Una volta lessi un’affermazione di Andreotti che diceva che se qualcuno affermava di essere in grado di risanare le ferrovie, lo avrebbe fatto ricoverare direttamente al manicomio. Probabilmente e’ vero. Le ferrovie in Italia sono un’impresa destinata a perdere, ma di questo parlero’ in seguito. Sulla sanita’, invece, non ricordo una battuta equivalente, forse perche’ non e’ vero. Di regola, in una popolazione che diventa sempre piu’ sana, le spese per medicinali e ricoveri dovrebbero diminuire o semplicemente non aumentare (in rapporto alla popolazione chiaramente). La cosa non sembra vera per i farmaci, e mi riferisco a questo lancio Ansa che evidenzia il fatto che negli ultimi nove mesi, la spesa farmaceutica a carico del servizio pubblico, e’ aumentata dell’8,2%. Di questo passo, ci metteranno poco a convincerci che e’ meglio "privatizzare" la sanita’". Cosa che, fra il plauso degli inconsapevoli che del liberismo hanno fatto una religione integralista, condurra’ ad un ulteriore impoverimento sociale questo paese. Ma anche di questo parlero’ in seguito. Mi voglio concentrare adesso sull’aspetto farmaci. Ne ho gia’ parlato in passato, ma allora facevo 3 visite alla settimana.
Il rimedio che e’ stato utilizzato fino ad ora per ridurre la spesa farmaceutica e’ stato l’introduzione del ticket. Io credo che il ticket, piu’ che un rimedio, sia una sorta di leva politica. Lo si abolisce o lo si reintroduce solo in funzione del consenso che si riesce a raccattare. Infatti, sono anni che in questo paese va in scena questa macchietta, a beneficio del buon umore dei nostri vicini europei.
Io credo che il ticket possa essere considerata solo una misura temporanea, mentre vengono realizzate misure strutturali in grado di limitare definitivamente lo spreco.
La prima cosa di cui prendere atto, e’ il fatto che e’ stato inventato il computer. Forse al ministero della sanita’ lo chiamano ancora cervellone e pensano che sia grande come tre appartamenti. In realta’ e un po’ piu’ piccolo. Un’altra recentissima invenzione e’ Internet. Lo so che al ministero hanno ancora i modem a 1200 Baud e si collegano alle BBS, ma se vanno a casa di qualche amichetto che ha il computer e Internet, si renderanno conto che e’ ora di fare acquisti e di iscriversi a un corso di computer della scuola Radio Elettra. Nel frattempo a molti di noi, probabilmente quasi a tutti, e’ arrivata la nuova tessera sanitaria, altro cavallo di battaglia dei miei onanistici esordi. Ok, ora abbiamo tessera, computer e rete. Il problema della spesa farmaceutica e’ risolto
Oggi, come tutti sanno, si va dal medico di base, che mette mano al ricettario e prescrive farmaci. In molti casi ancora a mano, con il nome ed il codice fiscale dell’assistito praticamente incomprensibili. In piu’, queste ricette, ritirate dai farmacisti, finiscono in archivi polverosi, sui quali non e’ possibile operare controlli e statistiche, se non dopo averle caricate nel cervellone. Questo vuol dire errori ed omissioni in fase di input e disponibilita’ dei dati solo dopo mesi. La cosa equivale a mettere nelle mani di medici e pazienti degli assegni in bianco. La soluzione geniale, potrebbe essere quella di far emettere al medico curante una prescrizione virtuale, nel senso che invece di compilare un foglietto di carta, la prescrizione viene immessa in un pc collegato ad una rete nazionale che connette medici di base, farmacie ed ospedali. In questo modo il paziente, utilizzando la sua tesserina sanitaria nuova fiammante, potrebbe ritirare i farmaci in qualunque farmacia.
In questo modo si avrebbe un polso istantaneo della situazione ed abusi ed eccessi sarebbero immediatamente evidenti.
Un altro sistema per ridurre drasticamente la spesa farmaceutica pubblica, sarebbe quello dell’erogazione puntuale del farmaco. Ove fosse possibile, se si devono assumere 10 compresse, ne dovrebbero essere consegnate al massimo 12, e non una confezione da 36. Questo ridurrebbe enormemente lo spreco. Riferisco di un caso che conosco direttamente. Una persona a me vicinissima e’ affetta da epatite C. In questi casi si usa la ribavirina. Questa persona deve prendere tre compresse al giorno. Il flacone ne contiene 157. Il ciclo di 3 mesi di cura richiede 270 compresse. Si e’ costretti a ritirare dal servizio pubblico due confezioni per un totale di 314 compresse. 44 compresse vanno sprecate. Attenzione, una confezione da 157 compresse di ribavirina costa al servizio pubblico 1600 euro. Le 44 compresse sprecate valgono 448 euro.
Alla fine facciamo qualche considerazione. Le uniche manovre di cui ho notizia per la riduzione della spesa farmaceutica sono: il ticket e la vendita dei medicinali da banco al supermercato. Sul ticket ho gia’ detto. Sulla vendita dei medicinali da banco al supermercato, chiedo a qualcuno di voi se li ha visti e se sinceramente si puo’ pensare che una comprare un purgante al GS serva a diminuire la spesa pubblica. Cazzate.
Io sarei disposto a pagare il ticket per i prossimi cinque anni se sapessi che si sta lavorando ad un provvedimento strutturale come quelli che ho esposto. Quello che mi viene da pensare e’ che se non ci sono piani, siccome  ca’ nisciuno e’ fesso, qualcuno su questa situazione ci inzuppa il pane. Aziende farmaceutiche, medici, dirigenti, politici, fate voi. Secondo me tutti.
Il problema piu’ grosso non e’ il furto con destrezza. A quello ci sono abituato, ho stimato che la meta’ di cio’ che ho guadagnato mi e’ stato rubato con sistemi simili. Il problema e’ che lentamente ed inesorabilmente ci convinceranno che la sanita’ privatizzata e’ meglio. Ci metteranno duecento euro al mese in piu’ in busta paga e ci diranno ciao ciao. E allora incominceranno i cazzi veri, perche’ questi se ci lasciano andare con duecento euro in piu’, e’ solo perche’ pensano di potercene togliere cinquecento. Pensateci. Ne parliamo prossimamente su questi schermi.

AGGIORNAMENTO: Ho ricevuto una mail da una persona qualificata, la quale mi fa osservare che in tale campo le regioni hanno delega ampia e che, quindi, sarebbero libere di modernizzare il sistema. Per quanto non cambi il discorso in maniera sostanziale, mi e’ sembrato corretto pubblicare questa rettifica/integrazione.