Delle Fragili Cose

L'angolo del Bignami13 December , 2006 8:12 pm

Il romanzo che mi ha colpito di piu’ tra quelli che ho letto e’ "Il Deserto dei Tartari" di Dino Buzzati. Attenzione non ho detto quello che mi e’ piaciuto, interessato, coinvolto di piu’. Ho scelto l’aggettivo con cautela e intendevo dire proprio quello che ho detto, colpito.
Certo, io sono maledettamente di parte perche’ considero Buzzati un grande artista e fenomenale scrittore. Un uomo nel quale fantasia e potenza espressiva hanno trovato stupefacente connubio. In ogni caso, "Il Deserto dei Tartari" non e’ un’opera tipicamente buzzatiana, e’ un romanzo che vive di vita propria ed e’ uno di quei casi rarissimi nei quali la tenebra dell’universo si squarcia per un istante lasciando trapelare una saetta di luce nel buio nel quale viviamo.
Se non fossero gia’ tre mesi che scrivo in pubblico, darei per inteso che tutti coloro che stanno leggendo hanno completa contezza di cio’ di cui sto parlando, ma l’impatto con i lettori di LiberoBlog e con gli ayatollah di gmail, mi ha costretto a smuovermi dalla mia posizione di privilegiato romitaggio, per prendere atto che esiste un universo nel quale Buzzati e Orwell non sono cosi’ popolari come credevo. E spero che sia chiaro che la mia ultima affermazione non ha nessun contenuto offensivo e discriminatorio. E’ solo la presa d’atto che per troppi anni ho vissuto di cose che esistevano solo nella mia mente e in quella di pochissimi altri. Buzzati, Joyce, Orwell, Ellroy, Einstein, i numeri complessi, la cosmologia quantistica, le equazioni diofantine, mi hanno tenuto in un mondo di cristallo dove, circondato da tanta armonia, non c’era discussione perche’ un nome o un teorema, contenevano implicitamente una risposta.
E’ giusto quindi dedicare qualche rigo alla trama, se di trama si puo’ parlare. Il libro parla di un giovane ufficiale che viene mandato a svolgere il suo servizio a Bastiani, una fortezza ai confini dell’impero. Questa fortezza si affaccia su un deserto che la tradizione dice abitato dai Tartari, antichi e feroci nemici dell’imperatore. Dei Tartari si parla sempre come se il loro arrivo sia imminente e il giovane tenente Drogo, spende la sua intera vita aspettando che i nemici arrivino e le armi si destino a ferale opera di distruzione.
Drogo invecchia e con lui la fortezza. I Tartari, lentamente, diventano leggenda. Il romanzo si chiude con Drogo, ormai vecchissimo, che viene portato via da Bastiani per fare posto a nuovi ufficiali. La fortezza, infatti, riprende vita perche’ si dice che i Tartari siano stati avvistati ed i loro fuochi incomincino a rompere il tessuto serico della notte. Un nuovo ciclo inizia ma Drogo non ne fara’ parte. La sua vita si spegne senza che sia riuscito a spenderla.
Per quelli che avranno avuto la pazienza di leggere, dovrebbe essere chiaro anche dal modo con cui ne ho scritto, che il romanzo ha due letture. Una noiosa e opprimente. Anni che trascorrono senza che nulla accada, e una metaforica, il ciclo si chiude lasciando le cose a meta’.
Chi non ha letto il libro ma ha sentito la scossa del messaggio lo legga. Chi non ha sentito la scossa ma e’ incuriosito, lo legga lo stesso, e’ colpa mia che non sono stato in grado di trasmetterla. Chi lo ha letto mi dia la sua opinione, sempre che ne abbia voglia. Gli altri li lascio alle cure del Signore.

