Delle Fragili Cose

Fisica del Vuoto9 December , 2006 4:33 pm

Non mi riferisco all’escremento solido di forma cilindrica(*), ma all’antonomasia con la quale generalmente si  indicano i furbacchioni che vogliono spillare qualche soldo utilizzando mezzucci da strapazzo. E quando qualcuno ci prova, sia esso bianco, nero, giallo o a pois, sempre stronzo e’, perche’ mettere da parte la propria capacita’ critica quando si ha a che fare con una persona di razza diversa, e’ la forma piu’ subdola e vile di razzismo.
Ieri sono uscito per scaricare la mia Fe…beep…nelli Card. Si tratta di una delle 78 carte che mi sono state gentilmente consegnate da librerie, negozi di dischi, supermercati e benzinai. Un amico mi dice che persino una zoccola che esercita vicino al porto della mia citta’, ha incominciato a distribuirle. Il principio e’ sempre lo stesso, tu vai a fare la spesa (o nel caso della zoccola fruisci di un servizio) e se possiedi la Card, hai convenienti sconti e clamorose opportunita’. Nel caso della Fe…beep…nelli Card, si accumula un punto ogni tre euro di spesa. Ogni 100 punti si ha diritto a 30 euro di sconto sull’acquisto successivo. Io li conservo fino a dicembre, quando poi vado in libreria per godere dello sguardo stupito delle commesse quando arrivo alla cassa con il mio bustone di libri ed esco, fresco e tosto, senza nemmeno tirar fuori il portafoglio. Chiaramente e’ una stupidaggine. Per accumulare tanti punti devo essermi gia’ svenato nel corso dell’anno, ma addirittura io ho dei piccolissimi difetti.

Ieri, all’uscita, sono stato avvicinato da ragazzo di colore che portava una sporta piena di libri. Costui, in un ottimo italiano, mi ha chiesto di comprare qualche libro che "parla dell’Africa" per finanziare i paesi del terzo mondo. A parte che i libri che mi mostrava somigliavano sinistramente a dei reminders per i quali nutro un conclamato razzismo, mi sono veramente incazzato e l’ho urbanamente mandato a cagare. Il fatto e’ che questi furbacchioni hanno capito che, in questo paese, entrare in una libreria fa sentire immediatamente il cazzone in oggetto, un intellettuale. E, secondo il prototipo radical chic che largamente impera nell’immaginario comune, l’intellettuale deve essere sensibile ai problemi del terzo mondo ed aperto al contatto verso le culture esotiche. Quindi il cazzone di turno, che esce dalla libreria dopo aver comprato l’ultimo best seller di bruno vespasiano sentendosi parte dell’intellighenzia di questo paese, quando viene avvicinato dal giovane africano con una proposta culturale esotica, non puo’ mandarlo a fanculo come farebbe se gli offrisse i soliti occhiali da sole. Rischierebbe di passare per uno zoticone ignorante. E allora, fottuto dal suo stesso orgoglio, mette mano alla tasca e si ciuccia il reminder sull’Africa, sperando almeno che nei pressi ci sia qualche amica con cui, dopo, fare il fenomeno.
Devo ammettere che la pensata e’ veramente sofisticata. Sono stato a guardare per una mezz’ora e quei libri, altrimenti destinati al macero, sono andati via come il pane.
Non che me ne dispiaccia, in fondo il trucchetto fa leva su orgoglio e giusto senso di colpa. Ma come ha osato pensare, quel ragazzino, che io fossi un cazzone radical chic? La prossima volta, se si avvicina di nuovo, cerco di vendergli io un film porno, facendo leva stavolta, sul suo senso di colpa. (e questa, chi l’ha capita l’ha capita e chi non l’ha capita, se la fa spiegare)

(*) E’ la definizione di "stronzo" che, da bambino, ho trovato su un vecchissimo vocabolario. Palazzi se non ricordo male. Appena lo ebbi tra le mani cercai tutte le parolacce che conoscevo. Questa definizione, non so perche’, mi e’ rimasta scolpita nella mente molto piu’ delle decine di teoremi che mi sono dovuto sciroppare in anni di studio.

