Come ho scritto in privato ad alcuni di voi, io sono di parte e sono fazioso. Se cercate l’obiettivita’ e l’equidistanza, vi consiglio un testo di matematica. Non date retta a chi, parlando di questioni politiche o di questioni etiche, vi dice che si limita ad esporre onestamente i fatti. Nella migliore delle ipotesi ha affrontato superficialmente la questione, nella peggiore cerca di spingere l’asso di bastoni ancora piu’ dentro. Si, io voglio uccidere Piergiorgio Welby, e se me ne fosse data l’occasione di farlo legalmente, lo farei. Mi costerebbe farlo, perche io ho terrore della violenza e l’idea di togliere la vita ad una persona mi fa repulsione. Nello stesso tempo, mi sembra stupido far finta che certe cose non esistano e ficcare la testa sotto la sabbia. E’ per questo motivo che, nonostante la repulsione, prendo atto  dell’idea della violenza. Questo mi aiuta a tenerla fuori dalla mia vita e fuori dalla vita delle persone che amo. Alla luce della mia esperienza, Piergiorgio Welby, immobile in un letto, nutrito artificialmente e costretto a sporcarsi delle sue feci, e’ piu’ uomo di tanti coglioni che passano le loro giornate in giro senza fare una cippa di cazzo. Welby ha fatto della sua vita e della sua morte una battaglia civile, merita rispetto assoluto e per me sarebbe un onore ucciderlo. Vi prego di osservare che io uso i verbi giusti. Non parlo di togliergli la spina, Welby e’ un uomo, non una stufetta e merita di essere ucciso, non spento.
Questo e’ il paese dei coglioni al bromuro al potere, e quindi gente con le palle come Welby, ha scarsa rappresentanza in parlamento. Questo e’ il paese dove su questioni quali la procreazione medicalmente assistita, le cellule staminali, la diagnosi pre impianto e l’eutanasia si preferisce non decidere, o decidere lo stretto indispensabile per fare in modo che chi vive il problema in prima persona abbia solo le mani legate. Questo e’ il paese dove discutere di cose di questo tipo, vuol dire mettersi contro la Chiesa, de iure e de facto. Quanti di voi possono dire di aver ascoltato un’opinione netta su queste faccende? A parte quel grandissimo coglione di Marco Pannella, che merita le maiuscole per le sue idee e meriterebbe la cancellazione per le sue amicizie, io ho solo sentito posizioni equidistanti, ondivaghe, sfumate e generalmente impossibiliste. A parte coloro che si richiamano ai valori Cattolici e che quindi lasciano rispondere il Papa al posto loro, la componente laica di questo paese non ha un’opinione o se ce l’ha, ha il terrore di esprimerla.
Rinunciare a dare un supporto legale alle questioni fondamentali della vita di tutti noi, vuol dire abbandonare a se stessi coloro che hanno la disgrazia di doversi confrontare direttamente con questioni tragiche e dolorosissime. Questo in nome di un’ipocrisia che si basa sul concetto che se non ti consento di farlo, non ho responsabilita’ alcuna sulla tua scelta.  E quindi se vuoi aiuto per avere un bambino, in questo paese ti metto in condizioni estreme, se poi vai in Polonia e ti dai all’eugenetica spinta, non e’ mia responsabilita’. Se vuoi crepare, ammazzati, l’importante e’ che io non ti abbia detto che potevi farlo.
Welby avrebbe potuto morire mille volte, lo avrebbe potuto fare in silenzio e in pace. E nessuno avrebbe detto nulla, perche’ se ne sarebbe andato senza rompere le balle e in totale solitudine. Welby l’ha capito e, nonostante parli con una macchinetta, non ci e’ stato. Welby vuole che a tenere in mano l’arma che gli togliera’ la vita, dobbiamo essere tutti insieme. Lui e’ un uomo, un pezzo del mio mondo e la sua vita e la sua morte sono anche affar mio. Ha il diritto assoluto di pretendere che non lo si lasci solo di fronte ad una scelta cosi’ grande.