Ieri sera mi ha chiamato un tizio che non sentivo da un sacco di tempo. Ha comprato una barca nuova e parapin parapan, dopo due ore di chiacchiere su quanto l’ha pagata, quanto e’ bella, come e’ veloce e cazzate del genere, mi ha chiesto di uscire con lui e altri due che conosco da quando regatavo a livello competitivo.
Io avrei preferito fare tutt’altro in questi giorni, ma La Luce dei Miei Occhi ha disposto diversamente e quindi ci sono andato.
Stamattina abbiamo fatto tutto come si deve. Prima una lettura delle previsioni, controllo del barometro e dell’anemometro, i controlli a scotte, sartie, drizze e timone e siamo usciti. La barca e’ veramente bella. Prima di passare a prua a spaccarmi la schiena con lo strallo da competizione a doppia inferitura senza rollafiocco, ho voluto tenere il timone e portarla fuori. Mentre ne apprezzavo lo scafo filante e marino, ho accostato per dare spazio a un mercantile che stava facendo manovra per entrare in porto. Sul bordo di dritta c’era un marinaio che fumava pigramente. Ci siamo guardati negli occhi per un istante e poi lui mi ha fatto segno con la mano facendomi capire "dove cazzo vai con questo mare?". Io non ho fatto a tempo a riflettere perche’ ho dovuto mettere la prua nella scia del mercantile per non ballare la samba. Nel far questo mi sono trovato fuori dal porto, nella luce livida di una giornata di dicembre, con il mare schiumoso sulle murate nere della barca. Ho mollato il timone e sono andato alla manovra del fiocco. Il tizio ha messo la prua al vento e randa e fiocco sono salite con il consueto rumore di tuono che fanno le vele battute dal vento. La barca manovrava bene. Abbiamo provato qualche virata, un paio di strambate. Un orologio. Il vento si teneva intorno ai 10-12 nodi, noi di bolina abbiamo toccato i 7 senza stringere troppo. Sono passate un paio d’ore di manovre e poi, come accade sempre, abbiamo capito che le previsioni erano sbagliate. Appena scapolata la punta nord del golfo, abbiamo visto che stava arrivando una specie di temporale. Le raffiche di vento sono aumentate fino ai 15-20 nodi e il mare si e’ alzato rapidamente. Ho urlato al tizio al timone e ai due alle scotte che dovevamo ammainare il fiocco e issare la tormentina, una vela piu’ piccola. Mentre uno dei tizi alle scotte e sceso a cercarla, io mi sono avvicinato all’albero, ho chiesto prua al vento, ho mollato la randa e cercato di mettere i terzaroli. C’era vento, la vela mollata faceva un casino bestiale, il tizio alle scotte ha fatto la faccia bianca e quello al timone ha preso ad urlare, ma io vedevo solo la bocca muoversi e non ho capito un cazzo. Alla fine ho annodato al boma anche il terzo nodo, ho preso la tormentina, l’ho portata a prua e ho cercato di inferirla nel binario dello strallo. E’ stata dura, ho perso due volte gli occhiali e ho quasi divelto la battagliola di prua. E’ stato il momento nel quale ho capito che non ho piu’ l’eta’ per fare bagni a dicembre. Dopo due ore e mezza di bordi larghissimi, siamo riusciti a centrare l’ingresso del porto. Arrivato a terra mi sono reso conto di aver perso l’orologio. Ho salutato i tizi e, barcollando per il mal di terra sono arrivato alla moto. Stava gia’ piovendo e sono rientrato bagnato come un pulcino.
Morale: meglio uscire con una ragazza che andare per mare e se ci vai, quando un marinaio ti fa segno "dove cazzo vai?" fermati un attimo a pensare.
Il mio nuovo Sito

Bene. Li ho definiti




