Ieri conferenza stampa del presidente del consiglio dei ministri. Siccome quello di cui ha parlato, seppure a noi non interessa, finira’ per interessarsi di noi, facciamo qualche riflessione.
La prima cosa che colpisce e’ la reazione adirata del capo dell’opposizione che si adonta perche’ ritiene sleale il fatto che l’attuale situazione economica, piuttosto cattiva per la verita’, venga attribuita all’inefficienza dell’operato del suo esecutivo. Come non comprenderlo. Lui, uomo di stile ineffabile, dalla cui boccuccia santa non e’ mai uscita nemmeno una sola parola di deprecazione per la parte avversa. Lui, che nei confronti della sinistra italiana e’ sempre stato avversario fermo ma corretto. Lui, che e’ stato l’unico della storia repubblicana ad aver avuto la possibilita’ di guidare un governo per un’intera legislatura con una maggioranza larghissima. Lui, che per cinque lunghissimi anni ci ha frullato gli attributi virili con la storia del buco di 35.000 miliardi lasciato dal governo precedente, tirato in ballo ad ogni pie’ sospinto fra l’approvazione di una legge ad personam ed un’altra. Che pena. E pensare che e’ convalescente da un grave intervento cardiaco. Bisognerebbe avere un po’ piu’ di cautela.
Ma lasciamo da parte le stupidaggini, che da quella bocca sono sempre piovute copiose e veniamo ai fatti. L’agenda del governo per l’anno prossimo, sempre che non venga un coccolone a scalfaro e l’influenza alla Montalcini e’ la seguente:

Pensioni: saranno felici gli intervistati del sondaggio di cui ho parlato qualche giorno fa. Si mette mano alle pensioni per l’ennesima volta. Veniamo pero’ rassicurati. La mazzata pesante ce l’hanno gia’ data i governi amato, dini e prodi 1. Adesso si trattera’ solo di un aggiusto. Anche perche’ la sinistra radicale non e’ favorevole a norme punitive per chi va prima in pensione ma solo a norme incentivanti per chi resta al lavoro. Aggiungo un dato che conosco io. La differenza tra quanto viene erogato dallo stato e di quanto riceve in contributi e’ del 38% in passivo. Il che vuol dire che l’aggiustatina non bastera’ ad evitare che in futuro non ci saranno piu’ soldi per le pensioni e che qualcuno rimanga con il cerino in mano.

Eutanasia e coppie di fatto: Qui la posizione del presidente del consiglio e’ ferma e decisa. Contrario all’eutanasia ma anche all’accanimento terapeutico. Analoga fermezza per le unioni civili: sarebbe un bene se ci fosse una larga convergenza. Si e’ dimenticato di aggiungere che il mare e’ blu, ma non sempre e che d’inverno fa freddo, pero’ ogni tanto no.

Liberalizzazioni: Si proseguira’ nella furibonda battaglia che ha visto il governo impegnato nei primi giorni del suo mandato, oggetto di uno dei miei primi articoli. Ora che le nostre citta’ sono affollate di taxi, i supermercati traboccano di medicinali a sconto e avvocati e notai si pagano a cifre da colf rumena, tocchera’ alla lobby dei piastrellisti e alla corporazione dei carrozzieri.

Tasse: Sembrerebbe che l’anno prossimo diminuiranno di 500 milioni. La diminuzione sara’ sempre piu’ sensibile man mano che gli evasori si decideranno, a questo punto di propria sponte, a pagare le tasse. Attendersi che senza un’azione militare chi evade le tasse in questo paese inizi a pagarle, ha probabilita’ equivalenti a quelle che a vincere il prossimo Sanremo sia la coppia Peter Pan-Biancaneve.

Si e’ spesa ancora qualche chiacchiera per il rapporto governo/confindustria, missioni all’estero e partito unico. Poi tutti sono corsi al buffet.
Insomma, ancora una volta si e’ persa l’occasione per dire qualche parola su questioni fondamentali (vedi questo mio articolo e questo). Legge elettorale, lotta all’evasione, lavoro precario. Sembrano essere temi troppo difficili da affrontare, anche se si possiede un’oratoria tranquillante e soporifera come quella del nostro presidente del consiglio. 
L’impressione e’ che ci si contenti del pareggio e che si sia iniziata a fare una bella melina destinata a portarci al 90° senza subire gol. Secondo me la situazione e’ tale che il pareggio non basta. Siamo in piena zona retrocessione e se non si prende il coraggio a due mani e si inizia a tentare di vincerle le partite, non pareggiarle, ci tocca quello che i giornalisti sportivi chiamano l’inferno della serie B. E dalla serie B non si risale facilmente, a meno che non ti chiami Juventus. Un attimo, ma montezemolo non ha a che fare anche con la Juventus? Vuoi vedere che …

(si sono utilizzate come fonti gli articoli sull’argomento di  Repubblica on Line e  del Corriere della Sera on line)