Delle Fragili Cose

L'angolo del Bignami2 January , 2007 5:56 pm

Quando in un film di fantascienza di serie B non si sa che cazzo fare per mettere a posto una situazione complicata, ci si puo’ sempre giocare il jolly dell’antimateria. Diciamoci la verita’, chi cacchio si e’ mai posto veramente il problema di verificare cosa sia veramente questa antimateria? Nella migliore delle ipotesi uno s’immagina una specie di roba radioattiva, che a toccarla si rischia di scottarsi. In realta’ le cose stanno un po’ diversamente. Per spiegarlo devo partire da lontano e chiamare in causa i marziani. Ok, ho appena detto che l’antimateria non c’entra nulla con i film di fantascienza di serie B, ma i marziani mi servono per fare una metafora, solo dopo esce in mezzo l’antimateria. Capito?
La prima cosa da chiederci e’ quale sia la destra e quale la sinistra. Si, le lauree, si ho anche la patente, pero’ non parlo della nostra destra e della nostra sinistra. Come fisico penso in grande. Parlo della destra e della sinistra nell’universo.  Immaginiamo di parlare al telefono con un marziano. Il marziano non sa nulla di noi e non puo’ vederci. Inoltre noi non possiamo spedirgli nulla. Insomma, ci dobbiamo arrangiare solo con le parole. (Certo, ammetto che questa idea di parlare al telefono con un marziano e’ un po’ na’ strunzata. Chi si e’ preso la briga di stendere il cavo tra la Terra e Marte? Come si e’ risolto il problema della distanza variabile in funzione delle orbite? E perche’ non ci siamo fatti un videofonino a 49 euro con 500 euro di sms inclusi da spedire in due giorni? Lasciamo perdere.).
Dopo aver parlato un po’ con il marziano, magari ci viene voglia di spiegargli come siamo fatti. La testa, il cervello, il cuore…. Il marziano, che si sta annoiando a morte, fa una di quelle tipiche domande che si fanno per far pensare che si sta ascoltando con attenzione mentre in realta’ si sta pensando ai cazzi propri: "Ah, molto interessante. E dove si trova il cuore?". "Ottima domanda", possiamo rispondere noi, "nel petto, a sinistra". E’ chiaro che qui la conversazione incontra una grossa difficolta’. Cosa e’ la sinistra? Non e’ detto che il marziano abbia due sole mani, per quello che ne sappiamo puo’ averne diverse. E poi, mica e’ detto che debba proprio usare la destra per scrivere. Magari su Marte sono tutti mancini e chiamano destra la sinistra e viceversa. 
Il problema e’ che le leggi della fisica sono invarianti rispetto alla scala e sono simmetriche rispetto al verso. Nel senso che cio’ che vale per le cose piccole, vale anche per le cose grandi (escludendo le cose piccolissime naturalmente, per quelle c’e’ la fisica quantistica e non le tiriamo in mezzo per adesso se no non si capisce piu’ un cazzo). Nello stesso modo gravitazione, elettromagnetismo e forze nucleari soddisfano anche il principio di simmetria rispetto alla riflessione, nel senso che un fenomeno e’ regolato dalle stesse leggi sia che si verifichi in un verso che nell’altro. Mi spiego: se due auto A e B convergono verso un incrocio, procedendo ad una velocita’ V, se la loro velocita’ le porta a tamponarsi, si tamponeranno sia se A proviene da sinistra e B da destra che il viceversa. Anche se il perito dell’assicurazione non e’ d’accordo, e’ cosi’. Fidatevi.
A causa di questo fatto non possiamo indicare al marziano nessun fenomeno fisico che si verifichi con una direzionalita’ intrinseca. Questo almeno apparentemente. Perche’ i fisici, come sanno gia’ i miei lettori piu’ affezionati, quando sono veramente nei guai tirano in mezzo le particelle e la meccanica quantistica, senza parlare di spazio e tempo. Le particelle non si vedono e uno puo’ dire che cacchio vuole. La meccanica quantistica si basa sul principio che non sempre una causa ha lo stesso effetto. Cosa si poteva pensare di meglio per confondere le persone?
In effetti, la simmetria delle leggi fisiche rispetto alla riflessione, e’ vera solo a livello macroscopico. I decadimenti di alcune particelle (eccole qua le zoccolette), non sono sempre simmetrici, nel senso che sono diversi a seconda della loro disposizione all’interno di un campo magnetico.
