Una parte molto interessante del discorso del presidente Napolitano di ieri sera riguardava l’invito, da parte dell’anziano uomo di stato,a non allontanarsi dalla politica. Detta in questo modo suona migliore di quello che e’ nella realta’. L’invito, secondo me,  doveva essere ad avvicinarsi alla politica. Magari con qualche informazione sul come farlo.
Ecco, come si fa a fare politica attiva in questo paese oggi? Ai miei tempi ci si recava alla sezione di un partito, si chiedeva di partecipare alle assemblee e si iniziava a darsi da fare, magari facendo volantinaggio. Oggi di sezioni in giro non se ne vedono piu’. Quelle che sono rimaste aperte spesso somigliano a circoli ricreativi per over 75, piu’ concentrati su quell’asso calato a sproposito nell’ultima partita di tressette che sulla posizione internazionale dell’Italia. E i congressi? Chi ci partecipa ai congressi? Chi sono e chi elegge questi magnifici delegati?
Insomma sembra che in Italia l’unico atto politico che si richieda al cittadino sia quello di andare al seggio per mettere una croce sulla scheda e poi imbucarla nell’urna. I politici sono diventati come i notai, i tassisti ed i farmacisti. Una casta chiusa alla quale si accede per via di cerimonie iniziatiche il cui svolgimento e’ assolutamente misterioso. Ci vorrebbe una legge per le liberalizzazioni anche in questo caso. Sarebbe come chiedere ai notai di votare una legge che abolisca il loro ordine professionale. Un po’ improbabile.
Nella questione rientra anche uno dei cavalli di battaglia di queste pagine. La magica legge elettorale (vedi anche questo articolo e questo). Vivere in un paese dove non e’ possibile votare una persona ma si e’ costretti solo a tracciare la croce su un simboletto, non avvicina alla politica attiva. Con l’attuale legislazione, se pure nascesse un nuovo Ghandi - tanto per fare il nome di un famosissimo politico rivoluzionario (nel bene) - se volesse candidarsi, pur godendo di largo seguito personale, dovrebbe chiedere il permesso ad un partito politico, oppure crearsene uno suo con la diffusione sufficiente ad assicurarsi almeno un seggio in Italia. Non molto incoraggiante vero?
Ed e’ per questo che, pur pensando che non ci fosse l’intenzione, l’invito del presidente a non allontanarsi dalla politica mi sembra un vero e proprio sfotto’. Certo, se a sfottermi e’ il presidente della repubblica, per rispetto me lo tengo e non scrivo con la mia solita "verve". Pero’ un po’ mi incazzo.