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DelleFragiliCose 3:36 pm

Siccome si e’ rotto di parlare di GMail, A partire da questo momento l’autore di questo blog fa le seguenti affermazioni:

  • Linux e’ come una macchina della Germania Est, se te la sai aggiustare da solo hai fatto un affarone. Se invece devi cercare il meccanico, sono cazzi amari.
  • GMail e’ un grandissimo client di mail. Lo dico perche’ me lo hanno detto gli espertoni. La sua politica di marketing e’ offensiva per un essere senziente.
  • Firefox e’ bello e caro, ma alcuni siti non vengono visualizzati bene. Certo e’ colpa di quei siti cattivoni, mica di Firefox. Poi anche lui ha i suoi problemi di sicurezza e ci vuole un add on anche per fare back. Comunque anche se i suoi si chiamano add on e non plug in, e’ un altro eroe sopravvalutato della rete.
  • Non e’ vero che Open Office e’ completamente compatibile con MS Office. Pero’ funziona bene.
  • Emule e’ il miglior prodotto informatico della storia di tutta l’umanita’.

La presente per interrompere ogni altra polemica relativa agli argomenti teste’ elencati. Da questo momento la musica cambia. Niente ricerca di facile consenso, ma guerra aperta agli stereotipi, di qualsiai tipo essi siano. Poi dite un po’ quello che volete. Io, entro in clandestinita’.

Ah, per quelli che arrivavano qui convinti di assistere ad una mia Canossa, invito a ripassare tra qualche tempo. Adesso sono ancora fresco e pieno di entusiasmo emoticon

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Cinematica delle Masse 11:09 am

Ne avevo avuto sentore quando mi e’ toccato avere a che fare con i pinguini kamikaze dell’open source. Ci sono dei miti, nel mondo dell’informatica, che non si possono toccare. Guai a dire che l’open source non e’ gratis per l’uso professionale, anatema su chi dice che firefox sara’ pure piu’ sicuro ma non funziona ovunque (come IE d’altra parte). Stamattina, complice l’ora antelucana alla quale l’ho redatto, mi e’ venuto lo sghiribizzo di mettere a giro Gmail. Come al solito, quando si parla del prodotto di elite, tutti capiscono asso per figura e pensano che tu dici cosi’ perche’ sei fuori dal giro. Qualcuno, che si e’ svegliato almeno tre ore dopo di me, mi fa addirittura notare che gli inviti Gmail si trovano a milioni sulla rete. E allora, se si trovano a migliaia di migliaia, vuol dire che non c’e’ motivazione tecnica, ma e’ solo per pollastrare la gente. Io la penso cosi’, e di Gmail, pensate pure quello che volete, non me ne fotte un cazzo. Il problema e’ che non riesco a dormire, e non riesco a dormire in parte per l’eta’ e in parte perche’ sono rimasto uno stronzo idealista. E per gli stronzi idealisti, specialmente per gli overquota come me, e’ un periodo di merda. Credetemi.

Per quanto mi riguarda questa storia di Gmail mi ha deluso non poco. Sono tre mesi che mi spacco il culo per scrivere due, anche tre articoli al giorno per cercare di ragionare intorno alle cose che mi stanno a cuore. Vi garantisco che con il lavoro che faccio ci voglio quattro mani e due cervelli e mezzo. L’unico vantaggio e’ l’insonnia, grazie alla quale, come D’Annunzio, acquisto il mio segreto vantaggio, anche se lui se la cavava un po’ meglio (SCHERZO - Meglio precisare). Cerco di essere sempre provocatorio e di stimolare le persone. Ho parlato di fede, fisica, universo, politica, sanita’, lavoro. Eppure l’unica cosa per la quale ci si incazza davvero e’ Gmail. Mah. Evidentemente il mondo dei blog non e’ adatto al tipo di discorso che interessa a me (*). Devo pensarci seriamente. Saluti.

(*) o piu’ onestamente, sono io a non essere adatto al mondo dei blog.

La cosa si chiude qui.

