Lo spunto da cui parte questo articolo viene da questa notizia di cronaca. Per chi non avesse voglia di leggerla tutta, riassumo brevemente i fatti. Partendo dalle indagini relative al caso di una tredicenne, a suo dire costretta ad avere rapporti sessuali con una decina di suoi coetanei, la polizia e’ giunta a scoprire una ragnatela di contatti che l’ha portata ad interrogare 480 minorenni. La maggior parte di questi frequentava un giardinetto, "Il Gabbiano", dove, a detta degli inquirenti, fra altalene e scivoli, si sarebbero consumati numerosi rapporti sessuali, alcuni anche estremi, molti dei quali ripresi con i cellulari e diffusi su Internet con il sistema del peer to peer. Nei personal computer e sui telefonini di una quindicina di ragazzi, sarebbe poi state trovate immagini pedopornografiche, fra le quali scene di masturbazione e spogliarelli di ragazzine della comitiva.
La notizia e’ di qualche giorno fa, ma io ho preferito aspettare un po’ prima di scriverne. I motivi sono due. Il primo e’ che quando ci sono di mezzo i bambini non si scherza, bisogna trovare parole ed argomenti giusti. Il secondo e’ che e’ troppo semplice liquidare le cose dicendo "ai miei tempi queste cose non accadevano". Di qualunquisti ce ne sono a bizzeffe in giro, non vedo perche’ mi ci devo mettere pure io in questo affollatissimo mercato.
Cominciamo col dire che ragazzi e ragazze sono state sempre attratti dal sesso. E’ una cosa naturale. La nostra societa’ scoraggia prepotentemente i rapporti sessuali nel momento nel quale la natura li reclama con la voce piu’ forte. Ed in questo io, una volta tanto, sono d’accordo. Mi piace pensare al sesso come qualcosa che sia connesso all’amore o, se proprio l’amore non c’e', almeno a stima e rispetto reciproco. Non sono certo che durante la tempesta ormonale dell’adolescenza, questi concetti abbiano grande valenza. Mi sembra giusto, quindi, incoraggiare un percorso che porti ad un sesso che sia componente di un rapporto piu’ organico e complesso.
Quindi non mi stupisce che, avendone avuto l’occasione, un po’ di ragazzi e ragazze, si siano cortocircuitati ed abbiano soddisfatto un qualche curiosita’. Quello che mi stupisce e che mi preoccupa e’ quello che c’e’ in piu’ e quello che c’e’ in meno in questa vicenda.
In piu’ ci sono il sesso di gruppo, il voyerismo, l’esibizionismo, i filmati, la condivisione dei filmati, i telefonini, internet.  Quindi non solo ormoni e naturale curiosita’, ma anche scimmiottamento ed emulazione di comportamenti che sono giunti copiosissimi ai ragazzi da televisione, internet e giornali. Quando il sentire comune viene regolato da certi personaggi, quando la politica e’ confinata a certe trasmissioni, quando i modelli comportamentali diventano  vallette compiacenti con politici ed ereditiere che diffondono i filmati con i loro amplessi su internet, e tutte allegramente convocate per fare la pubblicita’ ai telefonini, stupirsi ed indignarsi e’ solo una grandissima ipocrisia.
Quello che manca in questa storia e’ la cosa in nome della quale molti adolescenti sono morti suicidi e tanti altri si sono scontrati nelle strade, artatamente divisi dai colori politici ma inconsapevolmente uniti negli obiettivi. La cosa che non ho trovato in questa storia e’ l’amore. Provate a leggere l’articolo con attenzione. Dell’amore, di quella cosa che a quella eta’ dovrebbe infiammare il corpo e la mente, non c’e’ traccia.
La colpa e’ certamente di chi dei corpi, dei cervelli e dei cuori dei nostri figli ha fatto feroce e lautissimo pasto. maurizi, marie, poste per te, amici, grandi fratelli, isole, tronisti, vallette puttane e attori viziosi. Ma voi. Voi che state leggendo in questo momento. Voi che avete figli, vi sentite tutti veramente esenti da colpe? In nome di cosa alcuni bambini sono cresciuti da soli di fronte alla televisione? Quale frutto potra’ dare una pianta che e’ stata nutrita di tutto tranne che dell’amore?
Sono domande alle quali non so rispondere. Delle volte ho l’impressione che la generazione di cui faccio parte, non si sia limitata a fare il suo giro sulla giostra, ma che per disinteresse o malafede, prima di scendere, la giostra l’abbia rotta. E ora, cinicamente, pretende che quelli che ne prenderanno posto siano in grado di ripararla. Troppo comodo.