Delle Fragili Cose

DelleFragiliCose28 January , 2007 8:10 am

Care lettrici e cari lettori,

ho fatto il punto sul lavoro svolto nei quattro mesi nei quali sono stato qui con voi ed ho capito che il mio compito, almeno relativamente a questa modalita’ di svolgerlo, e’ stato portato a termine. Continuare non e’ utile e darebbe l’impressione di indulgere in un’autocelebrazione che e’ estranea alla mia natura. Queste pagine rimarranno in linea ancora per una settimana (*). Chi vuole copiare qualche articolo che gli e’ piaciuto particolarmente, puo’ usare questo tempo per farlo. Le persone che hanno inserito il mio indirizzo nelle loro pagine, sono avvisate. I commenti sono stati disabilitati.
Solo scomparendo nello stesso modo con il quale sono comparso, voi avrete la certezza che cio’ che vi ho detto veniva dal cuore e non era frutto di calcolo. Vi prego di considerare l’aspetto lieto della situazione. Potrete dire finalmente di aver incontrato una persona che non vi ha chiesto nulla e ha dato senza risparmiarsi.
Sono certo che in qualcuno che e’ passato di qui il seme della consapevolezza ha attecchito. Forse qualche pianta germogliera’ e se ci saranno frutti, ne beneficeremo tutti.
Io continuero’ il mio compito in un altro luogo, con un altro nome e con obiettivi diversi. Siate pur certi che per quanto non sempre visibili, dieci, cento, mille DFC come me lavorano pacificamente perche’ certe idee non vengano dimenticate e la liberta’ di esprimerle resti tutelata. Sappiate solo essere degni di tanta dedizione e sacrificio individuale. Non sprecatelo.

Arrivederci in un luogo di luce.

 

(*) Ho cambiato idea, le pagine rimangono on line.

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DelleFragiliCose27 January , 2007 6:39 pm

 

Molte cose sono state dette e tante sono state fatte. Il cammino, per quanto lungo, e’ quasi giunto alla conclusione. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo piaciuti. Le nostre mani si sono strette in amicizia. A lungo le nostre voci si sono confuse nel buio della notte nella quale viviamo. Non e’ stato necessario condividere le conclusioni, e’ stato sufficiente accordarsi sul metodo. Perche’ e’ il metodo che differenzia l’agire civile dalla barbarie.
Sapere che ci siamo e’ di conforto per tutti. Essere certi che qualcuno di noi sta parlando ai suoi figli della luce e del giorno, e’ segno di speranza. Le mani sono forti, ma i palmi rimangono aperti in segno di pace. Chi possiede la forza della ragione non ama servirsi del maglio. E ora, quando le nostre vite divergeranno di nuovo verso destinazioni diverse, porteremo dentro ciascuno, qualcosa dell’altro. Perche’ le idee contaminano come le infezioni virali e, magari dopo mesi, conducono a febbre cocente.
Sentiremo molte parole. Qualcuno si fermera’ ad ascoltare. Altri proseguiranno perche’ le hanno comprese e ne hanno percepito l’intrinseca devianza. Alla fine tutti sentiremo il desiderio di sederci e riposare. L’importante e’ che il sonno ci colga nella consapevolezza serena di non aver mai tradito noi stessi.

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Fisica del Vuoto 7:47 am

 

Dopo un periodo di sana decompressione decido di tornare a leggere di certe cose. Per fortuna l’approccio che utilizzo e’ scientifico e distaccato. Pervenire alla conclusione che l’universo e’ perfetto nei suoi meccanismi e nei suoi fini, mi ha riconciliato con me stesso.
Quando leggo che qualcuno dichiara che portera’ cinque milioni di persone in piazza per difendere i diritti di tutti i proprietari di televisioni di questo paese, la mia serenita’ inizia a vacillare di nuovo. Ma e’ solo questione di un secondo. E’ meglio analizzare la cosa come se fosse un banale problema di fisica classica.
La prima cosa da chiedersi e’ se esistono cinque milioni di soggetti utili in Italia. Infatti, in assenza di massa critica, la reazione non sarebbe possibile. Sommando il numero di persone che sono disposte a prendersi a botte allo stadio, quelli che si ciulano 3 ore di pubblicita’ per vedere le tette di una del grande fratello, quelli che pensano che Lapo sia un grande imprenditore, quelli che sono convinti che quello di tette 4 sia un telegiornale, quelli che vespa e’ un grande giornalista, quelli che io non pago le tasse perche’ sono troppo alte, secondo me andiamo pure oltre.
Una volta preso atto dell’esistenza del cumquibus, scientificamente ci si deve chiedere se la materia prima si presta ad essere plasmata dal Demiurgo affinche’ l’esperimento si realizzi.
Anche a questo quesito la risposta e’ si. La nutrita classe sociale dei proprietari di televisioni e’ tradizionalmente molto amata in questo paese. Ognuno di noi ne conosce qualcuno. Spesso e’ un nostro amico. Ogni giorno ne incontriamo qualcuno per strada mentre, di mattina presto e senza nemmeno aver preso il caffe’,frettolosamente va ad accendere gli impianti di trasmissione per fare in modo che la nostra giornata sia allietata da buonedomeniche e posteperte. Se si fosse trattato di scendere in piazza per protestare contro il lavoro precario, contro l’evasione fiscale o per difendere la sanita’ pubblica, non ci avrei creduto che cinque milioni di persone avrebbero trovato il tempo e la voglia di farlo. Ma per difendere la classe bistrattata e negletta dei poveri proprietari di televisioni, di quei centinaia di migliaia di nostri connazionali che con  il loro lavoro discreto e misconosciuto, producono la sbobba con la quale affogare il nostro cervello, allora si. Io credo che sia possibile che cinque milioni di italiani scendano in piazza. Ed il cuore mi si riempie di gioia, perche’ sento che questo paese e’ ancora pronto a rispondere alla chiamata della battaglia dell’ideale, a schierarsi al fianco dei suoi cittadini piu’ deboli e difenderli dalle leggi stataliste e liberticide dei comunisti. Proprietari di televisioni, non temete. Per difendere i vostri diritti calpestati non cinque, non dieci, ma venti milioni di italiani sono disposti a fare barricate, perche’ anche se voi siete solo quello che siete, la coscienza sociale e l’amore per i deboli sono parole che ancora hanno un senso in questo paese. 

Nella foto Anza Reporters l’ultimo corteo organizzato dai proprietari di reti televisive.

