La notizia e’ confermata. A partire da oggi, ogni giorno puo’ essere l’ultimo della vita di Saddam Hussein. La sentenza di morte per impiccagione e’ stata confermata ieri dalla corte di appello irachena. Insieme a lui va a morte il fratellastro ed una serie di altri personaggi, a detta della sentenza, implicati del massacro di Dujail.
La sentenza viene pronunciata nello stesso giorno nel quale il numero di militari americani morti in Iraq supera il numero delle vittime accertate nell’attentato alle Twin Towers dell’undici settembre 2001.
L’occasione e’ buona per tentare di tracciare un bilancio sull’intera vicenda.
Gia’ nelle prime ore successive all’attentato l’intelligence americana, la cui opera di prevenzione si era rivelata nulla, individua, a suo dire, coloro che vengono identificati come colpevoli dell’organizzazione. La situazione storica e quella emozionale erano ideali per la creazione di un grande fronte internazionale ed interconfessionale contro la politica fatta con le bombe ed il terrorismo. La cosa trova parziale realizzazione nel conflitto che vede come vittima L’Afghanistan dei Talebani. Il fronte si frantuma, invece, quando l’oggetto delle attenzioni americane diventa l’Iraq di Saddam Hussein. Alla fine della cruenta invasione, non viene rinvenuta alcuna prova del coinvolgimento iracheno nell’attentato al WTC e nessuna delle armi di distruzione di massa la cui presenza era stata motivo scatenante del conflitto.
A tutt’oggi non mi e’ nota alcuna spiegazione ufficiale del perche’ l’Iraq sia stato invaso, visto che ci sono altri paesi dove esistono conclamate dittature e che lavorano attivamente per la messa in opera di armi di distruzione di massa. Paesi per i quali gli Stati Uniti ritengono l’opzione militare non praticabile (due nomi per tutti Corea del Nord e Iran).
E’ evidente che questa specie di gaffe internazionale, unita al fatto che Bin Laden, colui che e’ ritenuto il vero regista degli attentati, non e’ mai stato catturato, ha fortemente indebolito la posizione degli Stati Uniti. A questo va aggiunta la recrudescenza dell’attivita’ terroristica che sta portando lentamente, ma inesorabilmente, le nostre citta’ a diventare delle fortezze presidiate. Quando arriviamo al punto che non e’ possibile portare a bordo di un aereo una bottiglietta di acqua minerale c’e’ da chiedersi chi stia vincendo veramente questa guerra. La liberta’ di cui l’occidente si fa alfiere e promotore, si riduce di giorno in giorno, fino all’assurdo che non e’ possibile piu’ esibire alcun simbolo religioso.
La scelta da cow boy e’ stata un errore. Lo hanno ammesso gli stessi americani quando hanno duramente bastonato il presidente nelle elezioni di meta’ mandato, lo dice, seppur utilizzando perifrasi, il nuovo segretario della difesa Robert Gates. Attendiamo che a dirlo siano anche quelli che hanno voluto che il nostro paese entrasse nel conflitto.
Di fronte ad uno scenario di questo tipo, l’esecuzione di Saddam Hussein piu’ che una condanna per le sue azioni criminali, suona sinistramente come l’eliminazione di un testimone scomodo oppure come una cieca e rabbiosa vendetta. Recentemente si e’ spento un altro uomo al cui nome sono associati delitti terribili. Augusto Pinochet si e’ presentato al giudizio del Signore, visto che quello degli uomini e’ venuto meno. E’ significativo che per quest’ultimo la Casa Bianca non abbia scomodato i marines ne si sia mai peritata di esprimere condanne.
In questa vicenda, c’e’ una sola certezza, il nome delle vittime. Il popolo iracheno, quello delle persone che ogni giorno cercano di fare la loro vita in una nazione in balia del terrorismo e dell’incertezza. Dopo anni di terribile dittatura e dopo aver subito il tacco chiodato di un’occupazione militare, tra poco verra’ lasciato in balia del proprio destino. La guerra civile che consumera’ decine di migliaia di altre vite e’ gia’ iniziata ed attende solo la partenza dei veri sconfitti per esplodere con tutta la sua violenza.
