L’approvazione della legge finanziaria da parte del senato, e’ stato chiaramente uno spartiacque per il governo. Anche se manca ancora l’approvazione del parlamento, non ci dovrebbero essere grosse sorprese, visto che alla camera lo squilibrio di maggioranza e’ diverso. Evitando qualsiasi considerazione sulla bonta’ o meno del provvedimento e ignorando, solo temporaneamente, l’aspetto oscuro sulla prescrizione dei reati contabili, introdotta a tradimento in un provvedimento di oltre 1500 articoli ,da leggere e valutare in due giorni, ci sono da fare un paio di riflessioni.
La prima riguarda quello che sarebbe accaduto se non fosse stata accordata la fiducia al governo. Un voto contrario su un provvedimento cosi’ importante avrebbe portato automaticamente alle dimissioni del presidente del consiglio. Il paese si sarebbe trovato improvvisamente senza una guida politica e senza una legge finanziaria. Questo avrebbe obbligato un esercizio contabile provvisorio e all’inizio delle consultazioni per la creazione di un nuovo esecutivo che, probabilmente, si sarebbe limitato a portare il paese a nuove elezioni in primavera. Lo scenario appena descritto, e’ sicuramente favorevole al centrodestra, ma sarebbe stato favorevole alla gente di questo paese, qualsiasi sia la sua posizione politica? Secondo me, no. C’e’ da ricordare che il famoso rapporto deficit/PIL, che i parametri europei fissano ad un massimo del 3%, e’ salito in Italia al 6%. Il credito che ci viene concesso dall’Europa in questo momento, e’ in gran parte dovuto al giudizio positivo espresso sulla finanziaria. In assenza di approvazione ci sarebbe stata una escalation di provvedimenti che avrebbero potuto portare questo paese ben oltre l’orlo del baratro economico sul quale si trova adesso. Nella totale inconsapevolezza di molti, ieri sera si e’ giocata una finale molto piu’ importante di quella di Berlino, e indipendentemente da quello che ci raccontano alcuni, abbiamo rischiato di perderla tutti. La politica, nonostante l’abuso di metafore che viene fatto, non e’ il calcio e non sempre conviene battere l’avversario. Il fatto che il centro destra abbia combattuto una battaglia allo sfascio, pur essendo consapevole degli effetti sul paese di una sua eventuale vittoria, deve essere oggetto di riflessione anche per coloro che lo hanno votato. Piu’ volte su queste pagine si e’ sparato a zero sull’operato della sinistra, ed in particolare sulla finanziaria, ma nonostante io sia convinto che si tratti di un provvedimento raffazzonato e ampiamente migliorabile, sono felice, per tutti, che sia passato.
Ora pero’, e qui veniamo alla seconda riflessione. Le scuse sono finite. Ci e’ stato detto che con questa finanziaria di sacrificio si ripianera’ il deficit ed il paese sara’ pronto per ripartire. Bene, come al solito abbiamo pagato in anticipo una merce che non abbiamo mai visto e che non ci e’ stata ancora consegnata. Mi aspetto, da subito, provvedimenti strutturali che puntino alla soluzione di grandi problemi in questo paese: il lavoro, l’evasione fiscale, le riforme sociali, la legge elettorale.
Se cio’ non avverra’, la sinistra di questo paese rischia di essere cancellata dal quadro politico italiano per molti anni a venire. E questo, ancora una volta, sarebbe un male per tutti, perche’ una maggioranza senza opposizione non si chiama democrazia. Ha un altro nome che non pronuncio nemmeno per scherzo. E sarebbe un male soprattutto per chi la sinistra di questi anni la sta guidando. I nomi li conosciamo bene, e non saranno dimenticati.