Prima ti Convinco, poi Privatizzo e alla Fine ti Fotto
Privatizzare conviene. Quello che bisognerebbe chiedersi e’: a chi?. Stamattina La Padania e Il Manifesto, trovano singolare comunanza d’intenti, titolando sull’indisponibilita’ di de benedetti e di benetton a rilevare la compagnia di bandiera, "se le condizioni non cambiano". E’ evidente che le condizioni che dovrebbero "cambiare", sono relative soprattutto al taglio dei costi, con riferimento specifico a quelli del personale. Quindi de benedetti e benetton sarebbero disposti a rilevare Alitalia, se prima lo stato si accollasse il problema dei lavoratori in esubero. Ecco, a queste condizioni, chi non la comprerebbe?
L’idea dell’imprenditoria italiana sulle privatizzazioni e’ molto simile a quella del trentenne scanzonato che mette su casa da solo per scopare in tutta tranquillita’. Poi, pero’, pretende dal papa’ una mano per pagare il fitto e che mamma gli lavi e gli stiri la biancheria, tutte le settimane. La cosa ha tristi precedenti. Gia’ la privatizzazione della Telecom, e’ avvenuta con un’interpretazione del capitalismo cosi’ bizzarra, che avra’ fatto rivoltare come una trottola Adam Smith nella sua tomba. A suo tempo Olivetti compro’ la Telecom dallo stato utilizzando i proventi della compagnia che stava rilevando come garanzia per pagarla. Come se uno di noi andasse in concessionaria e pretendesse di avere una macchina dando in garanzia quello che risparmiera’ in autobus possedendola.
Quindi il concetto che esprime il maturo capitalismo italiano e’ quello che e’ disposto a rilevare l’impresa pubblica, purche’ gli oneri rimangano pubblici e gli onori diventino privati. In questo caso il sogno di de benedetti e di benetton sarebbe che gran parte del disavanzo Alitalia fosse trasferito allo stato, mentre rotte, aeromobili, proprieta’ immobiliari e contratti diventassero di loro proprieta’.
In queste condizioni siamo tutti magnati della finanza. Quale sarebbe il valore aggiunto che questi grandi capitani d’industria intendono portare se prima di intervenire pretendono che qualcun’altro si accolli il debito?
Lo stesso discorso si applica pari pari al concetto di sanita’ pubblica. Molti, ammalati di un liberismo inconsapevole ed ingenuo, sono assoluti assertori della totale privatizzazione della Sanita’. Ne ho sentiti mille dire: "datemi quello che mi togliete dalla busta paga, che a pagarmi l’assicurazione ci penso io". Ma qualcuno sa veramente come funzionano le assicurazioni private? Basta guardare negli Stati Uniti. Se una persona ha una patologia cronica che richiede cure costose, non trovera’ mai nessuna assicurazione che si assumera’ il rischio della sua polizza. Se poi la patologia interviene dopo, quando si e’ gia’ assicurati, l’assicurazione puo’ riservarsi il diritto di non rinnovare il contratto alla scadenza. E vi siete chiesti chi si accolla le spese di queste persone e dei milioni di "cicale" che dopo aver avuto indietro i soldini della sanita’ pubblica, invece di fare un’assicurazione, se li sono spesi? La risposta e’ semplice: la comunita’.
In un sistema nel quale l’assistenza sanitaria e’ totalmente privatizzata, la gran parte degli oneri ricade sul pubblico mentre, le polizze pagate dai sani vengono incassate dal privato. Questo comporta la creazione di una sanita’ perfetta e funzionante per chi ha sottoscritto carissime polizze blindate (parliamo di decine di migliaia di dollari all’anno) e una sanita’ pubblica da terzo mondo.
L’eliminazione degli sprechi e’ l’ottimizzazione delle procedure e’ un obbligo. Se questo puo’ venire attraverso una privatizzazione, va benissimo. Se invece si pretende di lasciare lo Stato a pagare i debiti e limitarsi a sedere alla cassa, questo si chiama furto di proprieta’ pubblica. Se qualcuno la chiama privatizzazione, vuole fotterci.
