Delle Fragili Cose

Brothers in Arms18 December , 2006 8:42 pm

Sono stato dall’oculista. Quello che condivide lo studio con il pediatra la cui sala d’aspetto mi ha ispirato il post sulla pubblicita’ dei giocattoli per bambini  del 15 novembre scorso. Un inciso, se non lo avete gia’ fatto, leggetelo. Ci tengo molto. Tralascio i particolari sulla visita e le terapie e arrivo direttamente al momento della redazione della prescrizione. Questo dottore, che chiameremo dottor T, e’ un chiacchierone tremendo. Con mio grande disappunto, ogni volta che mi visita, si sente obbligato chissa’ da cosa e chissa’ da chi a rendermi edotto di ogni sua opinione sul quadro politico attuale, quello passato e quello futuro. Opinioni che, e resti tra noi, potrebbero tranquillamente entrare nel Devoto Oli come esempi pratici del lemma qualunquismo. Questa  sera il dottor T si sentiva particolarmente galvanizzato, e, complice il fatto che distrattamente ho annuito un paio di volte invece di avere il mio solito atteggiamento da sfinge, e’ partito con una eccezionale tirata. Nel corso del comizio, non escudo che il buon dottore stia pianificando una qualche candidatura alle prossime elezioni, sono comparsi nell’ordine: L’Amor di Patria, Il Papa, l’Onesta’ e la Rettezza del Cittadino, il Si Deve Lavorare 18 Ore al Giorno per Tirare Avanti, Il Crocifisso, L’Importanza di Contribuire Tutti al Bene dello Stato, gli extracomunitari che se gli dai solo 50 centesimi al semaforo ti prendono a calci la macchina, di nuovo La Patria e di nuovo Il Crocifisso che gli extracomunitari musulmani vogliono togliere dalle nostre pareti dopo che noi, quando abbiamo visitato la Moschea Blu, ci siamo addirittura tolti le scarpe e piripin piripan, cosi’ avanti per una decina di minuti. Mancavano solo i labari scuri alle pareti, i fasci di combattimento e un busto della buonanima per completare il quadro. Alla fine il foglio A4 che lui usa per le ricette era stato completamente riempito con nomi di pillole e colliri, tutti a pagamento, ed e’ venuto il momento di pagare la visita. Come sempre chiedo la ricevuta. Lui ha un attimo di imbarazzo, anzi lo definirei scoramento e poi tira fuori un vetusto blocchetto di ricevute. Mentre io controllo con attenzione che scriva bene il mio complicatissimo cognome, mi rendo conto di due cose:

  1. al posto di 60 euro, scrive 60.000. Aveva fatto lo stesso errore la volta precedente, liquidandolo con una battuta imbarazzata. Ora sono sicuro del rateo di cambio che ha applicato nelle conversione delle sue tariffe.
  2. la ricevuta immediatamente precedente a quella che sta compilando e’ quasi sicuramente quella che ha fatto a me piu’ di un mese fa.

Quando torno a casa controllo i numeri progressivi ed e’ proprio cosi’. In 35 giorni il dottor T ha fatto due ricevute, le mie (non scherzo). Inutile dire che la sala d’aspetto e’ sempre piena e che nelle mezzorate di attesa che mi venivano imposte, entravano e uscivano almeno quattro o cinque pazienti. Credo che il dottor T sia in grado di lavorare una ventina di pazienti al giorno, piu’ di un centinaio alla settimana, circa cinquecento al mese. E io sono l’unico fesso che paga. Poveraccio, e’ per questo che era tanto incazzato. Chissa’ cosa scrivera’ nella sua dichiarazione dei redditi. Comunque, ho deciso che cambio oculista. Questo e’ un poveraccio.