 

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Meccanica delle Cose26 January , 2007 9:04 am

Immaginate di far parte della prima spedizione scientifica su Marte e di trovare un manufatto alieno. Supponiamo che non si tratti di un meccanismo banale, ma di una macchina complessa con centinaia di parti meccaniche ed elettroniche. Facciamo finta che sull’involucro ci sia un’elica e, sopra, un grosso bottone verde. Dopo aver collegato la macchina ad una fonte di energia idonea ed aver azionato il bottone, vi accorgete che l’elica non gira. Potete concludere che la macchina non funziona? La risposta è no. E dovete sperare di non doverlo venire a sapere dai vostri colleghi rimasti in orbita sulla nave madre che risulta essere stata colpita da un raggio verde di potenza inusitata. L’errore che e’ stato compiuto è quello di aver cercato di interpretare un fenomeno sulla base di pregiudizi culturali e di non essere stati in grado di compiere un esame obiettivamente scientifico. In pratica voi supponevate già di lavorare su un ventilatore e avete cercato di interpretare la macchina partendo dal suo fine ultimo e non dal suo effettivo funzionamento. Quello di identificare un sistema tramite la sua supposta funzione è un classico errore di approssimazione che conduce a sbagli grossolani. Un esempio di più immediata comprensione è quello del computer. Per uno che non ne riconosce la funzione e ha freddo, il computer è una stufa, anche se non particolarmente efficiente.

Il mondo nel quale viviamo è perfetto. L’asserzione deriva da un’osservazione condotta senza l’inutile influenza di pregiudizi culturali. Tutto è regolato dalla massima efficienza e i singoli elementi che compongono il sistema sociale ed ambientale interagiscono senza intoppi. Chi contesta questa affermazione compie l’errore di cui abbiamo parlato prima, cerca di definire un sistema attraverso il suo supposto fine. Il sistema di cui facciamo parte non ha lo scopo di affermare giustizia ed equità. Sono concetti, questi, che non hanno rilevanza alcuna nel nostro universo. Ho già spiegato in passato quanto e’ complesso a livello fisico distinguere la destra dalla sinistra. Provate voi a progettare un esperimento che distingua il giusto dall’ingiusto. Noi siamo inseriti in un sistema che privilegia lo sfruttamento efficiente ed inarrestabile delle risorse. Una sorta di immane tubo digerente col poco invidiabile compito di trasformare il cibo in materiale a potenziale energetico più basso. In questo modo esplicitiamo il nostro piccolo contributo alla morte termica dell’universo. Se guardate le cose da questo punto di vista viviamo in un mondo ideale e siamo meccanismi di una macchina stupefacente. Non esiste un’elite di uomini col cappuccio che guida lo sviluppo in funzione del proprio utile personale. A tenere il piede sull’acceleratore siamo tutti contemporaneamente. Molti di noi amano l’ambiente, ma nello stesso tempo lavorano per società che l’ambiente lo devastano. Altri investono i loro risparmi e si attendono, lecitamente, di riceverne un utile il piu’ consistente possibile. I consigli di amministrazione delle società in cui fluisce l’investimento non fanno altro che lavorare per questo obiettivo e se non lo raggiungessero gli azionisti pretenderebbero la loro sostituzione. Che poi il danaro investito finisca nella produzione di sigarette o di armi nessuno lo sa e, in fondo, poco interessa. L’acquisizione di maggiore ricchezza e’ il motore che spinge la quasi totalita’ delle transazioni funzionali della macchina di cui facciamo parte. Le trasformazioni non condotte in quella direzione sono l’inevitabile dispersione termica presente in ogni sistema di trasformazione che impedisce di avere 1 come valore di efficienza. La maggiore ricchezza prodotta serve per procurarsi altre risorse da consumare, in un continuo vortice di depotenziamento energetico.
E’ lecito interrogarsi sulla dignita’ di concetti come la Legge e la Religione in un sistema di siffatta concezione. Secondo la mia opinione questi, che si potrebbe piu’ operativamente definire regolamenti, esistono e si sono sviluppati perche’ un tubo digerente organizzato e’ piu’ efficiente di un tubo digerente anarchico e quindi una serie di guide ed ancoraggi sono necessari per evitare che ruote dentate e pulegge si muovano fuori sincrono. Non dimentichiamo, infatti, che piu’ che una macchina, il sistema di cui facciamo parte e’ un organismo vivente che ha la capacita’ di svilupparsi e configurarsi dinamicamente per meglio perseguire la sua funzione.
Questa visione delle cose puo’ apparire triste e senza speranza. Magari proprio a quelli che su queste pagine hanno proclamato la loro indipendenza da qualsiasi fede o religione. In effetti, un universo dal quale ogni ideale e’ bandito non e’ posto adatto per la speranza. Una volta rimossa l’ipotesi di un fine trascendente, quello che rimane e’ pura contingenza, con tutto quello che ne consegue.
Altri, quelli che invece in una fede ed in una religione si riconoscono, possono, a seconda dei casi, non condividere questa disamina o ritenerla incompleta.
Dal mio punto di vista, la mia Fede comprende ed accetta totalmente questa realta’. Io sono perfettamente consapevole della mia assoluta contingenza e questa considerazione non potra’ mai essere alterata da nessuna sostanza chimica, indipendentemente da quanto affermano i dottori. Per me la Fede si esplicita nel tentativo di sabotare la macchina riducendone l’efficienza, quella dispersione termica di cui ho parlato prima. Il fatto che amore, giustizia ed equita’ non siano necessarie al sistema per procedere, non vuol dire che non abbiano una funzione. Delle volte penso di essere come quello che ha un computer e non sa che farsene della potenza di calcolo. Quello che mi interessa e’ il calore e verso questo calore stendo le mani.

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DelleFragiliCose25 January , 2007 8:53 am

Sono un uomo di sinistra, anche se non so piu’ bene cosa voglia dire. Pero’, come ho scritto in passato, io riconosco obbedienza solo alla mia morale. Si dovrebbe parlare di questo oppure di questo, ma fatto non fui per parlare di parrucchieri e di villette. Il tutto condito dal fatto che dietro l’angolo ci attende questo. Parlare e comprendere l’italiano comincia a darmi fastidio. Scrivere ancora di piu’. Amo il mio paese, forse esageratamente, ma quello che vorrei dire mi porterebbe diritto in carcere. Siccome ho delle persone che dipendono da me e il primo scopo della mia vita e’ assisterle, taccio. Nello stesso tempo non mi sembra onesto censurarmi deviando il discorso su una cazzata qualsiasi e quindi taccio veramente. Niente Liberoblog, niente OKNotizie, niente visitatori. Se vi risulta piu’ semplice chiamatelo sciopero. Io la chiamo vergogna.

