Non fa piu’ nemmeno notizia. Andateci da soli. E pensare che la prima volta ero cosi’ contento.
Sic transit gloria mundi.
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Non fa piu’ nemmeno notizia. Andateci da soli. E pensare che la prima volta ero cosi’ contento.
Sic transit gloria mundi.
Ha 23 anni. Indubbiamente è bella. Ha una linea invidiabile e, nonostante l’età, una voce che incute rispetto. Insieme siamo andati ovunque. Sono sempre io a decidere dove, ma dico la verità, è sempre lei a portarmici. Ha un grosso difetto, beve. Ha iniziato a farlo con quello con cui stava prima e io non sono stato in grado di fare nulla. È forte. All’inizio e’ maledettamente fredda, ma basta conoscere le leve giuste per farla scaldare e quando e’ partita non ce n’e’ per nessuno. Da qualche tempo mi sono reso conto che è sempre più difficile controllarla, ma io non ho nessuna intenzione di lasciarla andare dove le pare. Potrebbe andarne della sua e della mia integrità. Le ho fatto scrivere il suo nome su un fianco in lettere cirilliche rosse. Quattro tempi, quattro carburatori, quattro cilindri. La Ottobre Rosso è una moto d’annata, ma fa ancora paura a quelle specie di poltrone con ruote che girano per strada adesso.
L’ho presa da uno che lavorava in un supermercato. La vedevo tutti i giorni ferma sul marciapiede e facevo finta che non mi piacesse. Alla fine comparve il cartello vendesi e la comprai. Mi costo’ abbastanza. Quello che adesso guadagno in due mesi. Solo che a quei tempi, di stipendi ce ne volevano sei. In Russia c’erano i comunisti, in Germania il muro e quando stavi per strada, nessuno poteva trovarti se tu non volevi.
Mi piace di piu’ usarla d’inverno, quando i poltronisti passano alla macchina o indossano quelle ridicole gonnelline. Non c’e’ niente da fare, per andare in moto ci vogliono casco, guanti e giubbone pesante di pelle. D’estate, in mezzo a tutti quei motoretti, uno sembrerebbe un cazzone oltre a squagliarsi come un cremino.
E d’inverno, il momento piu’ bello e’ la notte. La gente dorme, le strade diventano enormi e silenziose. Tutto sembra straniero, tra insegne che lampeggiano a vuoto e alberi scuri che incombono sull’asfalto. Ho fatto spesso delle lunghe corse notturne, in giro per una citta’ che non sembrava piu’ la mia. La maggior parte si sono concluse in riva ad un mare scuro e spumoso, nel quale, qualche volta, ho visto riflessa la luce di una luna severa.
A cavallo di Ottobre Rosso ho passato come una freccia la meta’ dei miei anni. Non c’e’ null’altro che sia durato cosi’ a lungo. Ottobre Rosso e’ scesa per strada per vedere il Papa nella mia citta’, festeggiare due mondiali e per accompagnarmi, lei sola, il giorno che sono andato a difendere la mia tesi.
Una volta, in autostrada, ci stavo anche distrattamente morendo. Quell’episodio a me e’ costato parecchio, a lei solo un’ammaccatura sul serbatoio. Pellaccia.
p.s. la ragazza nella foto non c’entra nulla. Si trattava di puro depistaggio.
Prima ti Convinco, poi Privatizzo e alla Fine ti Fotto
Privatizzare conviene. Quello che bisognerebbe chiedersi e’: a chi?. Stamattina La Padania e Il Manifesto, trovano singolare comunanza d’intenti, titolando sull’indisponibilita’ di de benedetti e di benetton a rilevare la compagnia di bandiera, "se le condizioni non cambiano". E’ evidente che le condizioni che dovrebbero "cambiare", sono relative soprattutto al taglio dei costi, con riferimento specifico a quelli del personale. Quindi de benedetti e benetton sarebbero disposti a rilevare Alitalia, se prima lo stato si accollasse il problema dei lavoratori in esubero. Ecco, a queste condizioni, chi non la comprerebbe?
L’idea dell’imprenditoria italiana sulle privatizzazioni e’ molto simile a quella del trentenne scanzonato che mette su casa da solo per scopare in tutta tranquillita’. Poi, pero’, pretende dal papa’ una mano per pagare il fitto e che mamma gli lavi e gli stiri la biancheria, tutte le settimane. La cosa ha tristi precedenti. Gia’ la privatizzazione della Telecom, e’ avvenuta con un’interpretazione del capitalismo cosi’ bizzarra, che avra’ fatto rivoltare come una trottola Adam Smith nella sua tomba. A suo tempo Olivetti compro’ la Telecom dallo stato utilizzando i proventi della compagnia che stava rilevando come garanzia per pagarla. Come se uno di noi andasse in concessionaria e pretendesse di avere una macchina dando in garanzia quello che risparmiera’ in autobus possedendola.
