettazione del criterio che molti fenomeni fisici, per esempio un rubinetto che gocciola, sono indeterministici e possono essere espressi solo in termini di probabilita’.
Ecco, finalmente abbiamo scoperto che la probabilita’ non e’ solo uno strumento al servizio del gioco del lotto. La probabilita’ fornisce un’indicazione su una serie di fenomeni naturali. Dal moto delle particelle al lancio di una moneta. Molti esiti sperimentali sono anticipabili in termini di probabilita’. Questo perche’ abbiamo dovuto accettare il principio che il nostro universo ha una componente caotica (dominata dal kaos) molto importante. Insomma, non ci sono speranze di riuscire a prevedere ogni cosa che accade. Questa e’ un’asserzione matematica ormai.
Pensare che l’universo sia preda della probabilita’ e inquietante, Non e’ certo che domani il sole sorga di nuovo, il fenomeno ha solo una certa probabilita’, abbastanza alta ma diversa dalla certezza. Non e’ sicuro che tutti dobbiamo morire, anche se questo guardando ubellusconi un po’ l’avevamo iniziato a capire. Non e’ impossibile che in un prossimo futuro, tutti in Italia paghino le tasse. Certo, rispetto a quest’ultima cosa, e’ piu’ probabile che stasera Nicole mi chiami per invitarmi a cena, ma comunque la probabilita’ che in Italia, in futuro, tutti si paghi le tasse, esiste.
Un aspetto molto suggestivo della probabilita’ e’ la legge dei grandi numeri. In parole molto semplici, la legge dei grandi numeri dice che se abbiamo il 50% di probabilita’ che esca testa lanciando una moneta, se lanciamo la moneta un numero molto grande di volte, uscira’ testa piu’ o meno la meta’ delle volte.
Chiaramente questa cosa vale per eventi indipendenti. Per evento indipendente intendo un evento che se si verifica non influenza il successivo. Se lancio la moneta due volte, i due lanci sono indipendenti. L’uno non infuenza l’altro. Se sfilo una carta da un mazzo, esce un asso e lo metto da parte, la probabilita’ che esca un altro asso quando sfilo la prossima carta dal mazzo e’ influenzata dal fatto che un asso e’ gia’ uscito. Questi eventi non sono indipendenti.
Proviamo a rigirarci in bocca quello che abbiamo appena detto sulla legge dei grandi numeri: se lanciamo la moneta un numero molto grande di volte, uscira’ testa piu’ o meno la meta’ delle volte. Questo vuol dire che pur avendo a che fare con eventi indipendenti, in qualche modo alla fine mi ritrovo che essi si verificano rispettando la probabilita’ del singolo evento (50% nel caso della moneta)? Assolutamente si, questo vuol dire che il nostro universo e’ estremamente disordinato. In pratica se testa prevalesse su croce, ci sarebbe un evento predominante e quindi piu’ ordine nel fenomeno. Invece Dio quando fa le cose, le fa coi controcazzi. Una volta che ha deciso di mettere in mezzo il caso lo ha fatto casuale davvero. Vi assicuro che fare una cosa completamente casuale e’ veramente opera divina. Sono anni, ormai, che gli informatici cercano di implementare un programma che generi una sequenza di numeri veramente casuale, ma la cosa e’ impossibile, perche’ pur essendo il caso un elemento dell’universo, l’uomo non riesce a riprodurlo. Evidentemente al Signore deve essere piaciuto ed ha deciso di mantenere l’esclusiva. E veniamo alla nonnina di Diabolik, che ci capiamo io e lui.
Se la legge dei grandi numeri e’ vera, questo vuol dire che se lancio una moneta ed esce sempre testa, siccome deve uscire solo la meta’ delle volte, ad un certo punto inizieranno a uscire sempre croce?
In teoria si. Infatti se il numero di lanci e’ sufficientemente grande, alla fine avremo piu’ o meno meta’ croce e meta’ testa. AZZ, ma questo allora vuol dire che se il 34 non esce da 189 estrazioni, siccome lui non e’ figlio della gallina nera ed ha la stessa probabilita’ di uscire, prima o poi uscira’? Sicuramente si.
Ora, quello che gli imbonitori televisivi che vendono i numeri non vi dicono, e’ che questo e’ vero per un numero sufficientemente grande di lanci o estrazioni. Anzi, matematicamente, e’ vero per un numero di tentativi che tende all’infinito. Insomma, nulla esclude che esca testa un milione di volte di seguito, un miliardo o dieci miliardi di volte. Sono eventi indipendenti. Se pero’ uno ha la santa pazienza di lanciare la moneta all’infinito, alla fine i conti gli torneranno. Lo stesso vale per il lotto. Chi gioca al raddoppio sui numeri ritardatari e’ un pirla, senza nessuna scusante. E’ vero che il numero alla fine uscira’, ma questo evento puo accadere lontano nel futuro quanto si vuole, perche’ questo e’ un concetto che e’ vero solo per un numero infinito di estrazioni.
Comunque, che quelli che danno i numeri in televisione spacciandosi per matematici siano dei buffoni mariuoli, lo avevo capito gia’ quando guardavo ancora lo Zecchino D’Oro. Se fossero stati tanto bravi ad indovinare i numeri se li sarebbero giocati loro e tanti saluti a tutti. Se cercano di ramazzar quattrini facendo i fessi in televisione ci sara’ anche un motivo no?
Volevo fare dei disegni coi cazzetti, ma ora sono stanco e lo scanner e’ troppo moscio. Se ne parla la prossima volta.
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In perfetto stile maoista. Mi rileggo e mi rendo conto di dire sempre le stesse cose. Mentre lo scrivo la cosa non e’ evidente ma, andandomi a rileggere, salta agli occhi. Vi spiego il perche’. La monomania non c’entra nulla, forse e’ la senescenza. E’ per lo stesso motivo per il quale il vostro anziano zio vi rompe continuamente le balle con i suoi racconti di gioventu’ e i vecchietti nell’autobus stanno sempre a rampognare i ragazzi con il lettore MP3.