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Mah si uccidiamo tutti!!! In fondo siamo noi che abbiamo la Verità… Noi sappiamo tutto… Noi siamo Dio… W l’occidente e la sua sacrosanta democrazia e rispetto per la vita umana.
Occhio per occhio dente perDente…
dfc: Ciao Maubra, per fortuna che ti conosco … Aggiungi qualche emoticon. Qualcuno potrebbe prenderti sul serio. Grande
Comment by MaubrA — 27 December , 2006 @ 11:44 am
Dimenticavo… Lo stato Italiano si è opposto all’ esecuzione… Oggi e solo oggi, puoi chiamare i “governanti” con i loro veri nomi.
dfc: si oggi posso dire che D’Alema ha detto che l’Italia era contraria.
Comment by MaubrA — 27 December , 2006 @ 11:46 am
Non soltanto Saddam è un criminale e genocida, ma in mesi e mesi di processo PUBBLICO ha avuto infinite occasioni di parlare, quindi quale “testimone scomodo” ?!
Odiamo gli americani, okkei (???), siamo contro la pena di morte, benissimo ma per favore non mettiamoci di mezzo uno degli Hitler del XX secolo
dfc: deve essere stato muto come un pesce, qui non si e’ saputo nulla. Qui nessuno odia gli amercani, okkei? Fa piacere essere chiamato sciocco di tanto in tanto. E’ una novita’.
Comment by Povero sciocco blogger di sinistra — 27 December , 2006 @ 12:04 pm
C’è un solo commento da fare,quello che si fa da secoli: VAE VICTIS.
dfc: vero.
Comment by luigi — 27 December , 2006 @ 12:06 pm
Sono assolutamente contrario alla pena di morte, personalmente lo lascerei marcire in carcere in mezzo al deserto. Testimone scomodo… mah mi sembra azzardato affermarlo, cmq tutti i capi di stato o dittatori lo possono essere, o sbaglio?
dfc: puo’ darsi che tu abbia ragione. sul fatto della testimonianza ricorda che Saddam e’ stato alleato degli americani e sa bene quali sono gli appoggi che ha ricevuto
Comment by Liborio — 27 December , 2006 @ 12:06 pm
mi piacerebbe che chi ricorda Hitler ricordasse anche diecine di dittatori peggiori di lui,ma hanno vinto e quindi non sono dittatori sanguinari,ma benefattori e accolti con gli onori e quindi non si nominano e non si assimilano, ma vengono intenzionalmente “dimenticati”.Questa è la giustizia degli uomini.
dfc: Chissa’ chi governa in Pakistan in questo momento.
Comment by luigi — 27 December , 2006 @ 12:10 pm
Le colpe degli altri non lavano quelle di Saddam. Male che gli altri, se sono criminali, non siano stati puniti. Benissimo che sia punito il criminale Saddam.
E inoltre. Male (anche per me) la pena di morte, ma ciò non toglie che Saddam è un GE-NO-CI-DA, assassino e criminale
dfc: per questo signore siamo tutti sciocchi. Genocida e’ una parola che non necessita ne’ il maiuscolo ne’ la compitazione. E’ gia forte. Inoltre assassino e criminale, rivolti ad un genocida, sono superflui
Comment by Povero sciocco Luigi — 27 December , 2006 @ 12:25 pm
Lavori forzati a vita, non pena di morte.
dfc: a vortex piace non sprecare nulla
Comment by Vortexmind — 27 December , 2006 @ 2:39 pm
Sono contro la pena di morte ma comprendo la necessità degli iracheni di avere il loro piazzale Loreto.
Non possiamo pretendere che gli altri impararino dai nostri errori. Dovremmo prima capirci qualcosa noi stessi.
Inoltre la “democrazia” che gli americani hanno “esportato” in Iraq prevede la pena di morte.
Non è quindi barbarie, è Giustizia.
Se veramente esiste una cultura europea dov’è?