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In merito al sistema sanitario americano confermo ciò che hai scritto, peggio se un cittadino ha più di 45 anni e un redito inferiore a 20 mille dollari, vale a dire una buona parte delle minoranze e degli emigrati, difficilmente può permettersi di venire assicurati contro tutti i rischi. E cosi si trovano anziani a 70 anni che ancora lavorano 8 ore al giorno per pagarsi i medicinali essenziali.
Comment by Luis — 15 December , 2006 @ 10:49 am
siamo sicuri che la leva dello sciopero funzioni? io sono molto aperto alle relazioni sociali/industriali e, come lavoratore dipendente, richiedo ed esigo la tutela del mio posto di lavoro. nonostante questo mi chiedo: ma uno strumento come lo sciopero odierno di alitalia, quanto giova ai dipendenti? conosco persone che evitano di prendere alitalia per i propri viaggi, altri, che lavorando nell’ambiente a livelli operativi per altre compagine, guardano ad alitalia come ad una compagnia da macchietta, ma non da un punto di vista delle strutture o degli aeromobili, ma da un punto di vista del servizio e delle persone. mi chiedo quindi: quanto queste azioni fatte per tutelare i dipendenti, indirettamente giocano contro di loro indebolendo la società?
(p.s. oggi dovrei rientrare in italia con volo alitalia…)
Comment by dario — 15 December , 2006 @ 11:19 am
Luis:Grazie, ho visto dal profilo sul tuo blog che anche tu hai vissuto negli States. Come ti dicevo gia’ su oknotizie, sono stato bene, ma sono stato anche colpito dagli aspetti estremi della vita in quel paese. Ti ringrazio per la tua testimonianza che avvalora cio’ che ho scritto.
Dario: non so darti una risposta e non ci provo nemmeno perche’ io al tuo posto sarei incazzato come una iena e non avrei la lucidita’ per giudicare. La domanda che ti faccio e che mi faccio e’: esiste una’zienda o un posto qualsiasi in Italia in cui chi non lavora o non fa il suo mestiere viene accusato dai suoi colleghi? Secondo me no. Lo sciopero e’ il sistema per incazzarsi in coro contro “gli altri” dimenticando che anche al proprio interno ci sono delle colpe.
Comment by dellefragilicose — 15 December , 2006 @ 12:05 pm
benetton? ancora?
dopo autostrade e trenitalia?
e l’antitrust dove c***o è? dorme? sono tutti in ferie? ma il trasporto lo vogliamo consegnare tutto ad una famiglia?
Comment by luigibio — 15 December , 2006 @ 12:10 pm
Ogni giorno di più, quando siamo costretti a leggere anche notizie come quella del post precedente, mi viene voglia di diventare il primo esponente di un nuovo movimento amish agnostico. Già da troppo tempo mi stanno facendo diventare, a forza di esercitarmi su di loro, uno dei più grandi maestri di sempre nell’arte della sceleropatomittenza. Che rompimento di palle…
Comment by Saint — 15 December , 2006 @ 12:16 pm
E perchè mai un privato dovrebbe prendere una Compagnia aerea piena di debiti?…….la compagnia aerea sono anni che va male e il problema è il personale….scioperi….invece di lavorare non fanno altro che fare scioperi.Certo facciamo pure che i dipedenti in esubero se li accolli lo stato cosi ingrossiamo le fila dei dipedenti pubblici!!!!!!Non lavorano,vengono pagati e rompono pure i coglioni!!!!
Comment by alessandro — 15 December , 2006 @ 12:54 pm
dfc: ciò che hai spiegato ha un nome e un cognome.
Si chiama patto leonino, consiste nella partecipazione ai soli utili ed è espressamente vietato dal nostro codice civile.
A livello di forma, ovviamente.
