Delle Fragili Cose

Meccanica delle Cose27 December , 2006 6:22 pm

Il consiglio dei ministri ha cancellato la norma introdotta surrettiziamente nella legge finanziaria, con la quale si accorciavano i tempi di prescrizione di una serie di reati contabili a carico di dirigenti statali. Si trattava di un’azione che non esito a definire sconcia, messa in atto nell’impellenza dell’approvazione di una legge fondamentale e sfruttando la necessita’ di blindatura imposte dalla richiesta del voto di fiducia. L’autore del misfatto sembra essere il senatore Fuda, il cui viso innocente vi mostro nella foto a sinistra.
Bene. Questo e’ in linea con l’esigenza di essere diversi da coloro che hanno governato il paese nell’ultima legislatura. Sbagliare e’ umano, ma e’ necessario ammettere gli errori e correggerli. In questo senso l’azione del consiglio dei ministri, piu’ che un passo indietro, puo’ essere interpretata come una redenzione, ed in questo lettura va considerata un’azione virtuosa al confronto delle centinaia di provvedimenti adottati dal precedente esecutivo a tutela esclusiva del suo "particulare", tanto per citare il Guicciardini.
Ora l’opera andrebbe completata con la messa al bando del furbastro responsabile del colpo di mano. Ma questo e’ sicuramente piu’ difficile. Questi personaggi tengono in vita un governo che al senato gioca una finale ad ogni votazione. E’ quella real politik alla quale gli idealisti, di cui mi sento di far parte, non faranno mai l’abitudine. Turiamoci ancora una volta il naso, ormai diventato violaceo, e andiamo avanti.
E’ chiaro che quanto detto vale solo ed esclusivamente se in questo caso non sia applicabile il favor rei, principio giuridico in forza del quale l’imputato puo’ chiedere di essere giudicato con la legislazione a lui piu’ favorevole. Se cosi’ fosse, pero’, ci sarebbe da ricordare che la norma fantasma poteva essere stralciata prima del voto con un accordo di tutti i gruppi parlamentari. Accordo che e’ mancato per il voto contrario di alcuni gruppi del centrodestra, interessati a sfruttare in termini propagandistici questa assurda vicenda. La cosa e’ dubbia perche la finanziaria non e’ ancora legge dello stato, infatti non e’ stata firmata dal presidente della repubblica e non e’ ancora stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale. Non sono un penalista e quindi non esprimo giudizi.
Una cosa e’ sicura. Per fare il notista politico in questo paese, e’ necessario uno stomaco molto forte ed un’abitudine all’orrore che anche i cronisti di nera se la sognano. Non invidio chi si guadagna il pane rovistando in questa merda.

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DelleFragiliCose 4:54 pm

In una mia vita precedente mi ero messo in testa di imparare il russo. Ora questa cosa si e’ persa nelle nebbie fra migliaia di altre buone intenzioni mai giunte in porto. Pero’ mi e’ rimasto un quadernino dal quale, ogni tanto, copio qualche parola. Il titolo del post vuol dire "tredici" in russo. Non e’ per esterofilia ne’ per snobismo, e’ per aggiungere un elemento di novita’ ad una faccenda che avra’ annoiato i piu’ e che io ripropongo solo a beneficio del mio ego che, altrimenti, non avrebbe molto altro di cui crogiolarsi.
I commenti a questo articolo su LiberoBlog sono da antologia. Io sono in piena crisi depressiva e quindi dopo due o tre mi sono fermato. Chi si sente in forma puo’ tentare di affrontare il disagio psichico derivante dalla lettura. Puo’ avere effetti collaterali, da non leggere se si e’ al di sotto dei dodici anni. In caso di malore sospendere la lettura e consultare il medico.

 

Nota Sportiva: Questa volta Diabolicomarco ha preceduto la presidentessa nel comunicarmi la notizia. Anche la lettera di Liberoblog, a dir la verita’. Ma ormai, come detto in passato, sono di famiglia. Mi manca solo lo stipendio.  

