Quando muore qualcuno che amiamo veramente, il mondo smette di girare alla stessa velocita’, l’aria ha un odore diverso e la luce perde uno dei colori che la compongono. Per questo io non mi sono mai permesso di giudicare le cose che fanno le persone per attenuare il dolore della perdita. Nessuno e’ in grado di prevedere come si comportera’ al cospetto della prova piu’ difficile che attende ognuno di noi. E’ saggio tacere e sperare di saperla affrontare con la dignita’ che merita.
Pero’ in questo caso, vista la natura politica della vicenda, evitare di esprimere la mia opinione sarebbe vile. Con il massimo rispetto per persone e fatti, devo dire che chiedere funerali Cattolici, dopo essere stati protagonisti di una vicenda che ha pesantemente radicalizzato lo scontro tra laici e credenti, e’ sbagliato. E’ comprensibile, ma sbagliato.
La Chiesa Cattolica non e’ una democrazia. Il Papa non e’ eletto dai fedeli e non e’ tenuto a rispettare nessun mandato elettorale. Le leggi e le regole del Cattolicesimo non si discutono, si rispettano. E’ un club al quale ci si puo’ iscrivere o meno. Se uno entra, segue le regole, altrimenti resta fuori. In ogni caso, i Cattolici non hanno l’esclusiva del messaggio di Cristo. Ci sono altre chiese Cristiane che prevedono una relazione diversa tra pastore e gregge e che hanno un approccio piu’ dinamico al mutare del sentire comune. Si puo’ decidere di fare la spesa altrove, tenendo presente che la merce che si vende a Roma e’ quella che e’ e non e’ previsto diritto di ripensamento.
Quindi, ribadita la premessa  che umanamente nessuno ha il diritto di giudicare certe scelte, politicamente la questione dei funerali religiosi richiesti da un uomo o dalla famiglia di un uomo che ha combattuto una battaglia per il diritto ad autodeterminare la propria soglia di sopportazione, sono un’occasione persa.
Per quanto riguarda la posizione di chi questi funerali li ha negati, il Vicariato di Roma, nulla da eccepire. Ognuno ha il diritto di decidere chi far entrare in casa sua. Con la stessa solida motivazione con la quale io pretendo che i Cattolici non si impiccino delle mie questioni personali, i Cattolici hanno il diritto di negare i matrimoni cattolici alle coppie omosessuali ed i funerali cattolici a chi dell’eutanasia e’ stato prepotente sostenitore.
Il fatto che nel nostro paese i Cattolici siano in grado di esprimere un’azione lobbystica che e’ in grado di influenzare la legislazione civile, e’ uno scomodo sottoprodotto  della democrazia che siamo costretti ad accettare fino a quando i laici in questo paese non saranno maggioranza politica, oltre che numerica. Fino ad allora, bisogna rassegnarsi al fatto che nella politica di questo italiana esiste una consistente componente teocratica, esattamente come in Iran.
Chiarito il diritto assoluto del Vicariato di Roma a negare i funerali religiosi a chi, secondo il suo giudizio, non se ne e’ mostrato degno, a mio parere anche qui si e’ persa un’occasione.
Il messaggio Cristiano si e’ imposto per l’eccezionale novita’ della pieta’ verso i deboli e per il perdono nei confronti di chi sbaglia. Chi e’ piu’ debole di un uomo che per trent’anni si e’ consumato in una dolorosa ed umiliante immobilita’? Forse, accogliere il desiderio della famiglia di vederlo avviato all’eternita’ con i conforti religiosi non era giusto, ma sarebbe stato certamente Cristiano accoglierlo. L’applicazione ferrea della legge me la aspetto da un maresciallo dei carabinieri. Da un vescovo si ha il diritto di attendersi qualcosa di piu’, altrimenti non c’e’ nessuna differenza.

off topic: il posto giusto per farci gli auguri e’ questo.