La notizia, in tutta la sua crudissima essenza, la potete leggere qui. La riassumo. Sembra che una signora sia giunta al pronto soccorso di un ospedale palermitano in preda ad un attacco cardiaco e sia stata lasciata in attesa per cinque ore, dopo le quali, un ultimo attacco l’ha uccisa mentre sedeva ancora nella sala d’aspetto del pronto soccorso.
A quanto pare il caso della persona morta a Palermo dopo sette ore di ambulanza non era un’eccezione. Ne scrissi con rabbia e violenza in questo articolo. Eppure, che la situazione della sanita’ in Italia non sia buona anzi che sia veramente pessima, deve essere un fatto che e’ gia’ arrivato all’attenzione della nostra classe politica. Per il capo dell’opposizione, quello che fino all’altro ieri era il padrone indiscusso di questo paese e che anche oggi ha la sua bella posizione, la situazione e’ chiara. Se si tratta di farsi operare si vola a Cleveland. Suona anche un po’ ridicola quella frasetta di brodi che dice: "Caro silvio, torna presto". Non ti preoccupare brodi, silvio e’ tornato. Ora, sempre se non ti dispiace, vogliamo pensare anche agli altri 59 milioni di italiani? Oppure dopo che silvio e’ tornato e sta bene noi possiamo anche tutti morire in ambulanza o nel vestibolo di un pronto soccorso?
Io ci sono stato in un pronto soccorso, abbastanza recentemente. Ci arrivai che stavo tirando le cuoia, ma ero lucido abbastanza da scriverci su un articolo. L’italia che silvio ci mostra nei suoi sceneggiati televisivi e quella che brodi racconta in conferenza stampa non esistono. La realta’ e’ che in questo paese chiamarsi in un modo o in un altro, appartenere o meno a un clan, fa la differenza nel trovare lavoro, nello svolgere pratiche al comune, nell’avere il parcheggio riservato e spesso, anche tra la vita e la morte.
brodi e ubellusconi nonostante le macchiette che fanno in pubblico sono dello stesso clan. A loro non capitera’ mai di trovare sbarrata la porta di un pronto soccorso o di farsi un giro turistico di sette ore in ambulanza. E’ per questo motivo che noi cittadini di questo paese tribale dobbiamo smetterla di comportarci come tifosi sugli spalti di un campo di calcio. Stupidamente ci prendiamo a botte mentre 22 miliardari tirano calci ad un pallone e la sera si portano a letto le veline (leggi qui, e’ importante). Se noi decidessimo di dire basta e uscire dallo stadio, rimarrebbero li’ come dei coglioni. E per la prima volta sarebbero veramente loro stessi.
Mi spiace per i figli di quella donna. Se fosse accaduto a mia madre, oggi sarei in carcere.
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francamente, non capisco: un PS è, per definizione, aperto 24h/24h
i codici di priorità, dal bianco al rosso, si stabiliscono all’interno della struttura ospedaliera: se non hai nulla aspetti millanta ore e paghi la prestazione, se sei come la signora ottantenne finisci senza soste intermedie in terapia intensiva
suonare il campanello? io trasecolo, davvero
“ci ha detto che aveva dolori in tutto il corpo”? :ma siamo nel Ruanda Burundi?
dfc: intuisco (lo avevo gia’ fatto prima per la verita’) che tu sedi donna del mestiere. Nessuno meglio di te puo’ dare un giudizio. E’ vero, me la sono preso con i politici, ma da professionista mi sento di dire che qualcosa non va anche a livello operativo. E’ vero che certi lavori fanno fare il callo, pero’ …
Comment by evacarriego — 29 December , 2006 @ 7:11 pm
Non capisco come possano aver aspettato 5 ore lì fuori… suonare il campanello?
Bisognava buttare giù la porta.