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DelleFragiliCose24 January , 2007 7:26 pm

 

In questi giorni nei quali al cinema, gli stessi che normalmente spacciano rutti e peti per commedia dell’arte pretendono di insegnarci l’amore tramite la seconda decotta puntata di un insulso manuale, voglio fare controinformazione. Non fatevi fregare dalle fesserie sui dati del botteghino. Se una cosa è stupida, rimane stupida anche se la vedono 10 milioni di persone. La domenica televisiva lo dimostra. Non voglio offendere chi ama certo tipo di cinema. Se uno vuole fare l’anestesia alle sinapsi e disattivare l’inferenza per due ore, manuali e natali a frosinone vanno bene. In questo caso la domanda che mi faccio è: perché bruciare 10 euro? Basta accendere la televisione e di sbobba come quella ne viene fuori a quintali e pure gratis. Se invece quello che cercate nel cinema è magica fabulazione, una storia fuori dall’ordinario, atmosfere inconsuete e un pò di poesia, lasciate il manuale a chi non apprezza le scelte fuori dal coro e affittate un dvd. Mi prendo la responsabilità di darvi un consiglio. Il film potrebbe essere "Ogni Cosa è Illuminata" Non ricordo il regista, non ricordo l’anno e nemmeno il nome degli attori. So solo che uno dei protagonisti è quello che faceva Frodo nel signore degli anelli e che c’e’ un cane bravissimo che recita meglio di tutti. Potete cercare in rete. Il film secondo me è bello e strano. Un pò come LDMO che ha a molto che fare con questo film (posso nominarla, non mi legge più).
Se non vi piace non vi posso rimborsare il costo del nolo, siete troppi e non basterebbero due mesi di stipendio, però potete sfogarvi nei commenti a questo post. Senza esagerare. Chi invece l’ha visto già, ci dica la sua.
E con questo sono sicuro di tre cose:

  1. Che salterà fuori sicuramente qualche maniaco a dire che ho preso soldi per scrivere questo post.
  2. Che questo post non andrà su liberoblog.
  3. Che De Laurentiis non mi produrrà mai il film che ho in mente.
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Meccanica delle Cose 9:36 am

 

La guerra fredda aveva unito il mondo come mai prima. Sembra un’affermazione insolita, ma se ci riflettete è così. Certo, non si trattava di un’unione planetaria. Il mondo era diviso in blocchi, ma i blocchi erano solo due. Se ci si pensa bene, a parte il tempo nel quale Roma dettava legge, non c’é stato altro periodo storico caratterizzato da tanta coesione. Al confronto, quella di oggi sembra una baraonda rissosa nella quale i soliti guappi impongono la loro volontà utilizzando solo ed esclusivamente brutale violenza mentre giovinastri pericolosi si esercitano con i loro nuovi giocattoli nel cortile di casa.
Certo, nessuno può veramente rimpiangere un mondo il cui precario equilibrio poggiava sul diaframma sottile che lo separava dall’apocalisse. In ogni caso, la situazione attuale sta rapidamente diventando incontrollabile e si sta riconducendo inesorabilmente verso la stessa minaccia permanente di venti anni fa, con la differenza che adesso i bottoni rossi sono installati su decine di scrivanie invece che trovarsi solo su quelle di Mosca e Washington. L’amministrazione Bush ha cercato di fare squadra intorno alla minaccia del terrorismo ma, pur condivisibile nei fini, questa politica è stata condotta con metodi errati come dimostra la risposta disomogenea dell’Europa, il sostanziale disinteresse di Cina e Russia e le imbarazzanti preghiere rivolte al congresso durante il discorso sullo Stato dell’Unione.
Ora la comunità internazionale diverge in preda all’azione centrifuga degli interessi particolari e non sembra facile individuare una campagna in grado di aggregare politiche ed obiettivi. Una possibilità può venire dall’individuare un nemico veramente comune, contro il quale allearsi senza se, senza ma e senza distinzioni religiose. Se poi combattere questa guerra corale diventa anche un buon affare, siamo di fronte all’idea del secolo. La pensano così quelli che stanno chiamando la crociata contro l’inquinamento ambientale alla quale, inaspettatamente, sembra essersi unito anche Bush. Che la degenerazione dell’ambiente nel quale viviamo sia un nemico mortale per tutti, cristiani, musulmani,cinesi e non allineati, e’ troppo evidente per richiedere lunghe spiegazione. Molti scienziati reputano eccessivi gli allarmi lanciati dagli ambientalisti. Alcuni giornalisti trovano il modo di scherzarci sopra. Ma di giornalisti al servizio delle grandi aziende e di scienziati in grado di giurare che le sigarette non fanno male, ne sono piene le discariche. L’azione dell’uomo sull’equilibrio del pianeta e’ diventata pesante. Le nuove economie puntano al risultato industriale e non al metodo con il quale lo si raggiunge. In assenza di alternative tecnologiche e di politiche di risparmio, la competizione sulle risorse diventera’ presto sempre piu’ militare.
Che l’ecologia possa essere anche un affare sta diventando idea diffusa e condivisa. Si parte dall’esperienza positiva della California che su queste pagine e’ gia’ stata protagonista grazie al suo Terminator governatore per arrivare alle considerazioni riassunte in questo articolo, segnalatomi dall’ottimo Franzen.
Come ho gia’ scritto, il grande capitale, ed in particolare quello italiano, sta rifuggendo il suo ruolo di traino dello sviluppo e sempre di piu’ assume aspetti criminali. Se fosse in grado di prendere il comando di questa crociata planetaria contro la degenerazione dell’ambiente e del territorio, gli perdonerei i profitti realizzati. In fondo, i vantaggi per tutti sarebbero di portata assolutamente storica.

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Cinematica delle Masse 8:20 am

Tenetevi forte. L’Autorita’ garante della concorrenza ha aperto un’indagine perche’ sospetta che nove compagnie petrolifere si siano accordate per tenere alti i prezzi della benzina. Ma no, e’ una menzogna, non posso crederci. Possibile che nove compagnie petrolifere siano capaci di fare le birbantelle in questo modo? Per fortuna che c’e’ l’Autorita’ garante della concorrenza a vigilare e a coprirci le spalle. E come stiamo con gli studi sull’acqua calda? Possiamo sperare che venga scoperta prima della fine del 2010? E si e’ capito perche’ un gelato tenuto fuori dal frigorifero si squaglia?
Questa storia fa il paio con lo scoop delle iene e con le uscite di Putin sugi italiani. Visto che l’iverno non arriva e non possono romperci le scatole con le nevicate, i paesi bloccati e la crisi del gas, si e’ costretti ad importare aria fritta dall’autorita’ garante della concorrenza. Chi sa che fa l’autorita’ nel resto del tempo quando non spara banalita’.