Alla luce di questa informazione, spiegare al marziano dov’e’ il cuore e’ piu’ semplice. Basta dirgli:"Senti, fai un magnete, metti l’avvolgimento, attacca la corrente, prendi del cobalto e tieni la temperatura bassa. Se gli elettroni vanno dai piedi alla testa del magnete, allora la corrente sta entrando a destra e uscendo a dalla sinistra dell’avvolgimento." E questo dovrebbe far togliere una volta e per sempre al marziano il vizio di fare domande di cazzo.
La conclusione alla quale siamo giunti e’ epocale. Esiste una direzionalita’ nello spazio, cioe’ esistono una destra ed una sinistra. Come vedete non solo politici e giornalisti televisivi si guadagnano la vita dicendo banali stronzate. Anche i fisici se la cavano benino.
In realta’ la cosa e’ importante, se abbiamo perso il concetto di simmetria delle leggi della fisica, almeno a livello quantistico, questo vuol dire che bisognara’ cercare di capire cosa accade se invece di svolgersi in un verso, un fenomeno si svolge nell’altro. Altro lavoro. Altri finanziamenti per la ricerca.
Quindi tutto a posto con il nostro marziano? No c’e’ una complicazione. Pertendo dagli studi di Dirac si puo’ affermare che teoricamente ogni particella ha un’antiparticella. Si tratta di particelle che hanno energia e massa in comune ma cariche opposte. Quindi l’antiparticella dell’elettrone si chiama positrone, una particella che ha la stessa massa dell’elettrone ma carica positiva. L’antiparticella del protone si chiama piu’ banalmente antiprotone. Anche un neutrone, che di carica elettrica non ne ha, ha la sua bella antiparticella. In pratica, almeno teoricamente, si potrebbero costruire antiatomi, le particelle elementari dell’antimateria. In laboratorio sono stati costruiti antiatomi di idrogeno che sono durati pochissimo. Infatti l’antimateria se entra in contatto con la materia si annichilisce, liberando energia. Se solo fosse piu’ economica e meno rara, l’antimateria sarebbe il combustibile perfetto perche’ permette di sfruttare quasi tutta l’energia potenziale della materia portando il rendimento di un motore vicino all’ottimo. Comunque, almeno per adesso, i petrolieri possono dormire sonni tranquilli. Sempre che abbiano gia’ dimenticato questo.
Ma che c’entra l’antimateria con il nostro marziano? Come abbiamo visto, nel nostro universo fatto di materia esiste una direzionalita’. Lo stesso accade per un universo fatto di antimateria. Anche in questo universo teorico esiste una direzionalita’, solo che e’ opposta alla nostra. Ora, se il nostro marziano, che a questo punto ha anche un po’ rotto le balle, fosse fatto di antimateria, seguendo le nostre istruzioni costruirebbe correttamente l’esperimento del magnete con il suo anticobalto, ma la sua sinistra sarebbe la nostra destra e viceversa. Quindi, come dice il professor Feynman,  dalle cui lezioni ho tratto ispirazione per questo ed altri articoli, facciamo attenzione se dopo aver parlato tanto tempo al telefono con un marziano ed avergli spiegato destra e sinistra, questo al nostro primo incontro ci porge la mano sinistra. Da questa stretta di mano potrebbero venire fuori scintille.
Ma non e’ tutto, se sopravviviamo alla stretta di mano interplanetaria verremo a sapere che l’aver introdotto un concetto di direzionalita’ nello spazio, consente di formulare un’ulteriore teoria di cosmologia quantistica. Senza entrare nei particolari dello spin delle particelle, ci basti sapere che questo ha indotto alcuni fisici a supporre che ci siano diversi universi contemporanei che si distinguono solo in base alla loro specifica direzionalita’. Tutti questi universi coesisterebbero, solo che a causa di questa differenza di base non sarebbero percepibili gli uni dagli altri. Il che e’ la maniera perfetta di sparare una cazzata. Nel momento stesso nel quale la dici, poni come condizione della sua esistenza il fatto che non la potrai mai vedere. Questo e’ quello che io chiamo genio.
 

