E’ un po’ di giorni che sento parlare di questo Gmail. Gmail qua’, Gmail la, tutti a riempirsi la bocca con questa mail prodigiosa. Io ho anche un bel po’ di gente che mi scrive con Gmail. Ho incominciato a farmi l’idea che fosse una cosa che si "portasse", alla moda insomma. Un po’ come i pantaloni a zampa d’elefante, che io ho indossato, odiandoli a morte, da adolescente e che mi sono visto ricicciare, da qualche anno a questa parte, in una versione addirittura peggiore, con tanto di struscio a terra. Pero’ io sono nuovo della rete ludica. Per anni ho pensato che Internet servisse solo per scambiarsi articoli e per scaricare porno nei momenti di magra (quasi sempre, cioe’). Poi ho scoperto il mondo dei blog, e ho incominciato a capirne le regole complesse. Qui si conoscono tutti, si linkano tra di loro, si citano e si copiano senza pieta’. Io, come mio solito, preferisco farmi i cazzi miei, pero’ questa propensione al romitaggio, mal s’adatta al mondo virtuale. Quindi, mi ero quasi deciso di diventare "alla moda" pure io e mi sono presentato, tomo tomo, chiatto chiatto, dal signor Goggle, del cui traduttore ho gia’ detto cose belle, per farmi anche io la casella Gmail e diventare, finalmente, un "blogger trendy".
La prima cosa che faccio e’ leggere le caratteristiche. Gratuita, e che novita’. 2 Giga a disposizione, Azz, ora posso finalmente farmi mandare via email la biblioteca di Alessandria digitalizzata. Protezione antispam avanzata grazie all’innovativa tecnologia di Google. Se e’ la stessa tecnologia del traduttore, siamo a cavallo. 38 lingue a disposizione, ma io a stento ne parlo una. Inoltro automatico e accesso POP3 gratuito. E questa e’ una vera comodita’. Specialmente per gli schizofrenici a personalita’ multipla, due o tre caselle per ogni personalita’, sarebbe un bel casino gestirle senza l’indispensabile attrezzo Gmail. Vabbe’, mi convince, lo compro. Che si deve fare? Cerco e scopro che: "Per aprire un account Gmail, è necessario che tu riceva un invito da qualcuno che lo possiede già. Oppure, puoi creare un account usando il tuo telefono cellulare.". E che e’ la massoneria? Saro’ costretto a baciare il culo di un gatto o il Gram Maestro di Gmail pretendera’ di baciare la mia schiena per attivare il serpente Kundalini? Oppure e’ un’associazione tipo quella che ti fanno comperare dei prodotti e poi tu devi convincere altri ad associarsi che nel giro di una settimana tutti incominciano a evitarti? E poi che e’ sta storia del cellulare. Eh si, io poi do il numero di cellulare a Gmail che la prossima volta che ci vediamo fanno due? Ma con chi credono di avere a che fare, sono un ragazzo serio io. Scopro poi, che se proprio uno volesse, non puo’ nemmeno darlo il numero di cellulare, perche’ questo servizio non copre l’Italia. Insomma, se si vuole Gmail, si deve chiedere l’"invito". Ma se ne andassero a cagare. E’ sempre la stessa storia. Uno fa una cagatina, pero’ la definisce d’elite, e tutti a fare la corsa per accaparrarsela. Che poi, io questi Internettiani spinti non li capisco. Sempre pronti a fare la guerra per l’opensource (leggi che battaglia mi e’ toccato fare), a fare la pubblicita’ per firefox e open office, poi appena un signor Google tira fuori una Gmail di cazzo, tutti a fare la fila per avere l’"invito". Ma che andassero a cagare anche loro. Ho deciso, da questo momento in poi, chiunque abbia Gmail, e’ un fighetto di cazzo. E niente scuse. Non voglio sentire "mi serve lo spazio", "ho cinquanta personalita’", "ero impotente ma con Gmail ho risolto". Il vero rivoluzionario lotta contro tutti i circoli aristocratici, e se questo comporta un sacrificio lo fa. Se il Che e’ riuscito a passare una vita a combattere nella foresta, tu puoi fare benissimo a meno di Gmail. Considerate e fate considerare chi ha Gmail un fighetto. Fate girare.