Odio citarmi. Pero’ questa volta e’ necessario per introdurre correttamente l’argomento. Il TG nazionale, l’Ansa, La Repubblica on Line, il Corriere della Sera on line, inevitabilmente ma piu’ sobriamente La Stampa on line ed infine, ma solo per mia stanchezza, Il Giorno on line.
Ci si sono messi tutti, ma proprio tutti per confermare quanto scrivevo in questo mio modesto articolo del 30 ottobre scorso che vi invito caldamente a leggere. Lapo si pente, e ancora una volta non lo fa nel segreto del confessionale ma pubblicamente. Al telegiornale del primo canale nazionale in fascia di massimo ascolto. Nello stesso giorno rilascia l’intervista a Repubblica on line nel suo "piccolo loft pieno di luce" di New York. Quest’ultima va letta per intero, e’ una di quelle disgustose interviste fatte in ginocchio e con la lingua penzoloni che nobilitano il nostro giornalismo mentre in un paese civile comporterebbero l’espulsione dal giornale ed il ritiro del tesserino a chi l’ha redatta e a chi ne ha consentito la pubblicazione.
Con una coordinazione degna di un’azione militare in grande stile, che data la pigmentazione pilifera del soggetto potrebbe essere definita Operazione Barbarossa, nei primi giorni del 2007 scatta un’altra puntata della redenzione di Lapo e, visto che ci siamo, si fa anche un po’ di pubblicita’ alla nuova aziendina che gli hanno messo tra le mani per farlo giocare. Fra interviste al Tg e dichiarazioni alla stampa, non ci viene risparmiato nessun particolare zuccheroso e sentimentale. Roba da azzerare le gia’ ridotte scorte di insulina. Il risveglio dal coma, l’abuso di cocaina, il disappunto di fronte ai motori di ricerca pieni di notizie su di lui, l’aiuto benevolo di un "quasi nonno" come Henry Kissinger. Roba che unita alla cornicetta rosa che circonda l’articolo di Repubblica, fa venire il voltastomaco anche ai piu’ duri.
L’ho gia’ detto e lo ripeto. Lapo Elkann, e si noti che lo scrivo con le maiuscole perche’ non ho nulla contro di lui, puo’ fare che cazzo vuole. Drogarsi, avere connubi carnali con una, due, tre o addirittura n persone adulte consenzienti, di qualsiasi sesso siano e travestite nel modo che preferiscono, bruciare la sua vita in un turbine di vizio o mettersi a fare il monaco francescano.
Non deve chiedere il permesso a me ne a nessun’altro. Ci mancherebbe. Anzi, aggiungo di piu’. Me ne strafotto. Quello che deve fare pero’ e smetterla con questo tentativo di farsi voler bene a tutti i costi. A me ha rotto i coglioni. Passi quando compra intere pagine di novella 2000 o 3000 che manco mi ricordo come cazzo si chiama. Passi quando a fargli l’intervista in ginocchio e con la lingua penzoloni e’ una che fa la giornalista perche’ non e’ riuscita come velina, ma quando incomincia a rompere le palle pure sul TG1 e su quelle che dovrebbero essere le corazzate dell’informazione nazionale invade i "miei" di spazi.
Con la sua grandissima faccia di cazzo e con le sue storie strappalacrime su peccato e redenzione ci fotte due volte. La prima quando raccontandoci di come si e’ ripreso tra cliniche di lusso in America e Kissinger che gli teneva la manina fa morire di rabbia pensando a quanti disadattati strafatti di droga e psicofarmaci si aggirano nei SERT delle Asl trascinando i piedi tra infermieri che non sanno che cazzo farne e assistenti sociali che non sanno che cazzo dire. E la seconda perche’ con la storia della sua vita e delle sue avventure toglie spazio problemi come il lavoro, la legge elettorale e le unioni civili. Se ne andassero a fanculo, senza doppisensi, lui e l’azienda di made in Italy che gli hanno dato al posto del metadone per farlo uscire dal tunnel. Delle sue chiacchiere e della sua merda non so cosa farmene. Se si e’ redento sono cazzi suoi. Non voglio piu’ sentirmelo raccontare.
Per concludere vi linko il filmato del TG1. Anche qui un giornalista fa la sua intervista in ginocchio e a lingua penzoloni. Il servizio si conclude con una sfacciatissima e disgustosa marchetta pubblicitaria, con tanto di indirizzo web in sovraimpressione. Lapo promette prodotti "fuori dalla norma" che faranno "sognare le persone". Per fortuna che non sono piu’ dell’antidroga senno’ avrei pensato male. Ma la legge non prevede che gli spazi pubblicitari siano opportunamente evidenziati? Quante associazioni benefiche ed assistenziali hanno avuto uno spot di due minuti e mezzo nel pieno del TG1 delle 20.00?
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