La Repubblica on Line di stamattina mi sembra l’unico quotidiano web ad evidenziare una notizia interessante: Sembrerebbe che anche Milano, probabilmente la citta’ piu’ moderna ed europea della nostra provinciale Italia, avra’ il suo muro che, in un quartiere di periferia, separera’ i cittadini milanesi da alcuni insediamenti Rom della zona. Sembra che la cosa si svolgera’ senza eccessivi intoppi, visto che non si registrano forti opinioni contrarie e quasi tutti concordano sulla necessita’ di stabilire una separazione fisica. Questo sara’ il secondo caso in Italia dopo le barriere di recinzione issate a Padova per isolare il quartiere di via Anelli. Si consideri che dal 1 gennaio 2007 la popolazione Rom di origine Rumena gode dello status di cittadinanza comunitaria.
E’ suggestivo osservare che mentre a Strasburgo e a Bruxelles ci si affanna ad eliminare confini ed aprire frontiere, all’interno degli stessi stati che costituiscono l’unione, le frontiere rinascono sotto forma di sbarramenti e recinzioni.
E’ un dato di fatto che una certa pressione politica sia assolutamente necessaria per favorire il processo di unificazione europea. I grandi disegni hanno bisogno di qualche spinta. Non sempre i popoli riescono a vedere tanto lontano. Ed e’ per questo che, almeno in passato, ho reputato giuste certe scelte "dirigiste" operate dal governo europeo. Tuttavia, i paesi che componevano il nucleo fondante condividevano un’antichissima storia comune, si trattava di fratelli separati dalla tempesta del Medioevo. Le recenti affiliazioni probabilmente introducono, con un passo sospettosamente forzato, popoli e culture sostanzialemente diverse. Il fenomeno sarebbe stato molto meno traumatico se si fosse creato tra i popoli fondatori un sentimento di patria comune che invece non esiste ancora. E’ triste ammetterlo, ma oggi esiste un Europa Unita per le merci ma non per i popoli.
La mia impressione e’ che quello che sta guidando il processo di integrazione, almeno in questo momento, non sia un criterio ideale, ma uno spirito pragmaticamente orientato al drastico abbassamento del costo del lavoro. La scelta di combattere la battaglia della globalizzazione sul piano cinese/indiano, richiede che l’Europa si doti di nuovi cittadini disposti ad accettare pesanti compromessi sul piano della qualita’ della vita.
La cosa non e’ nuova. Gia’ duemila anni fa, l’Europa unita sotto le insegne di Roma, attinse al serbatoio di forza lavoro economicamente allettante offerto dai popoli che vivevano ai confini dell’impero. La cosa non offri’ risultati brillanti. Quando i popoli perdono interesse per cio’ che producono e si limitano solo a controllare il processo, perdono di vitalita’ ed entusiasmo. E’ la seconda volta in due giorni che cito la storia antica. Probabilmente e’ segno di sfiducia in quella moderna.
In ogni caso, procedere a tappe forzate in un’integrazione che doveva essere preceduta da un processo di assimilazione culturale piu’ consistente, non potra’ che comportare problemi molto piu’ seri dei muri issati a Padova e Milano. Prostituzione, criminalita’ e droga sono solo i primi sintomi di un malessere che non tardera’ a manifestarsi con il suo vero volto, quel razzismo inconsapevole che ognuno di noi porta sepolto nel cuore. Nessun governo, nemmeno quello dell’Europa puo’ imporre pace e felicita’ per decreto. L’assimilazione l’affratellamento sono processi lunghi e laboriosi. A me sembra che non siano mai nemmeno iniziati.
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Concordo in pieno.
Il razzismo è generato da lacune di civilismo, da convivenze forzate tra culture troppo differenti e, non ultimo, da episodi che ne fomentino l’indole più violenta. Viene a sparire solo quando l’integrazione è completata, naturale; ma ci vogliono generazioni e generazioni di volenterosi da ambo le parti.
Se controllato, un sentimento rimane allo stato latente anche per decenni.
Se non controllato, prima o poi sfocia in qualcosa di terribile per tutti, anche per chi si macchia. Per vederne i risultati, non dobbiamo nemmeno scavare nella storia: basta aprire il giornale.
dfc: giusto erede. non bisogna andare troppo lontano
Comment by serpiko — 3 January , 2007 @ 9:34 am
Io non sono d’accordo. Ho scritto un post sul mio blog.
dfc: letto, commentato e votato su ok
Comment by Vortexmind — 3 January , 2007 @ 10:30 am
io concordo e non concordo.
dfc: un modo di pensare che ti potrebbe far diventare leader del centrosinistra.
Comment by tusaichi — 3 January , 2007 @ 12:29 pm
L’unione europea nasce con intenti economici, e in seguito abbraccia un disegno politico di più ampio respiro, che però fatica a concretizzarsi vista la variegata realtà degli stati membri. A mio avviso l’annessione di Bulgaria e Romania è certamente dettata più da logiche economiche che politiche, e forse per entrambe le motivazioni, l’annessione è stata prematura. Molto più interessante nel post è il concetto di integrazione e razzismo. A mio avviso non ci può essere integrazione senza razzismo tra due culture se non con il sopravvento di una sull’altra. Pensiamo alle generazioni di immigrati in Italia: possono essere ancora considerati tali gli immigrati di seconda o terza generazione? A mio avviso avviene un fenomeno di omologazione tale per cui essi perdono la loro cultura a favore di quella del paese ospitante e, nella fattispecie, diventano italiani a tutti gli effetti (con pregi e ahimè difetti). Per numerosi motivi, il primo forse proprio per questioni di razzismo, onde evitare di essere discriminati.