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Fisica del Vuoto 7:54 am

E’ un po’ di giorni che sento parlare di questo Gmail. Gmail qua’, Gmail la, tutti a riempirsi la bocca con questa mail prodigiosa. Io ho anche un bel po’ di gente che mi scrive con Gmail. Ho incominciato a farmi l’idea che fosse una cosa che si "portasse", alla moda insomma. Un po’ come i pantaloni a zampa d’elefante, che io ho indossato, odiandoli a morte, da adolescente e che mi sono visto ricicciare, da qualche anno a questa parte, in una versione addirittura peggiore, con tanto di struscio a terra. Pero’ io sono nuovo della rete ludica. Per anni ho pensato che Internet servisse solo per scambiarsi articoli e per scaricare porno nei momenti di magra (quasi sempre, cioe’). Poi ho scoperto il mondo dei blog, e ho incominciato a capirne le regole complesse. Qui si conoscono tutti, si linkano tra di loro, si citano e si copiano senza pieta’. Io, come mio solito, preferisco farmi i cazzi miei, pero’ questa propensione al romitaggio, mal s’adatta al mondo virtuale. Quindi, mi ero quasi deciso di diventare "alla moda" pure io e mi sono presentato, tomo tomo, chiatto chiatto, dal signor Goggle, del cui traduttore ho gia’ detto cose belle, per farmi anche io la casella Gmail e diventare, finalmente, un "blogger trendy".
La prima cosa che faccio e’ leggere le caratteristiche. Gratuita, e che novita’. 2 Giga a disposizione, Azz, ora posso finalmente farmi mandare via email la biblioteca di Alessandria digitalizzata. Protezione antispam avanzata grazie all’innovativa tecnologia di Google. Se e’ la stessa tecnologia del traduttore, siamo a cavallo. 38 lingue a disposizione, ma io a stento ne parlo una. Inoltro automatico e accesso POP3 gratuito. E questa e’ una vera comodita’. Specialmente per gli schizofrenici a personalita’ multipla, due o tre caselle per ogni personalita’, sarebbe un bel casino gestirle senza l’indispensabile attrezzo Gmail. Vabbe’, mi convince, lo compro. Che si deve fare? Cerco e scopro che: "Per aprire un account Gmail, è necessario che tu riceva un invito da qualcuno che lo possiede già. Oppure, puoi creare un account usando il tuo telefono cellulare.". E che e’ la massoneria? Saro’ costretto a baciare il culo di un gatto o il Gram Maestro di Gmail pretendera’ di baciare la mia schiena per attivare il serpente Kundalini? Oppure e’ un’associazione tipo quella che ti fanno comperare dei prodotti e poi tu devi convincere altri ad associarsi che nel giro di una settimana tutti incominciano a evitarti? E poi che e’ sta storia del cellulare. Eh si, io poi do il numero di cellulare a Gmail che la prossima volta che ci vediamo fanno due? Ma con chi credono di avere a che fare, sono un ragazzo serio io. Scopro poi, che se proprio uno volesse, non puo’ nemmeno darlo il numero di cellulare, perche’ questo servizio non copre l’Italia. Insomma, se si vuole Gmail, si deve chiedere l’"invito". Ma se ne andassero a cagare. E’ sempre la stessa storia. Uno fa una cagatina, pero’ la definisce d’elite, e tutti a fare la corsa per accaparrarsela. Che poi, io questi Internettiani spinti non li capisco. Sempre pronti a fare la guerra per l’opensource (leggi che battaglia mi e’ toccato fare), a fare la pubblicita’ per firefox e open office, poi appena un signor Google tira fuori una Gmail di cazzo, tutti a fare la fila per avere l’"invito". Ma che andassero a cagare anche loro. Ho deciso, da questo momento in poi, chiunque abbia Gmail, e’ un fighetto di cazzo. E niente scuse. Non voglio sentire "mi serve lo spazio", "ho cinquanta personalita’", "ero impotente ma con Gmail ho risolto". Il vero rivoluzionario lotta contro tutti i circoli aristocratici, e se questo comporta un sacrificio lo fa. Se il Che e’ riuscito a passare una vita a combattere nella foresta, tu puoi fare benissimo a meno di Gmail. Considerate e fate considerare chi ha Gmail un fighetto. Fate girare.

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