Comment by serpiko — 15 December , 2006 @ 1:00 pm
alessandro: temo che la “colpa” non sia solo del personale che non lavora, come dici tu…il problema è certamente più complesso e non riducibile al “ma và a laurà!!…”
Oggi, tra l’altro, scioperano ancora i giornalisti con una modalità che ritengo intelligente: non firmano i loro pezzi, garantendo comunque l’informazione.
Io non mi sento proprio di archiviare la cosa riconducendola al fatto che sono dei “lavativi”.
Bye
Comment by miriam — 15 December , 2006 @ 3:24 pm
luigibio: hai ragione, di questo passo dovremo chiedergli il permesso anche per prendere la nostra macchina
Saint: sceleropatomittenza? c’e’ voluta wikipedia per capirla …
alessandro: allora non la compri, non lo obbliga nessuno. pero’ sembra che la vogliano dopo che noi ci siamo accollati i debiti. non va bene.
serpiko: vista la competenza serpiko de facto oltre che de iure?
miriam: un po’ simile allo sciopero con la bandana dei giapponesi.
Comment by dellefragilicose — 15 December , 2006 @ 3:47 pm
no, solo de iure.
è l’ultima evoluzione del soprannome che m’accompagna da una vita, “serpe”: mi venne affibbiato quando, tantissimi anni fa, caddi oltremodo brillo in un roveto da cui non vi fu altro modo per uscire che strisciare nel fango sotto ai rami. da allora tutta una serie di diminutivi mi hanno condotto al definitivo incrocio con l’incorruttibile poliziotto, per distinguermi dal quale ho sostituito la “c” con una “k”.
il resto sono reminiscenze universitarie con cui quotidianamente ho più o meno a che fare.
i miei cazzetti, potrei dire.
Comment by serpiko — 15 December , 2006 @ 5:30 pm
Lo Stato ha fatto sempre danni quando ha voluto aiutare le varie aziende di bandiera. Non credo che sia giusto che i cittadini debbano pagare di tasca propria per risanare i conti di aziende che se ne fregano di tutti.
Comment by Ultime-Notizie.eu — 15 December , 2006 @ 7:50 pm
serpiko: tantissimi anni fa brillo, reminescenze universitarie …, non mi dire che l’erede di questo blog e’ mio coetaneo!
Ultime-Notizie.eu: anche se le aziende sono dei cittadini, come in questo caso?
Comment by dellefragilicose — 16 December , 2006 @ 10:12 am
Temo d’averti involontariamente fuorviato.
Ammettiamo che io sia vicino ai 30 anni (vicino, appunto, non ancora); se -per esempio- l’episodio fosse avvenuto 15 anni fa, significherebbe che da allora è trascorsa un’altra metà della mia vita, ergo per me tantissimo.
Ammettiamo che nonostante i (quasi) 30 anni io abiti in una pianura umida; se -per esempio, sempre- usassi la Vespa quasi solo al mattino e alla sera significherebbe che l’età e i reumatismi per fortuna c’entrano poco con la mia giacchetta, ergo sono solo un po’ un “pastina”.
:-)
Tranquillo boss, biologicamente potresti essere il mio papi.
Comment by serpiko — 16 December , 2006 @ 11:33 am
finalmente una persona con le idee chiare che non si fa prendere dalle mode del momento.
Comment by mark — 16 December , 2006 @ 4:38 pm
Serpiko: azz, non credo proprio, ma tu non puoi sapere il perche’. Certo che se uno abitasse in una pianura umida dovrebbe sentire il bisogno di farsi una passeggiata in una regione piu’ calda. Magari per farsi pagare una pizza fatta come si deve. Se questo accadesse, le cose gli sarebbero chiarite.
mark: grazie. e’ un bel complimento. anche i complimenti bisogna saperli fare.
Comment by dellefragilicose — 16 December , 2006 @ 7:57 pm
sono pienamente d’accordo con questo articolo…
Comment by andrea — 18 December , 2006 @ 1:42 pm
andrea: grazie. segnalalo in giro.
Comment by dellefragilicose — 18 December , 2006 @ 4:33 pm