Se invece la differenza culturale viene mantenuta, vedasi per esempio con le popolazioni Rom, allora non vi potrà essere alcuna forma di integrazione e si continuerà a parlare di razzismo (in entrambe le direzioni).
La casualità ha voluto che il tema del razzismo fosse poi ripreso oggi stesso da un’intervista di Mastella sul corriere.it. Egli sostiene che Fuda “È stato la vittima di un vero e proprio episodio di razzismo. Fosse stato un senatore nato al Nord, nessuno avrebbe pensato che a ispirarlo c’erano amici compiacenti” quindi, se continuiamo a ragionare così, che integrazione potremmo aspettarci di ritrovare tra 20 stati europei e numerose culture?
dfc: ottimo e condivisibile intervento caro Dario. Come sempre d’altra parte. Ho raccolto l’assist e sto preparando un articolo sull’intervista a cui fai riferimento
Comment by dario — 3 January , 2007 @ 12:39 pm
L’ho letta anche io quella frase di Mastella: semplicemente uno dei soliti viscidi tentativi di rigirare la frittata facendo la vittima. Finchè avremo politici così, che cosa mai potremo aspettarci in Italia?
dfc: mah, secondo me non molto
Comment by Vortexmind — 3 January , 2007 @ 1:20 pm
La società multietnica (non solo europea), è un processo inarrestabile: non si potrà fermare neppure con le armi (al bar alla mattina tutti sono bravi ad ammazzare gli immigrati). Tra tot anni finiremo là a convivere con culture, credi, colori diversi. Se chiedi a qualcuno che cosa farebbe se la figlia si mettesse con un “diverso”, cattolici compresi, ti risponde: la ammazzo. Non si è ancora iniziato a ragionare sul come far convivere tanti “diversi”. L’unione europea ha unito “parzialmente” solo le questioni economiche (per comodo), lasciando da parte la necessaria cultura per l’integrazione compelta (tra l’altro non abbiamo neppure un codice fiscale univoco europeo), e nelle scuole si continua ad insegnare una seconda lingua al posto di iniziare a pensare all’inglese come lingua unica almeno per il futuro. Es. se io voglio andare in Svezia (a caso), ho difficoltà perchè non so come comunicare: e ho tutto il diritto sono cittadino europeo. E’ necessario iniziare a parlare in termini multietnici più che int ermini di muri, reti, ecc. Misteri della fede e dell’unione.
dfc: le misure per favorire l’integrazione sarebbero numerose. scuole in comune, stessa polizia, stesso esercito, campionato di calcio unico, stessa patente, stessa politica estera. Se non si comincia da queste cose “normali” non e’ facile accettare gente che non si conosce
Comment by mstatus — 3 January , 2007 @ 3:18 pm
mstatus: tu non puoi non sapere l’inglese. Gli svedesi lo parlano benissimo, non avrai alcun problema. Buon viaggio
“razzismo anconsapevole”: è esattamente il come la penso anch’io…finchè in italia (e non solo) ci saranno terroni e polentoni, non andremo da nessuna parte. Anzi, in una sicuro: andremo tutti a cagare
Au Revoir
dfc: terroni e polentoni, roba da anni 50. Si usa ancora?
Comment by Davide — 3 January , 2007 @ 3:30 pm
Ma sai DFC probabilmente non c’è interesse ad unire i popoli… Perchè sono i popoli a non voler essere uniti… Basti pensare “solo” che tra i quartieri di provincia e le grandi città c’è razzismo… E che (per esempio) i Piemontesi fanno ancora riflessioni sui meridionali e viceversa e poi non ci accorgiamo che siamo già “tutti belli mischiati” (e meno male!)
E se un giorno invece ci accorgessimo che stiamo lottando contro mulini a vento?
E se ci accorgessimo, un giorno, che le energie usate ad odiare il prossimo potrebbero essere dimezzate per amarlo ed in più per fare tante altre belle cose?
Ma come fai a partorire certe riflessioni? Il maestro è il maestro, c’è ancora tanto da imparare…
Un abbraccio ed a presto in pvt.
dfc: Maubra, meno di 50 anni fa nella civilissima america i neri non potevano sedere in autobus. Ora si candidano a presidente. Le cose cambiano.
Comment by MaubrA — 4 January , 2007 @ 12:15 am
I muri sono sempre da abbattere, non devono esistere mai delle divisioni razziste perchè ledono unicamente l’interesse all’integrazione
dfc: eh gia’
Comment by Ultime-Notizie.eu — 4 January , 2007 @ 1:15 pm
Basta con tutte queste ciance!L’immigrazione ha solo portato effetti negativi(solo per essere soft);basta leggere i giornali tutti i giorni.per avere un minimo di integrazione lo stato dovrebbe essre forte e far rispettare le sue leggi(come in america).Qui in Italia siamo molto lontani da cio’ e la giustizia esiste solo sulla carta,gli stranieri lo sanno e ne approfittano.
dfc: ne approfittano anche in America, stai sicuro. Gli immigrati sono poveri e statisticamente le classi povere sono quelle piu’ portate al reato comune. I ricchi fanno solo reati fuori del comune.
Comment by palladian — 4 January , 2007 @ 4:10 pm
Purtroppo sì dfc, almeno da me esiste un pregiudizio vomitevole e radicato verso i terroni…pardon, i meridionali…
Ci scherzo su ma la situazione non è così comica
Add’a passà ‘ a nuttata prima che le cose cambino
Adda passa’ guaglio’ Salutamm
Comment by Davide — 5 January , 2007 @ 1:48 pm