in nome del coraggio e della ragione
il senso della vita di un uomo non e’ definibile con criteri generali. ognuno sottoscrive col destino un patto individuale che non prevede intermediari. e’ per questo motivo che di fronte ad una scelta individuale meditata e consapevole, nessuno ha il diritto di intromettersi, tanto meno uno stato che spesso si disinteressa della vita dei cittadini, pretendendo poi di legiferarne i meccanismi del trapasso.
eutanasia, procreazione assistita, divorzio, sono temi complessi perche’ spesso confinano con concetti di ben altro tenore quali eliminazione dei deboli, eugenetica e distruzione del concetto di famiglia. e’ corretto e perfettamente etico che la legge ne debba regolare gli aspetti fondamentali, ma questo deve essere fatto con spirito laico, consentendo a chi si riconosce in una fede religiosa piu’ restrittiva di adottare, se vuole, criteri piu’ rigorosi e lasciando, a chi non ha riferimenti di questo tipo, la possibilita’ di fruire di tutti gli aiuti ed i sostegni che la scienza e la legge gli possono offrire.
negli ultimi anni la storia ci ha insegnato che non e’ possibile imporre la democrazia con atto di legge, nemmeno se questo e’ supportato dalle armi. lo stesso vale per le questioni etiche. per quanto si intenda sopprimerne lo sviluppo e la diffusione, certi concetti trovano strade alternative per diffondersi e spesso penetrano lo spirito di una nazione prima di arrivare nelle aule parlamentari. succede ogni giorno nei paesi a dittatura conclamata, sia essa umana o religiosa, dove nonostante la repressione, la censura, la polizia e le torture, il seme delle idee continua a germogliare.
oggi l’esercito del coraggio e della ragione ha perso un suo soldato. la sua morte e’ ora solo un fatto privato. la sua vita, le sue parole ed il suo esempio sono invece patrimonio di tutti. prendiamo le sue piastrine, raccogliamo il suo fucile e continuiamo a combattere.
Il mio nuovo Sito





mi sono commossa. mi e’ piaciuto anche il fatto che non ne hai fatto il nome e non hai usato le maiuscole.
grazie
Comment by patcim — 21 December , 2006 @ 10:27 am
patcim: benvenuta e grazie
Comment by dellefragilicose — 21 December , 2006 @ 11:49 am
mi spiace sinceramente.
o meglio, non avrei potuto augurargli di meglio, a patto che avvenisse esattamente come son certo che lui avrebbe voluto.
e prima, dannatamente prima. come son certo che lui avrebbe voluto.
oggi piango per una persona che stimavo e che ha chiuso una non facile esperienza terrena senza vedere il suo ultimo sforzo portato a compimento.
disgraziatamente, domani avrò nuovamente l’opportunità di piangere per il prossimo che si troverà nella medesima situazione.
Comment by serpiko — 21 December , 2006 @ 12:46 pm
.
Comment by Davide — 21 December , 2006 @ 1:16 pm
serpiko: in questi minuti apprendo, che tutto sommato, la decisione l’ha presa lui e non la lasciata al caso. questi si chiamano coglioni d’acciaio
davide. lasciarti senza parole mi commuove.
Comment by dellefragilicose — 21 December , 2006 @ 1:51 pm
Ricordiamoci anche un altro nome: dottor Mario Riccio, anestesista all’ospedale di Cremona.
Lo inserisco da oggi, con ammirazione, nella mia personale lista di persone con i coglioni d’acciaio.
Comment by settantasette — 21 December , 2006 @ 2:20 pm
D’accordo con 77…
E’ stato un grande il dottor Riccio perchè andrà sicuramente incontro all’accusa di omicidio (mi auguro solo a livello verbale da parte degli integralisti cattolici) e non credo che chiunque si metta così in gioco rischiando parecchi anni di carcere!
