Le indicazioni sono state precise e dettagliate. Una volta tanto non c’e’ stato bisogno di improvvisare nulla. Dopo, scegliere e’ stato piu’ che altro un lavoro di calcolo. Vettori di spinta laterale, coefficienti di rigidita’, analisi della struttura costruttiva. L’unica difficolta’ e stata sopportare gli sguardi perplessi delle commesse quando a mezza voce borbottavo le mie considerazioni fisiche sugli oggetti in valutazione
Quest’anno niente sindromi da pubblicita’, niente barbie paperonzolo o come cacchio si chiamano, niente scatolette ululanti da portarsi ovunque per tenere allenate le dita. Quest’anno tutto e’ stato sotto controllo. Finalmente qualcosa che conoscevo. Qualcosa che sarebbe potuta arrivare insieme ad un camion dei pompieri rosso, insieme ad un trenino elettrico o con una scatola del Monopoli. Certo, sono stati chiamati con un nome diverso, hanno le ruote in fila invece che a coppie di due, ma quest’anno, la giovane e bella autrice di questo mio ritratto (460 Kb), ha voluto un banale e normalissimo paio di pattini