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DelleFragiliCose23 January , 2007 3:53 pm

E’ vero. Questo post, in questo blog, in questa giornata e soprattutto a quest’ora, non c’entra una mazza. Non sto facendo satira politica, non ci sono riferimenti sociali e, soprattutto, non sfotto nessuno. Specialmente i napoletani, che sono tanto in gamba a prendersi in giro da soli ma un po’ permalosi quando uno che non e’ di Napoli fa lo spiritoso. Ci sono tre motivi per i quali leggete questo post e, se volete, vedrete questo video. Il primo e’ che, per la prima volta nella pur breve storia di queste pagine, ho una dedica da fare. Ho letto il blog della mia nipotina virtuale Giorgia e mi sembra di aver capito qualcosa. Spero di essermi sbagliato. Se invece le cose stanno come ho capito io, la ringrazio per la lezione di vita che mi sta dando. Ha meno della meta’ dei miei anni, sta ancora prendendo la sua prima laurea pero’ ha piu coglioni di me. Questo video lo dedico a lei e spero che si diverta. Il secondo motivo e’ che per ragioni misteriose, il mio collegamento a Internet e’ paurosamente lento. Sto scrivendo questo post senza usare un editor WYSIWYG e non posso permettermi quell’orgia di link, figure e grassetti che caratterizzano i miei post “normali”. Last but not least, questo video mi piace. L’ho visto stamattina sul cellulare di uno che viaggia con me e l’ho cercato in rete. Anche i geni hanno le loro debolezze e Shrek & Co. che cantano in napoletano mi hanno divertito. Io ho un senso dell’umorismo un po’ a cazzo e quindi prendetelo per quello che e’. Stasera ho uno dei miei consueti appuntamenti mondani a base di camici e allegri attrezzi. No, il bondage non c’entra nulla. Il veccho DFC ha l’ennesimo esame per constatare lo sfascio del suo corpo che per anni ha sottoposto a sforzi estremi e piaceri viziosi. Tv e coperta sulle gambe nelle dosi assunte da DFC avrebbero stroncato anche Furia cavallo del West. A causa di questo piacevole accadimento, probabilmente non potro’ illuminarvi con le mie geniali e puntuali risposte alle vostre osservazioni. Sono costretto a questo avvertimento perche’ ultimamente un po’ di persone si sono lamentate via mail del fatto che la mia produttivita’ subisce dei cali improvvisi ed ingiustificati. A questi cari rompicoglioni che ritengono la mia produzione un loro diritto costituzionale, vanno tutte le mie scuse.


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Meccanica delle Cose 9:03 am

Stamattina vado contro corrente perche’ a me stanno a cuore i bambini. Chiunque abbia passato i dodici anni e’ perso. Il suo destino e’ nelle mani del Signore e non si puo’ fare piu’ nulla per lui. Ma i bambini, quelli sono ancora nelle nostre mani e per loro rispondiamo direttamente di fronte alla storia ed al destino.
Quindi niente inzuppamenti di pane nelle questioni afghane, compresi gli attentati che con sfortunato tempismo si propongono per confondere ulteriormente le idee di una classe politica che definire allo sbando e’ cauto e gentile eufemismo.
La notizia che commentero’ e’ questa. A Torino, ma il fenomeno e’ ormai evidente su tutto il territorio nazionale, i genitori tendono a disertare le classi multietniche ritenendole inadeguate alla formazione dei propri bambini. Leggete l’articolo per farvi un’idea.
Della cosa ho personale contezza perche’ mia sorella e’ maestra e mi ha parlato della cosa gia’ da un po’ di tempo. Quello che scrivero’ e’ in parte derivato dalle sue considerazioni e assume un valore di testimonianza.
Dico subito che i genitori non hanno tutti i torti. Fra problemi linguistici e religiosi, la  presenza di bambini provenienti da culture diverse rallenta le attivita’ della classe. E questo preoccupa sia i genitori italiani che quelli stranieri perche’ gia’ accade che in alcune classi i bambini stranieri, di diverse nazionalita’ ma accomunati da lingua e religione, siano la maggioranza e quindi sono i bambini italiani a rappresentare un problema.
La cosa assurda e’ che il ministero sembra ignorare il problema e continua a considerare la scuola come quella del libro Cuore, compresa la maestrina dalla penna Rossa ed il buon Garrone. A parte qualche eclatante e populista presa di posizione sul  "tieni il Crocifisso", "togli il Crocifisso", sembra che nessuno sia realmente interessato a studiare protocolli e procedure che consentano a questi bambini di imparare a vivere insieme. Dopo esserci bruciati questa opportunita’ per la nostra generazione con la nostra inazione e distrazione, stiamo piantando il seme amaro del conflitto razziale anche nella prossima ed in quelle che seguiranno.
La gestione di un processo fondamentale come quello della creazione della futura societa’ multietnica e multiculturale che popolera’ la nostra nazione viene delegata all’iniziativa e all’inventiva di presidi e maestre. Persone che con tutta la buona volonta’, probabilmente non hanno la formazione e la coordinazione necessaria a governare un processo epocale di queste dimensioni.
La realta’ dei fatti e’ che l’immigrazione e’ un processo cha ha pura valenza economica. La Grande Classe Imprenditoriale Italiana lo sponsorizza per contenere o abbassare il costo del lavoro, ma poi lascia pagare il prezzo di questo suo vantaggio alla collettivita’. E’ un discorso che abbiamo fatto gia’ e ha annoiato persino me.
Invece di riempirsi la bocca con parole come integrazione e multietnicita’ e’ necessario formare correttamente adesso le future generazioni per evitare di innescare una bomba che non potra’ che esplodere nelle mani dei nostri figli quando avranno la nostra eta’.
Cosa puo’ imparare un bambino, qualsiasi sia la sua provenienza, quando sente dire intorno a se che il diverso e’ un problema?
Se l’immigrazione e’ una realta’, bisognera’ pianificarne l’evoluzione e non limitarsi a lucrare sui suoi effetti industriali. Sempre che l’amore per i nostri bambini sia quello vero. Quello che non si limita ad amarli adesso, ma che ha a cuore la loro vita anche quando noi non ci saremo piu’.