Per il resto, caro DFC, hai espresso anche il mio pensiero e in modo molto delicato ma chiarissimo…
Grazie
Comment by spes74 — 21 December , 2006 @ 5:06 pm
77: giustissimo
Spes74: grazie Spes
Comment by dellefragilicose — 21 December , 2006 @ 6:54 pm
Da oggi anche in Italia è legalizzato l’omicidio/suicidio volontario grazie ad un codardo ateo ed ignorante che ha preferito staccare la spina pur di non soffrire! bravo…. e bravissimi coloro che lo appoggiano! anche voi meritate una morta subitanea, senza sofferenza. PERCHE’ VOI NON MERITATE NEANCHE DI VIVERE! Gli stessi che vogliono l’aborto, la pillola del giorno dopo, il divorzio, lo spinello…. bravi, bravi. Volete una vita senza sofferenze, senza troppe complicazioni. Volete una vita felice, libera. Volete i matrimoni gay, volete ******* fra di voi, ***** pure i figli che adotterete prima o poi (che schifo, fate solo schifo e pena!!!******LEGALIZZATI !) in nome di un “modus vivendi” libero e senza Dio! Possiate bruciare nel “vostro” inferno!
Comment by integralista cattolico — 21 December , 2006 @ 7:07 pm
integralista cattolico: grazie assai perchè, con il tuo intervento, ci rammenti (casomai ne avessimo bisogno) la logica che ha guidato e sostenuto le crociate…
dfc: un ben altro “grazie” a te, caro amico, non potevi trovare parole migliori e condivisibili…dopo ciò che oggi è accaduto c’è im me il silenzio rispettoso e commosso per i due “attori” di questo umanissimo, misterioso, struggente episodio.
Comment by miriam — 21 December , 2006 @ 7:21 pm
integralista cattolico: dei cari amici virtuali direbbero, e io nel caso di specie con loro: ho letto analisi più accurate
Comment by evacarriego — 21 December , 2006 @ 7:41 pm
integralista: grazie perchè, con le tue parole,ci ricordi (casomai ne avessimo bisogno) quale logica ha sostenuto e guidato le crociate.
dfc: ben altro “grazie” a te, caro dfc, per le parole che hai scelto e che sento personalmente condivisibili.
Stasea c’è in me un silenzio commosso e rispettoso per i protagonisti di questa vicenda.
Dolorosa, misteriosa e profondamente umana.
Comment by miriam — 21 December , 2006 @ 7:48 pm
integralista cattolico: il Signore, nella sua infinita grandezza, sapra’ perdonare anche te. Io mi limito ad ignorarti. La tua presenza qui non e’ gradita. Ho il tuo IP 87.3.97.59, l’ora/data del post Dec 21, 7:07 PM e amicizie riconoscenti nella polizia postale. Regolati tu.
Miriam-Evacarriego: Grazie ragazze. Chi poteva immaginare che una taglia 42 ed una scrittrice dovessero difendere un vecchio soldato. Che mondo.
Comment by dellefragilicose — 21 December , 2006 @ 7:53 pm
dellefragilicose, grazie per questo post. Non mi limito a lasciare uno spazio bianco solo perchè già lo ha fatto Davide, ma sarebbe quello il commento più adatto, specialmente per il secondo paragrafo. Perfetto.
Voglio ringraziare anche l’integralista: è sempre bello rendersi conto con sollievo di come per fortuna non si è.
Comment by Saint — 21 December , 2006 @ 8:45 pm
Saint: grazie.
Comment by dellefragilicose — 21 December , 2006 @ 8:53 pm
hai decisamente espresso con le migliori parole il senso comune (o almeno il mio).
Se si può, personalmente, credo di essere favorele ad una consapevole e meditata interruzione della vita (cit: “se vita la si può chiamare”) quando questa non può riservare altro che sofferenza.
Non siamo nati per soffrire. (questa l’unica frasetta per il sedicente [sedicenne] anonimo)
La mia preoccupazione è il “limite” oltre il quale si possa applicare l’eutanasia (che orribile parola).
Spero sia almeno dieci centimetri più in là del possibile.
ma sicuramente qualcuno avrà tempo e modo di riflettere meglio sulla questione.
notte dfc
Comment by tusaichi — 22 December , 2006 @ 1:35 am
Tusaichi: siamo d’accordo sul fatto che si tratta di una scelta individuale. Il testamento biologico e’ cosa delicata e va redatto con consapevolezza. A suo tempo ne parlero’.
