La notizia non e’ molto evidente, anche perche’ e’ affogata tra le ultime dichiarazioni del James Bond a pane e puparuoli, caramella e l’ennesimo scandalo velinistico, calciatoristico e spettacolistico che vede protagonista uno che non ho mai capito che cazzo faceva ma che da come si maniava i bei giovani mi faceva pensare che a lui l’asso di bastoni avrebbe fatto meno male di quanto ne fa a me.
A questo punto, per evitarvi lunghe e noiose navigazioni tra notizie del cazzo e calendari con le zizze da fuori (pero’ fatti per i giovani diabetici, quelli vecchi si fottano), il link ve lo do io.
Rumsfeld, il segretario della difesa americano che ha ispirato e organizzato la guerra in Iraq, si e’ dimesso l’otto novembre scorso. Al suo posto si prepara a subentrare Robert Gates, ex CIA.
Con una di quelle svolte epocali che possono essere affrontate con serena disinvoltura solo nei paesi dove si ama parlar chiaro, Gates ha affermato ieri in senato che gli Stati Uniti stanno perdendo la guerra in Iraq. A dire la verita’, per quel poco di esperienza che mi sono fatto, della cosa avevo avuto un vago sentore, anche se i maggiori strumenti di informazione italiani si sono guardati bene dal fornirci un’interpretazione del genere, sia durante il passato premierato che durante l’attuale. C’e’ da sperare che, ora che Washington ha dato il permesso, l’ipotesi potra’ diventare anche argomento di qualche portaporta, sempre che la franzoni non ne tiri fuori un’altra delle sue. Gates prosegue con un’altra interessante dichiarazione: "Con il senno di poi non credo che l’amministrazione prenderebbe le stesse decisioni di allora", che tradotto vuol dire: "Abbiamo fatto una stronzata a fare guerra all’Iraq". E anche questo, finalmente, i giornali lo potranno scrivere senza rischio di finire nella lista dei cattivi. A margine del discorso, buone notizie per Siria e Iran che, per motivi misteriosi, potranno continuare a fare i cazzi loro senza temere l’arrivo notturno dei carabinieri americani. E a questo punto mi chiedo: E le centomila persone morte? La bambine violentate dai soldati? E le vittime future della guerra civile scatenata nella zona piu’ calda del mondo?
Per questi deve bastare uno "Scusate abbiamo sbagliato" detto a mezza voce e mentre si guarda da un’altra parte. E per il futuro? Una volta messo da parte il fucile, quale sarebbe il cazzo di piano B dopo che abbiamo dato fuoco alle polveri?

Stamattina, ore sei, autobus che mi porta all’autobus che mi porta al lavoro. Due signore parlano dell’ultima puntata di amici, un ragazzo che puzza lontano un miglio di hashish ascolta il lettore di mp3, una ragazzina messaggia sul telefonino, uno con la divisa da spazzino dorme. Fermata. Sale un nero alto due metri con delle spalle da paura. Addosso ha un cappotto stretto e in testa un cappello di lana di tipica provenienza Caritas. Si siede di fronte a me, mette la mano in tasca e tira fuori un sebhaa, il rosario musulmano e, tenendolo tra le mani, si mette a pregare.
Per quel poco che ho visto, quando invece di scrivere teorie stavo nascosto dentro una garitta, quando si fa a mazzate non vince il piu’ forte, vince chi ha piu’ stomaco. Aldila’ di qualsiasi considerazione pacifista e filosofica, bisticciare con questi tizi, non e’ stata una grande idea.

Aggiornamento: Chris, che e’ persona con cui si puo’ discutere e che mi e’ simpatico, anche se nei commenti risponde a Gatto Assassino scambiandolo per me, mette in dubbio le notizie riportate da Repubblica on line. Sono d’accordo con lui, Repubblica, on line o on paper, non e’ un gran giornale. Spero me ne possa consigiiare uno migliore. Comunque, stamattina ho iniziato la mia lettura dal New York Times on line. Le cose mi sembravano simili ma ho linkato Repubblica perche’ mi rompeva fare la traduzione. Lo faccio adesso, il link e’ questo e uno dei passi interessanti e’ questo:"Robert M. Gates, President Bush’s nominee to be defense secretary, won unanimous approval from a Senate panel on Tuesday after testifying that the United States was not winning in Iraq and that American failure there could ignite “a regional conflagration” in the Middle East. At one point, Mr. Gates said it was “too soon to tell” whether the American invasion of 2003 had been a wise decision".
Traduco: Robert Gates,  l’uomo nominato da Bush a segretario della difesa, ha riscosso consensi unanimi dalla commissione senatoriale martedi’, al termine della sua testimonianza relativa al fatto che gli Stati Uniti non stanno vincendo in Iraq e il fallimento americano puo’ scatenare un conflitto regionale nel Medio Oriente. Ad un certo punto, Gates ha affermato che "era troppo presto per dire che l’invasione Americana del 2003 era stata una decisione saggia".
Repubblica riporta abbastanza fedelmente le dichiarazioni di Gates. Io ho "interpretato" il "non stiamo vincendo" con "stiamo perdendo", ma forse stanno pareggiando. Pero’ non so se il pareggio vada bene agli Stati Uniti per passare il turno. Se poi uno dice che non sa se una decisione sia stata saggia, io posso credo che stia usando un eufemismo per dire che ha fatto una cazzata. Ma questa, resta solo la mia opinione. Ora, tutti hanno gli elementi per farsi la propria..