Le prime pagine di stamattina dei giornali on line, sono ancora dominate della morte di Saddam Hussein. (La Repubblica, Il Corriere della Sera, L’Unita’, il Giornale).
Tutti, ma proprio tutti, a mostrare i filmini degli omini col cappuccio che impiccano il vecchio col cappotto e le fotine del corpo avvolto nel sudario bianco. Veniamo informati anche sul luogo e sulle modalita’ di sepoltura. Un’informazione ad ampio raggio e veramente completa.
Peccato che del periodo di prigionia di Saddam e di quanto abbia detto al suo processo non e’ giunta alcuna notizia. Qualche foto in mutande, un’altra con il barbone di due mesi e qualche dichiarazione dell’avvocato difensore. Nessuno a chiedersi cosa avesse da dire quell’uomo, nessuno ad indignarsi perche’ l’accesso alla sue dichiarazioni era, di fatto, impedito.
In compenso ci viene comminato il festival della necrofilia in tutto il suo splendore. E’ evidente che gli chef dell’informazione sono specializzati nel trattamento dei cadaveri e con tale materia prima cucinano i loro piatti migliori. L’approfondimento, la cronaca, l’informazione sui fatti, sono materia troppo vile per questi artisti e non si sprecano a prenderla in considerazione.
Intanto Saddam ha l’inattesa soddisfazione di essere un cadavere molto telegenico e rete e televisioni si cibano a dismisura della sua immagine.
Cosi’, le migliaia di persone morte per mano di questo assassino, sono seppellite per sempre. Con Saddam, che sicuramente non era un mago del fai da te, vengono seppelliti i nomi dei suoi complici occidentali, le politiche di favore quando usava i gas contro l’Iran ed il silente ma efficace plauso di alcuni stati afflitti dallo stesso problema, quando sterminava i curdi col DDT. Questa gente, pero’, nei filmini e nelle fotine non si vede. Saranno gli omini col cappuccio?