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Brothers in Arms22 January , 2007 8:50 am

 

Mi sono sempre chiesto perché uno senta la pulsione di votare per certi personaggi. Posso capire chi vota ubellusconi attratto dall’innegabile fascino dell’uomo e del suo rapinoso successo. Posso capire chi vota fini e pappino, probabilmente in nome di ideali sepolti dai loro stessi sacerdoti. Sono chiare anche le motivazioni di chi si affida a berchinotti e casini. In fondo si tratta di integralismi, opposti ma sempre integralismi. A pastella pensano i paesani cui sono state provviste congrue motivazioni previdenziali che si rinnovano con mensile cadenza. A fossi, l’uomo che non può morire per motivi politici, il supporto viene da quelli che anelano ad una piccola Svizzera al sud di quella vera e le cui rivendicazioni sono state rapite da un manipolo di populisti che, dopo aver fallito negli affari, hanno trovato il modo di sistemarsi alle spalle di chi negli affari era riuscito. 
Il vero mistero sono personaggi come nutelli e pecoraro scambio.
Nutelli non ha una sola posizione geometricamente definibile come tale. Parla con quei suoi occhioni da ebete fissi nella telecamera e trasmette vuoto pneumatico. Siede a sinistra ma bacia le mani ai vescovi, fa il riformista ma è scettico sui pacs. In una sorta di ubiquità intellettuale, nutelli vive in uno spazio adimensionale ove, in nome di una geometria aliena, si può essere dovunque e novunque nello stesso tempo. Più che politica la sua è fisica dei fluidi, secondo la quale si può assumere qualsiasi forma in modo da riempire ogni spazio.
E veniamo a pecoraro scambio. Anche lui quando parla in televisione, ignora l’interlocutore e fissa l’obiettivo con truffaldino sguardo ipnotico. E di ipnosi si deve trattare perché di pecoraro non è nota alcuna azione concreta. Cosa è più auspicabile per la salvaguardia dell’ambiente che avere un ministro del partito dei verdi. Scambio è al suo secondo mandato come ministro dell’ambiente. La Campania di cui lui è figlio distratto dovrebbe aver eliminato il problema dei rifiuti, lo studio e l’utilizzo di carburanti vegetali come l’olio di colza e l’alcool di canna dovrebbero essere stati incoraggiati, le misure per la riduzione degli sprechi energetici dovrebbero essere operative da tempo. E invece? Il nulla. Le funzioni di pecoraro si perdono nell’infinito spazio siderale. Non ho nemmeno nulla da linkare. Oltre al fatto che ha sfruttato ad hoc l’oscena legge elettorale che prima ha osteggiato per fare senatore il fratello dopo che il suo cavallo ha rifiutato il laticlavio e le prestazioni da fotomodello, non mi sono note altre attività.
Eppure in questa grande democrazia anche questi personaggi, che in un paese civile sarebbero stati confinati a professioni nelle quali non fosse richiesta fantasia ed intelligenza o avrebbero vissuto alle spalle dello stato in qualche oscura galera, hanno trovato credito e diritto di espressione. Nutelli mette paletti ed impone veti su aspetti di civilta’ sociale, pecoraro scambio fa il duro su questioni che non gli interessano per vedere se c’e’ da guadagnare qualcosa.
Quando qualcuno mi chiede cosa fare per uscire da questa situazione, io in genere rispondo che la soluzione non e’ prevista nel corso delle nostre vite e che dobbiamo impegnarci in nome dei nostri bambini perche’ forse loro vedranno i primi frutti del nostro lavoro. Un consiglio puo’ essere questo: quando andrete a votare ricodatevi di quello che avete letto e chiedetevi se volete veramente che certa gente costruisca le sue fortune alle vostre spalle e condizioni le vostre vite.

Andate con Dio.

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Cinematica delle Masse21 January , 2007 7:46 pm

 

Io ho il massimo rispetto per la Fede. Quando una persona mi dice che cerca la strada verso qualcosa di  spirituale, io ne rimango ammirato e colpito. Non mi interessa se e’ cristiano, musulmano, ebreo, buddista, induista, taoista o se crede ad un mostro spaziale fatto di spaghetti. La religione e’ solo un’organizzazione collettiva. La Fede e’ un percorso individuale carico di aspettative, delusioni ed entusiasmanti scoperte.
Con la stessa spontaneita’ che mi porta ad ammirare chi ha Fede, sono diffidente nei confronti di coloro che, avendo deciso di aderire ad un gruppo organizzato, una qualsiasi delle centomila religioni che esistono al mondo, si sentono in dovere di fare delle proprie regole religiose legge universale, obbligando anche chi non si riconosce in quelle norme, a rispettarle.
Un buon esempio e’ questa notizia. Una signora decide di fare la poliziotta. Alla fine del corso, quando il capo della polizia incontra gli allievi per congratularsi, si rifiuta di stringergli la mano perche’ lei e’ musulmana di stretta osservanza e le e’ consentito toccare un uomo solo se e’ un parente prossimo. In fondo di una stretta di mano se ne puo’ fare a meno, non muore nessuno. Ma se la signora dovesse trovarsi nella necessita’ di portare soccorso ad un ferito? Se fosse necessario praticargli la respirazione bocca a bocca? E come la mettiamo con i malviventi maschi a cui la signora dovra’ mettere le manette e che dovra’ scortare tenendoli per il braccio?
Le cose vanno un po’ meglio con questa notizia riportata dalla nostra dolce Spes74. In pratica un pizzaiolo, anche lui di osservanza islamica, ha lasciato il lavoro perche’ dopo la morte del proprietario non intendeva prendere ordini da una donna.

