Il caro Vortexmind, nonostante sia un fresco giovanotto, giustamente amante della ciccetta, e’ andato a ripescare un mio vecchio post nel quale parlavo della difficile relazione tra scienza e Fede. Ha trovato addirittura il tempo di scrivere un commento che riporto:
"Ma la scienza che IGNORA Dio o la scienza che NEGA Dio?
Perchè ok che gli assiomi della matematica sono il fondamento di tutto il pensiero scientifico, ma se un giorno si dovesse svegliare l’intelligentissimo signor X con una proposta alternativa (e funzionale) alla matematica basata su quegli assiomi, in teoria non ci sarebbe alcun problema a passare da uno schema all’altro (nella pratica ovviamente ci sarebbero tutte le inerzie culturali del caso). Per questo asserire la validità di un’assioma non è un fatto di “Fede”. Si presuppone che qualcuno possa sempre confutarlo.
Dio, per un credente, non è affatto confutabile.
(ma sto blog non lo potevo scoprire prima?)"
A parte l’ultima affermazione, la questione mi sembrava abbastanza interessante e preferisco renderla pubblica, piuttosto che seppellirla in un vecchio commento. Questa e’ parte della lettera che gli ho scritto.
Caro Vortex,
Mi spiace contraddirti ma non esiste una matematica, in questo universo perlomeno, che possa fare a meno del concetto di nulla e di infinito. Sarebbe troppo lungo da spiegare, ma molti fisici sono convinti che quella che usiamo, e’ la matematica perfetta per questo universo. Mi spiego, non necessariamente i simboli devono essere gli stessi, ne’ le operazioni, ma alla fine, se riconduci tutto all’operazione elementare, la sottrazione, ottieni il nucleo base di qualsiasi matematica possibile. Tu sei un informatico e sai che somma, moltiplicazione e divisione, sono implementate come somme algebriche di numeri positivi e negativi. Da queste operazioni derivano poi tutti gli strumenti base: equazioni, integrali, derivate, vettori, matrici e tensori. Questi non sono altro che i frutti del seme elementare, la somma algebrica. E’ chiaro che i marziani potrebbero sviluppare strumenti diversi, ma per comprenderci basterebbe partire dalla somma algebrica, fino ad arrivare agli strumenti piu’ sofisticati. La nostra matematica e’ talmente "adatta" a questo universo che ci ha portato a scoprire l’intima relazione tra spazio e tempo, il fatto che geometria euclidea e’ sbagliata, a prendere atto dei paradossi della relativita’ e fare i conti con il caso che domina i fenomeni fisici (i quattro link di questo periodo sono a miei post).
Qualsiasi matematica si usi, zero ed infinito, saranno concetti che sara’ necessario accettare "induttivamente", nel senso che sappiamo che devono esserci ma non potremo mai comprenderli. Se al posto di zero ed infinito metti Dio, il discorso fila nello stesso modo. La mia idea e’ che con la ragione, si puo’ arrivare fino ad un certo punto. La prima cosa da chiedersi e’ se esiste la verita’. Se esiste cioe’, una cosa assolutamente vera, del tutto incontestabile, in questo universo. La cosa puo’ sembrare strana ma e’ semplice dare una risposta e la risposta e’ si. Ci sia arriva con un banale giochino logico.
Scrivo una proposizione che dice "Esiste almeno una proposizione vera", e la chiamo A. Come faccio a sapere se A e’ vera o falsa? Semplice, scrivo la proposizione B che dice: "A e’ falsa". Ma B, si contraddice in termini, perche’ se B fosse vera, allora esisterebbe almeno una proposizione vera, B stessa! Quindi A dice la verita’.
Piaciuto il giochino? Per un attimo la Verita’ ha fatto capolino su queste pagine. Quindi la nostra logica ci dimostra che almeno una cosa vera, in questo cacchio di universo, deve esserci. Non e’ vero che tutto e’ relativo.
Ogni uomo conduce il suo cammino verso la verita’ utilizzando i mezzi che ha a disposizione. Fino a quando puoi usare la ragione la usi, poi basta. E’ un po’ come andare in treno. Stai seduto bello comodo e viaggi sui binari. I binari pero’, ti portano fino ad un certo punto. Li’ scendi e sei costretto a camminare. E quando si cammina, ognuno va dove vuole. Ecco, la Fede e’ proprio quella che ti fa camminare quando la ragione non ti porta piu’. Ognuno ha la sua di Fede. Alcuni fisici credono agli universi generati quantisticamente (mio post), che non sono mai nati, ma che un giorno finiranno. La ragione li ha condotti fino ad un certo punto, poi ci hanno dovuto credere per Fede. La mia, di Fede, mi fa credere che nel nostro universo tutto sia misurabile e che ogni cosa sia gestibile. Questo mi dice la ragione. Quello che pero’ sento per Fede e’ che il nostro universo non e’ tutto. C’e’ qualcosa al di fuori di esso, ma questa cosa non la potro’ mai trovare con la matematica perche’ non e’ di questo universo.
Angelus Silesius scriveva che
"L’uomo ha due occhi
Uno vede solo cio’ che si muove nel tempo fuggevole,
L’altro
Cio’ che e’ eterno e divino"
e che nel mondo della scienza, Dio sia una presenza molto, ma molto ingombrante te lo dimostra Fred Hoyle, quando afferma che "Ho sempre trovato strano che, benche’ la maggior parte degli scienziati dica di volerla evitare, in realta’ la religione domina i loro pensieri ancor piu’ di quelli dei preti".
Concludo dicendo che, secondo me, ostinarsi a squadrare l’universo usando solo l’occhio che si muove nel tempo fuggevole, e’ da orbi. Io di occhi ne ho due e li uso entrambi.
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