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Brothers in Arms 1:22 pm

Lo spunto da cui parte questo articolo viene da questa notizia di cronaca. Per chi non avesse voglia di leggerla tutta, riassumo brevemente i fatti. Partendo dalle indagini relative al caso di una tredicenne, a suo dire costretta ad avere rapporti sessuali con una decina di suoi coetanei, la polizia e’ giunta a scoprire una ragnatela di contatti che l’ha portata ad interrogare 480 minorenni. La maggior parte di questi frequentava un giardinetto, "Il Gabbiano", dove, a detta degli inquirenti, fra altalene e scivoli, si sarebbero consumati numerosi rapporti sessuali, alcuni anche estremi, molti dei quali ripresi con i cellulari e diffusi su Internet con il sistema del peer to peer. Nei personal computer e sui telefonini di una quindicina di ragazzi, sarebbe poi state trovate immagini pedopornografiche, fra le quali scene di masturbazione e spogliarelli di ragazzine della comitiva.
La notizia e’ di qualche giorno fa, ma io ho preferito aspettare un po’ prima di scriverne. I motivi sono due. Il primo e’ che quando ci sono di mezzo i bambini non si scherza, bisogna trovare parole ed argomenti giusti. Il secondo e’ che e’ troppo semplice liquidare le cose dicendo "ai miei tempi queste cose non accadevano". Di qualunquisti ce ne sono a bizzeffe in giro, non vedo perche’ mi ci devo mettere pure io in questo affollatissimo mercato.
Cominciamo col dire che ragazzi e ragazze sono state sempre attratti dal sesso. E’ una cosa naturale. La nostra societa’ scoraggia prepotentemente i rapporti sessuali nel momento nel quale la natura li reclama con la voce piu’ forte. Ed in questo io, una volta tanto, sono d’accordo. Mi piace pensare al sesso come qualcosa che sia connesso all’amore o, se proprio l’amore non c’e', almeno a stima e rispetto reciproco. Non sono certo che durante la tempesta ormonale dell’adolescenza, questi concetti abbiano grande valenza. Mi sembra giusto, quindi, incoraggiare un percorso che porti ad un sesso che sia componente di un rapporto piu’ organico e complesso.
Quindi non mi stupisce che, avendone avuto l’occasione, un po’ di ragazzi e ragazze, si siano cortocircuitati ed abbiano soddisfatto un qualche curiosita’. Quello che mi stupisce e che mi preoccupa e’ quello che c’e’ in piu’ e quello che c’e’ in meno in questa vicenda.
In piu’ ci sono il sesso di gruppo, il voyerismo, l’esibizionismo, i filmati, la condivisione dei filmati, i telefonini, internet.  Quindi non solo ormoni e naturale curiosita’, ma anche scimmiottamento ed emulazione di comportamenti che sono giunti copiosissimi ai ragazzi da televisione, internet e giornali. Quando il sentire comune viene regolato da certi personaggi, quando la politica e’ confinata a certe trasmissioni, quando i modelli comportamentali diventano  vallette compiacenti con politici ed ereditiere che diffondono i filmati con i loro amplessi su internet, e tutte allegramente convocate per fare la pubblicita’ ai telefonini, stupirsi ed indignarsi e’ solo una grandissima ipocrisia.
Quello che manca in questa storia e’ la cosa in nome della quale molti adolescenti sono morti suicidi e tanti altri si sono scontrati nelle strade, artatamente divisi dai colori politici ma inconsapevolmente uniti negli obiettivi. La cosa che non ho trovato in questa storia e’ l’amore. Provate a leggere l’articolo con attenzione. Dell’amore, di quella cosa che a quella eta’ dovrebbe infiammare il corpo e la mente, non c’e’ traccia.
La colpa e’ certamente di chi dei corpi, dei cervelli e dei cuori dei nostri figli ha fatto feroce e lautissimo pasto. maurizi, marie, poste per te, amici, grandi fratelli, isole, tronisti, vallette puttane e attori viziosi. Ma voi. Voi che state leggendo in questo momento. Voi che avete figli, vi sentite tutti veramente esenti da colpe? In nome di cosa alcuni bambini sono cresciuti da soli di fronte alla televisione? Quale frutto potra’ dare una pianta che e’ stata nutrita di tutto tranne che dell’amore?
Sono domande alle quali non so rispondere. Delle volte ho l’impressione che la generazione di cui faccio parte, non si sia limitata a fare il suo giro sulla giostra, ma che per disinteresse o malafede, prima di scendere, la giostra l’abbia rotta. E ora, cinicamente, pretende che quelli che ne prenderanno posto siano in grado di ripararla. Troppo comodo.

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