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Cinematica delle Masse 12:18 pm

Non c’e’ niente di male. Basta ammetterlo. Il cellulare e’ come le mutande. Se ne rimani senza, senza averlo fatto apposta, vuol dire che sei nei guai. Da quando sono apparsi i primi telefoni da campo, quasi venti anni fa ormai -  li ricordate? Erano quasi come dei zainetti e si portavano a tracolla con una cinghia - il fenomeno ha assunto dimensioni macroscopiche e sociologiche al punto di consentirci le prime classificazioni.
L’impatto del cellulare sull’attivita’ sessuale degli utilizzatori e’ stato dirompente. Lo strumento consente una gestione parallela di diverse relazioni con una semplicita’ precedentemente sconosciuta. La possibilita’ di avere piu’ numeri e di riciclare quell’sms particolarmente riuscito, hanno fornito nuove micidiali armi agli appassionati ed alle appassionate della seduzione. Con la sua capacita’ di essere utilizzato in ogni frangente il telefonino si presta a riempire ogni istante disponibile della giornata. Utilizzato con consapevolezza militare puo’ servire a tenere calda la prossima preda mentre si sta consumando l’attuale, adescare compiaciute controparti con la frequenza delle chiamate, sedare relazioni tempestose con la semplice sostituzione di una scheda. La vera arma finale del sesso, quella della quale non si puo’ piu’ fare a meno.
Grande anche l’apporto fornito all’altra passione dell’uomo moderno: la pecunia. La possibilita’ di essere reperiti sempre e comunque e’ stata una panacea per chi vive rispondendo alle richieste dei clienti. Ce ne accorgiamo con la massima soddisfazione quando, dopo lunga anticamera e a prezzo di una cospicua parcella, ci troviamo di fronte al Grande Professionista e nel bel mezzo del consulto squilla l’amato bene che ci rapisce per lunghi e preziosi minuti l’attenzione del luminare. Altro campo d’applicazione economico e’ la rottura di balle. Come avrebbero potuto vivere quelli dei call center se si fossero dovuti limitare a chiamarci a casa? Cosa avrebbero fatto durante le ore di lavoro quando a casa non c’e’ nessuno? Quante famiglie vivrebbero oggi sulla soglia della miseria senza poterci chiedere se vogliamoattivarelapromozionecon200smsgratis?
Nel corso degli anni ho anche provveduto ad una piccola classificazione zoologica dei tipi da cellulare. Ve ne fornisco un estratto:

Tutti: perche’ la prima cosa che dice chi risponde al cellulare e’:"sono in autobus" oppure "sono in treno" o anche "sono per strada, mi stanno rapinando". Sembra che chi ci chiami, piu’ che interessato a dirci quello che ci deve dire sia interessato a dove ci troviamo in quel momento. Si faccia un po ‘ cazzi suoi.

Il Pianista: E’ quello che picchiotta sui tastini continuamente producendo un sommesso ma estenuante bip bip. Il rumore non e’ tanto forte da giustificare proteste ma e’ comunque un terribile supplizio. Ci sarebbe da giustiziare chi ha avuto l’idea di associare un bip ai tasti.

Lo Scrittore:  Nella maggior parte dei casi si tratta di adolescente brufoloso con poco credito residuo. Redige e riceve sms in continuazione. Ogni tanto il suo viso si illumina perche’ ha ricevuto una misteriosa stringa del tipo: "6 il + fiko xche’ cmq i tuoi msg rompono -". E’ evidente che uno Scrittore e’ anche un Pianista.

Il Campanaro: E’ quello che in treno o in autobus scorre tutta la lista delle suonerie disponibili sul suo cellulare per scoprire quella che gli dara’ successo e fama consentendogli di emergere sulla bruta massa. Mozart ed Eminen si rincorrono in un incubo musicale intervallato da sconci beep e squilli di telefono di bachelite degli anni 30.

Lo Squillista: E’ quello che ha scoperto che far squillare il telefono degli altri non costa nulla e prova a mandare uno squillo nella speranza di essere richiamato. Personaggio odiatissimo perche’ basa il suo successo sulla curiosita’ morbosa deli altri.

Il Riflessivo: E’ quello che quando riceve una telefonata guarda a lungo sul display per capire di chi si tratta e decidere cosa rispondere. Mentre il telefono esegue per la terza volta il Bolero di Ravel, il riflessivo concepisce stupefacenti strategie di risposta che, nel 99% dei casi si concretizzano in un  banalissimo  "Pronto" seguito da un "sono in autobus" oppure "sono in treno" o anche "sono per strada, mi stanno rapinando".

Il Tenore: E’ quello che quando fa o riceve una telefonata, nel giro di cinque minuti, tutti quelli nel raggio di duecento metri sanno i cazzi suoi.

Il Sussurratore: A differenza del tenore, lo si vede solo muovere le labbra dalle quali non sortisce suono alcuno. Probabilmente lo fa all’indirizzo di una microtelecamera che consente all’interlocutore di interpretare il linguaggio labiale.

L’Organizzatore: Spesso un Tenore che organizza una cena, un cinema o un semplice appuntamento con gli amici. Sembra che sia impossibile mettere d’accordo tutti. L’organizzatore chiama, e viene chiamato mentre cerca di comporre la difficile situazione. Gli sforzi compiuti per mettere d’accordo tutti su quale spettacolo vedere avrebbero potuto consentire un consistente passo in avanti nella risoluzione della questione mediorentale.

