Grazie all’attivita’ frenetica delle nostra redazione possiamo presentare ai nostri lettori un’esclusiva planetaria: la prima intervista rilasciata dal nuovo anno.
Non e’ stata semplice ottenerla perche’ abbiamo dovuto farla nel pieno della battaglia di botti della mezzanotte. Uno dei nostri tecnici ha rischiato la pelle quando dal terzo piano di uno stabile adiacente e’ stata lanciato un botto "binladen", seguito da un "pallone di Maradona" e da una "testata di Zidane". Abbiamo potuto continuare l’intervista solo dopo aver recuperato il nostro collega dal cratere che si era formato sulla strada. Ma ora vi lasciamo al nostro servizio:

Ore 00.01.11 del primo gennaio 2007, fra lo sventolio di bandiere tricolori e la musica un po’ dolciastra degli inni, arriva la splendida berlina tedesca con autista che porta a bordo il Nuovo Anno. Ci facciamo largo tra la folla per ottenere le prime dichiarazioni. Il 2007 si presenta in ottima forma. Il viso e’ disteso ed abbronzato, i denti bianchissimi e, nonostante l’eta’, solo un piccolo accenno di calvizie. I capelli che restano sono scuri e tirati all’indietro. E’ difficile vedere bene perche’ l’elegante figura e’ circondata dai suoi alti guardaspalle. O i guardaspalle sono di altezza normale e l’elegante figura e’ piuttosto bassa. Questo non abbiamo avuto modo di appurarlo con certezza perche’ siamo riusciti ad avvicinarci solo dopo che 2007 e’ salito su un piccolo palchetto dal quale ci ha concesso l’intervista.
La nostra prima domanda e’ stata, ovviamente, cosa c’e’ nel futuro immediato del nostro paese. Il Nuovo Anno non ha esitazioni, con voce ferma e maschia ci riferisce:
2007: Prima di tutto voglio ringraziare i tre milioni di persone che mi hanno atteso in questa piazza stasera. Saro’ l’anno di tutti gli italiani, ripuliro’ il paese dai residui di statalismo introdotti dal precedente anno comunista e ci sara’ ricchezza e prosperita’ per tutti.
DFC: Potrebbe essere piu’ preciso?
2007: Certo (nel frattempo srotola un grosso foglio che teneva avvolto sotto al braccio. NdR). Questo e’ il mio contratto con gli italiani, ve lo leggo, punto per punto: Abbattimento della pressione fiscale, diminuzione della criminalita’, aumento delle pensioni minime, un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, apertura di cantieri per le grandi opere.
DFC: E’ un piano ambizioso, non pensa che sara’ difficile realizzarlo?
2007: Purtroppo a causa dell buco di bilancio lasciato dal precedente anno comunista mangiabambini bisognera’ accontentarsi un po’. La pressione fiscale la abbatteremo solo per i redditi piu’ alti. Metteremo cinque o seicento poliziotti di quartiere e in quei quartieri la criminalita’ diminuira’. Aumenteremo le pensioni minime solo alle persone dagli ottanta in su in grado di sollevare 160 kilogrammi e di portarli in cima ad un palazzo di quindici piani a piedi. Il milione e mezzo di posti di lavoro in piu’ sara’ a rotazione, tre mesi a testa cosi’ nessuno si stanca. I cantieri abbiamo promesso di aprirli, mica di chiuderli completando le opere.
DFC: Capisco, e l’agenda quale sara’?
2007: Per il momento queste cose dovranno attendere. Dobbiamo prima cambiare tutti i calendari e metterci sopra il mio nome. Poi sara’ la volta dei timbri, degli orologi eccetera eccetera. Un po’ di provvedimenti ad personam, insomma.
A questo punto il Nuovo Anno sbarra gli occhi terrorizzato e fa un cenno alla scorta. I giovanottoni si precipitano verso un fotografo che aveva sollevato un cavalletto per farsi largo tra la folla. Lo bloccano e lo riempiono di mazzate sotto lo sguardo soddisfatto di 2007. Nel trambusto risultante perdiamo di vista il Nuovo Anno. Riusciamo a scorgerlo solo qualche minuto dopo nell’atrio dell’albergo che lo ospitera’ per la sua prima notte in carica. E’ al centro dei suoi Mesi che gli stringono la mano e lo prendono a braccetto. Sono tutti allegri. Hanno davanti un bel po’ di tempo e la certezza che nessuno li potra’ cacciare via. Noi rimaniamo fuori, al freddo ed alle intemperie, come sempre. Ci facciamo gli auguri tra di noi. Siamo un centinaio di persone. Degli altri duemilioninovecentonovantanovelianovecento non c’e’ traccia. Saranno tutti al bar?

Auguri a tutti, anche a quelli che si incazzeranno un po’ leggendo questa stupidaggine.