dfc: non so Marco. Questa e’ come ce la racconta il giornale. Chissa’ che e’ successo veramente. Anche io credo che non sia possibile che sia andata giu’ cosi’ liscia
Comment by Splendid Mark AKA diabolicomarco — 29 December , 2006 @ 9:43 pm
Come funzioni il ps di palermo non lo so, in quello dove lavoro io in emilia mai nessuno e’ morto in sala d’attesa. Chi staziona in sala d’attesa e’ chi richiede prestazioni di minore urgenza. Purtroppo a volte l’anamnesi (raccolta delle informazioni sanitarie) non e’ facile. Si ha a che fare con persone in genere prevenute, che gia’ a traige sono indispettite perche’ sanno che aspetteranno tanto. Io dico sempre che chi aspetta e’ piu’ fortunato di chi subito viene visitato. Nel ps dove io opero gli ambulatori attivi sono due ma le persone in attesa a volte sono 15/20 quindi viene da se che qualcuno deve aspettare. Se tutti collaborassimo le cose andrebbero meglio di certo. Garantisco che glio operatori del settore si danno parecchi da fare; interi turni senza bere un bicchiere d’acqua o espletare i propi bosogni fisiologici per poi avere sempre critiche catastrofiche non sono certo un incentivo a migliorare.Purtroppo le persone muoiono anche in ps, indipendentemente da'’impegno degli operatori. Nel caso della signora nulla so se non che aveva un malessere non meglio sepcificato, che era cardiopatica (come piu’ o meno tutti gli anziani) e aveva ott’ant’anni. Allora mi chiedo, siamo propio certi che sia morta per colpa degli operatori di quel ps ?
dfc: no io non sono sicuro. Mi sono limitato a leggere l’articolo e a dare la colpa ai politici. Pero’ se le cose stanno come le hanno raccontate allora la colpa e’ anche di quelli degli operatori del pronto soccorso. Non sono un medico ma credo che la valutazione delle pririta’ rientri nelle manssioni di chi fa medicina d’urgenza. Imporre 5 ore di attesa ad una cardiopatica con sintomi da infarto, se le cose stanno veramente cosi’, e’ stato un errore gravissimo. Poi c’e’ la responsabilita’ della politica che mette poche persone con mezzi inadeguati a fare praticamente ambulatorio oltre che pronto soccorso, ma questo vale sempre, non solo in questo caso. Grazie per la tua testimonianza. Sentire le cose da una che fa questo lavoro ha tutto un altro valore
Comment by giuliana — 30 December , 2006 @ 5:35 am
Il buon Bertinotti, tanto per non smentire la sua fede comunista e vicina al popolo si e’ fatto operare in una delle cliniche private piu’ esclusive e care d’Italia. Grazie compagni!!!!!
dfc: perlomeno i Papi si servono al Gemelli. La classe non e’ acqua
Comment by misterx — 30 December , 2006 @ 11:27 am
Mi trovo abbastanza d’accordo con giuliana…
Alla asl dove lavoro io abbiamo solo un primo soccorso e tra qualche tempo avremo una postazione del 118; per ora non arriva praticamente nessuno con urgenze ma anche a noi operatori del cup capita di fare l’intero turno “senza bere un bicchiere d’acqua o espletare i propri bisogni fisiologici per poi avere sempre critiche catastrofiche” pur non avendo direttamente a che fare con la vita delle persone.
Posso capire che medici e infermieri siano sempre sotto accusa perchè se muoiono delle persone sono i primi con i quali potersela prendere ma è anche vero tutto quello che dice giuliana sull’affluenza al ps e su malesseri non meglio specificati.
Purtroppo una persona è morta e questo, mentre si attende di essere soccorsi, non dovrebbe succedere…
Forse è proprio come dice giuliana: “Se tutti collaborassimo le cose andrebbero meglio di certo.”
dfc: bisogna approfondire la questione, ma la responsabilita’ politica c’e’ comunque
Comment by spes74 — 30 December , 2006 @ 12:13 pm
Il problema è l’organizzazione di fondo della sanità pubblica. I nostri PS sono pieni di pazienti che ci vanno solo per non aspettare due settimane la visita di uno specialista ambulatoriale. Mancano le strutture sul territorio che facciano filtro (esempio i consorzi di medici di base che garantiscano una reperibilità, anche telefonica 24 h su 24), e noi Italiani siamo dei gran maleducati, sempre a voler fare i furbi. Il 90% delle visite nei PS sono a “furbi” che vogliono saltare le code, e si arrabbiano se arriva qualcuno che sta male davvero e viene fatto passare avanti. E infine, dall’altro lato, come operatore del settore devo anche dire che il “posto fisso” per un operatore sanitario è una disgrazia, che riduce in molti la “voglia di lavorare” e la empatia con i pazienti
dfc: certo alcuni sono dei “furbi” ma altri forse sono esasperati dalle attese. Se un canale non funziona se ne apre un altro. Come gia’ detto, problema politico
Comment by Francesco — 30 December , 2006 @ 5:06 pm