L’idea di fondo e’ questa. Se uno ha dei precetti e intende basare la propria vita su di essi, per me e’ liberissimo di farlo. Il problema e’ quando pretende che i suoi precetti diventino anche i miei. Se una donna per precetto non puo’ toccare gli uomini, non fa la poliziotta. Trova un altro mestiere che non la metta in condizione di dover fare certe cose. Non si puo’ pretendere di mettere a rischio la vita delle persone che si troveranno a contatto con lei in ossequio ai suoi precetti.
La cosa riguarda tutti i club religiosi organizzati, non solo gli islamici. In questo paese e’ possibile divorziare da poco piu’ di trent’anni e ancora oggi una coppia che ha scelto di separarsi di comune accordo, che non ha figli e che non ha conflitti di interesse e’ costretta ad attendere tre anni per ottenere una sentenza di divorzio. A cosa servono questi tre anni se non ci sono minori da tutelare, denaro da spartire ed entrambi sono d’accordo? Non sembra anche questa un’imposizione di precetti? Strano che questo governo di comunistoni non abbia nemmeno messo in programma una norma per sanare questo scempio giuridico.
Ci sono molti altri esempi, non ultimo la legge 40/04 sulla procreazione medicalmente assistita con tanto di 8 per mille alla chiesa cattolica utilizzato per fare propaganda contro la partecipazione ai referendum.
Gli integralismi sono un aspetto degenere della convivenza umana. Chiunque sia convinto di detenere la verita’ e di poterla utilizzare come una spada su chi dissente, e’ un nemico della pace e della fratellanza. E questo vale per ogni integralista.
Alla fine dei conti, il migliore del mazzo e’ proprio il pizzaiolo di Spes74. Non gli andava di prendere ordini da una donna e si e’ licenziato. Almeno non ha preteso una legge che vietasse alle donne di gestire pizzerie.

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Fisica del Vuoto 9:13 am

Sul quotidiano torinese "La Stampa" di stamattina, viene pubblicata una lettera di marco tronchetti provera sulla questione del suo coinvolgimento personale nelle faccende di cui potete leggere qui e qui. I contenuti sono interessanti, non tanto nei fatti, quanto nella forma. E’ estremamente suggestivo il fatto che questi grandi capitani d’industria, le cui fortune derivano direttamente dall’aver scelto con cognizione di causa i lombi dai quali essere generati, quando il vento spira nella direzione giusta amino atteggiarsi a magnifici comandanti a cui nulla del loro vascello sfugge. Quando poi si va giu’ di straorza e a bordo si incomincia a non capire piu’ nulla tra suppellettili che cadono e persone che vengono sballottate, allora sono pronti i "non sapevo", i "non e’ colpa mia". In un altro punto della lettera viene asserito testualmente: "mai, nella mia vita e nel corso della mia attività professionale, ho agito violando la Legge, né direttamente né dando disposizioni di farlo."
Sfido chiunque di voi a riferire questa affermazione a se stesso e, nel silenzio discreto della propria intimita’, a chiedersi se puo’ essere vera o no. Non c’e’ un solo uomo al mondo che puo’ dire una frase del genere e pretendere di essere creduto.
Ma il grande capitano distratto e puro non si ferma a questo. Piu’ avanti ci dice che lui sa che molti possono pensare che dietro ogni grande ricchezza c’e' un crimine. Comunque lui comprende e perdona. Io sono uno di questi invidiosi che pensa che dietro ogni grande ricchezza tramandata per generazioni non c’e’ un crimine, ma milioni di crimini. Il capitale e’ sopraffazione e competizione per definizione, e non c’e’ storia di capitale che non abbia passato i confini della legge milioni di volte. Pensare che non sia cosi’ e’ credere che esista la Befana e Babbo Natale.
Se non servivano il loro padrone, allora chi servivano le spie che ogni mese incassavano lo stipendio da tronchetti? Se invece di lavorare per il loro capitano erano dei pirati, come mai nessuno li ha cacciati via?
Comunque niente paura. tronchetti e’ parte di quella elite dinastica che in questo paese non conosce offesa alcuna. Un po’ di discrezione, qualche settimana lontano da televisioni e giornali, un’ospitata da fazio e tutto tornera’ come prima, perche’ in questo paese giustizia e verita’ sono  concetti remoti e violenza e sopraffazione siedono sugli scanni piu’ alti del potere.

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Cinematica delle Masse20 January , 2007 8:46 pm

Negli ultimi tempi sono stato troppo buono. Ora mi sono un rotto. Il dottore dice che l’umore altalenante e’ normale per chi come me, ha un lieve esaurimento. Comunque l’esaurimento non deve essere tanto lieve, visto che nonostante le pillole, le goccine e le lunghissime chiacchierate spacca balle, ormai sono piu’ di sei mesi che alterno feroci impulsi omicidi a stati semi catatonici.
Quando racconto al dottore che mi sono dotato di un M249 e di una dellefragilicosemobile, oltre alla fida 357 che mi e’ stata regalata quando avevo 12 anni, lui si guarda in giro un po’ imbarazzato e con gli occhi controlla se ha chiuso la porta a chiave. Poi prende il blocco e ci scrive sopra qualche altro appunto. Alla fine mi lascia andare con una ricetta cosi’ piena di medicine che quando arrivo in farmacia le dottoresse mi fanno dei sorrisoni arrapanti che sono tutti un programma.
Oltre alle medicine mi vengono comminati anche paterni consigli, nonostante il dottore abbia dieci anni meno di me. "Si distragga" come se fosse facile per uno che vive solo e esce solo per andare al lavoro, "Non pensi sempre alle stesse cose" se non lo facessi non sarei malato, "Guardi qualche spettacolo leggero alla televisione". Siccome in genere me ne fotto dei consigli e giovedi’ sera stavo cosi’ teso che ho abbattuto una mosca solo guardandola, ho deciso di dimenticare per una sera di essere un fisico-filosofo-poeta-soldato-storico-sessualmenteinibito-cibernetico-blogista-secchione-intellettuale-quattrocchi-ciccione e, tomo tomo chiatto chiatto, mi sono messo a vedere il Grande Fratello 7 o 8 non so, comunque fa lo stesso.
Devo premettere che l’effetto non e’ stato buono. Prima di proseguire, i minorenni sono pregati di trasferirsi a questo link.
Non so perche’ ma la visione del Grande Fratello 7 mi ha scatenato una ferocia che nemmeno io pensavo di possedere. Una sola cosa e’ riuscita a calmarmi, la progettazione di un’operazione di vendetta su autori ed interpreti di questa assurda pantomima.
Servono 21 uomini bene equipaggiati e molto risoluti. Il primo da spedire a casa del mio dottore con un robusto bastone, in modo da fargli togliere il vizio di dare certi consigli da pirla.
Con gli altri 20 occuperei gli studi durante la diretta del giovedi’ e, obbligando la regia a continuare a trasmettere, mi regolerei cosi’:

  1. Metterei tutto il pubblico presente in sala in ginocchio sui ceci con il compito di applaudire ininterrottamente. Frustate a chi si ferma perche’ gli bruciano le mani.
  2. Appenderei la marcuzzi a una di quelle altalene dove stavano appesi i due concorrenti e mentre viene innaffiata con un getto di acqua fredda le farei dire continuamente "ragazziiiii ragazziiii ragazziiii ….."
  3. Ordinerei ai miei uomini di circondare la casa dove stanno rinchiusi i subumani e poi fare irruzione.
  4. Trascinerei tutti in studio mentre la casa e quella specie di deposito vengono dati alle fiamme.
  5. Infliggerei agli uomini 200 nerbate e convincerei le donne a mangiare 50 bombe alla crema. La violenza sulle donne non mi piace nemmeno per scherzo.
  6. Prenderei il grande fratello, quello a cui tutti parlano guardando in alto come se fosse Nostro Signore, e lo costringerei a vedere di nuovo i Grande Fratello a partire dall’uno fino a quello dell’anno scorso. Comprese le notti a base di russate e peti.
  7. Dopo aver fatto uscire tutti brucerei lo studio e disperderei le ceneri. Spargerei sale sulle rovine e isserei un cippo con un’incisione: "A perpetuo monito".

Lo so. Uno puo’ dire che se certe cose non piacciono basta non guardarle. E’ vero. Per lo stesso principio nessuno dovrebbe dire che fumare e’ un vizio schifoso, che bere troppo fa male alla salute e che credere a alle panzane della pubblicita’ e’ da stupidi. La verita’ e’ che se un bambino chiede un gelato, poi un altro e poi un altro ancora, nessun adulto puo’ dargli tutti i gelati che vuole con la scusa che sta facendo quello che il pubblico vuole. Insomma, se tanti hanno le idee confuse e’ anche perche’ le prime serate delle televisioni sono affollate di questa merce. Se certa televisione fa male bisogna dirlo e non avere paura di chi si incazza quando lo dici e lo scrivi.
Da ora e fino alla fine mi disinteressero’ di questo programma, sia dal vivo che su web. Per vedere un bel culo non e’ necessario passare il tempo davanti alla televisione. Con un intelligente iniziativa ed un po’ di fortuna uno puo’ anche vederlo dal vivo. Mi dicono sia piu’ divertente.

p.s. Il culo della foto e’ uno di quelli delle ragazze comuni che partecipano al grande fratello 7. Tutte le ragazze comuni che non lo hanno cosi’ sono invitate a diventare anoressiche. Grazie.

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Meccanica delle Cose 10:15 am

E’ solo di ieri il mio articolo sull’incapacita’ del grande capitale italiano di avere un ruolo attivo ed effettivamente propulsivo nello sviluppo del paese. Ne ho evidenziato l’atteggiamento liberista rispetto agli oneri e statalista rispetto agli onori. In questo caso potremmo parlare di capitalismo dei figli di papa’, quello abituato a trovare l’ovetto cotto e mondato e al fatto che c’e’ sempre qualcuno che gli toglie le castagne dal fuoco.
Oggi, per completare il quadro, vorrei accennare alla faccia criminale del grande capitalismo italiano.
Comincerei con rammentare due vicende ancora vive nella mente di molti. Basta fare due nomi, Cirio e Parmalat. Sul caso Cirio ho trovato questo studio della Luiss, in formato PDF. Per chi non avesse voglia di scaricarlo, questo e’ il link alla versione html. Stessa fonte, la Luiss, stessa autrice, MariaKatia Di Staso, per lo studio sulla vicenda Parmalat di cui qui trovate il PDF e qui la versione html. Ho preferito linkare pubblicazioni accademiche, ma se volete la rete e’ piena di riferimenti, soprattutto da parte di povera gente che su queste vicende ci ha rimesso le penne. Povera gente che, probabilmente su diretto suggerimento del grande burattinaio, ha la sua tutela in personaggi che affermano che lo stato, quindi la collettivita’, deve farsi carico dei risarcimenti per i danni subiti.
Quindi, anche per quanto riguarda l’aspetto criminale, i grandi capitalisti pappano e lo stato risarcisce. Perfetto.
Che dire poi della storia Telecom? Da impresa a partecipazione statale con profitti biblici a impresa privata con perdite altrettanto rilevanti. In quella fase, un governo di centrosisinstra, ha acconsentito al fatto di vendere un impresa in eccellenti condizioni economiche ad un compratore che ha offerto come garanzie i redditi dell’impresa stessa. Una cosa che non ha precedenti nella storia del capitalismo. Questo link alla voce di wikipedia riassume la vicenda. Ottima anche questa pagina, che riassume molte opinioni e relativi riferimenti bibliografici.
Il risultato di questo “regalo” al privato, e’ un’azienda in continua ristrutturazione, incerta sul proprio ruolo strategico e che invece di essere protagonista delle pagine di finanza, ha preso un certo gusto ad apparire nella cronaca nera, con i suoi massimi dirigenti e con la morte misteriosa di suoi funzionari.
Un altro caso di grande capitalismo di incerta morale e’ quello che ha visto un uomo il cui successo imprenditoriale, tante volte chiamato a giustificarne la qualita’ personale, e’ ancora avvolto nel mistero. Costui e’ stato coinvolto in decine e decine di indagini giudiziarie, piu’ volte condannato in via definitiva. La sua strada al successo e’ stata spianata con leggi (anzi decreti) ad hoc e parte delle sue condanne sono state evitate con leggi ad hoc.
E’ evidente che il capitalismo figlio di papa’ e quello criminale non sono utili ad un paese che con i suoi milioni di dipendenti e piccoli imprenditori cerca di farsi strada in un momento difficile della storia economica dell’occidente. Il tramonto del pericolo rosso, il cui cadavere viene ancora esposto a scopi terroristici, ha consentito al capitalismo criminale e a quello figlio di papa’ di fare i loro porci comodi. Nessuno ha piu’ paura, di nulla. E’ triste constatare che questo paese ha dato il meglio di se solo quando la classe politica e quella industriale erano da una parte assistite a livello internazionale e dall’altra minacciate dal pericolo interno. Se ne conclude che la classe dirigente politica ed imprenditoriale del nostro paese non sa vivere senza stampelle e senza il timore di subire bastonate. E questo vuol dire che va cambiata e presto, perche’ di peggio e’ difficile fare.

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Fisica del Vuoto19 January , 2007 9:00 am

Mah. A chi credono di prendere per il culo?