Che Malema si dichiari contro la pena di morte oggi non mi fa nè caldo nè freddo.
dfc: Simpatico Malema … ma lo devi scrivere in minuscolo. Comunque dall’altra parte dell’aula non arriva nulla, Hanno perso interesse per l’Iraq
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 27 December , 2006 @ 2:53 pm
Forse la morte è troppo facile, ci vorrebbe il carcere a vita rinchiuso dentro ad una cella buia a pane e acqua tutto il giorno.
E’ giusto che paghi quanto ha commesso.
dfc: e’ un opzione possibile. Ma ci vorrebbe anche il bavaglio
Comment by Fantedicuori67 — 27 December , 2006 @ 3:48 pm
Una sola dolorosa e ovvia considerazione: conflitti, massacri, processi,sentenze, condanne partoriscono solo scenari da apocalisse e domande spesso senza risposta.
Non so se rassegnarmi o continuare a fare l’unica cosa possibile: cercare di vivere ed educare al rispetto, al dialogo ed alla tolleranza. Senza tuttavia dimenticare il concetto di “responsabilità”. Nostra e altrui.
Il resto è, come direbbero i signori della guerra, al di là della nostra “gittata”.
dfc: Miriam, il futuro lo costruiamo tutti. Quello che oggi ci sembra al dila’ della nostra gittata, puo’ diventare a portata di mano. Bisogna iniziare a camminare, altrimenti non si arriva mai.
Comment by miriam — 27 December , 2006 @ 3:54 pm
dovremo forse capire che ormai la parola “democrazia” è un alibi con il quale si camuffa avidità di potere e ricchezza, perchè altrimenti non si spiegherebbe l’appoggio dato da precedenti amministrazioni americane (e non solo) a regimi che hanno garantito stabilità economica e politica mentre venivano compiuti abomini pari a quelli di hitler o di Hussein. Nessuno si permette di sostenere o difendere Saddam e il suo regime e’ solo che è riscontrabile una enorme, gigantesca ed indifendibile incoerenza!
La parola che ormai regola qualsiasi intervento o azione è, a mio avviso: tornaconto. nessuno fa niente per niente e si accettano situazione altrimenti inaccettabili, in virtù di vantaggi quasi esclusivamente economici.
Relativamente alla questione di ammissione dell’errore, questo è forse possibile negli USA, dove ad appoggiare la scelta interventista c’era una larga fetta di opinione pubblica (come si dice: mal comune mezzo gaudio). In Italia l’opinione pubblica, smentitemi se sbaglio, è sempre stata contraria (vi ricordate che alle manifestazioni contro il sostegno italiano all’attacco in irak sono scese in piazza circa 3 milioni di persone ma sono state beatamente ignorate? qualche mese fa, a detta degli organizzatori, hanno manifestato lo stesso numero di persone e questo, secondo chi ha coordinato la manifestazione, testimoniava la compattezza dell’Italia intera contro l’attuale maggioranza e le sue scelte. Dove stava la differenza? forse tre milioni di oggi sono un campione più rappresentativo di tre milioni di qualche anno fa?). quindi nessuna scusa e nessun rimpianto. quello lasciamolo a chi ha il coraggio di ammettere i propri errori.
come si risolverà la crisi irakena? questo è il vero problema. a saperlo, farei lo statista e non sarei in ufficio a lavoro oggi. secondo me, non ci sarà soluzione all’irak fintanto che non si troverà un’altra urgenza con la quale riempire le pagine dei giornali e lasciare che questa cada nell’oblio, quando sarà più facile sedarla con mezzi meno leciti, lontano dai occhi testimoni. Oppure lasciamo che sia la naturale conseguenza delle azioni umane a portare a compimento il tutto, nel modo giusto o sbagliato che sia. Tanto tra un po’ ritornerà qualcuno a dire che vuole sistemare le cose esportando qualche altra bella parola.
dfc: Dario, la tua analisi e’ brillante e il paragone tra le manifestazioni e’ molto significativo. Ho poco da aggiungere. Probabilmente l’uscita degli americani dall’Iraq precipitera’ il paese in un conflitto regionale che potrebbe portare l’attuale stato ad una suddivisione in zone d’influenza tra i vicini. Non dimentichiamo anche la Turchia, ansiosa di estendere la sua influenza sulle regioni curde dell’Iraq per meglio controllare le proprie.