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Meccanica delle Cose 8:33 am

La notizia e’ confermata. A partire da oggi, ogni giorno puo’ essere l’ultimo della vita di Saddam Hussein. La sentenza di morte per impiccagione e’ stata confermata ieri dalla corte di appello irachena. Insieme a lui va a morte il fratellastro ed una serie di altri personaggi, a detta della sentenza, implicati del massacro di Dujail.
La sentenza viene pronunciata nello stesso giorno nel quale il numero di militari americani morti in Iraq supera il numero delle vittime accertate nell’attentato alle Twin Towers dell’undici settembre 2001.
L’occasione e’ buona per tentare di tracciare un bilancio sull’intera vicenda.
Gia’ nelle prime ore successive all’attentato l’intelligence americana, la cui opera di prevenzione si era rivelata nulla, individua, a suo dire, coloro che vengono identificati come colpevoli dell’organizzazione. La situazione storica e quella emozionale erano ideali per la creazione di un grande fronte internazionale ed interconfessionale contro la politica fatta con le bombe ed il terrorismo. La cosa trova parziale realizzazione nel conflitto che vede come vittima L’Afghanistan dei Talebani. Il fronte si frantuma, invece, quando l’oggetto delle attenzioni americane diventa l’Iraq di Saddam Hussein. Alla fine della cruenta invasione, non viene rinvenuta alcuna prova del coinvolgimento iracheno nell’attentato al WTC e nessuna delle armi di distruzione di massa la cui presenza era stata motivo scatenante del conflitto.
A tutt’oggi non mi e’ nota alcuna spiegazione ufficiale del perche’ l’Iraq sia stato invaso, visto che ci sono altri paesi dove esistono conclamate dittature e che lavorano attivamente per la messa in opera di armi di distruzione di massa. Paesi per i quali gli Stati Uniti ritengono l’opzione militare non praticabile (due nomi per tutti Corea del Nord e Iran).
E’ evidente che questa specie di gaffe internazionale, unita al fatto che Bin Laden, colui che e’ ritenuto il vero regista degli attentati, non e’ mai stato catturato, ha fortemente indebolito la posizione degli Stati Uniti. A questo va aggiunta la recrudescenza dell’attivita’ terroristica che sta portando lentamente, ma inesorabilmente, le nostre citta’ a diventare delle fortezze presidiate. Quando arriviamo al punto che non e’ possibile portare a bordo di un aereo una bottiglietta di acqua minerale c’e’ da chiedersi chi stia vincendo veramente questa guerra. La liberta’ di cui l’occidente si fa alfiere e promotore, si riduce di giorno in giorno, fino all’assurdo che non e’ possibile piu’ esibire alcun simbolo religioso.
La scelta da cow boy e’ stata un errore. Lo hanno ammesso gli stessi americani quando hanno duramente bastonato il presidente nelle elezioni di meta’ mandato, lo dice, seppur utilizzando perifrasi, il nuovo segretario della difesa Robert Gates. Attendiamo che a dirlo siano anche quelli che hanno voluto che il nostro paese entrasse nel conflitto.
Di fronte ad uno scenario di questo tipo, l’esecuzione di Saddam Hussein piu’ che una condanna per le sue azioni criminali, suona sinistramente come l’eliminazione di un testimone scomodo oppure come una cieca e rabbiosa vendetta.  Recentemente si e’ spento un altro uomo al cui nome sono associati delitti terribili. Augusto Pinochet si e’ presentato al giudizio del Signore, visto che quello degli uomini e’ venuto meno. E’ significativo che per quest’ultimo la Casa Bianca non abbia scomodato i marines ne si sia mai peritata di esprimere condanne.
In questa vicenda, c’e’ una sola certezza, il nome delle vittime. Il popolo iracheno, quello delle persone che ogni giorno cercano di fare la loro vita in una nazione in balia del terrorismo e dell’incertezza. Dopo anni di terribile dittatura e dopo aver subito il tacco chiodato di un’occupazione militare, tra poco verra’ lasciato in balia del proprio destino. La guerra civile che consumera’ decine di migliaia di altre vite e’ gia’ iniziata ed attende solo la partenza dei veri sconfitti per esplodere con tutta la sua violenza.

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