Il Sessuomane: L’aspetto e le parole sussurrate non ammettono dubbi. Si sta assistendo ad un atto sessuale che si svolge con le parti separate da centinaia di chilometri di cavo e decine di ponti di ripetizione. Eppure l’aspetto soddisfatto ed emozionato del sessuomane inducono ad una riflessione: un’avventuretta telefonica mette al riparo da malattie contagiose e fa risparmiare un bel po’. Viaggio, albergo, pillole blu. Un bel sistema per mettere pace tra coscienza, portafoglio e basso ventre.

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Meccanica delle Cose 8:57 am

Gli Stati Uniti sono un posto fantastico da visitare. Grandi spettacoli naturali, citta’ entrate nell’immaginario collettivo grazie a film e romanzi, gente generalmente simpatica e ospitale. E poi con il rapporto di cambio attuale, tolto il costo del volo, puo’ risultare meno caro un soggiorno a New York che a Firenze.
Ma un viaggio in America puo’ avere un costo nascosto. E’ giusto che tutti ne siano a conoscenza. A quanto afferma il quotidiano britannico Daily Telegraph (vi segnalo l’articolo che ne parla sulla Repubblica on Line), sarebbe stato stipulato un accordo tra Unione Europea e Stati Uniti che consente a questi ultimi di accedere a dati sensibili di passeggerei europei che si recano in volo negli Stati Uniti. Si parla di 34 tipi di dati che includerebbero carte di credito, indirizzo di posta elettronica, tipo di pasto ordinato a bordo (per individuare fedi religiose che impongono restrizioni alimentari), eventuale mancanza di presentazione a bordo in occasione di precedenti voli.
I dati, molti dei quali classificati come sensibili, verrebbero trasmessi senza nessuna approvazione da parte del passeggero. La misura e’ praticamente unilaterale. Le aerolinee americane che trasportano passeggeri statunitensi verso il vecchio continente, sono state "incoraggiate" da Washington a fare altrettanto con i dati dei passeggeri americani, ma non hanno alcun obbligo in proposito.
Dopo quello che e’ successo nel 2001, mi rendo conto che gli Stati Uniti sentono prepotentemente la necessita’ di proteggere un territorio che in passato non era mai stato violato. A questo scopo hanno intrapreso e intraprendono quotidianamente una serie di misure, palesi e non, orientate a sapere tutto di ogni persona che varca i loro confini o che semplicemente esprime il desiderio di farlo. Di giorno in giorno questa politica assume connotati sempre piu’ isterici. La realta’ dei fatti e’ che nessuna procedura di polizia puo’ realmente mettere al riparo un paese occidentale contro chi abbia deciso di organizzare un attentato o di svolgere attivita’ terroristiche. La libera circolazione di beni, capitali e persone e’ la linfa che alimenta una societa’ industriale capitalista. Cercare di controllare o ridurne il flusso vorrebbe dire soffocarla. In pratica ci si trova nella situazione che efficacemente il drammaturgo inglese Christopher Marlowe riassumeva nel detto latino "Quod me nutrit me destruit", cio’ che mi alimenta mi uccide.
Secondo il mio parere, ancora una volta, si ha la prova che si e’ deciso di adottare un’opzione muscolare al posto di una politica di relazione e compromesso. Lo stesso errore che commisero i Romani quando modificarono la gestione del loro impero. Precedentemente i Latini avevano privilegiato l’opzione di non controllare fisicamente i loro confini, ma di stabilire relazioni di alleanza e di reciproca protezione con gli stati confinanti. In questo modo, chiunque avesse avuto intenzione di attaccarli avrebbe dovuto prima vedersela con l’alleato Romano. Questo consentiva di avere un numero ridotto di Legioni da spostare dove risultava necessario. In una fase successiva, la strategia militare di presidio cambio’ e i Romani iniziarono a costruire mura e roccaforti per presidiare il limes. La strategia si rivelo’ costosissima ed inutile perche’ e’ fisicamente impossibile presidiare miglia e migliaia di chilometri 24 ore al giorno. Secondo me da allora le cose non sono cambiate di molto. Satelliti, computer e bombe intelligenti non salveranno l’impero di cui facciamo parte. Potra’ farlo solo una politica di mediazione e di reciproca comprensione. E’ evidente che i risultati di un’azione di questo tipo sarebbero visibili solo dopo anni. Chi sara’ il primo presidente americano disposto a chiudere i suoi due mandati senza mettere mano al cappio?

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