Il mio nuovo Sito
MenteCritica
Meccanica delle Cose 9:14 am

Come ho scritto in privato ad alcuni di voi, io sono di parte e sono fazioso. Se cercate l’obiettivita’ e l’equidistanza, vi consiglio un testo di matematica. Non date retta a chi, parlando di questioni politiche o di questioni etiche, vi dice che si limita ad esporre onestamente i fatti. Nella migliore delle ipotesi ha affrontato superficialmente la questione, nella peggiore cerca di spingere l’asso di bastoni ancora piu’ dentro. Si, io voglio uccidere Piergiorgio Welby, e se me ne fosse data l’occasione di farlo legalmente, lo farei. Mi costerebbe farlo, perche io ho terrore della violenza e l’idea di togliere la vita ad una persona mi fa repulsione. Nello stesso tempo, mi sembra stupido far finta che certe cose non esistano e ficcare la testa sotto la sabbia. E’ per questo motivo che, nonostante la repulsione, prendo atto  dell’idea della violenza. Questo mi aiuta a tenerla fuori dalla mia vita e fuori dalla vita delle persone che amo. Alla luce della mia esperienza, Piergiorgio Welby, immobile in un letto, nutrito artificialmente e costretto a sporcarsi delle sue feci, e’ piu’ uomo di tanti coglioni che passano le loro giornate in giro senza fare una cippa di cazzo. Welby ha fatto della sua vita e della sua morte una battaglia civile, merita rispetto assoluto e per me sarebbe un onore ucciderlo. Vi prego di osservare che io uso i verbi giusti. Non parlo di togliergli la spina, Welby e’ un uomo, non una stufetta e merita di essere ucciso, non spento.
Questo e’ il paese dei coglioni al bromuro al potere, e quindi gente con le palle come Welby, ha scarsa rappresentanza in parlamento. Questo e’ il paese dove su questioni quali la procreazione medicalmente assistita, le cellule staminali, la diagnosi pre impianto e l’eutanasia si preferisce non decidere, o decidere lo stretto indispensabile per fare in modo che chi vive il problema in prima persona abbia solo le mani legate. Questo e’ il paese dove discutere di cose di questo tipo, vuol dire mettersi contro la Chiesa, de iure e de facto. Quanti di voi possono dire di aver ascoltato un’opinione netta su queste faccende? A parte quel grandissimo coglione di Marco Pannella, che merita le maiuscole per le sue idee e meriterebbe la cancellazione per le sue amicizie, io ho solo sentito posizioni equidistanti, ondivaghe, sfumate e generalmente impossibiliste. A parte coloro che si richiamano ai valori Cattolici e che quindi lasciano rispondere il Papa al posto loro, la componente laica di questo paese non ha un’opinione o se ce l’ha, ha il terrore di esprimerla.
Rinunciare a dare un supporto legale alle questioni fondamentali della vita di tutti noi, vuol dire abbandonare a se stessi coloro che hanno la disgrazia di doversi confrontare direttamente con questioni tragiche e dolorosissime. Questo in nome di un’ipocrisia che si basa sul concetto che se non ti consento di farlo, non ho responsabilita’ alcuna sulla tua scelta.  E quindi se vuoi aiuto per avere un bambino, in questo paese ti metto in condizioni estreme, se poi vai in Polonia e ti dai all’eugenetica spinta, non e’ mia responsabilita’. Se vuoi crepare, ammazzati, l’importante e’ che io non ti abbia detto che potevi farlo.
Welby avrebbe potuto morire mille volte, lo avrebbe potuto fare in silenzio e in pace. E nessuno avrebbe detto nulla, perche’ se ne sarebbe andato senza rompere le balle e in totale solitudine. Welby l’ha capito e, nonostante parli con una macchinetta, non ci e’ stato. Welby vuole che a tenere in mano l’arma che gli togliera’ la vita, dobbiamo essere tutti insieme. Lui e’ un uomo, un pezzo del mio mondo e la sua vita e la sua morte sono anche affar mio. Ha il diritto assoluto di pretendere che non lo si lasci solo di fronte ad una scelta cosi’ grande.

Il mio nuovo Sito
MenteCritica