Quindi il concetto che esprime il maturo capitalismo italiano e’ quello che e’ disposto a rilevare l’impresa pubblica, purche’ gli oneri rimangano pubblici e gli onori diventino privati. In questo caso il sogno di de benedetti e di benetton sarebbe che gran parte del disavanzo Alitalia fosse trasferito allo stato, mentre rotte, aeromobili, proprieta’ immobiliari e contratti diventassero di loro proprieta’.
In queste condizioni siamo tutti magnati della finanza. Quale sarebbe il valore aggiunto che questi grandi capitani d’industria intendono portare se prima di intervenire pretendono che qualcun’altro si accolli il debito?
Lo stesso discorso si applica pari pari al concetto di sanita’ pubblica. Molti, ammalati di un liberismo inconsapevole ed ingenuo, sono assoluti assertori della totale privatizzazione della Sanita’. Ne ho sentiti mille dire: "datemi quello che mi togliete dalla busta paga, che a pagarmi l’assicurazione ci penso io". Ma qualcuno sa veramente come funzionano le assicurazioni private? Basta guardare negli Stati Uniti. Se una persona ha una patologia cronica che richiede cure costose, non trovera’ mai nessuna assicurazione che si assumera’ il rischio della sua polizza. Se poi la patologia interviene dopo, quando si e’ gia’ assicurati, l’assicurazione puo’ riservarsi il diritto di non rinnovare il contratto alla scadenza. E vi siete chiesti chi si accolla le spese di queste persone e dei milioni di "cicale" che dopo aver avuto indietro i soldini della sanita’ pubblica, invece di fare un’assicurazione, se li sono spesi? La risposta e’ semplice: la comunita’.
In un sistema nel quale l’assistenza sanitaria e’ totalmente privatizzata, la gran parte degli oneri ricade sul pubblico mentre, le polizze pagate dai sani vengono incassate dal privato. Questo comporta la creazione di una sanita’ perfetta e funzionante per chi ha sottoscritto carissime polizze blindate (parliamo di decine di migliaia di dollari all’anno) e una sanita’ pubblica da terzo mondo.
L’eliminazione degli sprechi e’ l’ottimizzazione delle procedure e’ un obbligo. Se questo puo’ venire attraverso una privatizzazione, va benissimo. Se invece si pretende di lasciare lo Stato a pagare i debiti e limitarsi a sedere alla cassa, questo si chiama furto di proprieta’ pubblica. Se qualcuno la chiama privatizzazione, vuole fotterci.
Ci deve essere qualche infiltrato, una spia, un sabotatore. Altrimenti certe fesserie grossolane non si spiegano. E’ vero che da quando li ho mandati al governo, e con me milioni di altri, abbiamo dovuto renderci conto che le nostre aspettative andavano drasticamente ridotte, pero’ adesso incomincio a pensare che oltre ad una certa incompetenza, stia emergendo anche la malafede. Veniamo da cinque anni di opposizione ad un governo che aveva tutto: maggioranza solida e compatta, mezzi di comunicazione e feroce spudoratezza nel farsi i fatti suoi. Eppure, in qualche modo, la sinistra di questo paese e’ riuscita a tenere sveglia la coscienza delle persone e a fare in modo, che nel bene o nel male, le elezioni si vincessero (almeno speriamo).
Come gia’ detto in passato, la fiducia e’ un capitale si dissipa con velocita’ se non viene investito bene. Il fatto che e’ emerso nella serata di ieri, non contribuisce di certo a preservarla.
A quanto pare, nelle pieghe della finanziaria, e’ stato introdotto un comma che allarga la prescrizione per i reati di natura contabile. Chissa’ come si concilia questo con la lotta all’evasione fiscale. Repubblica on line, che non e’ un giornale di destra, lo definisce un colpo di spugna. Una parte della maggioranza, l’Ulivo, ne ha chiesto l’eliminazione, ma questo comporterebbe un’ulteriore rilettura della legge da parte del Senato nel periodo tra Natale e Capodanno, con il rischio di non avere i numeri per approvarla. Si prevede, infatti, un’opposizione durissima della CdL (chissa’ perche’).
E’ ormai piu’ che certo che sara’ difficile far dimenticare alla gente le stupidaggini fatte nel corso di questo inizio di legislatura. L’elettorato di sinistra e’ generalmente abituato ad essere molto critico, ai limiti dell’autolesionismo, e in questa propensione e’ stato fortemente aiutato da quelli che in genere definisco coglioni al bromuro, ma che da un po’ di tempo a questa parte, non sto piu’ guardando solo con il compatimento che si puo’ avere per dei mezzi fessacchiotti. C’e’ una certa aria da ultimi giorni di Pompei e da prendi i soldi e scappa, che mi scatena una rabbia sorda. Non vorrei essere rimasto, come Hitler, nei sotterranei della Cancelleria di Berlino, a muovere divisioni fantasma sulla mappa tattica, mentre i miei uomini al fronte, si sono gia’ consegnati al nemico.
AGGIORNAMENTO: visto qualche minuto fa. In parlamento si oppongono all’abolizione del comma, in pubblico ci inzuppano il pane. Che bello.