Delle Fragili Cose

Meccanica delle Cose1 January , 2007 9:02 pm

Una parte molto interessante del discorso del presidente Napolitano di ieri sera riguardava l’invito, da parte dell’anziano uomo di stato,a non allontanarsi dalla politica. Detta in questo modo suona migliore di quello che e’ nella realta’. L’invito, secondo me,  doveva essere ad avvicinarsi alla politica. Magari con qualche informazione sul come farlo.
Ecco, come si fa a fare politica attiva in questo paese oggi? Ai miei tempi ci si recava alla sezione di un partito, si chiedeva di partecipare alle assemblee e si iniziava a darsi da fare, magari facendo volantinaggio. Oggi di sezioni in giro non se ne vedono piu’. Quelle che sono rimaste aperte spesso somigliano a circoli ricreativi per over 75, piu’ concentrati su quell’asso calato a sproposito nell’ultima partita di tressette che sulla posizione internazionale dell’Italia. E i congressi? Chi ci partecipa ai congressi? Chi sono e chi elegge questi magnifici delegati?
Insomma sembra che in Italia l’unico atto politico che si richieda al cittadino sia quello di andare al seggio per mettere una croce sulla scheda e poi imbucarla nell’urna. I politici sono diventati come i notai, i tassisti ed i farmacisti. Una casta chiusa alla quale si accede per via di cerimonie iniziatiche il cui svolgimento e’ assolutamente misterioso. Ci vorrebbe una legge per le liberalizzazioni anche in questo caso. Sarebbe come chiedere ai notai di votare una legge che abolisca il loro ordine professionale. Un po’ improbabile.
Nella questione rientra anche uno dei cavalli di battaglia di queste pagine. La magica legge elettorale (vedi anche questo articolo e questo). Vivere in un paese dove non e’ possibile votare una persona ma si e’ costretti solo a tracciare la croce su un simboletto, non avvicina alla politica attiva. Con l’attuale legislazione, se pure nascesse un nuovo Ghandi - tanto per fare il nome di un famosissimo politico rivoluzionario (nel bene) - se volesse candidarsi, pur godendo di largo seguito personale, dovrebbe chiedere il permesso ad un partito politico, oppure crearsene uno suo con la diffusione sufficiente ad assicurarsi almeno un seggio in Italia. Non molto incoraggiante vero?
Ed e’ per questo che, pur pensando che non ci fosse l’intenzione, l’invito del presidente a non allontanarsi dalla politica mi sembra un vero e proprio sfotto’. Certo, se a sfottermi e’ il presidente della repubblica, per rispetto me lo tengo e non scrivo con la mia solita "verve". Pero’ un po’ mi incazzo.

Il mio nuovo Sito
MenteCritica
DelleFragiliCose 9:52 am

Grazie all’attivita’ frenetica delle nostra redazione possiamo presentare ai nostri lettori un’esclusiva planetaria: la prima intervista rilasciata dal nuovo anno.
Non e’ stata semplice ottenerla perche’ abbiamo dovuto farla nel pieno della battaglia di botti della mezzanotte. Uno dei nostri tecnici ha rischiato la pelle quando dal terzo piano di uno stabile adiacente e’ stata lanciato un botto "binladen", seguito da un "pallone di Maradona" e da una "testata di Zidane". Abbiamo potuto continuare l’intervista solo dopo aver recuperato il nostro collega dal cratere che si era formato sulla strada. Ma ora vi lasciamo al nostro servizio:

Ore 00.01.11 del primo gennaio 2007, fra lo sventolio di bandiere tricolori e la musica un po’ dolciastra degli inni, arriva la splendida berlina tedesca con autista che porta a bordo il Nuovo Anno. Ci facciamo largo tra la folla per ottenere le prime dichiarazioni. Il 2007 si presenta in ottima forma. Il viso e’ disteso ed abbronzato, i denti bianchissimi e, nonostante l’eta’, solo un piccolo accenno di calvizie. I capelli che restano sono scuri e tirati all’indietro. E’ difficile vedere bene perche’ l’elegante figura e’ circondata dai suoi alti guardaspalle. O i guardaspalle sono di altezza normale e l’elegante figura e’ piuttosto bassa. Questo non abbiamo avuto modo di appurarlo con certezza perche’ siamo riusciti ad avvicinarci solo dopo che 2007 e’ salito su un piccolo palchetto dal quale ci ha concesso l’intervista.
La nostra prima domanda e’ stata, ovviamente, cosa c’e’ nel futuro immediato del nostro paese. Il Nuovo Anno non ha esitazioni, con voce ferma e maschia ci riferisce:
2007: Prima di tutto voglio ringraziare i tre milioni di persone che mi hanno atteso in questa piazza stasera. Saro’ l’anno di tutti gli italiani, ripuliro’ il paese dai residui di statalismo introdotti dal precedente anno comunista e ci sara’ ricchezza e prosperita’ per tutti.
DFC: Potrebbe essere piu’ preciso?
2007: Certo (nel frattempo srotola un grosso foglio che teneva avvolto sotto al braccio. NdR). Questo e’ il mio contratto con gli italiani, ve lo leggo, punto per punto: Abbattimento della pressione fiscale, diminuzione della criminalita’, aumento delle pensioni minime, un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, apertura di cantieri per le grandi opere.
DFC: E’ un piano ambizioso, non pensa che sara’ difficile realizzarlo?
2007: Purtroppo a causa dell buco di bilancio lasciato dal precedente anno comunista mangiabambini bisognera’ accontentarsi un po’. La pressione fiscale la abbatteremo solo per i redditi piu’ alti. Metteremo cinque o seicento poliziotti di quartiere e in quei quartieri la criminalita’ diminuira’. Aumenteremo le pensioni minime solo alle persone dagli ottanta in su in grado di sollevare 160 kilogrammi e di portarli in cima ad un palazzo di quindici piani a piedi. Il milione e mezzo di posti di lavoro in piu’ sara’ a rotazione, tre mesi a testa cosi’ nessuno si stanca. I cantieri abbiamo promesso di aprirli, mica di chiuderli completando le opere.
DFC: Capisco, e l’agenda quale sara’?
2007: Per il momento queste cose dovranno attendere. Dobbiamo prima cambiare tutti i calendari e metterci sopra il mio nome. Poi sara’ la volta dei timbri, degli orologi eccetera eccetera. Un po’ di provvedimenti ad personam, insomma.
A questo punto il Nuovo Anno sbarra gli occhi terrorizzato e fa un cenno alla scorta. I giovanottoni si precipitano verso un fotografo che aveva sollevato un cavalletto per farsi largo tra la folla. Lo bloccano e lo riempiono di mazzate sotto lo sguardo soddisfatto di 2007. Nel trambusto risultante perdiamo di vista il Nuovo Anno. Riusciamo a scorgerlo solo qualche minuto dopo nell’atrio dell’albergo che lo ospitera’ per la sua prima notte in carica. E’ al centro dei suoi Mesi che gli stringono la mano e lo prendono a braccetto. Sono tutti allegri. Hanno davanti un bel po’ di tempo e la certezza che nessuno li potra’ cacciare via. Noi rimaniamo fuori, al freddo ed alle intemperie, come sempre. Ci facciamo gli auguri tra di noi. Siamo un centinaio di persone. Degli altri duemilioninovecentonovantanovelianovecento non c’e’ traccia. Saranno tutti al bar?

Auguri a tutti, anche a quelli che si incazzeranno un po’ leggendo questa stupidaggine.

Il mio nuovo Sito
MenteCritica