Sono stato dall’oculista. Quello che condivide lo studio con il pediatra la cui sala d’aspetto mi ha ispirato il post sulla pubblicita’ dei giocattoli per bambini del 15 novembre scorso. Un inciso, se non lo avete gia’ fatto, leggetelo. Ci tengo molto. Tralascio i particolari sulla visita e le terapie e arrivo direttamente al momento della redazione della prescrizione. Questo dottore, che chiameremo dottor T, e’ un chiacchierone tremendo. Con mio grande disappunto, ogni volta che mi visita, si sente obbligato chissa’ da cosa e chissa’ da chi a rendermi edotto di ogni sua opinione sul quadro politico attuale, quello passato e quello futuro. Opinioni che, e resti tra noi, potrebbero tranquillamente entrare nel Devoto Oli come esempi pratici del lemma qualunquismo. Questa sera il dottor T si sentiva particolarmente galvanizzato, e, complice il fatto che distrattamente ho annuito un paio di volte invece di avere il mio solito atteggiamento da sfinge, e’ partito con una eccezionale tirata. Nel corso del comizio, non escudo che il buon dottore stia pianificando una qualche candidatura alle prossime elezioni, sono comparsi nell’ordine: L’Amor di Patria, Il Papa, l’Onesta’ e la Rettezza del Cittadino, il Si Deve Lavorare 18 Ore al Giorno per Tirare Avanti, Il Crocifisso, L’Importanza di Contribuire Tutti al Bene dello Stato, gli extracomunitari che se gli dai solo 50 centesimi al semaforo ti prendono a calci la macchina, di nuovo La Patria e di nuovo Il Crocifisso che gli extracomunitari musulmani vogliono togliere dalle nostre pareti dopo che noi, quando abbiamo visitato la Moschea Blu, ci siamo addirittura tolti le scarpe e piripin piripan, cosi’ avanti per una decina di minuti. Mancavano solo i labari scuri alle pareti, i fasci di combattimento e un busto della buonanima per completare il quadro. Alla fine il foglio A4 che lui usa per le ricette era stato completamente riempito con nomi di pillole e colliri, tutti a pagamento, ed e’ venuto il momento di pagare la visita. Come sempre chiedo la ricevuta. Lui ha un attimo di imbarazzo, anzi lo definirei scoramento e poi tira fuori un vetusto blocchetto di ricevute. Mentre io controllo con attenzione che scriva bene il mio complicatissimo cognome, mi rendo conto di due cose:
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al posto di 60 euro, scrive 60.000. Aveva fatto lo stesso errore la volta precedente, liquidandolo con una battuta imbarazzata. Ora sono sicuro del rateo di cambio che ha applicato nelle conversione delle sue tariffe.
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la ricevuta immediatamente precedente a quella che sta compilando e’ quasi sicuramente quella che ha fatto a me piu’ di un mese fa.
Quando torno a casa controllo i numeri progressivi ed e’ proprio cosi’. In 35 giorni il dottor T ha fatto due ricevute, le mie (non scherzo). Inutile dire che la sala d’aspetto e’ sempre piena e che nelle mezzorate di attesa che mi venivano imposte, entravano e uscivano almeno quattro o cinque pazienti. Credo che il dottor T sia in grado di lavorare una ventina di pazienti al giorno, piu’ di un centinaio alla settimana, circa cinquecento al mese. E io sono l’unico fesso che paga. Poveraccio, e’ per questo che era tanto incazzato. Chissa’ cosa scrivera’ nella sua dichiarazione dei redditi. Comunque, ho deciso che cambio oculista. Questo e’ un poveraccio.
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