Assumersi certe responsabilita’ e’ sovrumano. Non so se nel senso positivo o in quello negativo. E’ una valutazione che deve fare autonomamente ognuno di noi. Ma sicuramente e’ sovrumano, perche’ va aldila’ di ogni capacita’ cognitiva decidere se una cosa del genere sia giusta o no. Immaginate il caso di una bambina cerebrolesa. Immaginate che i genitori decidano di farle subire una serie di interventi chirurgici e di farle assumere dei farmaci che ne blocchino per sempre lo sviluppo fisico per evitare di farla diventare adulta. Immaginate che questo arrivi fino al punto di amputarne gli organi genitali e sopprimerne chimicamente lo sviluppo. Questo per evitare alla bimba il disagio derivante da ciclo mestruale, il rischio di tumori al seno e l’eventualita’ che qualche assistente sanitario possa violentarla.
Sembra una storia incredibile. Una storia di quelle che ci aspetteremmo di vedere al cinema. Eppure sta accadendo veramente, in questi giorni, in queste ore. Ne potete leggere dalla penna di Vittorio Zucconi su  Repubblica on Line e sul blog di Stefano Epifani, il mio amico professore che questa volta ha abbandonato l’empireo scientifico dove si aggira di solito per sporcarsi le scarpe anche lui nel fango della strada.
Zucconi si limita alla cronaca. Stefano prende posizioni molto decise. Io sinceramente non so. E’ una cosa che va assolutamente aldila’ delle mie possibilita’. Non so con quale fiducia nelle proprie convinzioni delle persone abbiano potuto prendere decisioni del genere, non so con quale certezza nella scienza altri abbiano potuto suggerirle e metterle in atto. Io so solo che di fronte a cose come queste, di fronte all’immenso dolore che comportano vicende del genere, io mi sento una nullita’ assoluta e posso solo sperare che il destino non mi ponga mai di fronte a una scelta del genere. Non avrei mai il coraggio di prenderla, non mi assumerei mai una responsabilita’ del genere e vivrei il resto dei miei giorni pensando che sono stato un vigliacco. Mi e’ gia’ successo e una volta mi e’ bastato.