Una volta era la marca di una pasta. Ora e’ una specie di agente segreto. Pero’ un agente segreto all’italiana, faccia e fisico ministeriale, abitudine a piangersi addosso e fare le sparate. Prima lo hanno avvelenato e ha in corpo cinque volte la dose mortale di polonio, poi invece sta bene, infine si parte con le minaccette e le illazioni. E mentre il mondo politico continua a interrogarsi sull’importante vicenda e le prime pagine dei giornali continuano a riempirsi di foto del nostro James Bond a pane e puparuoli, le persone continuano a lavorare con contratto a progetto, la gente muore nelle ambulanze e si e’ costretti a pagare piu’ tasse per compensare quelle non riscosse dai nostri connazionali che non hanno piu’ soldini da versare allo stato dopo aver comprato la villa in Sardegna, il motoscafo e un viaggio alle isole Fiji con quattro puttane di altissimo livello e cinquecento grammi di cocaina.
Ecco, io credo che dopo Brescia, Ustica, Italicus e Bologna, giusto per citare le prime che mi vengono in mente, anche il piu’ cazzone di noi ha capito che non c’e’ speranza di sapere le cose come stanno o come sono veramente andate. A questo punto a che pro interrogarsi su chi ha preso soldi dall’Unione Sovietica? E perche’ non e’ stata creata anche una commissione Gladio, visto che c’eravamo? Cazzate, solo cazzate.
Un’ultima inquietante domanda. Che ci fa scaramella con quel caschetto in testa come se fosse uno che lavora davvero?