Comment by dario — 27 December , 2006 @ 4:23 pm
dire che le colpe degli altri non diminuiscono quelle di saddam è una bestialità:le colpe sono tutte uguali a parità di gravità.Altrimenti parliamo di politica e non di giustizia .La giustizia DEVE essere uguale per tutti la politica decisamente no.
dfc: la giustizia “dovrebbe” essere uguale per tutti. Purtroppo, come dicono gli americani, is going to be true
Comment by luigi — 27 December , 2006 @ 4:23 pm
Ma come si fà a dire se è giusto o meno uccidere una persona. Lui ha ucciso tante donne e bambini senza pietà, quindi secondo la giustizia umana va ucciso anch’esso.
Ma secondo me varrebbe la pena di lasciarlo in vita e far sì che la sua coscienza lo logori piano piano.
Se lo uccidiamo andrebbe solo a far contento il diavolo. Poi per carità meglio dentro una cassa di legno che libero.
dfc: beh, queste almeno sono idee chiare
Comment by Alberto — 27 December , 2006 @ 4:46 pm
chi è senza peccato scagli la prima pietra.
non voglio difendere nessuno ne tanto meno condannare alcuno.
ma siamo sicuri che tutto quello che ci danno da bere in televisione corrisponde a verità ?
dfc: se posso dire la mia: no, non siamo affatto sicuri
Comment by vitoriotdg0 — 27 December , 2006 @ 5:02 pm
La bestialità è tua, povero sciocco Luigi.
Tu dici - ma te ne accorgi ? - che se non riusciamo a prendere e punire tutti allora non va punito nessuno.
Ma dove vivi ?
“Qualcuno” è meglio di niente.
Inoltre ! Mentre diversi di quelli cui ti riferisci tu, che sei probabilmente molto in sintonia con il povero sciocco Dario qui sopra, è almeno DUBBIO che siano colpevoli, Saddam lo è certamente.
Poi, che sia morte, carcere a vita, esilio in un’isola deserta o altro tocca alla legge irachena dire.
dfc: questo signore, oltre che a essere l’unico qui a non essere sciocco, e’ anche ricco di certezze. beato lui
Comment by Povero sciocco Luigi — 27 December , 2006 @ 5:02 pm
Vorrei sapere chi si è opposto contro i massacri fatti da Saddam, perciò in certi casi, come questo è giusto, anche condannato all’ergastolo rimarrebbe un….. povero martire.
dfc: te lo dico io. Quando faceva guerra all’Iran non si opponeva nessuno se usava le armi chimiche, anzi veniva anche rifornito
Comment by Silvo Trieste — 27 December , 2006 @ 6:16 pm
ma certo!!!NON CI ERA MAI ARRIVATO NESSUNO! poverino saddam accusato di distruzione di massa…ma che cose!secondo me è sotto sotto ci sono gli americani che vogliono togliere di mezzo un TESTIMONE SCOMODO!
dfc: puo’ darsi
Comment by Matrix — 27 December , 2006 @ 10:20 pm
Non credo mai che la morte possa portare la redenzione ma solo maggiore odio. La guerra in Iraq doveva portare democrazia, però ogni giorno muiono decine di civili innocenti, come mai?
dfc: d’accordo sulla prima affermzione. Purtroppo non ho risposte per la domanda
Comment by Ultime-Notizie.eu — 28 December , 2006 @ 3:27 am
non credo che nessuno obietti il fatto che saddam sia stato giudicato (forse la pena di morte è eccessivva perchè potrebbe rinvigorire qualche focolaio). ciò che io (idealista?) non riesco ad accettare è che saddam venga giustiziato mentre Zenawi in Etiopia venga addirittura definito un Leader Amico da Blair in un suo recente articolo pubblicato sul corriere. E non ci sono dubbi sul fatto che il suo governo sia una dittatura che si basa anche su massacri simili ( non per esposizione sui media) a quelli compiuti da saddam (che poi è troppo cinico fare differenza tra massacro e massacro contando il numero dei morti). questo, per me, è l’incoerenza che non può essere accettata.