Comment by dellefragilicose — 22 December , 2006 @ 4:06 pm
Sul caso Welby si è scritto molto. Personalmente ho trovato la strumentalizzazione in entrambi i sensi piuttosto di cattivo gusto. Io ritengo che la vita sia di mia “proprietà” e non di proprietà di una divinità di cui non è comprovata l’esistenza ed alla quale viene chiesto di credere per “fede”. Per cui della mia vita ne dovrei poter fare quello che mi pare. Perchè ad uno stadio terminale dovrei continuare a soffrire? In nome di che cosa? La religione (in questo caso cattolica-cristiana), ritiene che la vita sia un bene indisponibile per l’individuo: la divinità ci dona la vita con un sacco di altri doni (intelligenza, ecc.), e ha il potere di morte su di noi ovvero può staccarci la spina quando le pare: noi non possiamo decidere nulla, spetta solo alla divinità farlo. Se nel corso della vita soffri, la sofferenza va accettata con animo grato (umiltà: affidarsi completamente alla divinità), devi gioire della sofferenza, e farne dono alla divinità. Se puoi, anzi, devi tentare di emulare la passione di Cristo (cmq non è peccato se non ce la fai sei umano non divino). Cristo morente in croce ha forse chiesto che i suoi carnefici mettessero fine alle sue sofferenze prima del tempo stabilito? Il concetto è: la vita è di mia proprietà, o è proprietà di una divinità (stato o altro)? Per quanto concerne il più terreno “vuoto legislativo” indicato dal giudice per Werlby e di cui si riempiono al bocca i nostri politici, va tenuto presente anche il conflitto di interessi: può un parlamentare aderente ad una associazione religiosa(cattolica) anteporre gli interessi dell’individuo (sofferenza compresa), agli interessi della propria associazione religiosa? Quando sento gli interverventi dei parlamentari e filosofi cattolici (ometto la definizione di F. Nietzsche di filosofo), anche senza volerlo tendono a legiferare in certo modo, in palese “conflitto di interessi”.
“Così come l’uomo non sceglie di nascere, allo stesso modo non può scegliere di morire” parole di Rosy Bindi a LA7 (ometto il pensiero di Buttiglione & Co.).
Per l’integralista cattolico ti ricordo che anche P.Livio Fanzaga ha detto giusto ieri sera nella sua catechesi che i credenti cattolici ed anche i preti sono piuttosto “ignoranti” in fatto di catechismo. Di solito gli atei, gli agnostici razionalisti, ed i non credenti ne sanno abbastanza se non altro perchè per “combattere un nemico” è necessario conoscerlo.
Mi scuso per questa mia intromissione.
Comment by antonella_621 — 22 December , 2006 @ 4:13 pm
Antonella_621: splendido intervento. La strumentalizzazione c’e’ stata ed e’, come sempre, funzionale a sostenere la posizione per la quale ci si impegna. Tutto sommato non mi sembra la parte peggiore della vicenda.
Concordo con il tuo concetto di proprieta’ della vita anche se io lo vivo in un senso di completa autodeterminazione piu’ che come contrapposizione ad una divinita’. Intromettiti piu’ spesso. Bemvenuta
Comment by dellefragilicose — 22 December , 2006 @ 4:45 pm
Condivido pienamente cio`che hai saputo dire con chiarezza, franchezza e delicatezza.
E`ovviamente giusto che intergralisti di ogni tipo esprimano il propprio parere; cio`che e`opinabile e`il modo con cui l`integralista cattolico ha espresso il suo. E`davvero sconcertante l`atteggiamento da lui assunto: tracotante, saccente, insofferente ed estremamente irrispettoso.Esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere un “buon cristiano”
Comment by Fausto da Londra — 23 December , 2006 @ 1:45 pm
Sono spiacente del caos creato intorno a questo triste evento, ma metteree tutto sul piano politico è ridicolo perchè come in questo caso è venuta fuori un’ambivalenza strana: suicidio e funerale religioso, i commenti visti in tv lasciano di stucco sulla “ignoranza degli italiani: battezzati, sposati in chiesa e poi come sempre pronti a dir di si a tutto il contrario. Ma a chi servono questi tipi? A Pannella? Poveraccio!
Comment by antonia — 23 December , 2006 @ 4:57 pm
Fausto: grazie. Per il resto lascia perdere. C’e’ gente a cui piace metter zizzania. Se fossi cattolico mi incazzerei a morte con uno che si comporta cosi’.
Antonia: il tema dei funerali e’ trattato qui:
http://dellefragilicose.blogsome.com/2006/12/23/due-occasioni-perse/
Comment by dellefragilicose — 23 December , 2006 @ 5:33 pm