Piu’ che un articolo e’ una constatazione. Nello stesso giorno nel quale leggo che l’autore di un blog e’ stato condannato per diffamazione, primo caso nella storia repubblicana di equiparazione di un weblog ad una testata giornalistica, apprendo che la vertenza per il rinnovo del contratto dei lavoratori del settore dell’informazione, ha un ulteriore irrigidimento.
In occasione degli scioperi dei giornalisti, dalla lettura dei comunicati fatta all’inizio di quei telegiornali senza servizi filmati e con notizie brevissime, emerge una categoria di professionisti la cui esistenza nel nostro paese era del tutto ignota in precedenza. Perche’ i giornalisti si preoccupano della liberta’ dell’informazione solo se viene messo in dubbio il loro ente previdenziale? E come si relazionano le campagne stampa attivate per convincerci dalla bonta’ del lavoro flessibile con le preoccupazioni della categoria per il precariato dei suoi componenti?
Sembrerebbe che cio’ che va bene per noi e per il futuro economico dela nazione, e cioe’ incertezza del futuro previdenziale e malpagato lavoro provvisorio, non vada bene per loro, i difensori della liberta’ di espressione in questo paese. Difensori a singhiozzo, visto che la questione viene fuori solo quando si tratta di patteggiare previdenza e prebende in fase di rinnovo del contratto.
Quello che questi signori non hanno capito, e’ che stanno diventando obsoleti come i loro giornali di carta e come i loro telegiornali che arrivano sulla notizia due o tre giorni dopo che la notizia e’ diventata patrimonio della rete. Paladini di un sistema che inizia ad avvertire il pericolo e la potenza dell’editoria sociale, rischiano di essere soppiantati, sicuramente nella funzione se non nei privilegi, dall’informazione spontanea che si sta sviluppando prepotentemente in questo paese.
Vedremo se in Italia si riuscira’ ad avere un comportamento piu’ democratico rispetto a quei paese che della censura su Internet hanno fatto regola di legge.
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Anche io ne ho parlato recentemente e sono d’accordo con te.
Comment by Vortexmind — 20 December , 2006 @ 11:09 am
Complimentoni ai legali dei diffamati. Non altrettanto a quello del condannato. Comunque mi sembra di capire che sia una sentenza del Tribunale, quindi finché avrò vita ci tengo a chiarire che l’imputato gode della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. Un inciso: certo che l’unità poteva andarci anhe più pesante eh…mi pareva di leggere il tg1! Vabè, amen, la cosa comunque fa inorridire, soprattutto visti i miei recentissimi commenti rivolti ai nostri beneamati onorevoli. Possiamo dormire ancora sonni tranquilli, prima che una sentenza simile arrivi in cassazione spero che qualcuno la impugni sollevando un dubbio di costituzionalità, così interviene la Corte e allora sapremo di che morte morire. Ma prima d’allora, ha da passà ‘a nuttata
Comment by Davide — 20 December , 2006 @ 1:48 pm
Vortexmind: basta non parlare di gmail e io e te sembriamo due corde di chitarra
Davide: Che sfoggio … esame gia’ fatto o da fare?
Comment by dellefragilicose — 20 December , 2006 @ 6:26 pm
I “signori della carta stampata…” Che ridere! Viva i contratti a progetto! Viva il lavoro flessibile! Ma andate a lavurà al posto di “romanzare l’attualità!”
Ciao!
Comment by MaubrA — 20 December , 2006 @ 8:29 pm
Sto guardando “l’Infedele” con Gad Lerner sulla 7…Puntata intitolata “Il dio denaro”: la relazione con il denaro nella cultura cattolica ed ebraica, la finanziaria,l’essere ricchi o poveri… non so se ciò si debba alle mie attuali condizioni ormonali, ma…qualcuno me lo levi dalle mani! e questo dovrebbe essere il giornalismo con cui “empatizzare”? Dio me ne scampi! un continuo “arrotato” ammiccamento dietro cui si presentisce poco altro, ospiti “malgrado loro…”, pubblico più rassegnato che annoiato…(ripeto: forse sono le mie attuali condizioni “premenopausali”…e, per precisione, segnalo che la premenopausa pare cominci più di dieci anni prima…)
Comment by miriam — 20 December , 2006 @ 10:12 pm
Non finisci mai di stupirmi.
Anche questa volta mi tocca, alla fine, darti ragione.
Comment by diabolicomarco — 20 December , 2006 @ 11:58 pm
Maubra: loro il lavoro ce l’hanno gia’ non ti preoccupare.
miriam:
nessuno pensava che tu fossi nell’eta’ giusta, precisazione superflua. Lerner e’ uno convinto che per fare trasmissioni intellettuali basti inventarsi temi legati alla religione. Peccato, me lo ricordo tantissimi anni fa all’espresso autore di un reportage sugli immigrati fatto travestendosi da immigrato per piu’ di tre mesi. Ora, ai limiti dell’andropausa, meglio stare in studio al calduccio.
diabolicomarco: il trucco sta nel dire cose ovvie che gli altri per comodita’ loro non dicono
Comment by dellefragilicose — 21 December , 2006 @ 11:40 am