dfc: e’ fin troppo vero. Dario, ultimamente stai facendo degli interventi veramente interessanti. Complimenti
Comment by dario — 28 December , 2006 @ 9:34 am
Giustamente affermi che la giustizuia DOVREBBE essere uguale per tutti perchè fai una costatazione di eventi purtroppo di non giustizia.quindi trai giustamente delle conclusioni in base a fatti avvenuti.io invece ho detto e ripeto che la giustizia DEVE essere uguale per tutto,mentre è la politica che non dovrebbe ma si sostitisce, molto spesso, alla giustizia e ti fa dire dovrebbe.E’ un giro di parole,ma il concetto credo di averlo chiarito.
dfc: Si ora e’ piu’ chiaro ed anche condivisibile
Comment by luigi — 28 December , 2006 @ 11:11 am
Io penso che bush,dato che esistono il Iraq prevalentemente due grosse fazioni:sunniti e shiiti, voglia accontentare la fazione anti-Saddam per cercare di avere un appoggio e forse un ritiro onorevole.Illusioni? Forse.
dfc: e’ possibile. D’altra parte c’e’ anche una grossa sproporzione numeruca tra le fazioni a vantaggio di quella antisaddam, se non sbaglio
Comment by luigi — 28 December , 2006 @ 11:44 am
Su ” La stampa” di oggi leggo che “Human Rights Watch”,dopo 10 mesi di osservazione, dichiara nullo il processo a Saddam per “gravi irregolarità”. Una nota di encomio a chi, come Amnesty International, NONOSTANTE TUTTO, tiene un occhio su queste cose, anche se riguardano un dittatore sanguinario che si sente pronto per indossare l’abito del martire.
dfc: Miariam, se per avere ragione stravolgiamo i principi in nome dei quali lottiamo, abbiamo perso prima di cominciare. E’ questo il motivo per il quale solo la coerenza conduce alla vittoria
Comment by miriam — 28 December , 2006 @ 6:29 pm
Riguardo la pena di morte di Saddam sono pienamente con te. E’ una zozzeria. Del perchè gli USA hanno attaccato l’Iraq, non ci crederai, ma la motivazionec’è, ma come al solito, per queste cose, meglio che ti scrivo in privato.
Ciao:D
dfc: Grande Chris. Se e’ un segreto non lo voglio sapere, i servizi segreti americani mi fanno paura con il loro vizio di prelevare le persone con i camioncini e farle sparire nel nulla. Preferisco scaramella, con quello al massimo si finisce in salumeria a farsi un panino con i puparuoli
Comment by Chris — 28 December , 2006 @ 7:23 pm
Io sono contro la pena di morte, ed il fatto che a decretarla sia l’Iraq democratico non cambia di molto la mia posizione. Meglio spaccare le pietre a vita. Per quanto riguarda gli usa non è un segreto bastava ti fossi letto tutto il possibile riguardo la politica estera sui giornali, riviste e think thank di mezzo dal 9/11 in poi e magari avessi fatto 4 chiacchere con chi sa più di te riguardo la politica estera americana. Non c’è CIA che tenga è tutto molto chiaro invece, e ti dirò di più, io appoggio, e lo sai, l’attacco all’Iraq.
dfc: che ti devi dire Chris, se per capire perche’ bisognava attaccare l’Iraq bisognava studiare tanto e parlare con i bene informati, vuol dire che la motivazione non l’hanno spiegata bene
Comment by Chris — 28 December , 2006 @ 8:57 pm
non capisco perchè ci si scandalizzi tanto sulla condanna a morte per Saddam.Ma il processo di Norimberga fu la stessa cosa il lupo (USA) perde il pelo ma non il vizio.Anche allora furono i vincitori a processare i gerarchi nazisti (vinti).Anche Brenno disse “vae victis” ai tempi dei romani.La storia purtroppo si ripete sempre nei suoi lati peggiori..
dfc: se ne parla nella speranza che le cose cambino, se non per noi per i nostri figli o nipoti
Comment by luigi — 29 December , 2006 @ 12:11 pm