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Meccanica delle Cose 8:19 am

 

Ho letto la serena discussione che c’e’ stata tra due miei cari lettori intorno alla difficolta’ di collegare cose cosi’ apparentemente lontane come l’alta velocita’ nelle ferrovie e le pensioni. Io aggiungo un’altra componente, la sanita’ pubblica.
Il collegamento, anche se non immediato c’e’. Cerco di evidenziarlo. Partiamo dai treni ad alta velocita’ (TAV). Riassumo molto, ma molto brevemente, quello che e’ possibile leggere in un riferimento che vi daro’ alla fine.
Una cosa molto importante e’ che la TAV viene concepita come societa’ tra il pubblico ed il privato. I soci privati dovevano partecipare al 40% delle attivita’. In realta’, nonostante i proclami, all’atto di tirare fuori i quattrini, nessun socio privato se l’e’ sentita, con il risultato che lo stato, cioe’ io, tu, tutti, si e’ dovuto caricare tutta la spesa.
Dopo aver risposto picche all’opportunita’ di entrare nella gestione attiva dell’affare, i privati si sono invece presentati allo sportello dell’assegnazione degli appalti per la costruzione delle tratte. Ed ecco che magicamente, forse non tanto magicamente visto che l’amministrazione statale deve essere stata per forza complice, i tempi si sono allungati e i costi sono diventati stratosferici. Ho deciso di non fare numeri. Per le cifre vi rimando ai riferimenti. Quello che mi interessa e’ il processo evolutivo del fenomeno, anche perche’ devo collegarlo ad altri apparentemente distinti.
Il fenomeno TAV Italiano, confrontato a quello internazionale, e’ sconfortante. La Spagna, modificando il meccanismo dei bandi di assegnazione per i lavori, ha un costo chilometrico che e’ un quarto di quello italiano. La Francia ha costi simili a quelli spagnoli. Qualcuno potrebbe ragionevolmente obiettare che Francia e Spagna hanno orografie piu’ felici che gli consentono di stendere binari piu’ agevolmente. A questo punto e’ d’uopo citare il Giappone dove, a fronte di un territorio nazionale simile a quello italiano per orografia e pur con una densita’ di popolazione piu’ alta della nostra, i costi chilometrici sono piu’ bassi di quelli francesi e di quelli spagnoli e quasi un quinto di quelli italiani. Per chi fosse interessato a dati e cifre piu’ precise, segnalo questo eccellente articolo dell’Espresso a firma Riccardo Bocca. Il link e’ stato reperito grazie alle ricerche effettuate dal nostro Gatto Assassino. Per chi non avesse voglia di leggere l’articolo nella sua totalita’ c’e’ questo buon riassunto su wikipedia. E’ da tenere presente che i numeri che vengono fuori sono elaborazioni della Nuova Quasco su dati ufficiali e non supposizioni giornalistiche.
Dopo il rifiuto di investire e dopo la corsa all’appalto, esauritasi la vena aurifera delle commesse, l’imprenditoria italiana scalcia ed ottiene l’uso di un’opera che non ha contribuito a creare e sui cui costi stratosferici ha pesantemente lucrato. Sull’Ansa leggiamo che della valle e montezemolo hanno fondato una societa’ per la realizzazione di corse sulle tratte ad alta velocita’.
Ancora una volta la classe imprenditoriale italiana si sottrae al rischio d’impresa e pretende di sedersi a tavola gia’ imbandita. E’ la stessa graziosa pretesa che si e’ manifestata nei tentativi di privatizzazione dell’Alitalia. Questa e’ la stessa imprenditoria che mentre denigra i meccanismi previdenziali denunciandone l’inefficienza, pretende la riduzione delle aliquote contributive e sfrutta a piene mani il meccanismo del lavoro a tempo determinato disinteressandosi dell’impoverimento previdenziale che ne consegue. E’ evidente che fa gola l’idea che l’asse previdenziale si sposti sempre di piu’ dal pubblico al privato, offrendo la possibilita’ ai soliti noti di inserirsi in un meccanismo che garantisce guadagni imponenti. Si tenga presente che benche’ il dato non sia molto pubblicizzato, l’INPS e’ in attivo sulle pensioni e in fortissimo passivo sull’assistenza (pensioni di invalidita’ ecc.). Non ci vuole molto a capire che una divisione delle competenze che trasferisca al privato la parte attiva (le pensioni) e lasci al pubblico l’assistenza e’ un grosso affare. Per i privati, ovviamente. 
Quando scrissi questo articolo sulla sanita’ pubblica, ho messo in evidenza un meccanismo analogo. Il tentativo di scaricare sul pubblico rischi e spese e di "privatizzare" i guadagni. Allora ho parlato genericamente di un nemico in casa e qualcuno mi ha rimproverato di non averlo identificato veramente. Lo faccio adesso. Partendo dal presupposto che questo paese ha una classe politica degenere, una fiscalita’ ridicola e una propensione allo spreco di proporzioni bibliche, uno dei nemici piu’ subdoli che ci teniamo in casa e’ una classe imprenditoriale che rifugge totalmente il rischio, critica continuamente lo stato per i suoi complessi meccanismi burocratici salvo poi affondare le mani nella crema del profitto sfruttando proprio la disorganizzazione e l’incapacita’ dell’amministrazione pubblica.
Il capitalismo si basa sulla capacita’ che ha il capitale di creare valore confluendo in iniziative di sviluppo. Se i capitalisti rifuggono il rischio e si limitano a competere per l’accesso alla mammella statale, accrescono solo la loro ricchezza a spese della collettivita’.
E’ per questo che TAV, pensioni e sanita’ sono collegate. Il fil rouge e’ il tentativo di una certa parte della grande imprenditoria italiana di delegare al pubblico il rischio dell’investimento ed eventuali perdite e di sedere alla cassa per intascare i profitti.
Sono stanco dei proclami di confindustria e del suo presidente monteprezzemolo. Le sue ambizioni sono chiare ma mi ha gia’ fatto il pieno con le sue chiacchiere. Basta con il pianto greco sulle tasse e sul costo del lavoro. Oltre a portare le attivita’ all’estero per dare lavoro ai bambini asiatici  e cercare di impossessarsi di risorse pubbliche per intercettarne i profitti, quali sono le concrete azioni di sviluppo e ricerca dell’imprenditoria italiana?
Sono stufo di vedere l’ennesimo lancio di prodotti di moda e di design. Vorrei che il mio paese eccellesse anche in ricerca e tecnologie avanzate.  Basta con le magliette e gli occhiali da sole, non se ne puo’ piu’.

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